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Hyperversum next
 
Hyperversum next 2019-01-31 20:12:10 mariaangela
Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
mariaangela Opinione inserita da mariaangela    31 Gennaio, 2019
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“Vuoi ballare con me?”

E’ tutto un po’ forzatamente eccessivo, ma leggo le pagine con voracità riconoscendo luoghi mai dimenticati.

Quanto mi siete mancati Ian Maayrkas, Jean Marc de Ponthieu, Daniel Freeland…e quando finalmente non ci speravo più, eccomi nuovamente catapultata da Phoenix, Arizona, Stati Uniti d’America a Clois, XVIII secolo, nella Francia nord-occidentale.

Le vicende vedono protagonista la figlia di Daniel, la diciassettenne Alex, che nella biblioteca di casa si imbatte in antico volume miniato gelosamente custodito, nel cui interno è nascosto un appunto con un accesso e una password. Curiosa di scoprire cosa si celi dietro questo enigmatico ritrovamento, avvia il computer del genitore, e, pur sapendo di violare una rigida regola, fa partire il videogioco diventato un vero cult: Hyperversum Next: famoso per la capacità di ricreare, come fosse vero, il mondo medievale nel quale si viene catapultati giocando.

La partita ha inizio, e anche la realtà virtuale, resa realistica grazie al visore 3D e ai guanti in fibra ottica. Tutto appare molto noioso ma improvvisamente l’odore del sangue diventa insopportabile! L’armadio nel quale è rinchiusa e che doveva essere solo una realistica finzione, non appare più tale. Alex sente sotto le dita il legno ruvido. Si tocca il viso con le mani. Il visore 3D non c’è più.
Prigioniera. Claustrofobia. Vertigini. Panico. Terrore. Catapultata nel tempo e nello spazio..

Dal punto di vista stilistico le forzature commesse sono forse troppe. Il tono con il quale Alex si rivolge ai cavalieri e agli scudieri appare davvero eccessivamente moderno; ma il romanzo è così tanto godibile che sono disposta a passarci su. Tuttavia non posso non chiedermi come mai Alex non venga condannata per stregoneria….

A Saint Germain nella Francia nord-occidentale, nell'anno 1233, rivedo il conte cadetto Jean Marc de Ponthieu soprannominato Falco del Re e suo figlio Marc, il conte Henri de Grandpré amico del Falco e tutore di Marc, il conte Guillaume de Ponthieu, Isabeau de Montmayeu, Conte Henri de Bar, Conte Henri de Grandprè, Conte Entienne de Sancerre…tutte mie care vecchie conoscenze.

La storia è travolgente, i personaggi descritti in modo fantastico, le avventure narrate nei più piccoli dettagli e mi sento io stessa catapultata in quel mondo, in quegli abiti, in quegli usi, in quei mille pericoli…il ritmo è serrato e non posso fare a meno di calarmi in quel medioevo e lasciar passare anche qualche azzardo narrativo di troppo.

E allora…indosso l’usbergo da cavaliere, lo scudo, la spada, infilo il lungo pugnale nella cintura e mi sento pronta e felice di ricominciare questa favolosa avventura.

Buone prossime letture a tutti.

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