Il professore Il professore

Il professore

Letteratura straniera

Classificazione

Editore

Casa editrice


"Il professore" è il primo romanzo scritto da Charlotte, la più famosa delle tre sorelle Brontë. A suo tempo non ebbe fortuna perché giudicato troppo realistico. Gli si preferiva "Jane Eyre", in cui l'elemento fantastico e romantico predominava, così venne pubblicato solo dopo la morte. Questo romanzo narra in prima persona la storia di un uomo sensibile e colto, che fugge da un lavoro pesante e competitivo nella zona industriale dello Yorkshire per andare a insegnare in una scuola in Belgio. Qui conosce Frances, una ragazza molto giovane e senza mezzi che da allieva diventa insegnante.

Recensione Utenti

Opinioni inserite: 1

Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
4.0  (1)
Contenuto 
 
4.0  (1)
Piacevolezza 
 
4.0  (1)
Voti (il piu' alto e' il migliore)
Stile*  
Assegna un voto allo stile di questa opera
Contenuto*  
Assegna un voto al contenuto
Piacevolezza*  
Esprimi un giudizio finale: quale è il tuo grado di soddisfazione al termine della lettura?
Commenti*
Prima di scrivere una recensione ricorda che su QLibri:
- le opinioni devono essere argomentate ed esaustive;
- il testo non deve contenere abbreviazioni in stile sms o errori grammaticali;
- qualora siano presenti anticipazioni importanti sul finale, la recensione deve iniziare riportando l'avviso che il testo contiene spoiler;
- non inserire oltre 2 nuove recensioni al giorno.
Indicazioni utili
 sì
 no
 
Il professore 2018-03-26 17:32:03 Cathy
Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
Cathy Opinione inserita da Cathy    26 Marzo, 2018
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Un esordio brillante

«Colui che è già in basso non teme di cadere», scrive Charlotte Brontë – usando lo pseudonimo Currer Bell – nel 1847, nella prefazione al suo primo, vero romanzo, Il professore, preceduto solo da esperimenti letterari frammentari e non giunti fino a noi poiché distrutti dalla stessa autrice. La sua opera prima non riuscirà a trovare un editore fino al 1857, dopo la morte della Brontë, forse perché poco affine ai gusti del pubblico, bramoso di storie forti, appassionate, avventurose. Eppure scorrendo una dopo l’altra le pagine del romanzo non si può fare a meno di pensare che la giovane autrice abbia espresso un giudizio eccessivamente severo sul suo primogenito.
William Crimsworth, orfano di un commerciante fallito e di una gentildonna, cresce a spese degli aristocratici, superbi zii materni. Diventato adulto, per sottrarsi tanto al dispotismo di questi ultimi quanto alla fredda crudeltà del fratello maggiore, che ha acconsentito a fatica ad assumerlo nella propria fabbrica, ma lo tratta come l’ultimo degli inservienti, si trasferisce a Bruxelles, dove, grazie ai buoni uffici di qualche amico, trova un posto come insegnante in una scuola femminile. È soprattutto qui che tra difficoltà quotidiane, duro lavoro, piccole e grandi (dis)avventure si compie il suo percorso di crescita personale che lo porterà, alla fine, a conquistare una giovane donna sua pari per virtù e intelligenza e a condurre una vita agiata e serena.
Una storia semplice, senza forti scosse o emozioni potenti, che trae la sua forza da una galleria di ritratti fisici e psicologici magistralmente delineati fino a cogliere le pieghe segrete di ogni carattere, la motivazione di ogni gesto, le sfumature di ogni parola, il peso di ogni sguardo, e dalla potenza evocativa dello stile. In giovane età Charlotte Brontë trascorre un anno a Bruxelles, in collegio, dove si innamora – non ricambiata – di un professore già sposato e l’eco della sua esperienza si riflette sulla narrazione, conferendole un tocco di autentico e profondo realismo. Al lettore sembrerà di aver incontrato davvero la sfilza di allieve della scuola (graziose, ipocrite, intelligenti, sfrontate, oneste, frivole, timide, sciocche), il sarcastico, elegante, vanitoso Monsieur Pelet, l’astuta, calcolatrice, seducente Zoraide Reuter, l’ironico e indecifrabile Mr. Hunsden, di aver percorso le aule e i corridoi di un collegio fiammingo e di aver passeggiato nel giardino privato di Mademoiselle Reuter, accompagnato da un narratore – il protagonista stesso – acuto, ironico e ricco di spirito di osservazione.
Uniche pecche la storia d’amore tra William e la sua futura sposa, un po’ troppo piatta e prevedibile, e l’ultimo capitolo del romanzo, che si rivela lento, noioso e inutilmente prolisso. Tali difetti, però, nel complesso passano quasi inosservati e non intaccano la qualità di un romanzo poco conosciuto che ogni amante delle sorelle Brontë sarà felice di scoprire.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Altri romanzi delle sorelle Brontë.
Trovi utile questa opinione? 
150
Segnala questa recensione ad un moderatore

 

Le recensioni delle più recenti novità editoriali

Guardando il sole
Valutazione Utenti
 
3.3 (1)
Il cuore e la tenebra
Valutazione Redazione QLibri
 
4.3
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Cuori fanatici. Amore e ragione
Valutazione Redazione QLibri
 
1.3
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Certe fortune
Valutazione Utenti
 
3.8 (1)
L'isola dell'abbandono
Valutazione Redazione QLibri
 
3.3
Valutazione Utenti
 
2.0 (1)
I nomi epiceni
Valutazione Utenti
 
4.3 (1)
Elevation
Valutazione Redazione QLibri
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Il sospettato
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
Fedeltà
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
2.3 (3)
Noi siamo tempesta
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
Morto che cammina
Valutazione Utenti
 
4.3 (1)

Altri contenuti interessanti su QLibri