Narrativa straniera Classici Una fantasia di Natale
 

Una fantasia di Natale Una fantasia di Natale

Una fantasia di Natale

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Dopo "Un canto di Natale", ancora una storia di Natale, ancora un magico sconcertante racconto, ancora un grandissimo Dickens. Ultimo dei quattro «Christmas Books» dell'autore, questa «Fantasia di Natale» è la storia di un dono, un dono stregato e crudele, e di uno sventurato patto che il protagonista, il chimico Redlaw, sancisce con il proprio doppio fantasmatico. Il dono - che egli trasmetterà a tutti coloro che gli si accostano - è quello di poter dimenticare, poiché è soprattutto «torto, dolore e sventura» che la memoria del passato sembra portare con sé. Ma non comprende, Redlaw, che insieme a tutto questo se ne andranno ricordi, emozioni e desideri, e tutto ciò che va a costruire, nel tempo, lo spessore della natura umana. In una cupa discesa verso la solitudine e l'indifferenza, vediamo lui stesso, e via via tutte le figure che incrociano il suo percorso in una Londra povera e degradata ma vitale, perdere i tratti della solidarietà e dell'allegria e chiudersi nell'egoismo e nel sospetto. Ritroviamo qui tutti i caratteri della scrittura dickensiana: l'alternanza di comico e tragico, di momenti di cupa introspezione e di incontenibile allegria, delle figure dell'ombra e di quelle della luce; e l'infanzia, nelle sue componenti più inquietanti e in quelle più tenere. E vi ritroviamo naturalmente la magia del Natale, con il suo messaggio augurale di dolcezza e benevolenza.

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Una fantasia di Natale 2019-01-01 16:55:50 68
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68 Opinione inserita da 68    01 Gennaio, 2019
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L’ essenzialità della memoria

Un patto diabolico, un dono concesso dal fantasma dei propri desideri, cancellare i ricordi per potere rimuovere dolore, torto ed affanno.
Questo il patto che in “ Fantasia di Natale “ il chimico Redlaw, uomo “ buono” votato all’ ascolto ma d’ un tratto “ invasato “, sancisce con il proprio alter ego, la liberazione da un passato insostenibile, minaccia anticipatrice di torto e sventure.
La memoria pare essere una maledizione, la volontà di dimenticare imprescindibile, Redlaw talmente ossessionato dai torti subiti da materializzare il fantasma del patto.
Portera’ seco il proprio “ dono “, il tocco della sua mano sulla fronte altrui innescherà un cambiamento di rotta, chiunque trovatosi sul suo cammino perderà la memoria e muterà se stesso.
Il vecchio Philip, custode del passato, si farà egoista, l’ amorevole William impaziente, lo studente malato irriconoscente ed arrogante, la famiglia Tetterby un concentrato di discordia, rabbia e violenza, dimentica dell’ affettuosa armonia pregressa.
Sullo sfondo una Londra cupa, anomala, svilita dalla modernità, incenerita ed annerita, percorsa da rare ed infreddolite presenze ad osservare le luci all’ interno delle case, epicentro dell’ azione, solo voci stridule in lontananza.
I luoghi che accompagnano il protagonista sono stati d’ animo e spostamenti a richiamare sensazioni ed attesa e a riflettere un’ ansia di fuga, un uomo perso che non sa dove andare ne’ se ne cura pur di evitare la compagnia altrui.
Redlaw resterà irrimediabilmente solo, in una fredda e monotona apatia, preda di se stesso. Perdendo la memoria del dolore, del torto e dell’ affanno, ha perduto anche tutte quelle cose che un uomo vorrebbe ricordare oltre alla consapevolezza di quanto siano preziosi simili ricordi.
Estraneità e terrore si fanno opprimenti, lui stesso estraneo a se stesso, come in un sogno, una mente che sta diventando cieca.
Ma quelle tracce nel suo cuore di cui il fantasma aveva predetto la rapida estinzione non sono ancora così vicine alla morte da impedirgli di capire cosa è lui e che cosa fa degli altri e, se quell’ orrendo bambino senza volto che gli si mostra, inguardabile, putrefatto ed invecchiato precocemente è indistinguibile ed il figlio della sofferenza, Redlaw ne’ è l’ alter ego, il figlio della presunzione, due poli accomunati del mondo immateriale.
Che cosa sarebbe un individuo senza ricordi, senza storia, senso di appartenenza e luogo di provenienza, senza amore, misericordia, condivisione, sentimenti, senza contare che la riacquisizione della memoria del torto subito è necessaria per poterlo finalmente perdonare….


Ultimo dei quattro “ Christmas Book “, “Una fantasia di Natale “, dopo una lunga gestazione, uscì nel 1848, cinque anni dopo il primo “ Canto di Natale “, al quale indiscutibilmente si lega.
Si pensi alla solitudine condivisa ed all’ età dei due protagonisti, Scrooge e Redlaw, pur separati da occupazione e tratti umano-caratteriali, al tema della memoria, dal primo perduta all’ ombra di avidità ed accumulo, dal secondo odiata ed allontanata, al parallelismo Tetterby-Cratchit, una armonia famigliare condivisa tra povertà assoluta e prole numerosa, al mondo sovrannaturale, agli spettri, alla miseria, a tratti di comicità a contrastare la drammaticità degli eventi, fino alla magica atmosfera del Natale.
Percorso parallelo ed unico “ L’ invasato ed il patto del fantasma “ si presta a simbolismi e doppi sensi, a significati riposti ( il cognome del protagonista ), con il tema principe dell ’ infanzia, amata, rimpianta e detestata, uno sconfinato universo di bambini, spesso orfani, nominati e senza nome, presenti ed assenti, comunque segnati da un mondo adulto che ne indirizzerà l’essenza, leitmotiv del Dickens ( “ David Copperfield “ ) a noi più noto.

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