Luna rossa Luna rossa

Luna rossa

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«Harry abbassò lo sguardo sulla carta di credito. Conto svuotato. Missione compiuta: bersi tutto quanto. Niente soldi, niente giorni, niente futuro. Alla pensione, sotto il materasso, c’era la vecchia Beretta comprata dal senzatetto. Aveva tre proiettili. Restava da capire se avrebbe avuto abbastanza fegato per farla finita». Un amico spacciatore di coca, uno sbirro corrotto e uno psicologo malato di cancro. È questa la squadra che Harry Hole è riuscito a mettere insieme. E chissà se ce la farà a salvarlo dal precipizio. Senza più un ruolo nella polizia, Harry è a Los Angeles al preciso scopo di ammazzarsi di alcol. Ma Lucille, una vecchia attrice che ha sottratto alla furia di un cartello della droga, gli ha offerto un posto in cui stare, un po' di amicizia e dei vestiti decenti. Nel frattempo, a Oslo, un immobiliarista sospettato di aver ucciso due ragazze lo cerca come investigatore privato. Harry rifiuta, non è più il leggendario detective di un tempo. Ma quando il cartello prende Lucille in ostaggio, il solo modo per tirar su i soldi del riscatto è riunire una squadra di reietti come lui e accettare l'incarico.



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Luna rossa 2023-08-05 16:02:15 cesare giardini
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cesare giardini Opinione inserita da cesare giardini    05 Agosto, 2023
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La rinascita di Harry Hole

Torna Harry Hole, il poliziotto norvegese creato da Jo Nesbo, in “Luna Rossa”, il tredicesimo episodio della serie. E’ un uomo provato dalla vita, stanco, demotivato: dopo la morte della moglie ha lasciato la polizia di Oslo e si è rifugiato a Los Angeles, per dimenticare e trovare consolazione nell’alcool e nella compagnia di Lucille, una ex attrice piantata dal marito e indebitata fino al collo. Quando Lucille viene sequestrata da una gang messicana in cambio di un oneroso riscatto, da pagare entro una decina di giorni, Hole è costretto a rientrare a Los Angeles ed accettare un incarico ben remunerato da parte di un immobiliarista miliardario, Markus Roed: trovare l’assassino di due giovani donne misteriosamente scomparse. Hole firma il contratto e inizia, contemporaneamente alla polizia, ad indagare, scegliendo tre originali collaboratori: un poliziotto corrotto, ma con accesso ai dati della polizia, Truls Bernsten, un tassista spacciatore, Oystein Eikeland, ed un malato terminale di cancro, Stale Aune, nella cui camera d’ospedale i quattro si troveranno per coordinare le indagini e prendere decisioni. Hole ha amici ad Oslo, soprattutto nella polizia, dall’anatomopatologa Alexandra Sturdze ( “un misto tra una tigre ed una Lamborghini”), a Katrine Bratt, responsabile dell’Anticrimine, vedova e madre di Gert un bimbo il cui padre è proprio Hole. Riesce a contattare anche la moglie di Roed, Helene, una donna affascinante, che sa molti segreti del marito e prossima al divorzio: marito che non è certo uno stinco di santo, un riccone pervertito cocainomane che, si saprà poi, conosceva intimamente le due ragazze assassinate. In estrema sintesi, con il passare dei giorni le indagini si fanno più serrate: emergono macabri particolari sui cadaveri, decapitati e privi di occhi e cervello, si manifesta il vero colpevole, un serial killer dalla mente malata con notevoli competenze scientifiche: si fa chiamare Prim , rivela il suo modus operandi, una feroce e implacabile vendetta contro chi l’ha abusato fin da piccolo, ed usa come mezzo distruttivo un parassita, il Toxoplasma, avido ed invasivo. Non è un thriller per stomaci delicati: episodi di cannibalismo si alternano ad incursioni in locali proibiti, dove, nelle dark room ne capitano ovviamente di cotte e di crude. Alla fine, dopo una serie di colpi di scena spettacolari e di vicende spericolate, si arriva al redde rationem, proprio in una notte in cui la luna, che sembra grondare sangue, vive la sua periodica eclissi: la luna rossa, testimone delle scene finali.
Hole, nonostante il rischio di essere alla fine eliminato dal killer, riesce con uno stratagemma a sopravvivere, incassa quanto stabilito e permette, al di là dell’Oceano, la liberazione della sua cara amica Lucille.
Il thriller è avvincente, complesso, ricco di personaggi e di trame secondarie, che si intrecciano pur senza intaccare lo svolgimento del filone principale, tutto teso a scoprire chi si cela con grande abilità per compiere nell’ombra i suoi misfatti: certamente Harry Hole domina la scena, con il suo carisma ed il suo vecchio e collaudato intuito, coadiuvato dai tre collaboratori prescelti e da informazioni che gli passano le sue amicizie di un tempo. L’atmosfera è cupa, gli ambienti da frequentare sono densi di pericoli e di imprevisti, numerose le descrizioni di violenze efferate, con tanto di cadaveri maciullati, reperti autoptici crudamente esposti, abusi di droghe, stupri e aggressioni. Hole non si dà mai per vinto, riuscendo anche a dominare il desiderio sempre incombente di affogare nell’alcool i dispiaceri della vita: un personaggio che permea di sé tutto il ponderoso romanzo (quasi seicento pagine!), paragonabile ai protagonisti delle famose trilogie di Don Winslow.
Lo stile di Nesbo coinvolge il lettore, perché scava nei personaggi, porta alla luce i segreti più riposti dei caratteri, le pulsioni, gli affetti, gli aspetti più aberranti, con precisione e lucidità. Anche se un po’ farraginoso negli episodi finali, tiene sempre avvinta l’attenzione del lettore: Harry Hole sembra quasi uscire ringiovanito da quest’ultima impresa, non solo, ma è invitato a rientrare in polizia per ricoprire un posto vacante nell’Anticrimine. Forse l’attende una nuova avventura, i cui preliminari (un cadavere fatto “a pezzetti minuscoli” con una motosega!) sono accennati nelle ultime pagine del romanzo.
Buona lettura!

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Consigliato a chi ha letto...
Altri thriller di Jo Nesbo e le trilogie di Don Wilson.
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