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La caduta
 
La caduta 2019-12-22 21:28:12 lapis
Voto medio 
 
3.3
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
2.0
lapis Opinione inserita da lapis    22 Dicembre, 2019
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"I tuffi rientrati lasciano strani reumatismi"

Acque color liscivia, acque agitate che scorrono sotto i numerosi ponti di Amsterdam. Da non attraversare mai perchè il rischio di incontrare una giovane pronta a tuffarsi è troppo alto. E allora intervenire sarebbe necessario, così come non farlo.
Perchè l'amore per il prossimo, la generosità, l'altrusismo si nutrono di autocompiacimento e stima sociale, ma si sbriciolano facilmente quando sull'altro piatto della bilancia c'è il proprio stesso bene. E allora, cosa accadrebbe all'uomo, così messo di fronte alla verità della propria doppiezza?

E' questa la domanda che si rincorre nella lunga confessione che Jean-Baptiste Clamance affida al suo invisibile interlocutore. Un passato da avvocato irreprensibile e uomo probo, la soddisfazione di trovarsi dalla parte del giusto e di leggere ammirazione negli occhi degli altri. Una felicità di vanità ed egoismo, perchè, in fondo, la felicità non si gioca nella propria interiorità. Ed ora, un presente da giudice-penitente, perchè la comprensione impone colpa, giudizio, penitenza. Ma offre anche salvezza?

Moltissimi sono in effetti gli spunti di riflessione offerti da questo scritto, di parole potenti e pregne di filosofia. Camus sviluppa intorno al tema del giudizio quelli della giustizia, della libertà, della religione, dello scopo stesso dell'esistenza. Vorrei poter dire di non essermi mai persa in queste dissertazioni, invece molti passaggi di questo lungo soliloquio, tanto eloquente quanto glaciale, mi sono risultati oscuri e di difficile lettura, in tutta onestà. Mio limite di lettrice, certamente, incapace di riconoscere e apprezzare i rimandi e le sfumature più "intellettuali", se mi è consentito il termine. A me, semplice lettrice, sono rimasti invece in bocca l'aridità di un boccone di sabbia e un desolante sapore di disperazione.

"Felicità e successi si perdonano se uno acconsente generosamente a condividerli. Ma per essere felici, non bisogna occuparsi troppo degli altri. Quindi, non c'è via di scampo. Felice e giudicato, o assolto e miserabile".

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Commenti

8 risultati - visualizzati 1 - 8
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Hai ragione Manuela, la densità concettuale e l'intensità logica di certi passaggi sono spiazzanti. Non è un testo facile da seguire fino in fondo e anche nella struttura quasi più un trattato non convenzionale che un romanzo. Almeno questa la critica maggiore che mi sento da fare al libro.
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lapis
23 Dicembre, 2019
Ultimo aggiornamento:
23 Dicembre, 2019
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Ciao Daniele, i temi scomodi lasciano sempre un retrogusto amaro in bocca, lo si deve mettere in conto. Ma non è solo questo, la mia fatica di lettura nasce certamente dalla difficoltà di certi passaggi, dal senso di sconforto che mi ha pervaso, dai toni forse a tratti più simili a quelli di un trattato che di narrativa pura, come hai detto tu.
Sicuramente lettori più capaci di me sanno trovare la chiave per apprezzarlo. Porto comunque la mia esperienza personale, con sincerità.
Grazie,
Manuela
Beh Manu, non è un libro allegro, lascia amarezza e fa tanto riflettere. Ho tanta voglia di rileggere tutto Camus!
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lapis
23 Dicembre, 2019
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Ciao Marianna. Eh sì, quel che suscita entusiasmo in alcuni, allontana altri. Interessante questo mio primo incontro con Camus, ma per il momento lascio.
Manuela, un libro che hai apprezzato ma non amato. Ma come si fa ad amare i libri di Camus ?!
Ho terminato la lettura da poco e tra tutti i commenti finora pubblicati mi trovo in perfetta sintonia con il tuo Manuela. Anch'io mi sono sinceramente persa in molti passaggi del soliloquio e l'ho trovato glaciale. Molti spunti di riflessione, ma quanta tristezza!
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lapis
26 Dicembre, 2019
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Proprio così Emilio, ho apprezzato lo strato concettuale ma, per entrarmi nel cuore, un libro dovrebbe avere un po' di calore in più. Mio gusto e miei limiti, ma per il momento non credo approfondirò l'autore.
Grazie e ciao,
Manuela
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lapis
26 Dicembre, 2019
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Chiara, non so come ringraziarti per le tue parole! Questo scritto vuole animare la mente, ma congela un po' il cuore, a mio parere. Certo, è tutto soggettivo, ma mi fa piacere sapere di non essere l'unica ad avere faticato con queste poche paginette :)
Grazie! Manu
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