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L'ultimo giorno
 
L'ultimo giorno 2013-04-18 16:16:43 Zine
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Zine Opinione inserita da Zine    18 Aprile, 2013
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Oltre il tunnel

*ll testo può contenere spoiler*
Cosa si cela oltre il baratro della morte? Davvero la nostra esistenza si riduce ai giorni che vengono concessi da vivere qui, sulla Terra, per poi cessare definitivamente e tornare al nulla nel momento del trapasso? Eppure, innumerevoli testimonianze, in ogni cultura, ci raccontano di esperienze straordinarie vissute da chi è stato ad un passo dalla morte. La sensazione di fluttuare fuori dal proprio corpo, in grado perciò di vedere tutto quanto accade intorno. L’ingresso in un lungo tunnel buio, oltre il quale brilla una luce più forte di qualunque altra. Immergersi quindi nella luce e ritrovarsi a camminare sotto un limpido cielo azzurro, verso il suono gioioso di acqua corrente oltre la quale attende una persona cara, come se ci stesse aspettando da tempo.
Su questa visione tanto diffusa quanto straordinaria, che forse cela ciò che ci attende al momento del trapasso, si fonda e si costruisce il romanzo di Glenn Cooper, autore della trilogia della Biblioteca dei Morti, edito da Nord.
Amante dei misteri, anche stavolta Cooper sceglie un tema strettamente legato alla morte e al destino dell’anima, costruendovi sopra un’indagine dell’FBI che lega i fatti soprannaturali ad altri molto più terreni.
Cyrus è un agente FBI dalla vasta cultura letteraria, la cui vita è straziata dal tumore al cervello della figlia, Tara, una bambina che è ormai allo stadio terminale. Alex è un brillante scienziato, specializzato nello studio del cervello umano, il quale porta avanti rischiosi esperimenti volti a scovare e utilizzare la sostanza che si attiva nel cervello al momento della morte fisica e che, forse, mette in contatto con l’esperienza del viaggio nell’Aldilà.
Alex, infatti, ha vissuto in prima persona l’esperienza da bambino, in un incidente stradale in cui ha perso entrambi i genitori, e da allora non pensa ad altro che a trovare il modo di ricongiungersi con loro. Per fare ciò, si spinge pian piano all’omicidio, diventando quindi l’indagato numero uno per Cyrus anche in mancanza di prove.
Alex riesce nel suo intento, sintetizza una sostanza capace di offrire l’esperienza di pre-morte e questa si diffonde come una droga micidiale, sotto il nome di “bliss”. Il suo impatto sulla società è tremendo: la gente perde la voglia di vivere, i suicidi aumentano vertiginosamente e Alex, in un delirio di onnipotenza, diventa profeta di una setta che predica l’abbandono della vita terrena. Cyrus, insieme a una psicoterapeuta specializzata nel trattamento dei casi terminali, dovrà riuscire a fermare il suo delirio di onnipotenza prima che avvenga una strage.
Come gli è abituale, Glenn Cooper sceglie di imbastire la sua trama su un argomento controverso e di fortissimo impatto emozionale. E’ capitato a tutti di chiedersi cosa si cela oltre la morte. Cosa accadrebbe, però, se avessimo la certezza di un aldilà, di un luogo migliore in cui ricongiungerci con i nostri cari ed essere ammessi alla presenza di Dio? Non perderemmo interesse per una vita in fin dei conti difficile, costellata di perdite e disgrazie?
Il messaggio che dovrebbe filtrare è che, probabilmente, se non possediamo risposte certe è proprio perché la vita terrena ha uno scopo; deve essere, perciò, vissuta fino in fondo, cosa che non accadrebbe se fossimo costantemente tormentati dal desiderio di raggiungere un luogo migliore.
Purtroppo Cooper, come ormai pare sia sua prerogativa, parte da presupposti eccellenti per confezionare un romanzo a conti fatti semplicistico. I suoi personaggi sono piuttosto bidimensionali, poco profondi per quanto ben ritagliati per ricoprire i ruoli prescelti. Il tema - che aprirebbe innumerevoli possibilità di sviluppo sul piano spirituale, sociale e scientifico – viene a conti fatti lasciato un po’ allo sbaraglio, trattato in modo superficiale nonostante la presenza di dettagli scientifici, senza contare l’approccio fondamentalmente cristiano/cattolico alle visioni dell’aldilà, cosa non precisa se si riferisce alle esperienze di pre-morte conosciute.
Cooper scrive bene e ha ottime idee. Purtroppo sembra aver preso per vizio un certo atteggiamento “di comodo”. Si avverte la sensazione che l’autore non si sia impegnato più di tanto, adagiandosi sulla buona idea iniziale per poi darle una direzione piuttosto scontata e corredandola di un finale deludente e pressapochista. Un vero peccato, in quanto ritengo che Cooper potrebbe essere capace di cose migliori.
Un romanzo senza grandi pretese, per chi ama questo genere di argomenti o vuole trascorrere qualche ora piacevole immerso nella lettura.

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La Biblioteca dei Morti
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