Non lasciare la mia mano Non lasciare la mia mano

Non lasciare la mia mano

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Un omicidio non è un omicidio se non c'è un cadavere, e il cadavere di Liane Bellion non si trova. Eppure ci sono schizzi di sangue nella sua camera d'albergo. Ed è sparito un coltello. E qualcuno giura di aver visto il marito, Martial, spingere un carrello fino al parcheggio con fare sospetto: il cadavere della moglie? E la settimana di Pasqua e l'isola della Réunion, paradiso tropicale francese in mezzo all'oceano Indiano, pullula di turisti, il che non impedisce alla giovane e ambiziosa comandante della brigata di gendarmeria, Aja Purvi, di affrontare il caso senza riguardi per nessuno. Nelle indagini è coadiuvata dal fido sottotenente Christos Konstantinov, uno strampalato cinquantenne che sull'isola è soprannominato il "profeta", gran bevitore e fumatore di marijuana nonché fine investigatore. E caccia all'uomo sull'isola intensa, come i francesi chiamano La Réunion: un vulcano di più di duemila metri circondato da deserti di cenere, foreste tropicali e barriere coralline; uno scoglio nell'oceano popolato da un variopinto miscuglio di razze unico nel suo genere. La rocambolesca fuga del protagonista ha dell'incredibile: come fa un uomo solo, con una bambina di sei anni al seguito, a sgusciare continuamente tra le maglie dello spiegamento di forze più imponente che sia mai stato messo in atto sull'isola? Ma forse c'è lo zampino di una misteriosa dama azzurra con l'ombrello...

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Non lasciare la mia mano 2018-05-16 12:49:32 cosimociraci
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cosimociraci Opinione inserita da cosimociraci    16 Mag, 2018
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La prossima volta vado alle Mauritius

Dopo aver scoperto Michel Bussi con "Tempo assassino", non potevo esimermi dal leggere quest'ultimo romanzo. Ho notato ed apprezzato lo stessa ambientazione insulare. Questo particolare, in un thriller noir, fa sì che l'assassino apparentemente abbia le ore (le pagine) contate proprio perché è difficile sfuggire senza lasciare tracce.

Lo stile poetico sembra volesse coccolare la mia lettura che, pagina dopo pagina, si è trovata inconsapevole di fronte a episodi inenarrabili e truculenti.

La trama ingannevole e diventa sempre più avvincente dovuta anche all'empatia crescente che provavo verso la piccola Josapha.

Il finale a sorpresa ha sbriciolato tutte le ipotesi che man mano stavano prendendo forma nella mia mente. Davvero un gran bel lavoro.
Una volta tanto ho apprezzato il titolo in italiano rispetto al suo originale.

Constato che quest'autore mi piace, devo adesso recuperare i suoi primi romanzi.

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Non lasciare la mia mano 2018-01-10 20:16:10 topodibiblioteca
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topodibiblioteca Opinione inserita da topodibiblioteca    10 Gennaio, 2018
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La sorpresa è servita

Isola della Réunion, dipartimento francese d’oltremare nell’oceano indiano, a pochi passi dalle isole Mauritius. Crogiolo di razze, creoli, africani, musulmani che incrociano i loro destini, paradiso tropicale immerso tra spiagge meravigliose, foreste pluviali e vulcani frementi. In questo ambiente “fuori dal tempo”, il francese in vacanza Martial Bellion, denuncia alla gendarmeria dell’isola l’improvvisa scomparsa della moglie nella camera dl’albergo. Tuttavia qualcosa non torna: una serie di indizi piuttosto lampanti suffragati da alcune testimonianze, la scoperta del cadavere di un indigeno con la relativa arma del delitto sulla quale, guarda caso, sono presenti le impronte del suddetto Bellion, lascerebbero pensare ad una messinscena, alla palese colpevolezza dell’uomo, provata oltremodo dalla sua immediata fuga assieme alla figlia piccola. Ma come in ogni giallo che si rispetti, la soluzione dell’enigma non è così prevedibile e scontata, esiste sempre una seconda pista che lentamente viene a galla, anche grazie all’indagine della gendarmeria che rimescola nel passato del protagonista.

Questa affermazione acquisisce ancora più valore quando si tratta del giallista francese Michel Bussi, noto ai più per il libro “Ninfee nere”, che presenta un finale davvero sorprendente ed imprevedibile,
Bussi in questo romanzo ambientato, appunto, nel paradiso tropicale dell’isola della Réunion descritta con dovizia di particolari tanto da fare provare la sensazione di trovarsi proprio lì sul posto assieme ai vari personaggi, dà ulteriore prova della sua abilità di affabulatore, della sua capacità nel raccontare e dipanare matasse intricate. Come un vero illusionista l’autore mostra particolari, invita il lettore a costruirsi una rappresentazione dei fatti, a definire delle ipotesi, per poi prendersi immancabilmente gioco di lui nel finale. Questo pertanto è il punto di forza del libro, tenerti incollato alla pagina fino all’ultimo, per cui il giudizio non può che essere positivo. Forse però, da un certo punto di vista, questo potrebbe risultare per alcuni anche il suo principale limite. Chi conosce Bussi infatti è al corrente dei suoi “trucchetti” del fatto che prima o poi estrarrà un cilindro dal cappello per cui c’è il rischio di lasciarsi prendere dalla smania di volere arrivare alla fine a tutti i costi, di non godere pienamente quelle atmosfere che invece meriterebbero di essere gustate fino in fondo, così come le caratterizzazioni dei personaggi, o il rapporto amorevole che si instaura tra padre e figlia in fuga, oppure certe riflessioni piuttosto interessanti e stimolanti come la seguente “…questa necessità di trovare sempre dei colpevoli per tutte le disgrazie dell’universo. Anche quando non ce ne sono, la nostra mente li inventa. Probabilmente non è facile per un poliziotto l’idea che abbiamo talmente bisogno di colpevoli da finire per crearli di sana pianta”.

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Ninfee nere e altri libri di Bussi
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Non lasciare la mia mano 2017-06-15 17:41:30 ornella donna
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ornella donna Opinione inserita da ornella donna    15 Giugno, 2017
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Un'isola misteriosa e affascinante

Michel Bussi dopo aver ottenuto un ottimo consenso di pubblico con Ninfee nere, romanzo fascinoso colmo della pittura di Monet, ora ci presenta Non lasciare la mia mano, una storia ricca di colpi di scena, ambientata nel Dipartimento d'Oltremare, che la Francia ancora possiede in mezzo all'Oceano Indiano, l'Isola della Rèunion, di cui ci viene fornita una mappa dettagliata ed un esergo, "è pericoloso far risorgere il passato". Due elementi che esprimono molto bene la trama che questo scrittore ha inventato per questo giallo mozzafiato, soprattutto nell'epico, lungo finale.
La vicenda inizia il 29 maggio del 2013, Venerdì prima di Pasqua, in un lussuoso albergo, di cui sono ospiti vari turisti francesi: la coppia Martial e Liane Belliou, la loro bimba di sei anni Sofia, l'avvocato Jacques Jourdain e sua moglie Margaux. Alle quattro pomeridiane Martial prega gli amici di guardare la piccola che sta giocando in piscina, mentre lui sale in camera a cercare la moglie, che non scende. L'uomo bussa, ma la moglie non risponde ; allora si fa aprire da un inserviente e trova la camera a soqquadro con macchie di sangue. Si rivolge allora alla Gendarmerie, a capo della quale c'è una giovane donna creola, nativa dell'isola, ma molto ambiziosa, Aja Purvi, e con lei collabora il grosso e simpatico Christos, non giovanissimo, innamorato di una donna di colore, Imelda, mamma di cinque monelli. La storia si infittisce, e dopo l'omicidio di un innocente vecchio nativo, si scopre che Martial è scomparso con la piccola bambina. Inizia una serrata caccia all'uomo, su di un'isola non troppo estesa, che però riesce a sfuggire agli inseguitori disseminando cadaveri al suo passaggio.
Ambiente da sogno che si trasforma in un incubo. Una trama intrigante e scorrevole, scritta in tono leggero che cela un piccolo fatto rosa, malgrado i fatti narrati. Personaggi credibili, con i loro piccoli e grandi difetti, che in qualche modo devono convivere con lontani fantasmi, e inquirenti isolani che sanno compiere il loro lavoro. L'isola è il teatro di una perfida, folle e sconvolgente macchinazione. La verità è da cercare altrove, e continui colpi di scena scandiscono un inseguimento mozzafiato sulle tracce di un uomo solo con una bimba piccola. L'autore rivolge sempre una particolare attenzione allo scenario e all'atmosfera, centellinando con maestria tanta suspence quanta analisi psicologica. Il libro è un attento ritratto di La Rèunion e dei suoi abitanti. La sua analisi della storia dell'isola rivelano la testa del geografo, con una manifesta attenzione per la popolazione locale, razzialmente la più mischiata al mondo. Ma anche un'isola che preferirebbe tener nascosto il suo lato più oscuro: quello legato alla prostituzione e alla droga. Un romanzo che colpisce, un calibrato cocktail di tanti elementi, da bere subito!

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Consigliato a chi ha letto M. Bussi, Ninfee nere e Tempo assassino.
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