Il cuore vero Il cuore vero

Il cuore vero

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Nell'Inghilterra vittoriana Sukey Bond, appena uscita dall'orfanotrofio, viene mandata a servizio in una fattoria dell'Essex. Nulla di meno fiabesco, verrebbe da pensare. Eppure la scrittura obliqua e onirica di Sylvia Townsend Warner ci fa vivere, in questo romanzo, una delle più enigmatiche ed emozionanti storie d'amore che sia dato leggere - dedicata, non a caso, ad Amore e Psiche. Perché nella fattoria lavora un giovane bellissimo ed elusivo, che nei loro rari, furtivi incontri guarda Sukey «con un'espressione di splendente trionfo». Tutti dicono che è «un idiota», ma Sukey lo vede solo «ilare e candido», sapendo che lei, e solo lei, potrà renderlo felice. E quando Eric le verrà rapito, Sukey capirà che il suo futuro non è più «una regione inesplorata fatta di nuvole», e andrà a cercarlo con infinita de terminazione. Cosi come infinite saranno le sue peripezie, al termine delle quali, con ironica maestria, ci verrà restituita una delle cose più preziose: la fiducia nell'impossibile.



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Il cuore vero 2019-10-22 12:20:40 Endlesslybooks
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Endlesslybooks Opinione inserita da Endlesslybooks    22 Ottobre, 2019
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Un amore divino

SPOILER

1873, è un' Inghilterra dalle atmosfere Vittoriane quella che apre il racconto. La protagonista sedicenne Sukey Bond (Psiche) si trova in un orfanotrofio femminile dove viene premiata dal figlio della fondatrice Mr Warburton. Per la ragazza di apre una nuova fase della vita: la libertà. Andrà a prestare servizio in una fattoria dell'Essex, dai Norman. La moglie del pastore, Mrs Seaborn (Venere) l'accompagnerà a destinazione. E' una donna magnetica, di sublime bellezza, di cui Sukey rimane incantata immediatamente.

La residenza è praticamente vicino a una palude e al mare. La natura in questa narrazione prende vita: numerose sono le descrizioni di piante e di paesaggi bucolici, frutto di reali escursioni che l'autrice fece a Drinkwater St. Lawrence. Le esposizioni seguono i canoni dell'epoca: lunghe, dettagliate dove emerge l'amore che l'autrice provò per quest'immersione nella natura. C'è un forte intreccio con metafore ed espressioni poetiche che rendono la scrittura molto bella ed evocativa. La stessa ragazzina è in simbiosi con l'elemento naturale come anche le scene dove l'amore è protagonista.

Sukey incontra Prudence che le insegna le sue mansioni ma sin da subito non corre buon vento perché la poverina viene demoralizzata. Ma nel corso della storia il loro rapporto è destinato a migliorare.

La giovane col tempo verrà a scoprire che il Signorino Eric (Amore) non è uno dei figli del padrone ma che, comunque, riceveva un trattamento diverso dal personale di servizio. Inizia a nascere un'amicizia tra i due che poco dopo diventa amore. Il primo amore! Lui la invita a cogliere delle mele ed è da questo momento che "Cupido" scaglia le frecce dell'amore che poi si trasformerà in una febbre incurabile, soprattutto per lei. Il loro innamoramento è descritto in un modo fiabesco, magico. I pensieri della ragazza paiono influenzati da un sortilegio o un filtro d'amore. Solo il sentimento da senso al mondo, è in contemplazione. Vorrebbe liberarsi dall'incantesimo perché non riconosce più se stessa, ma non può farne a meno. Arriverà il momento della proposta di matrimonio ma Prudence la ammonisce: "è pazzo".

E' un episodio preciso che accentua la malattia di lui: lei ucciderà un gallo per la cena, lui si rifiuta di aiutarla e ha una forte crisi. La madre, nonché, Mrs Seaborn, lo porterà via, i due vengono separati. Inizieranno qui le peripezie della fanciulla che, licenziandosi, partirà per ricongiungersi al suo amato, sopportando di tutto. Finirà in una foresta dove incontrerà un senzatetto che le mostra gentilezza e protezione. Prosegue per trovare lavoro, verrà ospitata da Mrs Oxey (Giunone). Andando in chiesa udirà voci su Mrs Seaborn e della sua bellezza oscurante: il marito vi è succube ecco perché ha accettato di tenere nascosto il figlio "idiota", ma ora lo ama così tanto… Mr Seaborn, muore di lì a poco.

Compare Prudence presso i nuovi padroni di Sukey: i Mullein. Si scopre che la causa della morte è proprio stata causata dalla vergogna provata grazie a ciò che la moglie aveva combinato col figlio. Ma l'apice si raggiunse quando la Principessa arrivò in visita, il suo sguardo glaciale nei confronti della moglie del parroco, diceva tutto quello che le parole non esprimevano. Le malelingue erano arrivate davvero ovunque. Da quel giorno in poi, la vita di quella donna così perfetta, crolla, non esce più di casa, è ormai illuminata da una luce diversa. Il pensiero ora è rivolto a Eric: e se, pur di risposarsi, la donna lo spedisce in manicomio?

Sukey addirittura vuole andare al cospetto della Regina Vittoria (Persefone), per chiedere aiuto. E ci riuscirà grazie all'incontro con un uomo con un cane azzurro a Covent Graden. Qui, come in altri momenti della narrazione, ci sono situazioni improbabili che vengono resi possibili dalla favola che stiamo leggendo. C'è una lievissima sfumatura di realismo magico tra le pagine. Sukey approfitta della bontà della Regina per raggiungere il suo scopo finale: usa uno stratagemma astuto. Mrs Seaborn non si da pace dopo tutto ciò che è successo, è necessario farla tornare a vivere dignitosamente. Le viene donata una Bibbia dalla sovrana da consegnare alla povera donna.

Il ricongiungimento con l'amato avviene ed è possibile anche grazie all'aiuto di Mr Warburton che non vuole occuparsi del suo parente Eric, viste le condizioni della madre. La scena finale ci porta a una Sukey partoriente che ricorda l'amore provato per il marito, che ora sarà diverso per via dell'arrivo di un figlio. E' un addio commosso alla vecchia Sukey per far spazio a una nuova, con la speranza di poterla rincontrare durante la vecchiaia. Mentre sta per partorire urla "Gioia", il nome della futura figlia.

La Warner ha dichiarato di aver trasposto il mito di "Amore e Psiche" in un mondo moderno. L'esperimento è in parte riuscito. La scelta è stata sicuramente interessante anche se, non è semplice riprendere i grandi classici e rivisitarli. Ci sarà sempre il problema del paragone. Peccato che alcune scene sono state scritte in modo sbrigativo e quindi, poco approfondito. Dal punto di vista stilistico è un tripudio di poesia e misticismo che incantano.

"Cosa voleva dire che di Eric non ci si poteva fidare? Perché mai avrebbe dovuto pentirsi di essere uscita da sola con lui nella palude? La palude era tanto crudele e malvagia da poter rendere crudele e malvagio anche lui? La palude, che aveva perduto il mare, odiava a tal punto gli innamorati da poter rovinare in qualche modo il loro amore?"

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Il mito di Amore e Psiche
storie di Epoca Vittoriana
storie d'amore
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