Narrativa straniera Classici Racconti di pioggia e di luna
 

Racconti di pioggia e di luna Racconti di pioggia e di luna

Racconti di pioggia e di luna

Letteratura straniera

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Nove storie di fantasmi nelle quali Ueda Akinari (1734-1809) riprende spunti cinesi e motivi del folclore, del romanzo e del teatro giapponesi, rielaborandoli in situazioni originali. Ma questi elementi sono solo parte dell'intuizione poetica e della capacità dell'autore di trasformare le sue sue storie in racconti dove il ricorso al soprannaturale è soprattutto in funzione estetica, la paura è mitigata dalla poesia, e quando "cantano i fagiani e combattono i draghi" il brivido dell'orrore si accompagna all'emozione della bellezza.



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Racconti di pioggia e di luna 2022-02-28 13:39:09 C.U.B.
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C.U.B. Opinione inserita da C.U.B.    28 Febbraio, 2022
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strane creature

Apparsi nel 1978 per mano raffinata di Ueda Akinari, i nove racconti inseriti nel volume si sviluppano sulla figura di fantasmi, o comunque di soggetti ultraterreni.
Sono uomini e donne deceduti che riappaiono con le sembianze dei vivi e con essi interagiscono. Esseri mitologici come la ragazza serpente, che inganna l’uomo per amarlo. Sono spiriti saggi, come quello dell’oro che disquisisce con il suo interlocutore su karma e ricchezza.
Molti gli argomenti sviluppati, che richiamano la tradizione giapponese: vendetta, onore, fratellanza, fedeltà, rimpianto, abbandono, speranza, zen.
Ciò che colpisce è che non si tratti di un filone nero, volto ad incutere terrore nel lettore, ma che la presenza di questi esseri soprannaturali sia vissuta senza alcuno scalpore dai personaggi umani, seppur con qualche inquietudine.
Splendide le ambientazioni che esprimono il più classico folclore, la luna è protagonista illuminando notti che non raggiungono mai, oscura, l’eclissi. Grande o abbozzata, velata o abbracciata alle nubi, essa è malinconia, è serenità. Ne consegue una letteratura ubertosa di estetica, sia per la finezza della scrittura che per l’incanto dei luoghi proposti.
Un volumetto, aggraziata compagnia delle mie escursioni fra laghi popolati di carpe, fra immersioni in foglie traboccanti di acero rosso. Il tepore del tè che scorre nelle piccole tazze, mentre infreddolita contemplo il monastero ricoperto di erba e giunchi risplendere di rugiada, che cade come pioggia d’autunno.

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