Narrativa straniera Classici L'educazione sentimentale
 

L'educazione sentimentale L'educazione sentimentale

L'educazione sentimentale

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L'indolente esistenza di Frédéric Moreau, giovane inquieto e scontento, dalle vaghe ambizioni artistiche e sociali, si dipana attraverso esperienze deludenti e infelici. Una lenta usura, che non risparmia nemmeno l'amore tenero e profondo per Madame Arnoux, corrode inesorabilmente la sua sofferta e egotistica interiorità. Da qualcuno considerato il capolavoro di Flaubert, "L'educazione sentimentale" è una delle più amare denunce degli inganni e delle meschine velleità della società borghese, è il romanzo del fallimento esistenziale di una generazione che non trova risorse contro l'ineludibile sentimento della propria disperante impotenza e mediocrità.



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L'educazione sentimentale 2017-03-08 08:58:38 AsiaD
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AsiaD Opinione inserita da AsiaD    08 Marzo, 2017
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Amore e Interesse

Faccio subito outing: non ho mai letto Madame Bovary e non sono appassionata di classici.
Ma di due cose sono sicura: 1. Che leggerò prestissimo Madame Bovary; 2. Che questo libro è diventato il mio classico preferito.
Una lettura piacevole e nonostante ritrovi chiaramente anche qui quello che mi fa amare meno i classici, ossia la descrizione accurata di una vita di salotti così lontana dalla nostra vita contemporanea, che per altri è sicuramente l’aspetto più affascinante di un classico, mi sono appassionata così tanto alla storia di questo Federico e delle sue donne che non riuscivo a staccarmi dalla lettura.
Siamo nell’800 in Francia in pieno subbuglio politico nello scontro tra Monarchia e Repubblica ed in questo contesto si dipana la vita di Federico, piccolo borghese aspirante all’alta classe sociale parigina che lascia la provincia per vivere la sua avventura nella bella e ricca Parigi. Si avvicina a personaggi anche di dubbia moralità, come Arnoux o Dambreuse, per aspirare in maniera osmotica l’aria della classe benestante e aristocratica. E’ pur vero che in questa sua agognata rincorsa c’è qualcosa di più forte che lo attrae e lo distrae, ossia l’amore appassionato e folle per Madame Arnoux, che poi cercherà di imitare o rappresentare negli altri suoi rapporti amorosi ma invano. A differenza infatti di Deslauries, che a mio parere è uno dei personaggi peggiori, che immola tutta la sua vita all’arrivismo di una scalata economica e sociale passando sopra tutto e cercando di approfittare a tratti dell’ingenuità dell’amico Federico, sfruttando le sue debolezze a suo piacimento, Federico in realtà nel momento in cui è messo di fronte alla scelta opta per l’amore a suo discapito. Questo gesto in qualche modo lo risolleva dal personaggio che trapelava dalle pagine di questo romanzo, ossia prima ragazzo senza una briciola di carattere, poi in un giro vorticoso a 360°, uomo freddo e cinico indifferente a tutto anche all’amore filiale. Il suo rapporto con le donne è effettivamente bislacco, si innamora solo delle donne che in qualche modo circondano gli uomini di potere che affianca forse in una strana trasposizione del suo sogno di uomo aristocratico.
E’ divertente leggere degli incontri sociali dell’epoca con scarso senso della privacy, si entra e si esce dalle stanze private senza preavviso, ci si abbandona per mesi e ci si ritrova con lo stesso ardore del passato senza alcuna difficoltà, ritrovo in questo stranamente una libertà amoreggiante da far invidia ai nostri figli dei fiori.
A tinte forti la descrizione politica e sociale dell’epoca, pagine intere dedicate ai dibattiti e discussioni sulla situazione politica e artistica che però, a mio modo di vedere, sembrano più pettegolezzi e meno dissertazioni pregnanti; la mia impressione è che facciano da cornice, cornice splendida chiaramente, alla storia personale dei protagonisti.
Unico appunto, mi è sembrato che negli ultimi capitoli la storia prendesse un’accelerazione immotivata, le ultime pagine mi trasmettono meno attenzione rispetto a tutta la dovizia di particolari con cui è stato affrontato tutto il romanzo.

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