Narrativa straniera Gialli, Thriller, Horror La morte è il mio mestiere
 

La morte è il mio mestiere La morte è il mio mestiere

La morte è il mio mestiere

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Per Jack McEvoy la cronaca nera è stato il mestiere di una vita. Ha raccontato le storie più cupe, inseguito i killer più sfuggenti, fino a ritrovarsi lui stesso faccia a faccia con la morte. Il fiuto da reporter ce l'ha nel sangue, anche se ormai va a caccia di storie di ben altro genere. Ma la morte, a quanto pare, non ha chiuso i conti con lui. Quando una donna con cui McEvoy ha trascorso una notte sola, dopo averla conosciuta in un bar un anno prima, viene ritrovata senza vita, il giornalista finisce suo malgrado tra i principali sospettati di quel crimine particolarmente brutale. A quel punto, tornare a indagare - a dispetto dei moniti della polizia e del suo editore - è per lui non soltanto un istinto, ma una necessità. Ben presto, arriva a una scoperta agghiacciante che collega quell'omicidio ad altre morti misteriose in tutto il Paese: uno stalker dà la caccia alle donne, selezionandole sulla base dei loro dati genetici. McEvoy capisce di trovarsi di fronte a una mente criminale diversa da qualunque altra mai incontrata: qualcuno che conosce le sue vittime meglio di quanto loro conoscano se stesse. Attraverso una ricerca nei meandri più oscuri del web e con l'aiuto di una vecchia conoscenza - l'ex agente dell'FBI Rachel Walling -, McEvoy intraprende una folle corsa contro il tempo. Perché il killer ha già scelto il suo prossimo obiettivo ed è pronto a colpire ancora.



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La morte è il mio mestiere 2021-02-03 09:51:13 violetta89
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violetta89 Opinione inserita da violetta89    03 Febbraio, 2021
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Questione di dna

Riecco Jack McEvoy, questa volta non è più un giornalista di cronaca nera, adesso collabora con "Fair Warning" una testata che si occupa di mettere in guardia i consumatori in merito a truffe o questioni poco chiare. Un giorno viene però contattato dal dipartimento di polizia: è sospettato dell'omicidio di una donna con cui era stato mesi prima. Sa di essere innocente, però questa situazione risveglia il cronista di nera che è in lui, si mette ad indagare per conto suo e scopre che il modo particolare con cui è morta la donna, decapitazione interna, è comune ad altre morti sospette in vari stati. Possibile che si tratti di un serial killer? Con l'aiuto di Rachel Walling, sua ex ed ex agente FBI, scoprirà un vero e proprio vaso di pandora che ha a che fare con l'analisi del dna, gli incel e il dark web.
Questo libro di Connelly si legge bene, come sempre coi suoi thriller, tuttavia mi è sembrato che fino a un certo punto tenesse un ritmo alto e intrigante, ma che ad un certo punto si arrestasse per terminare con un finale piatto. Non è uno di quei thriller da fiato sospeso fino all'ultima pagina, inoltre ora che anche McEvoy è stato rispolverato, chissà che non lo ritroveremo in qualche altro libro.

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La morte è il mio mestiere 2020-10-25 11:14:30 cesare giardini
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cesare giardini Opinione inserita da cesare giardini    25 Ottobre, 2020
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Caccia ad un killer che odia le donne.

Un nuovo thriller di Michael Connelly, un romanzo emotivamente coinvolgente, che, per una volta, lascia da parte il personaggio forse più amato dall’autore, Harry Bosch, e rispolvera, se non erro per la quarta volta, il reporter di cronaca nera Jack McEvoy, nella veste di collaboratore di una rivista, “FairWarming” ( Giusto Avvertimento: per inciso, è anche il nome di un gruppo musicale rock tedesco), indirizzata alla difesa ed agli interessi dei consumatori. Al protagonista capita di passare una notte con una ragazza, incontrata occasionalmente in un bar, e di scoprire, tempo dopo, che la stessa è stata brutalmente assassinata con una singolare metodica: la dislocazione atlanto-occipitale (detta anche decapitazione interna), ottenuta torcendo alla vittima il capo con conseguente lesione del midollo spinale. Il passato di cronista di nera risveglia in McEvoy la vecchia passione per le indagini, mai sopita, indagini che conduce con l’aiuto di Rachel Walling, ex investigatrice dell’FBI e che lo porteranno a scoprire un mondo oscuro, pieno di pericoli e di personaggi depravati e corrotti. Già, perché di omicidi simili ne vengono scoperti diversi, sempre con le stesse modalità, tanto da chiamare l’assassino “Averla”, dal nome del rapace uso ad uccidere le sue prede spezzando loro il collo a colpi di becco. Altra particolarità: le vittime hanno tutte fornito il loro DNA ad una delle più grandi aziende che lo analizzano, la GT23, che a sua volta lo ha rivenduto ad un’altra industria diretta da un personaggio dal passato oscuro. I segreti del DNA finiscono nel dark web: qui li pesca l’assassino, selezionando solo quei codici genetici con caratteristiche particolari: predisposizione alle droghe ed al sesso. Si vedrà anche che l’assassino è uno stalker, violento con le donne, misogino e inquadrabile nella categoria dei fautori del cosiddetto “celibato involontario” (“incel” nel romanzo), che non sopportano gli uomini che hanno una vita sessuale normale. Insomma, un pericoloso e sfuggente killer , con misteriose protezioni, abilissimo nel prevenire ogni mossa della polizia e del giornalista. Uno spettacolare colpo di scena finale lascerà il lettore con il fiato sospeso, fino alla prevedibile conclusione.
Il ritmo narrativo è serrato, coinvolgente: non un attimo di tregua, ed in questo Connelly è un vero maestro. Il tema principale è quello della violenza sulle donne, servendosi nel caso specifico di argomenti ricchi di tecnicismi come quelli riguardanti il DNA e le sue peculiarità, quel DNA che per più del 90% è uguale per tutti e che solo per l’1-2% ci rende differenti l’uno dall’altro, come precisa l’autore ( aggiungo: l’1% sembra poco, ma su circa 3,3 miliardi di basi di DNA, sono pur sempre quasi 40 milioni di basi!). Se nel romanzo si vuole trovare una pecca, forse la si può evidenziare in alcuni capitoli della prima parte, nella quale l’autore approfondisce certi aspetti peculiari del codice genetico, e come si possano identificare alcune particolarità, ad esempio il gene DRD4 (chiamato in gergo Dirty Four, sporco quattro) responsabile di certi comportamenti a rischio e di varie dipendenze. Poi, il romanzo entra nel vivo dell’azione, ti prende come pochi, non ha pause e ti conduce al finale che, con un crescendo spettacolare, avvicina il protagonista al freddo brivido di una possibile morte imminente.
In conclusione, un thriller emozionante, che evidenzia una volta di più la grande abilità di un maestro del genere.

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"Il poeta", dello stesso autore.
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