Narrativa straniera Gialli, Thriller, Horror La donna della cabina numero 10
 

La donna della cabina numero 10 La donna della cabina numero 10

La donna della cabina numero 10

Letteratura straniera

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Doveva essere la crociera perfetta. Le luci del grande Nord su una nave di lusso, l’Aurora Borealis, in compagnia di pochi e selezionatissimi ospiti. Un’ottima opportunità professionale per la giornalista Lo Blackwood, incaricata di sostituire il suo capo e ben felice di trovare sollievo dallo choc provocato da un tentativo di furto subito nella sua casa di Londra. Ma la crociera si trasforma ben presto in un incubo atroce... Durante la prima notte di viaggio, Lo assiste a quello che ha tutta l’aria di essere un omicidio, proprio nella cabina accanto alla sua, la numero 10. Non solo nessuno le crede, ma la ragazza che dice di aver incontrato nella stessa cabina sembra non essere mai esistita: non è a bordo, nessuno la conosce, e le tracce lasciate dalla sua misteriosa presenza svaniscono una dopo l’altra. Bloccata sulla nave e sempre più isolata nella sua ricerca, Lo cade in preda al terrore. Sta forse impazzendo? Oppure è intrappolata in mezzo all'oceano, unica testimone di un delitto e in balia di uno spietato assassino?



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La donna della cabina numero 10 2020-08-08 21:11:32 ALI77
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ALI77 Opinione inserita da ALI77    08 Agosto, 2020
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NON MI HA CONVINTA

ALL'INTERNO DEL TESTO E' SEGNALATO UNO SPOILER
Devo ammettere che avevo delle aspettative molto alte su questo libro che in parte sono state disattese, Ruth Ware è una scrittrice che riesce a creare delle scene di alta tensione e di suspense, ma qualcosa non ha funzionato.
La protagonista del romanzo è Laura Blackwood, detta Lo, una giornalista che lavora per "Velocity", che si sta preparando a partire per una crociera tra i fiordi norvegesi in uno yacht di lusso chiamato l'Aurora Borealis. Questo viaggio non è di piacere ma lavorativo infatti deve scrivere un articolo per il giornale in cui lavora.
Lo deve sostituire il suo capo Rowan, che è in maternità, questo viaggio calza a pennello in un periodo un po' così della vita della ragazza: è in crisi con il fidanzato e ha da poco subito un furto che l'ha veramente spaventata.
"Tuttavia era il ladro ad aver commesso il crimine. E allora perchè mi sentivo come se fossi io a essere interrogata?"
Lo, nonostante sia ancora scossa da quello che è successo a casa sua, decide di partire ugualmente, inizialmente tutto sembra perfetto fino a che una notte la ragazza vede un corpo finire in mare e trova del sangue sul separé del balcone della cabina affianco alla sua, la numero 10.
Il capo della polizia sulla nave, non crede a Lo, perché la cabina numero 10 è vuota e non c'è mai stato nessuno, eppure la protagonista la sera precedente a quella incriminata, ha visto nella stanza una donna con dei lunghi capelli neri che le ha anche prestato un mascara.
Laura ha dei problemi personali, è molto ansiosa e soffre di attacchi di panico, beve molti superalcolici e prende anche degli antidepressivi.
Questo sicuramente non aiuta molto la sua credibilità, tutto sembra essere contro di lei, tutti, o quasi, all'interno della nave pensano che Lo si sia inventata questa storia, per attirare su di sé l'attenzione.
L'autrice riesce a creare delle scene di alta tensione, il prologo come anche il primo capitolo sicuramente hanno suscitato il mio interesse, poi però ci sono alcuni passaggi del romanzo in cui narrazione si ferma, poi riprende e dalla seconda metà ho trovato che il climax fosse più costante.
Però credo che a questo thriller manchi qualcosa.
In primis, la protagonista non mi ha conquistata, Lo si lamenta troppo di tutto soprattutto nella prima parte, ma in realtà nessuno dei personaggi è stato convincente, forse verso la fine Laura si riscatta un po' e l'ho trovata più coerente.
La trama non è molto originale, leggendo molti libri di questo genere, credo che alcuni passaggi della narrazione, siano simili ad altri romanzi che ho già letto.
Ci sono dei momenti in cui l'autrice spiega dei dettagli che non sono fondamentali per la trama e il romanzo perde un po' la scorrevolezza delle prime pagine.
**INIZIO SPOILER **
Non ho capito come mai l'autrice all'inizio si soffermi nel raccontarci il furto che Lo subisce, ma questo fatto non sembra avere un collegamento con quello che succede dopo, come mai l'ha inserito all'inizio? Perché non è collegato al resto del libro? Forse Ruth Ware vuole farci credere che ci sia un legame ma in realtà non c'è?
Lei non ce lo spiega e a me questa cosa non mi è andata molto a genio, mi aspettavo che ci fosse questo nesso al resto della trama, altrimenti perché inserirlo?

**FINE SPOILER**
Si poteva sicuramente sfruttare meglio la situazione che aveva creato, cioè quella di confinare delle persone in uno yacht, che diventa il luogo dove avviene un crimine, non vi ricorda qualcosa? Non lo dico tanto sapete di che scrittrice famosa sto parlando.
Credo che scoprire chi sia il responsabile dell'omicidio prima della fine sia un male e forse intuirlo prima che l'autrice ce lo racconti, sia ancora peggio.
Sicuramente dovrò recuperare altri libri dell'autrice, per capire se effettivamente mi possa piacere come scrittrice di thriller.
Mi aspettavo molto e alla fine sono rimasta un po' delusa, è un vero peccato.

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Ho in programma di leggere altri libri dell'autrice così capirò se mi possa piacere come autrice
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La donna della cabina numero 10 2018-06-11 18:29:22 sonia fascendini
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sonia fascendini Opinione inserita da sonia fascendini    11 Giugno, 2018
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Leentoo

Lo è giornalista in una rivista di viaggi, dove si limita a fare del copia incolla e a svolgere funzioni da assistente per il suo capo. L'occasione della vita arriva quando le chiedono di sostituire una collega nel viaggio inaugurale di una, tanto piccola nelle dimensioni quanto immensamente grande nel lusso, nave da crociera. Con un passato psicologico difficile, dipendente dai farmaci, facile a consolarsi con gli alcoolici questo stress non può che metterla in difficoltà. e ancora di più la metterà in difficoltà un tentativo di furto messo in atto mete lei è in casa. Si presenterà quindi all'imbarco con un bel corredo di lividi, una sbornia non ancora smaltita e la tendenza a vedere ombre minacciose ovunque. L'incontro casuale con la vicina di cabina la porterà a sospettare e denunciare al personale di bordo che si sia verificato un delitto. Non creduta si improvviserà investigatrice.
Nel complesso trovo che questo romanzo sia poco credibile. Le varie vicende in cui Lo si trova invischiata sono ben più che irrealistiche e non sono neppure supportate da una trana accattivante che incuriosisca e coinvolga il lettore. I personaggi sono deboli, tratteggiati in modo frettoloso e con poco carisma. Difficile provare simpatia anche per la protagonista e crederle anche di fronte all'evidenza. La storia, poi si dipana con una tale lentezza che anche quelli che dovrebbero essere colpi di scena colpiscono ben poco. Finale in fin dei conti abbastanza scontato.

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La donna della cabina numero 10 2017-08-06 20:13:07 Lady Aileen
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Lady Aileen Opinione inserita da Lady Aileen    06 Agosto, 2017
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Mi aspettavo chissà cosa

La donna della cabina numero 10 è il nuovo thriller di Ruth Ware, conosciuta in Italia per il libro L'Invito. Ho deciso di iniziare da questo perché mi piacciono i thriller ma soprattutto ad ambientazione in luoghi circoscritti. La storia è raccontata in prima persona dal punto di vista di Lo, una giornalista che si occupa di viaggi. Dopo aver subito un furto in casa, decide di accettare un incarico sull'Aurora, un'imbarcazione lussuosa al suo primo viaggio. Durante la traversata, però, accade qualcosa di strano, Lo assiste all'omicidio di una donna ma sembra l'unica ad averla vista. Lo pur apparendo forte nelle parti finali, per quasi tutto il romanzo è un personaggio debole, lamentoso e insicuro. Ci sono decisamente troppi drammi: subisce un furto con lei in casa, soffre di attacchi di panico, ha bisogno di predere medicinali per la forte ansia che cura da dopo l'università, tende a bere alcolici mischiandoli alle medicine e per finire assiste ad un omicidio e nessuno le crede. Ho trovato davvero difficile mettermi nei suoi panni. Inizialmente il romanzo è scorrevole e coinvolgente perché l'idea generale aveva del potenziale ma poi l'autrice comincia a perdersi in dettagli di cui e situazioni di cui si potrebbe fare a meno. I possibili sospettati non si arriva a conoscerli meglio. Durante la narrazione degli eventi l'autrice aggiunge email, articoli di giornali, chat, estratti tratti da forum senza far aumentare in alcun modo la suspense. Inoltre la soluzione stessa del mistero lascia la sensazione di "già visto" e s'intuisce molto prima che ci arrivi la protagonista del libro. E non ho capito il motivo della mancanza di confronto tra la protagonista e l'assassino. L'espediente del gruppo di persone confinate in un luogo dove avviene un omicidio ricorda Agatha Christie ma in questo caso poteva essere sfruttato meglio. Da quest'autrice mi aspettavo di più dopo tutta la pubblicità che ne era stata fatta

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