Narrativa straniera Gialli, Thriller, Horror Lo strano caso del Dottor Jekyll e del Signor Hyde
 

Lo strano caso del Dottor Jekyll e del Signor Hyde Lo strano caso del Dottor Jekyll e del Signor Hyde

Lo strano caso del Dottor Jekyll e del Signor Hyde

Letteratura straniera

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Sulla pista di efferati misfatti che sconvolgono le tenebrose notti londinesi, Utterson scopre la misteriosa pozione del Dr. Jekyll, capace di ingenerare un'orrida metamorfosi nell'anima e nel corpo e liberare ogni più riprovevole pulsione. Un romanzo nero che sonda il dualismo fra bene e male dello spirito umano, composto da Stevenson nel 1885 su commissione dell'editore Longman.



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Lo strano caso del Dottor Jekyll e del Signor Hyde 2020-03-12 22:32:09 cristiano75
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cristiano75 Opinione inserita da cristiano75    13 Marzo, 2020
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Il bene e il male che è in ognuno di noi

Al pari di Frankenstein e di Dracula, questo immortale, gotico, sanguinario romanzo ha attraversato epoche e generazioni, ma ha sempre mantenuto un fascino oscuro sull'immaginario collettivo.
Questi tre romanzi, hanno un filo conduttore che li lega e per certi versi li rende similari: la lotta senza tempo tra bene e mane, la sete di potere e il desiderio di vendetta e morte che aleggia nel cuore delle persone (o dei mostri) quando vanno in lotta con i propri simili per appagare i propri desideri e bramosie.
E' un romanzo, abbastanza breve, che si legge quasi di un fiato, da cui sono state ricavate infinite opere teatrali, musicali, televisive e cinematografiche.
Chi tra di noi, almeno una volta nella vita, vedendo il comportamento di una persona non ha pensato di essere di fronte a un classico esempio di dr Jekyll e Mr Hyde.
Chi non si è meravigliato per il proprio modo di agire o di pensare, che magari un momento ci si sente in armonia con il mondo tutto e subito dopo si è in lotta con ogni essere vivente.

Il romanzo assume i toni del giallo e lascia con il fiato sospeso fino alla fine, portandoci in un'atmosfera da incubo, dove da un momento all'altro sembra che qualcosa di veramente brutto possa accadere.

Meravigliosa è la descrizione dei luoghi in cui si svolge l'azione, talmente dettagliata che ci si trova subito catapultati nell'atmosfera disturbante del racconto.
La cupa, tetra, orgiastica Londra del XIX secolo. I vicoletti bui della città, dove di notte sembra poter accadere qualsiasi nefandezza.
Sporca, spietata, austera, umida e impregnata da un odore di putridume e dissolutezza la grande città si determina al comportamento dei sui abitanti, li fa vivere nell'ansia, li avvolge in un'atmosfera di mistero e di oblio che portano i vari personaggi che si incontrano nel racconto, quasi alla soglia della follia e a quello sdoppiamento della personalità che è il sintomo sinistro che fa si che ci si possa aspettare qualunque comportamento da una persona.
Non esisterebbe il bene, se non vi fosse il male, come d'altronde non ci sarebbe salita se poi subito dopo non si incontrasse una discesa. Tutta la storia dell'uomo è un contrapporsi di situazioni e stati d'animo e come dice anche l'autore in una parte del romanzo:
"Se sono il primo dei peccatori, io sono anche il primo a soffrire".





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Lo strano caso del Dottor Jekyll e del Signor Hyde 2020-03-05 13:55:44 Beatricenevolo
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Beatricenevolo Opinione inserita da Beatricenevolo    05 Marzo, 2020
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LA CONTINUA LOTTA TRA BENE E MALE.

Ambientato nel 1866 nella Londra turbata dalla presenza di Jack lo squartatore ,l'opera rappresenta un intreccio tra un romanzo giallo e un horror,con vari colpi di scena che legano il lettore al ritmo incalzante dell'opera.
Nel testo Stevenson non si sofferma solo a raccontare gli eventi che accadono,ma va oltre. Analizza gli aspetti fisici,psichici e le abitudini dei suoi personaggi con molta abilità e leggerezza, ma ciò non vuol dire che che egli cada in errore o che le contraddizioni spesso presenti siano casuali ,in quanto tutto nel suo lavoro ha un senso ben definito.
Dopo la pubblicazione dell'opera e l'arrivo di Jack lo squartatore ,molti furono i parallelismi o per meglio dire le teorie che vennero portate a galla. Si pensava che in realtà il serial killer non fosse altro che un medico divenuto pazzo e questo poiché le ferite presenti sulle vittime indicavano come l'assassino conosceva bene l'anatomia umana. Un'altra teoria è quella che probabilmente a causa dell'opera fosse nato questo omicida seriale,tutte idee che alla fine si rivelarono illusorie e si allontanarono completamente dal tema e nucleo centrale dell'opera:il dissidio interiore causato dal dualismo dell'animo umano ,la lotta perenne tra il bene e il male ,che attanaglia l'uomo e non gli da scampo.
Il dottor Jekyll ne è l'esempio portante.Molti saranno i tentativi da lui portati avanti per superare ciò,ma che lo condurranno alla morte ,aggravata dal comprendere con immenso dolore come le persone a lui più vicine non capiranno la sua sofferenza e con il loro essere impiccioni la peggioreranno .
Stevenson con la sua opera ci spinge sempre più,molti secoli prima,a cercare di non soffermarci come il dottor Jekyll sul dualismo interiore,ma di concentrarci su altro,per evitare di perdere tutto ciò che la vita ci ha donato e noi conquistato .Inoltre dobbiamo essere in grado di leggere oltre ciò che è scritto e comprendere cosa effettivamente egli ci ha lasciato tra le mani.

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Consigliato a chiunque voglia leggere e comprendere il continuo nominare l'opera.
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Lo strano caso del Dottor Jekyll e del Signor Hyde 2019-03-25 20:32:46 leogaro
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leogaro Opinione inserita da leogaro    25 Marzo, 2019
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Il lato oscuro di ognuno di noi

Il testo CONTIENE SPOILER …d’altro canto, la trama è talmente nota che sarebbe inutile tenerla segreta!

La storia, riconducibile al filone horror-fantastico, si svolge a Londra nel XIX secolo, nell’arco di 2-3 anni.
Durante una passeggiata in un quartiere borghese, Enfield racconta a suo cugino, l'avvocato Utterson, uno strano episodio avvenuto tempo addietro: una bambina che correva lungo la strada e si scontrò con un signore, tale Mr. Hyde, che la calpestò con disprezzo salvo poi offrire ai familiari un risarcimento tramite un assegno firmato dal rispettabile Dr. Henry Jekyll. Utterson rimane sbigottito: come amico di vecchia data e avvocato personale di Jekyll, egli ne custodisce anche il testamento in cui si sancisce che, in caso di sua morte o scomparsa, un fantomatico Mr. Hyde erediterà tutto!
Utterson va a chieder spiegazioni da Jekyll: in che rapporti è con questo Hyde? Il legale teme infatti che Hyde abbia irretito il mansueto Jekill, ma il domestico Poole conferma che Hyde ha libertà di entrare nel laboratorio di Jekyll tramite una porta sul retro e la servitù ha ordine di obbedirgli in tutto.
Un anno dopo viene barbaramente ucciso a bastonate Sir Danvers Carew; una cameriera, testimone oculare, descrive l’aspetto dell’assassino, in tutto coincidente con Mr. Hyde. L'avvocato va a parlare con Jekyll e lo trova col morale a pezzi: il dottore afferma di non voler più rivedere Hyde.
Jekyll riprende così a frequentare i suoi amici, in particolare Utterson e Lanyon ma solo per un breve periodo, poi ritorna più solitario che mai. Utterson, preoccupato, si insospettisce ancora di più, mentre Jekyll si fa negare alla porta. Alcuni giorni dopo Lanyon muore, lasciando a Utterson una lettera da aprirsi solo dopo la morte o la scomparsa di Jekyll.

(---inizio spoiler---) Pochi giorni dopo, Utterson riceve una visita dal domestico Poole, che gli racconta come, da tempo, la porta del laboratorio sia chiusa a chiave e qualcuno, dall’interno, chieda continuamente un certo farmaco, lamentandosi ogni volta perché ciò che gli veniva portato non faceva effetto. I due vanno insieme al laboratorio. Utterson è ormai convinto che Jekyll sia stato ucciso da Hyde, barricatosi lì dentro: i due sfondano la porta e trovano il cadavere di Hyde, suicidatosi. Sul tavolo, l’avvocato trova una lunga lettera di Jekyll. Utterson inizia così a leggere i memoriali dei defunti Lanyon e Jekyll.
La lettera di Lanyon racconta di una sera in cui il Dr. Jekyll gli chiese di recuperare una polvere salina dal suo laboratorio, per consegnarla poi a un misterioso uomo. Lanyon fece quanto richiesto e, la sera, a casa sua si presentò Mr. Hyde per prendere in consegna l'ingrediente desiderato. “In questa stanza, in questo stesso attimo…la vostra vita sarà abbagliata da un prodigio tale da scuotere l'incredulità di Satana “, dirà Hyde. Preparatasi una pozione, la bevve trasformandosi all’istante in Jekyll davanti all’incredulo Lanyon! Sconvolto, Lanyon si ammalò e redisse la lettera per Utterson, per informarlo dell’orribile scoperta che tanto l’aveva sconvolto e che, in breve, l’avrebbe portato alla tomba.
Infine, Utterson legge la lettera di Jekyll. Egli, dopo anni di studi sulla psiche, era giunto a preparare una pozione che permetteva di trasformarsi nella propria parte malvagia, libera di sfogare gli istinti repressi. Jekyll teneva Hyde sotto controllo, potendosi ritrasformarsi bevendo nuovamente. Per mesi, Hyde imperversò per Londra commettendo piccoli crimini ma, una volta ucciso Carew, Jekyll giurò a se stesso di non trasformarsi più. Poco dopo, però, cedette nuovamente al suo malvagio alter ego mentre per la metamorfosi erano necessarie dosi sempre più forti, con un ingrediente salino divenuto introvabile. Rimasto suo malgrado sotto le sembianze di Hyde, ormai un omicida ricercato ovunque, Jekyll incaricò Lanyon di recuperare i sali della pozione dal suo laboratorio, svelandosi poi all’amico e decretandone, suo malgrado, la malattia e la prossima morte. Esaurita ormai la reversibilità del processo, Jekyll ha un’unica possibilità di sopprimere Hyde: suicidarsi nel suo laboratorio, dopo aver scritto queste parole: “Morirà Hyde sulla forca? O troverà all'ultimo momento il coraggio di uccidersi? Lo sa Dio: a me è indifferente. Questa è la vera ora della mia morte, e quel che seguirà riguarda un altro, non me. Ecco dunque: nell'atto stesso di deporre la penna e di imprimere il sigillo alla mia confessione, metto fine alla vita dell’infelice Henry Jekyll.” (---fine spoiler---)

Libro avvincente, scritto a fine Ottocento ma che conserva un fascino ancora attuale e, per certi versi, inspiegabile. La forza dei personaggi è tale che sono da tempo entrati nell’immaginario collettivo e nei modi di dire, hanno dato ispirazione per rappresentazioni teatrali, cinematografiche, letterarie. Insomma, Jekill e Hyde fanno parte di noi, della cultura del mondo. E tale pilastro della letteratura va letto, almeno una volta: bastano poche pagine per accorgersi che conserva ancora uno stile fresco, coinvolgente. Stevenson indaga nelle pieghe dell’animo umano, mettendo in luce quel lato oscuro che, comunque la pensiamo, non finisce mai di affascinarci, in un sottile magnetico gioco di attrazione e repulsione.

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Lo strano caso del Dottor Jekyll e del Signor Hyde 2016-11-05 10:43:37 Valerio91
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Valerio91 Opinione inserita da Valerio91    05 Novembre, 2016
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L'eterno e silenzioso dualismo dell'anima

Che l'uomo sia un essere strambo, carico di sfaccettature che il più delle volte risultano oscure anche a sé stesso, è un fatto risaputo.
Robert Louis Stevenson, con questa sua opera che é senz'altro una di quelle più celebri, mette in risalto la dualità dell'essere umano nel suo contesto più delicato, quello che vede contrapporsi bene e male.
Non mi stancherò mai di dirlo, un'opera, un personaggio, una vicenda, non passano alla storia per puro caso, ed è stato così anche per il curioso dottor Jekyll e per la sua controparte. E dire che questa storia è stata scritta in fretta e furia, per un bisogno impellente dell'autore di ricevere denaro, venduta al modico prezzo di uno scellino.
Ma non è così che sono nati tanti capolavori?

Quello che ci attraversa la mente ogni giorno non è certo un esempio di coerenza. Una moltitudine di pensieri, spesso contrastanti, affollano ogni giorno il nostro cervello. Eppure siamo abituati a considerare noi stessi come un individuo unico. Da cosa scaturisce, allora, una così consistente varietà di pensieri?
È questo, bene o male, l'interrogativo che tormenta il dottor Henry Jekyll, domanda alla quale il medico non sa che dare una risposta: un singolo uomo racchiude in sé due personalità agli antipodi, e ciò che il mondo può osservare all'esterno non è che la mescolanza di queste ultime. Isolare l'una dall'altra e l'obiettivo che il dottore si pone, ma il dilemma sta nella scelta: meglio il bene o il male assoluto? La scelta non è così facile come può sembrare e non è detto nemmeno che possa esserci. Il dottor Jekyll infatti, una scelta non l'ha avuta, e il risultato è stato il disgustoso signor Hyde, la parte peggiore di sé, che si è gradualmente impossessata del palcoscenico della sua vita, con conseguenze disastrose.
Un'opera piacevolissima da leggere, ricca di tensione e che lascia spunti per riflettere sull'argomento che da sempre ci affligge è sempre lo farà: noi stessi.

"[...] per singolari che fossero le circostanze, i termini del dilemma erano dunque banali e antichi quanto l'uomo: ogni tremante peccatore, nell'ora della tentazione, si trova di fronte alle stesse lusinghe come alle stesse paure, e sono poi sempre queste a gettare i dadi per lui. Ciò che del resto m'accadde, come quasi sempre accade, fu di scegliere la strada migliore, ma senza poi avere la forza di restarvi."

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Lo strano caso del Dottor Jekyll e del Signor Hyde 2015-11-26 10:16:48 Mian88
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Mian88 Opinione inserita da Mian88    26 Novembre, 2015
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Io, non io, eppure ancora io.

Considerata l’opera di maggior rilievo di Robert Louis Stevenson e pubblicata per la prima volta nel 1886, “Lo strano caso del Dottor Jekill e del Signor Hyde” è l’esempio letterario perfetto del dualismo tra bene e male, è la dicotomia per definizione di due entità distinte ma indissolubili talmente agli antipodi da non risultare plausibile la loro contemporanea esistenza, forti di escludersi e riattrarsi l’un l’altra.
Come noto le vicende sono ambientate nella Londra del XIX secolo e vedono quali protagonisti il Dottor Henry Jekill e la tetra e repellente figura di Edward Hyde; personalità tra loro intrinsecamente legate da un rapporto ben poco chiaro a sua volta accompagnato dal susseguirsi di una serie di atti violenti culminanti nell’omicidio dell’avvocato Utterson.
Fin qui la storia, bene o male, è conosciuta da tutti, in parte perché fortemente utilizzata come testo di studio nel percorso scolastico, in parte grazie ai vari adattamenti che negli anni si sono susseguiti. Qual è dunque la peculiarità dello scritto?
Sicuramente l’elemento caratterizzante dell’elaborato è dato dal connubio sussistente tra tematiche trattate e erudizione linguistica. La stessa ambientazione muta e si evolve con lo svilupparsi dello stato delle cose.
Si pensi alle prime pagine dove quella che ci viene descritta è una Londra fumosa inquadrata semplicemente facendo riferimento a vie e quartieri tanto che il lettore potrebbe tranquillamente scambiarla per qualsiasi altra città nord-europea, o ancora ai rapporti tra i personaggi che non sono mai delineati se non nel finale con la missiva utilizzata dal signor Jekyll per chiarire il mistero.
A questo si aggiunge il binomio bene-male, entità distinte ed indistinte al tempo stesso poiché racchiuse nella medesima personalità. L’essere umano ha infatti bisogno di mostrare le proprie virtù, di conformarsi a quello che è lo stereotipo apprezzato e dettato dalla società anche se di fatto resta affascinato da quella parte oscura insita al suo interno, quell’ombra dove pensieri malvagi, violenti, meschini, gli offrono un’alternativa al perbenismo. E tra le due, quale vita scegliere? E’ preferibile un’esistenza improntata ai valori della collettività o quella più abietta della crudeltà, dell’egoismo? O sarebbe, forse, ancora meglio imparare a conoscersi e ad accettare anche le parti più oscure della nostra indole, quelle che spesso temiamo tanto da rifiutarne persino la presenza?
Tra tutti il personaggio più coerente è Hyde che consapevole del proprio essere non è disposto a scendere a compromessi e a conformarsi con gli altri, a suo dire, finti.
Lettura piacevole, capace di suscitare riflessioni nel lettore e da non sottovalutare vista la notorietà. Ne consiglio la versione in lingua originale, ottima per approfondire la conoscenza linguistica ma anche per apprezzarne ulteriormente le qualità.

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Lo strano caso del Dottor Jekyll e del Signor Hyde 2015-10-11 21:33:18 Vita93
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Vita93 Opinione inserita da Vita93    11 Ottobre, 2015
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Hide and seek

La dicotomia, per definizione, è la scissione di un’entità in due parti che possono non manifestarsi contemporaneamente e che sono in grado di soddisfare il criterio dell’esaustività, non lasciando in tal caso spazio ad un terzo elemento.
Un esempio tradizionale è quello del dualismo tra bene e male, che trova la sua manifestazione letteraria più celebre in un’opera del 1886 dello scrittore scozzese Robert Louis Stevenson, “Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde”.

Nella Londra vittoriana del XIX secolo viene narrata la misteriosa vicenda che vede protagonisti Henry Jekyll, stimato medico e scienziato, e la sfuggente figura di Edward Hyde, antagonista tetro, primordiale, repellente, in rapporti poco chiari con il dottore e su cui ricadono i sospetti di una serie di atti violenti, culminati in un omicidio su cui indaga l’avvocato Utterson.

È un testo conosciuto da tutti, entrato nel linguaggio comune, ma che spesso viene banalizzato. Eppure siamo di fronte ad una storia che, per spessore linguistico e profondità delle tematiche trattate, offre nuovi spunti di riflessione ad ogni rilettura.
All’inizio tutto risulta sfuggente, dall’ambientazione di una Londra buia e fumosa ai rapporti tra i protagonisti. E questa tensione palpabile durerà fino alla fine del romanzo, con la soluzione del mistero.

Il bene e il male, simboli delle personalità contrapposte di Jekyll e Hyde, sono due entità distinte ma racchiuse in uno stesso involucro, nella medesima persona, bisognosa di mostrare virtù socialmente e convenzionalmente lodevoli ma altrettanto affascinata da azioni e pensieri malvagi, persino violenti.
Stevenson, anticipando alcuni temi che saranno propri anche di Oscar Wilde, è attratto dall’ambiguità dell’animo umano e lascia numerosi interrogativi.
Si può condurre un’esistenza votata al perbenismo (elemento ricorrente nelle descrizioni della società vittoriana) e alle buone, per quanto spesso finte, maniere, senza dare sfogo a piaceri, lussurie e desideri segreti di altro tipo? Dov’è il confine? Non sarebbe meglio imparare a conoscerci il più velocemente possibile per quello che siamo, per far coesistere pacificamente vizi e virtù, in modo da non avere rimorsi come quelli che spingono Jekyll a voler scoprire l’altra faccia, quella sopita, che ha sempre rinnegato?
E come agiremmo se scoprissimo di poter compiere qualunque tipo di misfatto con la certezza di restare al di sopra di ogni sospetto?
Che è esattamente quello che fa il dottor Jekyll. È curioso il fatto che l’unico personaggio veramente coerente con se stesso sia Hyde, l’antagonista, che proprio perché sa chi è, si cura soltanto delle proprie necessità e non del pensiero altrui.
Al contrario di Utterson, la cui tanto decantata onestà è smascherata dai propri comportamenti, e che offre al lettore una versione piena di filtri e sovrastrutture. Contraddizioni e mezze verità alle quali porrà rimedio la verità finale di Jekyll.

Concludo con una riflessione finale sullo specchio. Potrebbe sembrare un elemento banale, accessorio. Ma è l’emblema principale dell’intera storia. Strumento con il quale possiamo tanto riconoscerci quanto ingannarci.

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Lo strano caso del Dottor Jekyll e del Signor Hyde 2015-05-09 18:46:56 Fabricius
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Fabricius Opinione inserita da Fabricius    09 Mag, 2015
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Le due facce dell'animo umano

"Quello non somigliava a un uomo; era una creatura infernale".
La nebbia avvolge le vie di Londra in una scura mattina d’inverno. L’assoluto silenzio rende tutto più inquietante. È in questa atmosfera tetra che si svolge la prima apparizione di un uomo dall’aspetto alquanto strano e sgradevole, che provoca repulsione a prima vista. È un uomo che in breve tempo diventa protagonista di fatti orribili, un uomo che si macchia di un omicidio insensato. È un uomo che provoca in molti una strano brivido gelido, Edward Hyde.
Hyde è un uomo che, all’apparenza, sembra non avere nulla a che fare con un uomo di cultura, un uomo rispettabile e stimato per la sua intelligenza e per la sua gentilezza come il dottor Jekyll. Eppure Jekyll e Hyde sembrano avere molto in comune, sembrano avere un legame molto forte, che non tarda a far nascere sospetti all’avvocato Utterson, amico e legale del dottor Jekyll. Inizia perciò la sua indagine, che lo porterà a venire a conoscenza di una strana, quasi paradossale ai nostri occhi, verità: Jekyll e Hyde non sono altro che le due facce della stessa persona. Due aspetti della stessa persona nati da un’ambizione e un gesto, che probabilmente considereremmo ipocrita, ovvero quello di poter dare libero sfogo a tutte le nostre tentazioni e a tutti i pensieri malvagi, insiti nel nostro animo, senza veder macchiata la nostra immagine.
Quella di Jekyll e Hyde è sicuramente una storia affascinante e coinvolgente, con cui Stevenson vuole analizzare l’animo umano, soffermandosi specialmente su un aspetto particolare. Stevenson vuole farci comprendere come in noi esseri umani coesistano, in maniera spesso incongrua, due entità distinte: il bene e il male. Questa dualità, così come vuole dirci l’autore, è talmente radicata nella natura di ciascun uomo che le due entità sono inscindibili. Jekyll, infatti, non rappresenta affatto solo la parte benevola, ma la normale coesistenza delle due entità in un uomo, a differenza di Hyde, che, invece, rappresenta il puro male. Quindi Stevenson ci comunica come sia impossibile discernere il bene dal male, cosa che capirà anche il dottor Jekyll, ma a sue spese. Quando comincia a riflettere sul fatto che si sia avviato verso una strada senza possibilità di ritorno, è troppo tardi e Hyde, il male puro, si libera dalla “prigione” che lo incatenava negli antri dell’animo umano e prende definitivamente il sopravvento, ponendo fine alla vita di Jekyll.
Stevenson mette in evidenza questa dualità attraverso la metamorfosi, tematica particolarmente diffusa nella letteratura di tutti i tempi. Quella di Jekyll in Hyde è principalmente una metamorfosi fisica, ma riguarda soprattutto l’aspetto psicologico del personaggio. La trasformazione fisica potrebbe infatti essere considerata benissimo un semplice riflesso della metamorfosi psicologica e morale del personaggio. È una metamorfosi causata da Jekyll stesso e resa da lui evidente attraverso una miscela di elementi, quasi “magica”, che ben presto però si trasforma in una “droga”. È una metamorfosi che spesso avviene anche in molte persone che, all’apparenza, sembrano rispettabili e stimabili come Jekyll, ma che nascondo al loro interno un Hyde desideroso di manifestarsi. È una metamorfosi, a mio parere, metafora della diffusissima ipocrisia umana.

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Consigliato a chi ha letto altre opere, riguardanti il tema del doppio e della metamorfosi, come, specialmente, "La metamorfosi" di Kafka.
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Lo strano caso del Dottor Jekyll e del Signor Hyde 2014-07-09 17:20:12 Bruno Elpis
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Bruno Elpis Opinione inserita da Bruno Elpis    09 Luglio, 2014
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ACRONIMO – Due in uno

La natura umana
O la personalità

Si può sdoppiare, anche fisicamente? Stevenson
Trasforma le due componenti in
Ritratti
Antropici che si
Negano e si
Oppongono.

Così le metamorfosi si
Alternano
Sotto l’effetto di un intruglio che
Opera nel corpo del suo inventore, così

Dottor Jekyll
E Mr Hyde
Lottano in una

Dialettica non soltanto psichica, ma corporea e
Reale.

Jekyll
E’ benigno e pacato, Hyde è un mostro, potrebbe assomigliare al
Kappa della mitologia giapponese o allo
Yeti,
Le descrizioni non
Lasciano capire

Esattamente quale sia l’aspetto… Il

Dualismo poi diventa
Ingovernabile

Mentre l'avvocato Utterson e il cugino Enfield
Ricercano la verità anche presso il dottor

Hastie Lanyon e in un manoscritto:
Yes, “l’uomo non è certamente uno, ma veracemente
Due”. Questa è la verità del dottor Henry Jekyll.
E la nostra?

Bruno Elpis

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Le altre tappe del percorso "Metamorfosi letterarie"
1) Le metamorfosi di Apuleio
2) Le metamorfosi di Ovidio
3) Lo strano caso del Dr Jekyll e Mr Hyde di R.L. Stevenson
4) La metamorfosi di F. Kafka
5) Il rinoceronte di E. Ionesco
6) Pinocchio di Collodi
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Lo strano caso del Dottor Jekyll e del Signor Hyde 2014-07-03 17:49:02 FrankMoles
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FrankMoles Opinione inserita da FrankMoles    03 Luglio, 2014
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La scoperta dell'oscuro

Il fascino di questo libro è senza dubbio, a mio parere, la base psicologica. E' curioso notare che Stevenson sembri giocare d'anticipo sugli studi di SIgmund Freud, che di lì a poco avrebbe fondato la psicanalisi e lo sdoppiamento della personalità, centrale in quest'opera.
Il protagonista è infatti un dottore di buona reputazione che ha sentito la necessità di svincolarsi dai desideri che irrompevano nel suo animo e lo tentavano; pertanto li ha proiettati in un secondo essere, descritto terribilmente, quasi con sembianze animali, a sottolineare l'assenza in lui della ragione, annientata dagli istinti repressi. Attraverso le sensazioni dei vari personaggi che incontrano Hyde, si ha il sentore di compiere un viaggio tra i desideri, filtrati dal loro sguardo esterno ma anche da quello interno del dottor Jekyll. Ciò che quest'ultimo scoprirà è che non sempre si possono tenere a bada i propri istinti, per quanto socialmente e moralmente talvolta auspicabile. "Il miglior modo per liberarsi di una tentazione è cedervi", diceva il contemporaneo Oscar Wilde. E' vero, perchè ciò che trattieni ti corrode dentro e prima o poi esploderà. Per questo bisogna conoscere anche il proprio lato oscuro. Conoscerlo per dominarlo, ma soprattutto per conviverci, nel rispetto della società, della morale comune, ma soprattutto di sè stessi. E se non si impara a far ciò e ci si "dimentica" di una parte di sè? Leggete il libro e vedete cosa succede al dottor Jekyll!

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Lo strano caso del Dottor Jekyll e del Signor Hyde 2014-03-14 19:03:52 LunaCalante
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LunaCalante Opinione inserita da LunaCalante    14 Marzo, 2014
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Un racconto fenomenale

Vagavo piuttosto annoiata nello stand dell'immensa libreria quando incappai in un libro da 0,99 centesimi intitolato: LO STRANO CASO DEL DOTTOR JEKYLL E DEL SIGNOR HYDE.


Lessi la trama e piuttosto scettica lo acquistai lo stesso.

Invece mi stupì. Ti avvinghia già dalle prime parole gettate nella carta, con lo stesso effetto ipnotico del pifferaio magico.
E' sconcertante perché non capisci immediatamente la situazione, non è scontato né prevedibile, originale.
Colpi di scena veramente belli, nessuna banalità, nessun protagonista gonfiato ad arte.
Tutto è pervaso da un senso crescente di ansia, panico, dubbi, curiosità, stupore.

In questo libro scorre vera adrenalina, scritto in modo lucido e deciso.
Credo non serva prolungare la recensione, è un libro bello fatto. Né credo sia utile svelare oltre la trama.

Leggetelo e vi stupirà. Assicurato.






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