La camera azzurra La camera azzurra

La camera azzurra

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"Sei così bello" gli aveva detto un giorno Andrée "che mi piacerebbe fare l'amore con te davanti a tutti...". Quella volta Tony aveva avuto un sorriso da maschio soddisfatto: perché era ancora soltanto un gioco, perché mai nessuna donna gli aveva dato più piacere di lei. Solo quando il marito di Andrée era morto in circostanze non del tutto chiare, e Tony aveva ricevuto da lei il primo di quei brevi, sinistri biglietti anonimi, solo allora aveva capito, e aveva cominciato ad avere paura. Ancora una volta, nel suo stile asciutto e rapido Simenon racconta la storia di una passione divorante e assoluta, che non indietreggia nemmeno di fronte al crimine. Anzi, lo ripete.



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La camera azzurra 2022-09-06 15:17:44 unfioreounlibro
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unfioreounlibro Opinione inserita da unfioreounlibro    06 Settembre, 2022
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Un piccolo gioiello

Dopo aver preso in prestito dalla biblioteca "La camera azzurra" di George Simenon, la mia impressione è stata di avere tra le mani un piccolo gioiello. Lo so, non si giudica un libro dalla copertina; ma l’iconico design di Adelphi, il colore azzurro che rimandava al titolo, l’enigmatico dipinto di Magritte, tutto mi trasmetteva una sensazione positiva, che è stata poi confermata dalla lettura.

Ma andiamo con ordine. In questo romanzo, Simenon ricostruisce gli avvenimenti che hanno portato a un delitto passionale nei dintorni di Poitiers, in Francia. La narrazione, però, non è lineare, in quanto il punto di partenza sono gli interrogatori a cui Tony, protagonista e principale indiziato, è sottoposto. Saranno proprio i ricordi di quest’ultimo, mescolati a riflessioni e ad aperture sul presente, a permetterci – ma solo nel finale! – di acquisire una visione chiara della vicenda.

I principali punti di forza de "La camera azzurra" sono, a mio avviso, lo stile semplice e la brevità, che rendono il libro adatto anche a chi ha voglia di leggere qualcosa di leggero. Lo ammetto: inizialmente, ho giudicato tale stile un po’ banale; in seguito, però, ho capito come esso costituisse un semplice ausilio alla lettura, senza comprometterne in alcun modo la qualità. In effetti, dietro l’apparente semplicità, La camera azzurra è un libro dalla grande densità tematica. È anche un libro che si legge tutto d’un fiato, con il disvelamento progressivo dei fatti che ci trascina, pagina dopo pagina, fino alla conclusione.

Al centro del romanzo c’è, come già anticipato, la figura di Tony. Al pari del giudice istruttore Diem, il magistrato incaricato di istituire il processo, ci ritroviamo a formulare dei giudizi su di lui: in quale misura è innocente, e in quale è colpevole? Personalmente, la spontaneità delle sue azioni e la sincerità dei suoi affetti famigliari mi hanno portato, senza cadere in spoiler, a simpatizzare per lui. Tutta quanta la trama è permeata da un senso di tragedia; come se l’errore del protagonista non fosse tanto l’aver tradito, quanto l’aver sottovalutato la forza di una passione irrefrenabile, destinata a trascinare ogni cosa con sé.

Naturalmente, i temi non si esauriscono qui: ci sono la dicotomia tra amore carnale e amore coniugale, le difficoltà di comunicazione che affliggono gli uomini, la disumanizzazione operata dal sistema giudiziario… ma preferisco fermarmi. Non mi resta che consigliare un libro che, nonostante dei piccoli difetti – la prevedibilità di alcune svolte della trama e l’eccessiva stilizzazione dei personaggi femminili – rappresenta una lettura avvincente e intellettualmente stimolante.

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Altri libri di Simenon; a chi è in cerca di una lettura breve, ma di qualità
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La camera azzurra 2021-09-26 13:08:19 Chiara77
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Chiara77 Opinione inserita da Chiara77    26 Settembre, 2021
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Attrazione fatale

Tony è un uomo sposato, con una figlia di sei anni. Di origini italiane, ha avviato un’impresa mettendosi in proprio da poco tempo. Trascorre una vita tranquilla e modesta in un paesino della provincia francese. Siamo negli anni Sessanta del Novecento. Unico diversivo alla serena monotonia familiare, le relazioni extraconiugali. Per Tony sono soltanto sesso, le vive con naturalezza, quasi fossero il normale completamento della relazione con la moglie. Considera infatti impossibile e anche da evitare l’appagamento sentimentale coniugato con quello sessuale: da una parte quindi “l’amore” per la brava moglie, madre premurosa, operosa, tranquilla e non desiderata, dall’altra il soddisfacimento della sua libido con altre donne.
Finché un giorno, sfortunatamente per lui, intreccia una relazione con un’amante troppo focosa e appassionata e soprattutto, un po’ fuori di testa. La donna è disposta a tutto per compiere quell’amore carnale e proibito con Tony. Sì, perché, sebbene il quieto e inconsapevole protagonista maschile non riesca quasi nemmeno a comprenderlo, alcuni esseri umani si lasciano trasportare dalle passioni, dalle ossessioni, e se non sono del tutto sani di mente ed equilibrati, possono arrivare a commettere azioni criminali e violente.
Devo ammettere che non sono riuscita ad apprezzare del tutto questo romanzo. Pubblicato nel 1963, “La camera azzurra” mi ha fatto l’impressione di uno scritto datato. Vi è descritta una società e una piccola borghesia che abbraccia valori e prospettive che mi sono sembrati un po’ troppo lontani da quelli attuali. Una società patriarcale e maschilista in cui l’uomo si sceglie una moglie che sa già di non poter apprezzare come partner sessuale ma che “ama molto”. La figura femminile è rappresentata secondo i due estremi opposti cliché di moglie devota, servizievole e noiosa e amante impudica, appassionata e pazza criminale.
Non so, forse ho letto questo romanzo nel momento sbagliato, oppure l’ho valutato sulla base di parametri che in realtà non sono molto attinenti con questa narrazione. Questa storia racconta una passione insana e sfrenata che porterà orrore in alcune esistenze che si trascinavano tranquille nella monotona provincia francese. Un tema che può senza dubbio essere ancora di estrema attualità ma che a me personalmente è sembrato troppo calato in una determinata mentalità arretrata e un tantino fastidiosa. E questo aspetto mi ha impedito di gustare la lettura come avrei voluto.

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La camera azzurra 2021-04-17 13:47:21 sonia fascendini
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sonia fascendini Opinione inserita da sonia fascendini    17 Aprile, 2021
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Finalmente un libro intrigante

Che dire? Un bel libro, non una riga più lungo di quello che dovrebbe essere. Una storia di base semplice e raccontata in modo chiaro lineare, asciutto, senza eccedere in dettagli inutili e capaci di distrarre il lettore. allo stesso tempo si tratta di un racconto che intriga, incuriosisce, spinge il lettore a chiedersi dove si andrà a finire. Tutto quello, e niente di più di quello che dovrebbe esserci in un buon romanzo. La storia è quella di una storia di tradimenti che si consumano in una camera azzurra. Una donna fatale, voluttuosa a cui è difficile resistere e un uomo che crede di avere il controllo e invece non sa in che cosa è andato a cacciarsi.

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La camera azzurra 2019-10-22 15:17:20 Scavadentro
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Scavadentro Opinione inserita da Scavadentro    22 Ottobre, 2019
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La anticamera della tragedia.

In questo romanzo breve Simenon rimarca ciò che anche nei romanzi con protagonista il Commissario Meigret emerge quale elemento comune alla sua scrittura: la ricerca a partire dalla personalità e dall'indole del o dei colpevoli. Costantemente l'investigatore si pone, per risolvere l'indagine, nei panni dell'assassino, onde comprendere i meccanismi che lo hanno portato al delitto. Ne "La camera azzurra" , come in altri testi "psicologici", si riscontra un ulteriore passaggio, con l'immedesimazione. In questo caso i due sono amanti clandestini, Tony ed Andrée: lo scrittore evidenzia il diverso valore che l'uomo e la donna danno al loro rapporto. Tony, emigrato italiano, "straniero" che si è fatto da se, vive l'avventura extraconiugale godendo del momento ma senza pensare ad intaccare la sua vita familiare. Considera l'amante carnalmente, ma non sentimentalmente. Egli è marito e padre che ha colto l'attimo. Si rimira nello specchio immediatamente dopo il rapporto, con la testa già altrove: non parla la stessa lingua dell'amante. Lei è invece completamente presa nel vortice della passione, da considerare il loro un futuro di coppia vincolato. Lei lo incalza (più volte nel testo il dialogo viene ripetuto mnemonicamente) sulla solidità del loro amore, sulla conseguenza estrema (il marito di lei malato prossimo alla fine) che prevede l'eliminazione degli ostacoli rappresentati dalla moglie di lui. La narrazione comincia con Tony interrogato e recluso, che non si capacita di quanto avvenuto. Troppo tardi ha cercato di evitare il disastro. Qui si evidenzia con drammaticità il diverso piano sul quale si muovono i personaggi. Lui e lei parlano lingue diverse. Egli non concepisce ciò che per lei è ineluttabile, naturale, irrevocabile. Lui nel rischio di essere colto in flagrante fugge. Lei persevera e continua a portare avanti il suo progetto esternatogli con lettere che lui riceve con angoscia, con paura. Come detto è disposto a abbandonare tutto per evitare un destino tragico che, già scritto al momento della caduta in tentazione. Non ha importanza la colpevolezza di lei o di entrambi. L'amore li ha condannati.

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il Simenon oltre Meigret
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La camera azzurra 2019-06-19 08:53:49 Valerio91
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Valerio91 Opinione inserita da Valerio91    19 Giugno, 2019
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Felice e triste come la vita

Tra le opere del prolifico Simenon, “La camera azzurra” è certamente tra le più famose. Lo stile dell’autore belga è perfetto per il genere a cui appartiene, e quest’opera ne è forse tra gli esempi più lampanti. Mirabilmente costruito, riesce a tessere il corso degli eventi con maestria e a spingere il lettore verso la soluzione, pur lasciandolo con qualche dubbio fino alla fine. Tra i personaggi, forse è solo il protagonista quello veramente approfondito, ma in fondo è lui a essere il fulcro della vicenda e dell’idea che Simenon ha voluto trasmettere: straniero in un paese della campagna francese, dove ognuno sa tutto di tutti.
La cosa che impressiona di più, in questa storia, è come la vita di un uomo possa cambiare tragicamente, da un momento all’altro. Ma non è sempre un evento tragico e improvviso a causare questo cambiamento; spesso anche le parole o dei gesti che ci sembrano insignificanti possono innescare una reazione a catena, che porta inevitabilmente verso l’oblio e la distruzione di tutto quello che, ogni giorno, avevamo dato per scontato.

Tony Falcone è uno straniero, mai esattamente ben visto dal resto della popolazione, tuttavia tollerato. È riuscito ad avviare un’attività che gli permette di vivere una vita dignitosa, insieme a sua moglie Gisèle e sua figlia Marianne. Una vita tutto sommato normale, che esce fuori dai propri binari una volta al mese, nella camera azzurra: una stanza dell’albergo di suo fratello nella quale incontra la sua passionalissima amante, Andrée, sua vecchia compagna di scuola e anche lei sposata. Per Tony, in fondo, quelli non sono altro che piacevoli incontri nei quali sfogare i propri istinti, per poi ritornare nel porto sicuro di casa sua, nella quale lo aspetta la sua amata famiglia. Ma per Andrée le cose non stanno esattamente così.
La storia raccontata ne “La camera azzurra” ha inizio proprio durante uno di questi incontri, il 2 Agosto, uno di quei giorni che può sembrare dimenticabile nel momento in cui lo vivi, ma che nasconde il subdolo innesco per la distruzione di tante esistenze.

“Tony non avrebbe saputo dire se lo facesse con la sensazione di compiere un dovere, per farsi perdonare una debolezza, per riscattare una colpa. Sapeva solo che quella passeggiata sotto il sole, accompagnata dalla vocetta di sua figlia, era dolce e malinconica al tempo stesso. Si sentiva felice e triste. Ma non a causa di Andrée né di Nicolas. Non ricordava di averci pensato. Felice e triste come la vita, così avrebbe voluto dire.”

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La camera azzurra 2017-07-30 12:14:54 Laura V.
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Laura V. Opinione inserita da Laura V.    30 Luglio, 2017
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Quando il giallo si tinge d’azzurro

Chissà, forse il colore della passione, quando questa diventa ossessione, è l’azzurro. Un azzurro intenso, sensuale, paradossalmente “caldo”, che insegue sogni e libertà. Come l’azzurro della camera d’albergo che, con cadenza mensile, sile, funge da alcova alla relazione erotica dei due amanti protagonisti di questo romanzo. Solo sesso per uno, anche amore per l’altro; probabilmente una tra le storie più comuni e insulse diffuse nella vita quotidiana, ma che Simenon sa raccontare magistralmente, anzitutto attraverso una dimensione temporale che intreccia presente e passato in modo incalzante fino alle concitate battute conclusive di tutta la vicenda. Per non parlare poi della superba introspezione psicologica dei personaggi, a tratti addirittura inquietante.
Un giallo che va oltre il giallo, dove ogni parola ha un peso e, come si comprenderà strada facendo, niente viene detto per caso.

«Ti piacerebbe passare con me il resto della tua vita?»

Pagine, infine, da cui emerge tutta l’insoddisfazione, l’ansia, l'amarezza nei confronti di un’esistenza che, chissà perché, finisce sempre per sfuggire di mano.
Il mio primo Simenon; un romanzo duro e spietato, proprio come la vita del resto, ma comunque bellissimo e indimenticabile.

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La camera azzurra 2017-07-20 17:24:36 siti
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siti Opinione inserita da siti    20 Luglio, 2017
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Nell'ordine delle cose

Il povero signor Falcone è uno straniero nella campagna francese, ancora parla l’italiano con il fratello che, come lui, è riuscito a farsi strada nella vita nonostante le difficoltà legate all’origine e alla nascita. Tony, il protagonista ha messo su famiglia, ha lasciato il suo primo lavoro e si è messo in proprio, possiede una casa di proprietà e sta ora estendendo il suo raggio di affari nella provincia. Il fratello possiede invece un albergo, è sposato anche lui e, come possono, stanno entrambi vicini al padre che vive una tragica vedovanza e preferisce vivere isolato nel suo dolore. Tutto sarebbe nell’ordine delle cose se alla base di questi rapporti interpersonali ma soprattutto alla base del vincolo matrimoniale non ci fosse quel disturbante senso di tranquillità, quella accomodante sicurezza che un piccolo uomo cerca quando va a maritarsi: una moglie in casa, una cucina linda e perfetta, una mamma per i propri figli. E l’amore? Forse c’è anche quello ma non è animato dalla passione, tutto fluisce per un naturale succedersi degli eventi, ci si sposa, si hanno dei figli, si fanno dei sacrifici, si va in vacanza se è possibile, si pensa alla vecchiaia che trascorrerà serena, sistemata la prole. Ma gli uomini nella sicurezza ricercata ci stanno stretti, è uso avere qualche scappatella, tutti hanno delle amanti, occasionali al più, non tali da minare l’ordine delle cose, oserei dire che esse stesse, le fugaci amanti, rappresentano l’ordine delle cose, quello che è stato e sempre sarà. Ma per Tony no, sì lui è tale e quale agli altri, fin quando sulla sua strada non si frappone una sua ex compagna di classe che lui non ha mai considerato interessante, è maritata con un uomo ricco ma seriamente malato e segnato da un verdetto di probabile morte prematura, non hanno figli e gravitano all’ombra della madre di lui. Quando Andrée incontra Tony una sera per la strada lo fa suo e da allora al segnale convenuto si incontrano nella camera azzurra dell’albergo del fratello di Tony, nessuno sospetta, alte le precauzioni, solo i parenti di Tony sanno ma sono accondiscendenti. La narrazione si avvia proprio nella famosa camera dopo un amplesso focoso, il dialogo è uno scambio di brevi battute, Tony risponde distratto alle domande dell’amante e ora in carcere quelle poche parole scandiscono il suo tempo insieme alla serrate domande del magistrato...
Ottimo romanzo dal ritmo serrato, come sempre generatore di dubbi esistenziali, si legge in poco tempo semplicemente perché è ottimamente orchestrato, non si tratta qui tanto di chiedersi quali sono i capi di accusa , pazientante fino alle ultime pagine, è a mio parere molto più inquietante scoprire come una vita tranquilla possa essere miseramente distrutta dalla volontà e dalla tenacia di una sorta di mantide religiosa per riflettere poi su come sia facile annientare un essere umano o forse più di uno...

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La camera azzurra 2017-04-19 10:18:59 lapis
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lapis Opinione inserita da lapis    19 Aprile, 2017
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Vivere e rivivere

La storia di un fatto delittuoso che si consuma nel microcosmo piccolo borghese di un tranquillo paese di provincia ci viene restituita attraverso un impianto narrativo perfetto che sovrappone due piani temporali. Da un lato, il tempo della vita vissuta, dei fatti compiuti e delle azioni inconsapevoli. Dall’altro il tempo dei ripensamenti, dell’analisi dei ricordi e della presa di coscienza delle proprie colpe.

“Com’è diversa la vita nel momento in cui la si vive e quando la si analizza a distanza di tempo! Turbato dai sentimenti che gli venivano attribuiti, Tony era arrivato al punto di non sapere più distinguere il vero dal falso, il bene dal male”.

Tony tradisce la moglie, silenziosa e remissiva custode del focolare domestico, in modo spensierato e distratto. Appassionati incontri clandestini in una stanza d’albergo. Frasi e promesse pronunciate senza riflettere, tanto per riempire i silenzi di una camera azzurra. Il fascino di una donna volitiva e possessiva, capace di prendere ciò che desidera.

Senza apparentemente compiere alcuna scelta, ci si può ritrovare avviluppati in un vortice di conseguenze, intrappolati in una morsa che stringe sempre più. Per liberarsi sarebbe necessario compiere un atto di volontà e di coraggio. Invece si lascia scivolare la vita secondo una forza simile all’inerzia. E quando si aprono gli occhi, è troppo tardi. E’ già il momento degli interrogatori davanti a un giudice, delle domande alla propria coscienza, dei ripensamenti. Si può protestare proclamando la propria innocenza o accettare in modo indifferente la propria sorte. Si può mentire, anche a se stessi. Ma è la verità questa volta a braccarti con il suo bagaglio di responsabilità.

Simenon si dimostra un maestro nel ricostruire alla perfezione la psicologia dei personaggi, addentrandosi nei significati oscuri alla base delle azioni umane. Con la sua scrittura asciutta, fatta di vivide immagini e sensazioni evocate, ci parla di passioni che diventano ossessioni distruttive, di borghesi silenzi, di desideri inconsci e infelicità.
E ci lascia infine scegliere la nostra verità.

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La camera azzurra 2016-09-01 12:16:37 Vincenzo1972
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Vincenzo1972 Opinione inserita da Vincenzo1972    01 Settembre, 2016
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Le relazioni pericolose

Hanno appena fatto l'amore, lei rimane sdraiata sul letto, il corpo ancora caldo, sudato, l'afa esterna non mitiga il calore che l'avvampa da dentro, che ancora le brucia tra le gambe, anzi peggio, quasi le toglie il respiro, già carente per quanto speso affannosamente poco prima, prima che lui si staccasse da lei.

Lui è in bagno, davanti allo specchio, intento a curarsi e tamponare la ferita sul labbro provocata da un suo morso; ha la mente ancora intorpidita ma non può fare a meno di guardarla con la coda dell'occhio, tra le gambe divaricate porta ancora traccia del suo orgasmo e questo lo eccita.

Lei parla, gli rivolge delle domande, 'Tua moglie ti chiederà spiegazioni?', 'Non credo' risponde lui.

- 'Mi ami, Tony?'

- 'Penso di sì'

- 'Ti piacerebbe passare con me il resto della tua vita?'

- 'Certo'

- 'Davvero potresti vivere con me tutta la vita? Sul serio, non avresti un pò paura?'

Domande che sembrano innocue, innocenti e dolci pretese di una conferma d'amore che non sia solo sesso, non sia confinato tra le quattro pareti azzurre di quella camera, la camera azzurra dell'hotel in cui Tony e la signora Andree Despierre sono soliti incontrarsi per consumare la loro passione al riparo da occhi indiscreti, soprattutto quelli dei rispettivi coniugi.

Come poteva immaginare Tony che sarebbe stato costretto da lì a pochi mesi a dover ricordare esattamente per filo e per segno quelle parole, quelle frasi scambiate quasi per gioco con la sua amante, sotto la pressione continua degli interrogatori a cui si trova ora sottoposto come principale indiziato della morte per avvelenamento della moglie Gisele.

E signori, lasciatemi dire, la maestria di questo pregevole autore è innegabile, inconfutabile: Simenon ci regala un piccolo capolavoro che cattura il lettore sin dalla prima pagina, il coinvolgimento è totale, è come se fossimo chiamati a far parte della giuria e tenuti ad ascoltare attentamente la deposizione di Tony, la sua ricostruzione dei fatti, per poter poi esprimere il nostro giudizio.

Un giudizio peraltro non semplice, perché l'uomo condannato non è un assassino pluriomicida, non è un serial killer, ma è un uomo come tanti, con un lavoro onesto e ben remunerato, padre affettuoso e marito premuroso, forse poco fedele, forse incapace di resistere alle avances spregiudicate ed inequivocabili di una bella donna, forse travolto da una passione inaspettata ed improvvisa che ha vanificato ogni seppur esiguo tentativo razionale di opposizione; ma quanti uomini al suo posto avrebbero agito diversamente?

Una passione degenerata in follia, quelle domande avrebbero dovuto metterlo in allerta ma come poteva prevederne le conseguenze?

E quando Tony è chiamato a raccontare la sua versione dei fatti non vuole avvocati con lui, il primo a desiderare la verità è lui stesso perché ora è la sua coscienza a metterlo sotto accusa: era realmente ignaro delle intenzioni della sua amante o consapevolmente ha lasciato evolvere quel rapporto torbido sino alle estreme conseguenze?

Il processo pubblico, in tribunale, passa così in secondo piano rispetto a quello interiore dell'uomo che giudica se stesso.

E il lettore non può esimersi dall'esprimere un proprio personale verdetto: innocente o colpevole?

Quando un romanzo riesce a sottrarre il lettore dal suo mondo catapultandolo nello spazio e nel tempo in cui vive il protagonista, quando chi legge si sente talmente immischiato nella trama da preferire non interromperne la lettura sino all'epilogo finale, quel romanzo per me merita di essere considerato un capolavoro.

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La camera azzurra 2016-06-18 06:14:49 Antonella76
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Antonella76 Opinione inserita da Antonella76    18 Giugno, 2016
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Attrazione fatale dal sapore malinconico


È il primo Simenon che leggo e mi domando: sono tutti così belli o sono stata fortunata ad iniziare da uno dei suoi migliori?
Mi sono sentita completamente coinvolta...mi ha conquistato questo modo di presentare la storia...con continui flashback, ricordi, dialoghi ripetuti e ripetuti per sottolinearne l'importanza, per dimostrare come tutto possa precipitare semplicemente per non aver dato il giusto peso a delle parole!!!
Ho apprezzato il fatto che l'accento non fosse sulla sfumatura "gialla" della storia, ma sull'introspezione e la psicologia dei personaggi.
Ho trovato un certo sapore malinconico...
La cosa strana è che, ai miei occhi di lettore, appare abbastanza chiaro come si siano svolti i fatti, eppure...
Il finale ti spiazza, ti intristisce, ed insieme, ti terrorizza perché comprendi che non c'è davvero limite alla follia e all'ossessione!!!
Una sorta di "attrazione fatale" ante litteram...

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