Narrativa straniera Classici La donna in bianco
 

La donna in bianco La donna in bianco

La donna in bianco

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Quale terribile segreto nasconde la misteriosa figura femminile che si aggira per le buie strade di Londra? Questo è solo il primo di una serie di intrighi, apparizioni e sparizioni, delitti e scambi di identità che compongono la trama de "La donna in bianco". Nel 1860 Charles Dickens pubblicò il romanzo a puntate sulla sua rivista "All the Year Round", suscitando uno straordinario interesse nel pubblico che seguì per un intero anno le vicende della sventurata Anne Catherick e quelle degli altri personaggi, descritti con impareggiabile abilità psicologica, come l'impavida Marian Halcombe, il coraggioso Walter Hartright e l'affascinante quanto ambiguo conte Fosco. È passato un secolo e mezzo e le cose non sono cambiate.

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La donna in bianco 2018-07-07 20:06:50 siti
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siti Opinione inserita da siti    07 Luglio, 2018
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Il segreto

Corposo romanzo della seconda metà dell’ Ottocento, pubblicato a puntate su rivista, per volere d Dickens. Regalò grande fama all’autore e viene generalmente riconosciuto come la sua opera migliore. Si incentra su un iniziale mistero che tende progressivamente a tramutarsi in un segreto, perdendo così i tratti iniziali che sono di grande impatto e portando il lettore a bramare per giungere alla soluzione del caso. Eh sì , da uno degli iniziatori del genere poliziesco, questa evoluzione è ben gestita ma ha, a mio avviso, il limite di fare di questo scritto un ibrido, l’avrei sicuramente lasciato dentro il modulo del noir, mi aspettavo, date le premesse, qualcosa di più vicino alla scrittura di E.A. Poe.
Purtroppo, dopo l’inizio molto promettente, la lettura si è trascinata anche se devo dire con una certa celerità perché la prosa è fluida e gli avvenimenti incalzanti sono studiati ad arte per creare nel lettore un alto grado di dipendenza. Non ha suscitato il mio interesse visto che tendo a perdermi nel particolare e che l’epilogo è artificiosamente diluito tanto da suscitare in me una certa irritazione. Pochi gli stimoli di riflessione offerti al lettore anche se l’ambientazione sociale è squisita e porta a serie considerazioni sul ruolo della donna nell’Ottocento inglese.
Due sorelle, o meglio sorellastre, Laura e Marian, vivono in una bella dimora rurale nella campagna inglese, in compagnia di un loro eccentrico zio; accolgono per un certo periodo Walter Hartright, un maestro di disegno, e fra lui e Laura nasce una corrispondenza di amorosi sensi che mai espressa esplicitamente va però a essere di disturbo per il compiersi del destino di Laura, promessa sposa a Sir Percival. Walter viene gentilmente allontanato dalla dimora quando sta cercando di risolvere il mistero legato alla donna in bianco che si aggira in quei paraggi, e che lui ha fortuitamente aiutato senza sapere chi fosse, ora la ritrova intenta a mettere in guardia Laura dal matrimonio impostole dal volere del defunto padre. Della donna misteriosa si sa che assomiglia a Laura in modo sorprendente e che si è allontanata dal manicomio in cui è stata segregata, inoltre che conosceva la mamma delle due giovani donne...
La trama si disperde in infinite variazioni e porta dentro il Conte Fosco e sua moglie, bellissima e diabolica coppia, oltre ad altri personaggi minori che diventano anche i narratori della vicenda, la quale, ricostruita a posteriori, si avvale del punto di vista dei numerosi protagonisti assumendo i tratti di narrazione condivisa e corale sotto la regia del narratore primario, Walter Hartright.
Se si ha una certa pazienza il libro potrebbe piacere, in molti lo apprezzano, se ci si ritrova nei miei personali limiti, consiglierei di passare oltre. A voi la scelta.

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La donna in bianco 2016-06-22 08:57:39 Emilio Berra TO
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Emilio Berra  TO Opinione inserita da Emilio Berra TO    22 Giugno, 2016
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GIALLO D'AUTORE

W. Collins viene considerato il padre del romanzo poliziesco, e "La donna in bianco" il suo capolavoro.
Non dobbiamo però pensare che questo libro sia semplicemente inseribile in un sottogenere letterario o possa essere bollato come testo 'di consumo' benché la sua pubblicazione sia avvenuta 'a puntate' su una rivista (nel 1859-60) ; ma essa era diretta da Dickens!
Il successo fu travolgente. La sua leggibilità è infatti straordinaria : le oltre 700 pagine volano in breve tempo ; la rigorosa struttura della lunga vicenda è eccezionale, tanto da tenere desto in chi legge il desiderio costante di procedere : riesce ad essere quasi sempre stupefacente (un solo enigma è scoperto dal lettore prima del susseguirsi dei fatti, ma ci si accorge che si tratta di un dettaglio che non riveste il rilievo che ci si aspettava) . Poi c'è la scrittura, di piacevole eleganza, sulla scia della grande tradizione inglese.

La giovane donna in bianco, che compare di notte o al crepuscolo col suo alone di mistero, non rappresenta l'unico elemento d'inquietudine, perché la sua vicenda s'intreccia con quella di numerosi altri personaggi, dando vita a molteplici accadimenti collegati fra essi da una ramificazione di fili sotterranei.
Possono venir in mente facili accostamenti al romanzo gotico e a "Cime tempestose" di E. Bronte. L'antico castello, la natura selvaggia, il lago d'inquietante cupezza, il cimitero... : ci sono tutti gli elementi d'impronta romantica, ma così ben assortiti in una mescolanza anche di realismo e d'intrigo razionalistico, da contribuire a formare una stupefacente 'macchina narrativa' (d'altronde siamo oltre metà '800).
Il romanzo è strutturato in modo originale e accattivante : narratori sono alcuni personaggi quali 'documenti' di preziose testimonianze in un processo : tappe volte al progressivo svelamento della verità dei fatti.

"...vidi stagliarsi solitaria la figura di una donna, vestita di bianco (...), che mi scrutava con espressione grave, e con la mano indicava la nuvola scura sopra Londra".

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letteratura inglese dell'Ottocento oppure romanzi polizieschi
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La donna in bianco 2016-03-07 15:32:59 lapis
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lapis Opinione inserita da lapis    07 Marzo, 2016
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Mistero vittoriano

Non è difficile immaginare la tensione e l’aspettativa che dovevano provare i lettori della rivista “All the year round” nel 1859, mentre attendevano la puntata settimanale per scoprire l’evolversi degli intrighi e dei misteri sapientemente disseminati in questo complesso intreccio. E lo dico da lettrice con parecchie ore di sonno arretrato a testimonianza del coinvolgimento e della curiosità che questo romanzo è stato in grado suscitare.

Un romanzo piacevole, che si legge tutto d’un fiato nonostante la corposa mole, in cui il gusto classico e le tipiche ambientazioni vittoriane si sposano con elementi che sorprendono per la loro estrema modernità.

Innanzitutto la tecnica narrativa proposta, in cui la vicenda viene scomposta in vari episodi raccontati da diversi protagonisti, chiamati a rivivere un pezzo della storia e darne testimonianza attraverso scritti di diversa natura: diari, resoconti, lettere. Il risultato è un insieme dinamico e variegato, caratterizzato da forme molteplici e interessanti mutamenti di prospettiva.

Poi la capacità di orchestrare una trama estremamente intricata, in cui ci ritroviamo intrappolati in una fitta rete di complotti perfettamente architettati, segreti apparentemente sepolti e scambi di identità sospetti. Una narrazione scorrevolissima ci porta nelle magioni della campagna inglese e lungo le affollate strade di Londra per svelare segreti e smascherare colpevoli, alimentando un senso di attesa destinato a venire soddisfatto solo con l’ultima pagina. Molto più di quanto facciano molti thriller contemporanei.

Straordinari inoltre i personaggi, vividi e ben descritti, con tratti peculiari che escono dalla tradizione e dalle pure esigenze narrative, rivelando una certa cura di caratterizzazione. Tra i buoni e i cattivi, contrapposti in una battaglia di ingegno e astuzia, spiccano in particolare due figure: Marian, donna forte, indipendente e generosa, immagine femminile di intraprendenza e coraggio decisamente fuori dai canoni dell’epoca, e il conte Fosco, perfido e intelligentissimo, sensibile verso gli animali ma diabolico verso i suoi nemici, talmente ammaliante da incantare e manovrare tutti. E come dimenticare il fascino della donna in bianco, che appare e scompare con il suo alone di mistero?

Ringrazio quindi Musso per avere citato quest’autore in una mia recente lettura definendolo “una delle piccole gioie della vita” e permettendomi così di incrociare questo romanzo nel mio zigzagante percorso di lettura.

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La donna in bianco 2015-11-30 09:10:17 MATIK
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MATIK Opinione inserita da MATIK    30 Novembre, 2015
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La donna in bianco.

"Così è il Mondo,così sono gli Uomini,così è l'Amore.Cos'altro siamo se non fantocci in un teatrino da fiera?Oh,Destino onnipotente tira con gentilezza i nostri fili!Abbi pietà di noi,e dalla nostra scena angusta concedici di uscire a passo di danza."
Una ragazza (Lady Glide) ricca, ingenua e bellissima; un promesso sposo (Sir Percival) con tanti segreti, che non è quello che sembra; la sorella dell'ereditiera (Marian) coraggiosa, forte e determinata; l'amico dello sposo (conte Fosco) di origini italiane, equivoco, criptico e malvagio; un maestro di disegno (Mr.Walter Hartright) innamorato, che si trasforma in detective, per scoprire la verità e l'inganno perpetrato verso Lady Glide; una misteriosa donna in bianco.
Questi sono tutti gli ingredienti di una splendida storia, di un classico da leggere e da avere nella propria biblioteca, scritto nel 1800 e considerato l'antesignano dei romanzi polizieschi.
In questo libro troviamo tanti personaggi e la bravura dello scrittore è quella di averli caratterizzati in maniera spettacolare in tutte le loro qualità e nei loro difetti, altro elemento importante è quello della suspence, il lettore pagina dopo pagina vuole scoprire la verità e questo ti porta a ritagliarsi un momento della giornata per dedicarsi a "La donna in bianco".

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per chi ama i classici.
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La donna in bianco 2014-07-19 11:25:21 Niamh76
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Niamh76 Opinione inserita da Niamh76    19 Luglio, 2014
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Intriganti intrighi d'altri tempi

Pensare che ci sia un mistery che non sia contemporaneo m'ha fatto tirare un sospiro di sollievo, considerato che molti dei libri in classifica dei nostri tempi sono soltanto casi letterari pompati a vuoto dalle case editrici.
Quello di Wilkie Collins è invece un libro davvero coinvolgente, anzi intrigante. Lo stile ovviamente è quello dell'epoca ma credo sia un punto di forza, giacché ti permette di avanzare non troppo velocemente, di non divorare pagina dopo pagina con il rischio che non rimanga niente.
Più che la donna in bianco del titolo, quella che rimane il personaggio migliore del libro è sicuramente Ms. Halcombe: Marian è una donna tutt'altro che in bianco, il suo carattere ha mille sfumature di colore, tutte ben vivide e sature. Una donna che sfida le convenzioni dei suoi tempi per lottare per ciò a cui tiene, mantenendo gli occhi ben aperti e la furbizia pronta per ogni evenienza.
E poi c'è il conte Fosco che appare solo verso la metà del romanzo ma che lo ingombra fino alla fine con il suo personaggio ambiguo, ambivalente, mellifluo.
Consiglio a tutti di leggere questo romanzo perché è consolante sapere che già nei secoli scorsi c'erano menti geniali capaci di creare trame complesse e tenere il lettore in sospeso fino alla fine.

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Consigliato a chi ha letto...
A chi ama il mistery, il thriller e il romanzo in costume
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La donna in bianco 2013-01-06 09:31:56 LittleDorrit
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LittleDorrit Opinione inserita da LittleDorrit    06 Gennaio, 2013
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Il demonio travestito da conte

Oggi sono davvero in crisi perché non è facile presentare al meglio questo romanzo ma tenterò con le poche armi a disposizione: passione, per quello che ho appena letto e dedizione, da discreta lettrice quale sono.
Wilkie Collins è un abile prestigiatore.
La sua meravigliosa penna resiste agli urti del tempo lasciando al lettore l'illusione di trovarsi di fronte un mistery/thriller dei giorni nostri.
La storia viene narrata da vari personaggi, di cui solo alcuni sono i veri protagonisti, sotto forma di testimonianza in un processo ed è talmente ricca di particolari e così ben congegnata da risultare ipnotica e non farci pesare le sue quasi 688 pagine.
Essa è farcita di emozioni, sparizioni, apparizioni, scambi di persona, segreti inconfessabili, amore, lealtà, amicizia ma anche inganni e complotti terribili e tutta questa materia danza armonicamente intorno alla figura misteriosa della donna in bianco.
Questa figura quasi spettrale, consumata dall'odio e dalla follia, la ritroviamo nelle notturne strade di Londra immerse nella nebbia; in piccoli cimiteri di campagna; nella vegetazione di un decadente paesaggio lacustre al crepuscolo o nei dintorni della tenuta di Blackwater Park, accompagnata sempre da frasi criptiche riguardanti un terribile "segreto" che ruota intorno alla spregevole figura di Sir Percival Glyde. La donna in bianco è Anne Catherick, chiave risolutiva della storia.
La trama può essere riassunta a grandi linee ma assolutamente non rende merito alla vicenda che devo (ahimè) sintetizzare per non rivelare troppo.
Due sorelle, Laura e Marian, la prima debole e delicata è promessa ad un baronetto (Percival Glyde) ma innamorata (ricambiata) del suo insegnante di disegno Walter Hartright; quest'ultimo verrà allontanato dalla tenuta di Limmeridge da Marian, donna risoluta ed intelligente al servizio di Laura che ama più di se stessa e alla quale vuole evitare possibili scandali. Laura rinuncia a Walter e sposerà Percival e insieme partiranno per il viaggio di nozze ma al ritorno tutto il panorama cambia.
Percival, all'inizio amabile e gentile, in realtà complotta alle spalle di sua moglie e per fare questo a condotto con sé dall'Italia un amico, il machiavellico conte Fosco coadiuvato, a sua volta, da una moglie/fantoccio totalmente alle sue dipendenze.
Anne Catherick è l'unica che conosce il segreto che distruggerebbe Percival ed è per questo che anni prima era stata fatta rinchiudere dallo stesso in un manicomio, ma riuscita a fuggire tenta disperatamente di contattare Laura per metterla in guardia in nome dell'affetto che la legava a sua madre unica amica di Anne. La sua vita però è in pericolo e deve, per questo, restare nascosta.
Non mi sbilancio ulteriormente perché creerei solo confusione raccontando una trama intricata che segue un'indagine investigativa degna di qualsiasi giallo. Stile impeccabile e traduzione perfetta (rendo merito alla Fazi editore), prosa scorrevolissima e personaggi e fatti descritti superbamente. Baricco ha detto di questo libro: "è impossibile smettere di leggere Wilkie Collins" ed io, profanamente, posso affermare che è tutto vero.
Dalla trama del libro hanno tratto un bellissimo musical di Andrew Lloyd Webber. Classico che consiglio??? Di più....

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La donna in bianco 2012-08-31 14:04:09 Skippy
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Skippy Opinione inserita da Skippy    31 Agosto, 2012
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Un classico da non perdere

Ho letto mesi fa questo libro solo perché era citato in un altra mia lettura e ne ero incuriosita. Ne sono rimasta davvero affascinata. Può essere descritto come un romanzo giallo, ma mi ha soprattutto colpito per la forza di carattere data al personaggio di Marian Halcombe, una donna intraprendente e che, nonostante le costrizioni dell'epoca, riesce abilmente a difendere la sorella e ad aiutare Walter a salvarla dai pericolosi intrighi che le ruotano intorno. Penso sia lei il vero perno di tutto il romanzo, insieme al conte Fosco, spietato negli affari e pronto a tutto per volgere ogni situazione a suo vantaggio, ma che non aveva fatto i conti con il coraggio di Marian, l'unica in grado di farlo soccombere.
Se volete leggere un classico che vi stupisca, ve lo consiglio. Nonostante la mole,è davvero scorrevole, a parte qualche punto centrale, ma riesce a tenere viva la curiosità del lettore per tutte le sue pagine.

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