Contro i notai Contro i notai

Contro i notai

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Un privilegio non segue le leggi della natura: si crea ma non si distrugge, nemmeno si trasforma. Rimane immutabile nel tempo, si chiude a riccio per difendersi meglio da chi lo attacca. I notai sono così: una casta ricca e inviolabile, uno strano ibrido incompiuto tra liberi professionisti e pubblici ufficiali, con i vantaggi degli uni e i benefici degli altri. Una corporazione insomma, un mestiere di riti, di tradizione portata all’eccesso perché la tradizione contiene e l’innovazione non conviene. Così, nell’era di internet, un atto costa ancora migliaia di euro e la corsa al ribasso è impossibile: le tariffe le fissa la legge e la concorrenza è bandita. Questa inchiesta, senza precedenti per ampiezza e livello di analisi del settore, tenta di forzare quella porta per capire cosa nasconde, per vedere quante mandate ha la serratura e soprattutto chi ne tiene le chiavi. Tornando indietro, per scoprire dove e quando tutto è cominciato, come e perché; andando fuori, in Europa, negli Stati Uniti e ancora più lontano, per dare conto di cosa succede altrove; cercando dentro, raccontando raggiri, scappatoie, concorsi bugiardi, scandali clamorosi e altri fatti dimenticati; guardando avanti, per prevedere se durerà. Soprattutto, per suggerire un modo sensato perché non duri.

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Contro i notai 2017-03-26 19:23:41 GGraziani
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Opinione inserita da GGraziani    26 Marzo, 2017

Scandalistico e degradante

Essendo uno studioso di diritto ed non avendo legami parentali "notarili" mi sono cimentato in questa lettura spinto dalla curiosità, ma successivamente annichilito dall'indecente insensatezza.
Premetto che ho analizzato in tanti anni la figura del notaio in Italia e al di fuori dei confini nazionali (es.Francia/Spagna), di ipotetiche figure alternative in altri sistemi giuridici (vd. America/ paesi anglosassoni) e della loro cattiva reputazione ( a mio avviso perchè in Italia vige il gretto pensiero che 700 euro per uno smartphone sono necessari, ma 1100 euro per una garanzia o tutela giuridica sono privi di fondamento)...ma lasciando i populismi ai veri professionisti torniamo a noi;
ad oggi esistono dicerìe come il termine "casta" o "potere oscuro" tipici anch'essi di una mentalità medievale regredita (leggete "Pregiudizio di Casta"), dato che pensano ancora alla successione ereditaria di questa professione (1/5 sono i figli di notaio). Altre fandonie sono l'inaccessibilità di quest'ultima, cosa non veritiera data la presenza di un apposito concorso indetto dal ministero della Giustizia e alla cui correzione partecipano magistrati e professori universitari, oltre ad alcuni notai in minoranza. Di che si blatera?
Ovunque esistono le corsie preferenziali (concorso in magistratura, test di Medicina, dottorati di ricerca, politica e financo nella nomina dei cardinali) ma questo non implica la loro inaccessibilità!
La mia non vuole essere un'apologia, ma sostengo che la libertà di espressione deve esistere, solo se quest'ultima sia ben informata e non tramandata dai vari centri ricreativi per oziosi.
La professione notarile, per quanto ne so, ha un codice deontologico sì centenario, ma questo non ha comportato l'immutabilità della professione stessa (vd. liberalizzazioni con abolizione del tariffario e creazione di un "mostro" giuridico come la S.r.l.s., in cui il notaio in questione lavora gratuitamente perchè è "giusto" così).
I cultori veri del diritto sanno cosa significa la professione notarile, perchè non fermandosi alla parcella, indagano sulle reali responsabilità e doveri (non tutti sanno che al minimo errore nell'atto, al notaio in questione può costare molto, se non addirittura la sospensione).
Per altro se uno vuole conoscere veramente questa professione (senza pregiudizi rozzi e grossolani) c'è una letteratura reale ed ampia nelle librerie giuridiche.
Dunque chi davvero vuole uscire dalla prostituzione intellettuale che libri di questo genere creano, basti ricercare manuali e non libercoli trogloditi da appena 130 pagine.
Però tanto è più facile rosicchiare i bignami scritti da chicchessia piuttosto che leggere tomi o manuali...

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Contro i notai 2012-07-19 06:09:58 LuigiDeRosa
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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    19 Luglio, 2012
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La casta delle caste

Nel paese del "Gattopardo" se c'è una professione che non è mai cambiata e mai cambierà,almeno se penso a quanto letto in questo libro, è proprio quella di notaio. Una vera e propria casta che fondata con decreto regio il 16 febbraio 1913 non è più stata riformata, una categoria Regia sopravvive nella Repubblica! I notai hanno visto passare governi, guerre e cataclismi e sono sempre rimasti fermi lì, aggrappati alla loro scrivania in noce massello doppio fronte stile '800, non temendo alcuna riforma. Quando un ministro della Repubblica paventa la possibilità di riformare questa professione, la categoria si muove nelle stanze dei bottoni con determinazione e discrezione sicura di ottenere il risultato migliore,come il principe Fabrizio Salina diceva al giovane Chevalley nel famoso romanzo, "se vogliamo che tutto rimanga com'è,tutto deve cambiare"ed in effetti le riforme del notariato hanno questo effetto,nessun cambiamento.Quando qualche parlamentare impertinente ha il ghiribizzo di snellire procedure, far risparmiare tempo e denaro ai contribuenti, il grido di dolore si leva alto e immadiato come quando il legislatore tolse l'esclusiva del passaggio di proprietà di moto e autoveicoli ai notai per affidarlo anche alle agenzie automobilistiche. Sono 4700 gli iscritti dice il sito del Notariato, divisi per distretti,liberi professionisti ma nello stesso tempo pubblici ufficiali, dichiarano un guadagno medio di 327mila euro all'anno con punte che sfiorano il milione di euro, per questo la Cassa del Notariato prevede un aiutino,un minimo garantito per quei colleghi"sfortunati" ai quali è toccato un distretto "economicamente disagiato", la pensione minima garantita è 90mila euro all'anno per tutti indipendentemente dai contributi versati, il 20 % è figlio, nipote o parente di un notaio. Onestà e imparzialità sono il fiore all'occhiello di questa figura professionale e nella maggior parte dei casi risponde al vero questo slogan, ma l'inchiesta coraggiosa di Tecce e Morello ,pone l'indice anche sulle pecore nere, il reato più diffuso in questa casta è il peculato, scandali e tuffe li hanno interessati in passato e anche nel presente ,vedi il caso Ciancico,notaio catanese al centro di un grosso scandalo,come pure la truffa emersa negli ultimi concorsi, sì perchè un altro argomento molto serio e ben analizzato in questo saggio è l'accesso a questa professione, molto complicato, fin troppo viene da dire.Infine mi piace citare un'intervista di Milena Gabanelli ,condutrice di Report,ricordata nel testo, fatta ad un apprezzato notaio che della sua professione disse cantando:
"Ho scelto di fare il notaio per lavorare quando mi va,se mi va,ma avere sempre tanti soldi". "Beati loro", a noi miseri mortali la voglia di cantare è passata da un bel po.
di Luigi De Rosa

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