Otto perfetti omicidi Otto perfetti omicidi

Otto perfetti omicidi

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Un libraio. La passione per i gialli. L'ossessione per il delitto perfetto. Se esiste qualcuno in grado di selezionare i migliori "delitti perfetti" della storia della letteratura, omicidi così originali ed elaborati da essere praticamente impossibili da risolvere, quella persona è senz'altro Malcolm Kershaw. Titolare della libreria Old Devils di Boston, specializzata in gialli e thriller, collezionista di romanzi crime classici e moderni, nessuno conosce il genere meglio di lui. E, a dirla tutta, una lista di delitti perfetti Malcolm l'ha stilata. Otto, per l'esattezza, estratti da altrettanti capolavori, da Agatha Christie a Patricia Highsmith a Donna Tartt. L'ha pubblicata sul blog della Old Devils, per attrarre clienti. Non poteva sapere che, a distanza di anni, avrebbe invece condotto l'FBI alla sua porta. Infatti, in una giornata di neve nel gelido inverno di Boston, Malcolm è in libreria con Nero, il gatto che da tempo vive tra quegli scaffali, quando l'agente Gwen Mulvey si presenta all'improvviso per porgli alcune domande: sta indagando su una serie di omicidi irrisolti e sospetta che un assassino stia imitando le trame di famosi romanzi per compiere il delitto perfetto… i romanzi della lista di Malcolm. Suo malgrado, il libraio inizia così a collaborare con l'agente Mulvey per scoprire chi si nasconda dietro quei crimini inquietanti. Nel frattempo, però, l'uomo si ritrova a ripercorrere un'altra trama, e non è quella di un libro. È la sua vita, e forse è finalmente pronto a raccontarla. Ma, come ci insegnano i migliori gialli, a volte per varcare il confine tra ciò che è reale e ciò che non lo è basta un piccolo passo.



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Otto perfetti omicidi 2022-04-13 14:27:50 Mian88
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Mian88 Opinione inserita da Mian88    13 Aprile, 2022
#1 recensione  -   Guarda tutte le mie opinioni

Esiste l'omicidio perfetto?

Una libreria specializzata in libri gialli, polizieschi e thriller. Un gatto di nome Nero che ne è la mascotte. Un libraio a sua volta specializzato in gialli e per questo grande amante dei medesimi. Talmente amante da aver stilato, ben otto anni orsono, una lista di quelli che a suo dire e per sua esperienza di lettura sarebbero gli otto omicidi perfetti per eccellenza. Ed è proprio questo elenco uscito molti anni prima a incuriosire una detective dell’FBI che dopo aver trovato dei punti comuni con alcuni decessi apparentemente non collegati tra loro, si reca presso di lui. In parte per leggere le copie, in parte per avere delucidazioni in merito, in parte per trovare risposta a una domanda che da sempre incuriosisce e attanaglia: esiste davvero l’omicidio perfetto?

“Non mi fido dei narratori più di quanto mi fidi delle persone reali della mia vita. Nessuno dice mai la verità.”

Da qui ha inizio una narrazione che si sussegue con altalenante incedere e che porta a unire e fondere tra loro tante storie, ciascuna diversa, ciascuna eterogenea. Ma come riconoscere la verità quando si è circondati da falsità, quando attorno tutti mentono, tutti raccontano cose e versioni a loro modo, in modo ancora parziale o ancora omettendo e ricostruendo un qualcosa che potrebbe condurre a chiarezza definitiva? Ed è da questi assunti che si sviluppa un romanzo che si fonda su “realtà” e “finzione”, tra storie reali che si uniscono a quelle dei libri narrati, che incuriosiscono e guidano in un tempo e in una storia fatta di noir e tinte gialle.
Tuttavia, qualcosa non funziona nella narrazione. L’inizio dell’opera è caratterizzato da un meccanismo che porta a incepparsi, la scrittura non scorre, la trama non colpisce. Il lettore incuriosito comunque decide di procedere per vedere come potrà evolversi la vicenda, come potrà svilupparsi la medesima ma, eppure, finisce con il ritrovarla come un meccanismo mal oliato che non coinvolge nonostante l’idea di base originale e che in un certo senso sembra voler rievocare la Christie e gli altri grandi della letteratura.
Proseguendo ancora, lo scritto tende a diventare intuibile e perde, almeno in parte di pathos. Finisce con l’essere prevedibile e il conoscitore non fatica a comprendere l’epilogo. L’interesse per effetto scema. Un’occasione mancata di sfruttare un’idea originale. Un elaborato riuscito quindi soltanto in parte.

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