La lunga marcia La lunga marcia

La lunga marcia

Letteratura straniera

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Dai confini con il Canada sino a Boston a piedi, senza soste. Una sfida mortale, con un regolamento implacabile, per cento volontari: un passo falso, una caduta, un malore.., e si viene abbattuti. Ma chi riesce a tagliare il traguardo otterrà il Premio. Tra i partecipanti, fra cui spicca il sedicenne Garraty, si creano rapporti di sfida, di solidarietà e di lucida follia, lungo il terribile percorso scandito dagli incitamenti della folla assiepata ai margini della strada.

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La lunga marcia 2016-10-13 14:30:56 Elisabetta.N
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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    13 Ottobre, 2016
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La lunga marcia

Questo libro è davvero estenuante! Ma nel senso buono, se così si può dire..
Dopo averlo letto mi è difficile non pensare a Ray Garraty, il protagonista, ogni volta che vedo qualcuno correre per strada o il volantino di una corsa..
Perchè quella corsa l'ho vissuta anch'io, ho conosciuto la stanchezza, la spossatezza e il terrore!

In un universo alternativo governato governato da una rigida dittatura militare comandata dal "Generale" viene organizzata ogni anno "la marcia".
100 marciatori che camminano fino a che non ne rimane uno soltanto.
Le regole sono rigide: se esci dal percorso, sei congedato, se superi le 3 ammonizioni sei congedato, se la tua media va sotto le 4 miglia orarie (6 km ora circa) prendi un'ammonizione..
Sarebbe troppo facile se il congedo fosse una pacca sulla spalla e magari un "ritenta, sarai più fortunato" ed infatti non è così, ma è una fucilata (o più).

Con Ray conosciamo gli altri partecipanti, le loro storie, conosciamo le implicazioni fisiche e psicologiche di una lunga privazione di sonno, di una marcia costante, di mancanza di cibo (ma non di acqua). Conosciamo il premio, tutto quello che vuoi per tutta la tua vita" e capiamo perchè tanti volontari accettano una morte certa contro quell'1% di possibilità.

King riesce a descrivere tutto con una maestria incredibile. Ho sentito la fatica di Ray e la sua angoscia, la pazzia che lo circondava di una manifestazione atroce..
Davvero molto bello!

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La lunga marcia 2016-02-12 20:22:12 Rebel Luck
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Rebel Luck Opinione inserita da Rebel Luck    12 Febbraio, 2016
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Segui il coniglio bianco

La lunga marcia è uno dei miei romanzi preferiti,
l'ho letto che facevo ancora le superiori, (quindi durante la prima glaciazione più o meno),
il romanzo mi era stato prestato da un mio amico di allora, e mi era rimasto dentro.
Mi aveva segnato. Mi aveva segnato come solo in quell'età una lettura può fare.
Mi ricordo ancora la sensazione di sentirsi "DENTRO" quell'universo, la sensazione di vivere insieme a quei ragazzi, la sensazione di ARRANCARE insieme a loro, soffrire con loro, sudare con loro, e morire ogni volta che uno di loro moriva.
Mi ricordo la difficoltà di "USCIRE" da libro, anche diversi giorni dopo la fine del romanzo, anche diversi giorni dopo aver letto e chiuso l'ultima pagina, nella mia testa i ragazzi continuavano a correre.
Ed io continuavo a correre con loro.
Indimenticabile il personaggio principale Ray Garraty, il classico ragazzo sportivo ed intelligente, che non fatica a socializzare, ed immediatamente nasce il suo gruppo la sua cerchia, destinata però ad essere "masticata" dalla corsa stessa..
Antagonista principale ed esatto opposto assoluto di Ray c'è il magrolino Stebbins... Il coniglio bianco... Ma qui mi fermo non voglio fare Spoiler.
King nel suo romanzo, anticipa di trentanni i temi estremamente attuali dell'abuso di "reality Show", e del limite che questi dovrebbero porsi,
La gara, seguita via tv, ed ai margini delle strade, da una folla "festante" vede 100 sventurati ragazzi che vengono uccisi a fucilate ad uno ad uno, ogni volta che si fermano, cadono, o ricevano 3 ammonizioni perché scesi sotto una certa velocità.
Idea geniale e ben sviluppata, (in quel periodo è nata la mia passione per la corsa), personaggi forti e sviluppati quanto basta.
Stranamente (per King) il romanzo è estremamente breve, ma è anche questo un suo punto di forza, perché lascia la voglia di mangiarne un'altra fetta!!!

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La lunga marcia 2014-07-30 14:55:17 Donnie*Darko
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Donnie*Darko Opinione inserita da Donnie*Darko    30 Luglio, 2014
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Non fermarti ragazzo...

Scritto con lo pseudonimo di Richard Bachman "La lunga marcia" è a mio parere uno dei migliori romanzi "giovanili" di King, nonostante uno stile ancora acerbo, in divenire.
Il contenuto però è di grande spessore, si colloca nel filone della sci-fi distopica dove ancora una volta la società è tiranneggiata da uno spietato regime dittatoriale.
Il potere è detenuto dal famigerato Maggiore che costringe ogni anno cento giovani ad una gara podistica in cui a vincere non è il primo a tagliare il traguardo, bensì l'ultimo a restare in piedi, nel vero senso della parola. Considerato che chiunque si fermi, cada, o scenda sotto una certa velocità viene ammonito, e dopo il terzo richiamo passato per le armi.
Uno spettacolo aberrante seguito via tv con macabra cupidigia voyueristica da milioni di spettatori, riferito da mass media che come avvoltoi volteggiano alla ricerca della carcassa sensazionalistica da dare in pasto alla folla adorante.
King anticipa il proliferare dei reality show e della tv spazzatura, inventa un mondo privo di ideali contraddistinto dal vuoto pneumatico e dall' incapacità di ribellarsi. L'unico mezzo per sfuggire alla gabbia è l'agognato "Premio", ovvero ciò a cui hanno diritto i vincitori dell'intollerabile competizione.
La deriva sociale, pur estremizzata, è quanto mai attuale ma lo sguardo non è completamente nichilista, l'autore sfuma sull'interazione tra i vari personaggi, li caratterizza efficacemente e ne trae un affresco molto umano, composto e dignitoso, disallineato con la crudeltà circostante.
In quel tortuoso fiume di pensieri, parole e azioni innescato dagli atleti occasionali c'è speranza, solidarietà, comprensione; l'umanità del singolo non è ancora stata sostituita da istinti ferini, seppur la morte sia la più probabile prospettiva.
Ne "La lunga marcia" si disinnesca l'ingiunzione brutale, atta a glorificare la forza e lo spirito di sacrificio del popolo, tramite la speranza innata tipica del mondo giovanile, che pur disorientato, spaventato e costretto ad una rivalità crudele, mantiene inalterata quella sensibilità perduta dagli adulti.

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La lunga marcia 2014-07-28 09:31:28 MatteoADP10
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MatteoADP10 Opinione inserita da MatteoADP10    28 Luglio, 2014
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IL PASSATO HA RACCONTATO IL FUTURO

Scritto da King quand'era un ragazzo, La lunga marcia è un libro strano, differente da ciò che si potrebbe pensare. Meno orrido di quelli a cui King ci abituerà, il manoscritto è uno di quelli che colpiscono per la propria capacità di balzare avanti di anni come se l'autore disponesse di una macchina del tempo. Questo romanzo è del '79 ... ergo, ha quasi quarant'anni ... eppure si mantiene attuale. Non so dirvi esattamente il motivo di questa mia riflessione: sarà perchè questa gara di sopravvivenza assomiglia tanto, a mo' di caricatura, ai reality show che oggi siamo abituati a vedere, sarà perchè il protagonista è un tizio in cui ci si immedesima dalla prima pagina, sarà perchè le angherie, il dispotismo a cui oggi molti fanno riferimento viene proiettato in un romanzo nudo e crudo, tagliente e grondante di sudiciume umano.

La lunga marcia mostra il lato oscuro del genere umano, ma non lo fa sventolando mostri, non permette ai fantasmi di prendere possesso delle pagine; King esplora l'essere umano inteso come macchina distruttrice, l'essere umano dall'aspetto normale che serba rancore, cattiveria. Questo è il vero mostro di oggi, ed è per questa ragione che il romanzo non può non definirsi attuale. Non il miglior lavoro di King, ma di sicuro uno dei migliori da un punto di vista del contenuto, che però danneggia forse la piacevolezza, la spensieratezza, l'abbandono.

Da un punto di vista stilistico, King migliorerà ancora negli anni a venire, ma già qui, nonostante la giovane età, dispone di una capacità di intrattenere il lettore quasi soprannaturale. Consigliato assolutamente.

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La lunga marcia 2014-07-20 22:10:22 stefano
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Opinione inserita da stefano    21 Luglio, 2014

molti dubbi

Rileggo la lunga marcia a vent'anni di distanza, per merito sopratutto degli innumerevoli film a tema che mi hanno fatto riprendere in mano questo libro. Come iniziare se non dicendo che il libro è molto piacevole e scorrevole ma lontano anni luce dai romanzi migliori di King. Non stupisce il fatto che sia stato scritto 40 anni fa. Lo notiamo dai dialoghi a volte piuttosto poveri e superficiali tra i concorrenti della gara,e dalla scarsa empatia che gli stessi trasmettono al lettore, in una storia solo a tratti convincente e che ci porta ad un finale, come detto da un amico prima di me, alla King, o volendo alla Matheson.

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La lunga marcia 2013-09-10 14:26:30 McLennon
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McLennon Opinione inserita da McLennon    10 Settembre, 2013
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metafora della vita

Il "Re" è uno scrittore straordinario perchè come pochi ha saputo essere un precursore capace di scrivere romanzi di un'attualità impressionante anche a trent'anni (e più) di distanza.
E' il caso di questa storia, che inizia senza tanti preamboli con i preparativi per l'imminente partenza della Marcia che le dà il titolo, un reality show il cui premio (per l'unico vincitore) sarà ciò che egli desidera, per tutta la sua restante vita.
L'atmosfera che si respira sin da subito è quella di una società Orwelliana, un mondo assurdo nel quale il mondo è regolamentato dalle cosiddette "Squadre", in cui sembra normale che l'eliminazione di un concorrente da un gioco a premi avvenga tramite fucilazione.Perchè è così che avviene durante "La Lunga Marcia", nessuno si può fermare pena una immediata ammonizione che, se ripetuta per tre volte, si trasforma in "congedo" ossia mediante fucilazione seduta stante, ad opera di impassibili soldati che scortano i concorrenri lungo tutto il tragitto.

Una lettura che all'apparenza può risulare leggera, forse dalla trama banale, ma a mio parere tra le righe va sottolineata la volontà dell'autore di ricreare quella che è la trasposizione metaforica dell'esistenza umana, dove regna il concetto di "Mors tua vita mea" attraverso un'analisi introspettiva dei personaggi, tentati dall'aiutarsi reciprocamente e, allo stesso tempo, rosi dal desiderio di vittoria e di sopravvivenza a scapito del prossimo.

Lo stile del "Re" è fluente, scorrevole, ricco di suspance e cattura in un crescendo di emozioni fino all'ultima pagina: non rientra nella cerchia delle sue opere migliori ma si attesta su standard di alto livello.

Senza svelare niente, poi, il finale è prettamente alla "King"...

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La lunga marcia 2010-08-02 22:30:19 Cap.harlock
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Cap.harlock Opinione inserita da Cap.harlock    03 Agosto, 2010
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Un gioco a premi, una corsa, un reality

Questo racconto di Stephen King, non è del Horror, ma del "terrore"... paura di non riuscire ad arrivare sani e salvi con il protagonista!
Un bellissimo libro di adrenalina pura con la A maiuscola, perchè questa storia non ti lascia respirare fino alla fine... un gioco a premi (un reality-grande fratello) ma come premio vero e proprio per i partecipanti è la loro stessa vita! perchè se ti fermi, sei finito! (qua non ce la pubblicità e il televoto a salvarti).
Un racconto cinico, spietato, che ti inchioda alla poltrona senza mai staccare gli occhi dalle pagine... perchè vuoi vedere come finisce!

Preparatevi a "correre" come non avete fatto mai nella vostra vita!

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A chi adora storie di adrenalina pura!
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