La foresta del male La foresta del male

La foresta del male

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Gli ultimi tempi sono stati duri per la famiglia Bennett: dopo aver scoperto che il figlio Brian spacciava droga, il detective Michael Bennett è riuscito ad assicurare alla giustizia i criminali che gestivano il traffico di stupefacenti. Qualcosa tuttavia è andato storto e Bennett è stato sospeso dal servizio per poi essere reintegrato. Con questa macchia nella carriera, Michael decide di caricare le valigie in auto e, insieme a tutti i familiari, staccare la spina. L’idea è trascorrere l’estate nel Maine ma, una volta a destinazione, il detective scopre molto presto che la tranquillità promessa dai dépliant turistici è solo un sogno. La comunità apparentemente perfetta che vive immersa nei boschi nasconde infatti un mondo oscuro. Due ragazzi del posto spariscono e l’intrico di alberi e silenzi rivela una macabra scena. La polizia locale decide di consultare Bennett, che vede nell’indagine l’occasione per riscattarsi e riabilitare il proprio nome. Ma il caso si rivela più complesso del previsto: nessuno ha voglia di parlare con il detective arrivato dalle rumorose strade di Manhattan. Mentre Bennett brancola nel buio, tra la gente chiusa in una corazza di diffidenza, una strana ragazza che sembra dimenticata da tutti diventa il suo improbabile alleato. Chi è il responsabile di una violenza così efferata? E, soprattutto, quali altri segreti custodisce la foresta del male?



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La foresta del male 2023-02-13 18:19:02 cesare giardini
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cesare giardini Opinione inserita da cesare giardini    13 Febbraio, 2023
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Una foresta maledetta.










E’ una delle ultime avventure di Mike Bennett, il poliziotto di New York già protagonista di una quindicina di gialli: chi lo segue sa che è vedovo, padre di una numerosa figliolanza e nipote di un anziano pastore di una chiesa locale. Si batte contro gli spacciatori che infestano la città, ha un figlio minorenne che si droga e, nell’indagine per scoprire i fornitori di droghe, ne uccide uno. Il figlio va in galera, colpevole di spaccio, gettando nella disperazione la famiglia e il nonno, appena ripresosi da un infarto. Queste vicende occupano quasi metà del romanzo: stanco e sfiduciato, Mike propone un periodo di vacanza alla famiglia, affittando una villa nel Maine, isolata ai margini di una foresta e sulle rive di un lago.
La vacanza si trasforma in un incubo: lo spaccio prospera anche nella cittadina più vicina, dove lavora una vecchia collega di Mike, e la scomparsa di due giovani induce i due poliziotti ad indagare, scoprendo nella foresta sepolture di individui morti per abuso di droghe o fatti fuori per regolamento di conti tra spacciatori. Il boss dello spaccio, temuto e protetto, viene alla fine individuato e arrestato, grazie anche alla collaborazione di una giovane solitaria e stravagante, cresciuta in un ambiente malsano ma ansiosa di redimersi.
E’ la traccia di un giallo ovviamente più complesso ma prevedibile in tutti i suoi momenti e abbastanza banale. Lo stile è essenziale, senza particolari approfondimenti, a parte l’ovvia condanna dello spaccio come vera piaga diffusa della società a tutti i livelli, le ripetute preghiere pre e postprandiali del vecchio nonno e la strana condanna del vegetarianismo (“Grazie al cielo, non siamo vegetariani e mangiamo carne a mezzogiorno e sera”).
Detto ciò, il giallo è l’ennesima produzione di un “brand” ormai funzionante a meraviglia: romanzi a palate, centinaia di milioni di copie vendute, uno staff editoriale ben oliato, uno stuolo di collaboratori e di coautori che, dal 2002, scrivono per l’autore: sembra infatti che da tale data solo il 20% dei romanzi sia opera esclusiva di Patterson, diventato ormai soprattutto amministratore del suo marchio.
Un romanzo pieno di buoni sentimenti ma privo di ambizioni letterarie. Premio i buoni sentimenti, con un bel 3 complessivo.










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