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La stella del diavolo
 
La stella del diavolo 2012-04-01 17:47:39 mariaangela
Voto medio 
 
2.8
Stile 
 
2.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
3.0
mariaangela Opinione inserita da mariaangela    01 Aprile, 2012
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Attenti al “cavallo di Troia”

Harry, centonovantadue centimetri di altezza, quasi quarant'anni. Setto nasale diritto, labbra morbide, quasi femminili, in contrasto con gli altri tratti del suo volto duri e maschi. Forse non un bell'uomo, almeno non nel senso classico del termine. Tuttavia ha qualcosa di speciale. Gli occhi, lo sguardo, così infantile, onesto, aperto, naturale e dolce; di una persona di cui ci si può fidare.
Ma agli occhi dei colleghi è un lupo solitario, un alcolista, l'enfant terrible del reparto e tuttavia insieme a Tom Waaler il miglior investigatore del settimo piano.

Lo abbiamo lasciato e lo ritroviamo alla ricerca ossessiva di un trafficante di armi con nome in codice Principe.

Harry viene però distratto da una serie di efferati omicidi dietro cui si maschera un probabile serial killer che lascia sul suo cammino dita amputate e blood diamonds: diamanti di sangue a forma di stella.

Bjarne Moller capo della squadra anticrimine, che ha sostituito Karl Weber da poco andato in pensione, forma una squadra d'eccezione:
Tom Waaler, più basso di Harry ma dà l'impressione opposta; forse per il suo portamento eretto, o per la naturale fiducia in sé che emana; molte persone che lavorano con lui ne hanno soggezione.
Beate Lonn, trasferita dall'antifurto alla scientifica, calma, arrossisce non appena le si rivolge la parola; ma ha la capacità come nessuno di concentrasi sulle tracce tecniche, un indizio, una registrazione video, una vaga descrizione, finché alla fine non iniziano a dare un senso al tutto.
Stale Aune, psicologo, esperto sul fenomeno degli omicidi in serie.
Bjorn Holm della scientifica..

Poi c'è Oystein, l'amico d'infanzia, tassista sempre pronto a cacciarlo dai guai... e ad entrarci lui.

Ma c'è soprattutto Hole, che arriva da solo alla soluzione, che è davanti agli occhi di tutti, ma solo alla sua portata; beh, ammetto che un brivido di soddisfazione e solidarietà si impadronisce di me che leggo.

Se solo Rakel capisse che Hole è imperfetto perché per risolvere i casi e per il suo lavoro ogni volta non indugia a sacrificare un pezzetto di sè....ma non è detto che non lo faccia in futuro....chissà...

Questo è forse fino ad ora il romanzo in cui Hole va più a fondo, nel senso deleterio del termine...”Harry, sappiamo che puoi, ma vuoi restare lontano dall'alcol? Il tuo lavoro ti può bastare e salvare?
O ti serve altro?”

Harry io tifo per te!!!!! E senza pregiudizio alcuno.
Ciao.

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