Narrativa straniera Classici La fattoria delle magre consolazioni
 

La fattoria delle magre consolazioni La fattoria delle magre consolazioni

La fattoria delle magre consolazioni

Letteratura straniera

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Flora Poste è stata educata in modo eccellente a fare tutto tranne che a guadagnarsi da vivere. Rimasta orfana a vent'anni e dotata di una rendita esigua, va a vivere presso dei lontani parenti alla Fattoria delle Magre Consolazioni nel Sussex. Il suo arrivo alla fattoria coincide con l'inizio di uno dei romanzi più divertenti mai scritti. I parenti sono a dir poco eccentrici e la fattoria è sgangherata e in rovina: i piatti vengono lavati con rametti di biancospino e le mucche hanno nomi come Rozza, Senzascopo, Inetta e Superflua. La vecchia matriarca settantanovenne, zia Ada, che non è più stata giusta nella testa da quando ha “visto qualcosa di orribile nella legnaia” circa settant'anni prima, tiene in scacco l'intera famiglia. Vieni Alice di Lewis Carroll, Flora non si fa intimidire da chi dice cose senza senso e si rifiuta di essere trascinata in un mondo di matti. Non si può, pensa Flora, rovinare la vita propria e altrui invocando disgrazie infantili, non si può sottostare alla follia per quanto interessante, bisogna ribellarsi… e nel giro di pochi mesi le cose alle Magre Consolazioni cambiano in modo radicale.



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La fattoria delle magre consolazioni 2022-05-04 17:32:50 ALI77
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ALI77 Opinione inserita da ALI77    04 Mag, 2022
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UN CLASSICO INGLESE DIMENTICATO

Flora Poste è la protagonista di questo romanzo, ha perso i genitori che sono morti a causa dell'influenza spagnola, ha solo vent'anni e ha avuto un'educazione esemplare, basata sullo sport, ma scopre che il padre aveva molti creditori e le rimangono solo cento sterline all'anno e nessuna proprietà.
Flora ha una volontà di ferro ereditata dal padre e delle caviglie sottili come la madre, ma questo non le permetterà di guadagnarsi da vivere, non sa come fare, decide per il momento di andare a visitare per qualche giorno l'amica Mrs Smiling a Lambeth. La donna cerca di farla ragionare, le propone di studiare dattilografia e stenografia, così da poter diventare una segretaria e affittare un appartamento.
“Nessuno ti ha proposto di andare a vivere da loro? Volevo proprio metterti in guardia su questo. I parenti vogliono sempre che uno vada a stabilirsi da loro,” disse Mrs Smiling.
“No. Ricordati, Mary, che adesso ho solo cento sterline all’anno; e non so giocare a bridge.”
Ma Flora vuole andare a vivere con qualcuno dei suoi parenti e per questo invia delle lettere, alla fine decide di andare da Mrs Judith Desoladder, nel Sussex, alla Fattoria delle Magre consolazioni. C'è un segreto, un torto che i Desoladder avrebbero fatto al padre di Flora e vorrebbero rimediare ospitando e aiutando la protagonista.
"Le scriverei stasera, ma penso che dovremmo cenare fuori, non credi? Per celebrare l’inizio della mia carriera di parassita."
Flora arriva alla Fattoria e la trova in rovina, le persone che incontra sono molto strane, parlano poco, hanno modi di fare alquanto bizzarri ma soprattutto non possono lasciare la fattoria e andare altrove, perché la matriarca Ada Funesta li tiene tutti legati a loro.
Ada è la zia di Flora, nonché la sorella maggiore di sua madre, vive da più di vent'anni nella sua stanza, esce solo due volte all'anno e vuole vedere tutte le spese della fattoria, tutti credono che sia matta e se qualcuno vuole andarsene per cambiare vita, lei perde completamente la testa e si ammala. Ada Funesta dice di aver visto qualcosa di terribile da bambina nella legnaia, una superstizione o forse qualcosa di vero, ma con questo clima di terrore e di paura tiene insieme tutti gli abitanti della fattoria.
Flora è sconcertata non crede a quello che sente e a quello che tutti le raccontano, si rifiuta di sottostare a delle regole assurde che impone una vecchia zia alquanto bizzarra.
Quindi decide di cambiare le cose e cerca di migliorare anche la situazione alla Fattoria.
"Le piacevano i romanzi vittoriani. Erano romanzi che si potevano leggere mangiando una mela."
Stella Gibbons crea dei personaggi davvero particolari e credibili, la storia è verosimile e la narrazione intreccia le vite dei vari abitanti della Fattoria in maniera coerente, anche se forse verso la fine del libro, tutto diventa abbastanza prevedibile. La parte finale è sicuramente quella che ho preferito di meno.
L'autrice prende spunto dai grandi classici dell'Ottocento, li cita molte volte nel testo e la sua scrittura è sicuramente influenzata da loro, è una sorta di omaggio.
Questo libro mi ha fatto divertire, mi sembra tutto alquanto strano ma allo stesso tempo così piacevole e allegro che ho adorato quasi ogni pagina.
Lo stile è coinvolgente, tagliente e diretto e Flora è una protagonista che non si dà per vinta, è testarda nel raggiungere ciò che si è prefissata ma anche ostinata nel capire cosa succeda alla Fattoria e nel voler cambiare le cose. Non vuole lavorare, cerca di "sfruttare" ciò che la sua educazione le ha insegnato e quel poco che la vita le ha lasciato, per cercare di migliorare il posto in cui decide di vivere. E' una ragazza molto realista, non crede alle superstizioni e cerca di trovare un modo per sistemare le cose a suo favore, è giovane ma ha già una personalità ben definita. Flora è una protagonista che ti conquista fin dalle prime pagine, non puoi odiarla, ma nessuno dei personaggi è "negativo" sono un po' tutti strani, a volte esagerati; l'autrice pone l'attenzione su come "l'ignoranza" ci porti a credere a delle superstizioni popolari che provocano paura e terrore, solo in chi non ha la possibilità di capire o conoscere o di vedere qualcosa di diverso.
E' un romanzo che consiglio di leggere, per passare qualche ora in spensieratezza, non è neanche lungo, se vi piace la letteratura inglese e volete cimentarvi in qualcosa di divertente e un po' strano, questo è un romanzo che potrebbe fare per voi.

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