La paziente silenziosa La paziente silenziosa

La paziente silenziosa

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Alicia Berenson sembra avere una vita perfetta: è un’artista di successo, ha sposato un noto fotografo di moda e abita in uno dei quartieri più esclusivi di Londra. Poi, una sera, quando suo marito Gabriel torna a casa dal lavoro, Alicia gli spara cinque volte in faccia freddandolo. Da quel momento, detenuta in un ospedale psichiatrico, Alicia si chiude in un mutismo impenetrabile, rifiutandosi di fornire qualsiasi spiegazione. Oltre ai tabloid e ai telegiornali, a interessarsi alla «paziente silenziosa» è anche Theo Faber, psicologo criminale sicuro di poterla aiutare a svelare il mistero di quella notte. E mentre a poco a poco Alicia ricomincia a parlare, il disegno che affiora trascina il medico in un gioco subdolo e manipolatorio.

Recensione della Redazione QLibri

 
La paziente silenziosa 2019-04-16 15:52:30 FrancoAntonio
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FrancoAntonio Opinione inserita da FrancoAntonio    16 Aprile, 2019
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Psicanalisi con omicidio

Alicia Berenson era una affermata pittrice. Era innamoratissima del marito Gabriel, noto fotografo di moda. Era ricca. Viveva in una bella casa a Londra. La sua vita sembrava perfetta. Ma un 25 agosto la polizia fece irruzione a casa sua e trovò Gabriel morto, con il volto sfigurato da cinque colpi di pistola. Alicia, impietrita in piedi davanti a lui, aveva le vene dei polsi tagliate. Sopravvisse, ma da quel giorno smise di parlare, sia pure per difendersi dall'accusa di omicidio.
È stata rinchiusa in un manicomio criminale e lì è restata a languire per sei lunghi anni sino quando lo psicologo forense Theo Faber, ammaliato dalle sue opere, soprattutto dall'ultima, “L'Alcesti”, dipinta dopo i tragici eventi, decide di far di tutto per riportare in superficie quello spirito dolente e riportarlo alla vita. Si instaura, così, un complicato rapporto psicanalitico a doppio senso. Mentre Theo cerca di far breccia nella dura scorza di mutismo e indifferenza di Alicia, al tempo stesso è costretto a riesaminare i propri traumi infantili, causati dal padre violento ed arrogante, e di adulto con moglie adorata, ma infedele.

“La paziente silenziosa” è un romanzo insolito, ma decisamente intrigante. La tensione emotiva, il thrilling, è palpabile, ma si nasconde in modo insidioso nelle pieghe pigre e morbide di una narrazione lenta come possono esserlo i resoconti quotidiani di un diario; quello scritto da Alicia e quello solamente narrato da Theo. Le vicende si susseguono quasi torpide, senza scosse. Ci mostrano prima gli iniziali insuccessi di Theo come psicologo (che non riesce a far reagire la donna) e come uomo (prima frustrato dall'arroganza paterna e, poi, umiliato dall'infedeltà della moglie). Da medico lo vediamo tramutarsi in investigatore accanito che cerca di ricostruire il passato della paziente e, contemporaneamente, di dare un volto all'amante della moglie. Infine, in un climax da tragedia greca (proprio come l'Alcesti) le vicende accelerano sino al drammatico ed inaspettato finale.
La parte più coinvolgente è proprio questo doppio flusso narrativo che ci mostra Theo sia nelle vesti di medico che in quelle di “paziente” di sé stesso. Probabilmente le due vicende raccontate separatamente non avrebbero avuto il medesimo impatto emotivo, ma questo alternarsi di fronti angoscia ed affascina nel contempo. La bellezza di questo avvicendarsi di storie è tale che pure in assenza dello sconvolgente finale il romanzo sarebbe stato ugualmente godibile. Il coup de theatre conclusivo giunge come un violento ceffone in faccia al lettore che rimane totalmente spiazzato, attonito ed incredulo. Ma anche ipotizzando una conclusione più pacata e composta sarebbe difficile non partecipare delle vicende di Alicia e Theo.
Una piccolissima postilla che non vuol essere uno spoiler, ma un riconoscimento alla genialità dell’A.: come i più grandi registi di film gialli ci mette davanti agli occhi immediatamente gli indizi per la soluzione dell’enigma poliziesco (il titolo del quadro ed il nome dello psicologo), ma solo nelle ultime pagine è possibile comprendere il furbo ammiccamento in essi contenuto. Bravo, davvero bravo!

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La paziente silenziosa 2019-07-08 17:17:58 ornella donna
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ornella donna Opinione inserita da ornella donna    08 Luglio, 2019
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Lo psicologo Theo e la paziente Alice

Alex Michaelides scrive il suo romanzo d’esordio con La paziente silenziosa. Un thriller avvincente che si divora freneticamente.
Narra la storia di Alice Berenson, pittrice, che una notte uccide con un colpo di pistola suo marito Gabriel. Da quella notte smette di parlare. Passano molti anni e Theo Faber, giovane psicologo, viene assunto nell’ospedale psichiatrico dove Alice è rinchiusa. Lui è convinto di poter fare breccia in quel muro di silenzio. Lei, dopo l’omicidio, dipinge un quadro, un autoritratto, il cui titolo è: Alcesti. Lei è:
“l’eroina di un mito greco. Una storia d’amore tra le più tristi. Alcesti sacrifica spontaneamente la vita per il marito Admeto, morendo al suo posto quando nessun altro è disposto a farlo.”
Riportata in vita, Alcesti, resta muta per sempre. Lo psicologo Theo inizia dall’analisi del quadro, per poi passare ad una conoscenza più approfondita della paziente: la sua vita affettiva, il lavoro, gli amici, i parenti. Ma perché tutto questo accanimento? Per lo psicologo che cosa significa Alice e il suo caso disperato?
Un giallo ben congegnato e ben strutturato. Un finale inaspettato accende la curiosità per il lettore attento e curioso. La psicoterapia, l’analisi sono argomenti trattati con perizia e sapienza narrativa. Espressone di una buona conoscenza dell’argomento trattato e del genere a cui appartiene. Ritratto vivido e preciso di un silenzio che urla con forza e prepotenza tutta la drammaticità insita nella storia narrata.

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La paziente silenziosa 2019-05-09 09:06:20 Mian88
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Mian88 Opinione inserita da Mian88    09 Mag, 2019
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Alcesti

Sono già trascorsi sei anni dal giorno dell’omicidio del quarantaquattrenne fotografo Gabriel Berenson per mano della trentatreenne moglie e pittrice di successo, Alicia Berenson. Allora sposati da sette anni, la coppia non aveva destato sospetto alcuno di possibili liti, dissapori o angustie nel rapporto. L’atto commesso dalla giovane donna non poteva pertanto che esser classificato come un gesto dovuto ad una psiche debole, malata, nevrotica, paranoica. A seguito del processo, il ricovero coatto presso il Grove Hospital e il silenzio. Un silenzio perpetrato per tutti e sei gli anni di degenza. Tuttavia, Theo Faber, psicologo di quarantadue anni divenuto tale perché in passato egli stesso nevrotico, è convinto di poter aiutare la “paziente silenziosa” e di poterla destare da quel mutismo in cui è calata. Per questo decide di lasciare il suo sicuro posto di lavoro per trasferirsi presso la precaria (molteplici sono le minacce di chiudere la struttura, manca solo il giusto pretesto) clinica in cui ella è ricoverata, per questo manifesta sin dall’inizio la volontà di lavorare a stretto giro con lei. Riuscirà Theo nella sua missione? La risposta non può che essere affermativa ma, badate bene, quel che emergerà dalla ricerca dell’uomo è molto più di quanto ci si possa aspettare e, tassello dopo tassello, verrà a ricostruirsi un quadro molto diverso, ed estremamente più grande, di quelle che sono le aspettative del curioso conoscitore.

«Una volta che dai un nome a qualcosa, non riesci più a considerarla nella sua interezza o a capire perché è importante. Ti concentri sulla parola, che è davvero solo la parte minore, la punta dell’iceberg.»

Il risultato finale è quello di un thriller intelligente, astuto, intrigante, dalla ben calibrata tensione emotiva e studiato su due registri. Un primo, in cui la scena è interamente riportata dalle voci dei due protagonisti per mezzo dei loro espliciti e impliciti diari, dove alcun colpo di scena sembra intervenire o scuotere quella che è una narrazione lineare, calma, logica, quasi come se fosse un report e in cui iniziamo a conoscere le due figure principali percependo soltanto un miraggio di quella che sarà l’evoluzione del testo. Un secondo, in cui assistiamo alla trasformazione di un medico in investigatore, un investigatore che non ha timore di essere provocatore, di muovere fili e tessere per ricostruire quella fantomatica notte. Non solo, in questa sezione conosciamo davvero la figura di Alicia tanto nella sua vita da pittrice e con tutti i satelliti di persone, fatti e cose che la circondavano, tanto nella sua prospettiva di degente. Conosciamo ancora dell’Alcesti e quella che era una vicenda priva di scossoni, muta sino a raggiungere alti livelli di alta drammaticità e di tragedia greca che conducono ad un epilogo ben studiato e congeniato.
La forza, comunque, di questo scritto risiede proprio nell’ingegnosa struttura con cui è stato costruito. L’autore è riuscito a dar vita ad una pièce che conquista e affascina, che presenta immediatamente indizi per la risoluzione dell’enigma seppur non immediatamente percepibili, che incuriosisce e spinge chi legge ad andare avanti per conoscere dell’arcano. I protagonisti, dal loro canto, funzionano perché veritieri e concreti e perché privi di qualsivoglia imprecisione e illogicità. L’impressione è proprio quella di trovarsi innanzi ad una ben riuscita sceneggiatura. Non mi stupirei se dall’opera fosse tratta una pellicola.
“La paziente silenziosa” è quindi un thriller ben congeniato, godibilissimo, che si divora in pochissime ore e che ci porta alla conoscenza di uno scrittore geniale e con grandi doti di narratore.

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La paziente silenziosa 2019-04-22 12:59:55 oscar
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oscar Opinione inserita da oscar    22 Aprile, 2019
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Un apprezzabile esordio

Un thriller psicologico che indaga la psiche umana e le possibili declinazioni dei traumi infantili e mostra realisticamente le condizioni di vita in un Ospedale Psichiatrico Giudiziario. La trama prende le mosse da un uxoricidio apparentemente inspiegabile commesso da Alicia, una pittrice di successo che una sera spara cinque colpi di pistola contro il marito uccidendolo sul colpo. Dopo l'arresto e il processo, la donna viene rinchiusa in un O.P.G. ed entra in contatto con io dottor Faber che proverà a farla uscire dall'ostinato mutismo in cui ella vive. Man mano che le pagine scorrono emergono tanti avvenimenti del passato che preparano all'imprevedibile finale.

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La paziente silenziosa 2019-04-16 06:53:31 Katia
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Opinione inserita da Katia    16 Aprile, 2019

Un vero giallo d'autore

La bellezza di un libro è rubarti la mente, estraniarti da tutto per rimanere lì, fissa tra quelle pagine.
Ecco Alex Michaelides riesce con questo thriller magistrale a tenerti legato a doppio filo alla sua "La paziente silenziosa".
Un giallo d'autore con un tocco di introspezione psicologica profonda da gustare pienamente.
La storia di un omicidio: Alicia, una donna misteriosa che viene accusata di aver ucciso brutalmente il marito, il suo persistente silenzio dopo l'accaduto, uno psicologo che cercherà di capire questa ermetica chiusura.
Cosa si nasconde dietro questo silenzio? E'stata Alicia a perpetrare questo terribile gesto?
Un racconto ricco di personaggi, di intrecci e intrighi, fino ad arrivare ad una conclusione sorprendente e inaspettata.
Un mirabile scrittore Michaelides, una narrazione semplice, elegante e accattivante, un moderno George Simenon.
Un caso letterario, stanno traducendo il testo in 42 paesi.
Un libro destinato a diventare anche un film.
Rimani senza fiato fino all'ultima pagina.
Letto in una giornata... Un incanto.

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Chi ama George Simenon.
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