Un cuore nero inchiostro Un cuore nero inchiostro

Un cuore nero inchiostro

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L’agenzia di Cormoran Strike e Robin Ellacott – detective privati, soci in affari e autoproclamatisi ‘migliori amici’ – non è certo a corto di clienti. Così, quando una giovane donna dall’aria stravolta si presenta in ufficio, la segretaria la rispedirebbe volentieri indietro, ma l’intuito di Robin le dice di ascoltarla. Mentre stringe la sua costosissima borsa macchiata di inchiostro, Edie Ledwell si presenta come la coautrice di una serie animata di culto che sta per sbarcare su Netflix e implora Robin di aiutarla a scoprire l’identità di una misteriosa figura che la perseguita online. Robin le consiglia di rivolgersi ad altre agenzie specializzate in reati informatici, ma rimane turbata da quell’incontro. E ancora di più la sconvolgerà leggere dell’assassinio di Edie Ledwell poco tempo dopo. Una nuova indagine sta per avvolgere Strike e Robin in una rete invisibile, pericolosa e oscura, in cui le identità si moltiplicano e si nascondono, la verità è più sfuggente che mai e il successo diventa un gioco crudele col destino. Un ingranaggio perfetto, una narrazione trascinante, un altro capitolo irrinunciabile della storia di Robin e Strike.



Recensione della Redazione QLibri

 
Un cuore nero inchiostro 2022-11-03 21:03:38 Mian88
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Mian88 Opinione inserita da Mian88    03 Novembre, 2022
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Il gioco di Drek

14 settembre 2011. Josh Blay ed Edie Ledwell non sono ancora consapevoli del successo della loro idea. Tutto è nato in un cimitero, dalla passione per il disegno e l’arte, dal legame amoroso e sentimentale. “Un cuore nero inchiostro” è approdato su YouTube e nessuno si sarebbe mai aspettato cotanto riscontro mediatico, nemmeno, appunto, i creatori. I fan si moltiplicano, nasce anche un gioco ispirato alla saga chiamato “Il gioco di Drek”. Il fandom è entusiasta ma al tempo stesso non perdona. Non perdona l’approdo a YouTube, non perdona Edie. Se Josh è visto come un idolo nonostante la vera mente e motore tra i due sia la donna, è Edie ad essere dipinta come un mostro ingordo di fama e denaro. Da qui partono i soprannomi quali IngordEdie, Edie Contaballe, Edie Mangiatutto e chi più ne ha, più ne metta. Anomia, uno dei moderatori nonché co-fondatore insieme a Morehouse del gioco, non ammette errori. Non le concede possibilità di perdono. È mosso da un astio incontrollabile, sa tutto, ogni mossa e segreto del passato e presente della donna. Anomia che non rimanda tanto ad anonimo quanto a mancanza di normali standard sociali ed etici. Ogni occasione è buona per darle contro e scagliarsi contro di lei. Quattro anni. Quattro lunghi anni di continui attacchi a Edie.
Anno 2015. Cormoran Strike e Robin sono al Ritz. La serata ha preso una piega completamente inaspettata, una piega che potrebbe incidere sul futuro del duo. I casi però sono tanti e questo permette ad entrambi di “far finta di niente” e rimandare il discorso a data da destinarsi. Quando Edie Ledwell bussa alla porta dell’agenzia è una donna esausta, provata dagli anni di oppressione di Anomia, desiderosa di fermarlo e di conoscere la verità. Ha tentato il suicidio, è vero, ma adesso vuole provare a riprendersi la sua vita e a toglierla dalle mani del fandom. L’agenzia non può però aiutarla, non sono esperti di crimini informatici e scoprire chi è Anomia è quasi impossibile per chi non è del settore. Questa, almeno, la risposta di Robin che vede sul collo della donna dei lividi. Tuttavia, qualcosa cambia nel corso della vicenda perché poco dopo l’incontro con Robin la coppia viene ferita. Un grave doppio accoltellamento avvenuto nel cimitero di Highgate che ferisce a morte Edie Ledwell, di anni 30, e Josh Blay, di anni 25, sopravvissuto ma con gravi lesioni e paralisi conseguenti. Ma chi potrebbe essersi macchiato di questo reato? Sembra che le vittime siano state colpite da un taser e poi accoltellate alle spalle. Adesso non si tratta più di un crimine informatico e nonostante le indagini siano svolte dalle autorità vengono investiti del caso anche Cormoran, Robin e tutta la loro squadra al fine di scoprire chi sia Anomia e, se possibile, far anche giustizia. I sospetti di Scotland Yard, ad ogni modo, vertono tutti su un’organizzazione di estrema destra con finalità terroristiche e ideologie razziali.

«Era in momenti come quello che a Robin riusciva difficile rimanere arrabbiata con Cormoran Strike, per quanto irritante lui potesse essere in genere.»

Robert Galbtraith, alias J.K. Rowling, dona ai suoi lettori un romanzo stratificato, complesso, arguto. Un libro caratterizzato da molteplici tasselli che prendono forma e campo. Nulla è dato per scontato e nulla è come appare. Pagina dopo pagina il lettore viene travolto in un caso sempre più arzigogolato che porta, nel vero senso della parola, ad aprire un vaso di Pandora.
Al tutto si somma una prosa pulita, limpida, accattivante, mai prolissa. E non deve spaventare nemmeno la mole, il romanzo è godibilissimo e rappresenta un perfetto giallo all’inglese, con i giusti tempi e il ritmo mai troppo lento, mai troppo veloce. Qualche novità sul fronte sentimentale ma non quelle che molti lettori auspicherebbero, anzi. Vi è una maggiore presa di consapevolezza ma a far la differenza è il giallo. Un giallo che muove nell’attualità facendo riflettere sulla forza dei social e il loro impatto nel mondo circostante, sulla forza della parola del singolo se comunicata con i giusti mezzi sulla massa, l’effetto boomerang di quel che diventa virale, l’ossessione, la persecuzione anche mediatica, la vendetta e poi vi è il crimine, il crimine che esce dallo schermo e diventa concreto e reale. Il sangue che macchia il gioco che non è più solo questo. Ed ancora vi è la riflessione dettata da tutto quel che consegue anche il celarsi dietro uno schermo, l’accettarsi, il vivere con le proprie ossessioni, paure, deficienze. Il crearsi uno specchio, una maschera, in cui essere quel che non si è. Indossare i panni di quel che vorremmo essere, di un mito che non siamo ma che è esente da tutte le nostre paure e i nostri limiti fisici e psichici. Queste e molte altre sono le riflessioni che vengono suscitate da queste pagine.
Infine, ma non per importanza, la struttura del testo: dal prologo sino alla conclusione, anche l’impaginazione è espressione di attualità e riporta anche circostanze e dati che molti di noi hanno vissuto nella dimensione del web con maggiori o minori interazioni social e non. Questo rende ancora più corposo e veritiero il componimento.
L’attenzione non cala, la curiosità è tanta, il desiderio di conoscere chi è Anomia e chi ha ucciso Edie, ferito Josh, attuato il meccanismo complesso che si cela dietro i delitti, è insaziabile e il lettore, come in un perfetto rompicapo, si cala nei panni di Cormoran e Strike e prova a individuare egli stesso il colpevole. Perché i reati che si delineano sono su più piani ma sono veramente tante le dimensioni e i multilivelli di analisi che vengono descritti.
In conclusione, un altro godibilissimo capitolo delle avventure di due personaggi che si fanno sempre più apprezzare e che leggere è sempre un’attesa che poi viene ripagata. Uno di quei libri che il conoscitore si gode battuta dopo battuta e che desidererebbe non finissero mai. A quando il prossimo J. K. Rowling/Galbtraith?

«Robin ebbe l’impressione che fosse così assorto nei suoi pensieri da non rendersi nemmeno conto di quello che stavano facendo.»

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Un cuore nero inchiostro 2023-02-07 14:43:57 sonia fascendini
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sonia fascendini Opinione inserita da sonia fascendini    07 Febbraio, 2023
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L'anonimato di anomia

E' arrivato! Il nuovo episodio della serie dedicata a Cormoran e Robin. Mi soppeso con gusto questo mattone da oltre mille pagine, già pregustandomi la lettura. poi lo sfoglio velocemente, e intravedo che ci sono parecchie pagine, con dialoghi di chat e di social. A quel punto vacillo. non non mi piace un giallo che abbia a che fare con la rete, con indagini fatte da esperti di informatica, con codici sorgente e un sacco di altre cose che non capisco. E invece no, un bravo scrittore è anche quello che si rinnovare, che sta ai passi coi tempi pur sempre mantenendo l'identità e le caratteristiche dei personaggi della serie. E in questo caso è stato fatto appieno. Robin e Cormoran sono sempre gli stessi, con i loro limiti, le loro debolezze la loro umanità e la loro amicizia che non sa bene in che direzione andare. E non cambia neppure la tenacia che mettono nelle indagini, l'amore per il loro lavoro e l'empatia che hanno per i loro clienti. Quello che cambia è l'ambiente in cui si svolgono le indagini. sempre di pedinamenti si tratta, ma questa volta l'inseguimento non è fatto solo tra le strade di Londra, ma parallelamente nel web. Il metodo è però è sempre lo stesso: un travestimento, tanta pazienza e spirito di osservazione. La storia parte con l'omicidio della creatrice di una serie che va per la maggiore su youtube e con l'accoltellamento del cocreatore. Principale indiziato sembra essere Anomia: il creatore di un gioco web non autorizzato ispirato alla serie. Ma nessuno sa chi sia e neppure se si tratti di una donna o di un uomo. Il romanzo si sviluppa dapprima in modo lento, con vati tentativi che vanno a vuoto e a volte con poca chiarezza visto i numerosi personaggi presenti. Poco alla volta però tutti: che si tratti di persone reali o di avatar del web diventano familiari e la storia comincia a diventare coinvolgente e lineare da seguire. Non per questo però scontata o tanto semplice da districare. Mi ha lasciato un po' perplessa il finale, che mi è parso eccessivo, ma nulla da eccepire su tutto il resto del volume.

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Un cuore nero inchiostro 2023-01-13 15:26:02 Jaeger
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Jaeger Opinione inserita da Jaeger    13 Gennaio, 2023
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Cyber giallo

Parto con il consigliare a tutti di leggere la versione cartacea perché quella digitale ha molti problemi. Le chat tra alcuni personaggi (i moderatori del gioco online al centro della vicenda) che costituiscono una parte consistente del libro sono scritte con un carattere diverso su un background grigio, e sono disposte su più colonne; questo fa sì che ci si debba spostare verticalmente e orizzontalmente nella stessa pagina, alcune parti risultino tagliate e l’Ebook reader spesso si blocchi del tutto.
La copertina della versione cartacea è a mio parere talmente brutta da respingere il potenziale acquirente, ma fatevi coraggio.

Fatta questa premessa devo dire che da amante della serie su Cormoran Strike ho apprezzato molto “Un cuore nero inchiostro” pur ritenendolo il più debole della serie.
Come sempre la Rowling scrive divinamente e ti tiene incollato alle pagine, sei talmente intrigato dallo scoprire la vera identità di Anomia da non voler mai smettere di leggere.
Il romanzo è molto lungo (quasi 1200 pagine) e colmo di personaggi, ma nonostante questo scorrevole.

La trama ruota attorno a un gioco online (poco più di una chat animata in realtà) ispirata a una popolare serie animata su Youtube i cui creatori, Edie e Josh, poco prima di firmare per un adattamento cinematografico vengono brutalmente accoltellati nello stesso cimitero in cui avevano avuto l’idea della serie.
Tutti sono convinti che il colpevole sia il misterioso Anomia, uno dei due creatori del gioco, che da anni tormentava Edie online e sembrava la conoscesse molto bene, riuscendo a diffondere sempre informazioni riservate sul suo conto prima di chiunque.
Da qui partono le indagini che si sviluppano contemporaneamente sue due fronti: online (all’interno del gioco e su Twitter) e nel mondo reale, tra coloro che erano vicini a Edie e Josh ed avevano lavorato alla serie animata.

Quello che personalmente non mi ha convinto affatto è la risoluzione finale del caso, così come l’identità del colpevole. E purtroppo un finale così “buttato via” che ti delude va a inficiare un po’ tutta l’esperienza di lettura.
Il misterioso Anomia appare molto intelligente e accorto per tutta la durata delle indagini, pianifica gli omicidi con cura senza lasciare tracce, riesce ad essere sempre un passo avanti a investigatori e polizia, ad ingannare persino quello considerato da tutti “una mente geniale”, eppure sul finale sembra emotivo, insulso, istintivo. Il movente? Nebuloso a voler essere generosi.
Speravo che almeno per una volta la risoluzione del caso sarebbe stata meno “cruenta”, perché questa cosa che puntualmente Strike, Robin o entrambi alla fine vengano aggrediti/accoltellati dal colpevole francamente mi ha stufato (così come l’inconcludente attrazione fra i due), e invece no, si segue il solito copione che stavolta però risulta davvero una forzatura.

Nonostante il gran numero di pagine restano molti elementi oscuri, cose non chiare oppure decisamente poco credibili (la spiegazione data alle telefonate con la voce contraffatta che chiedevano di esumare la vittima, per citarne una). Alcuni elementi sembrano persino venire dimenticati e non analizzati (come il dipinto/collage di Nils).
Come Anomia si sia procurato armi e attrezzatura speciale viene liquidato con un vago “tizio gli ha spiegato tutto a proposito di criptovalute e darkweb”.
Come si sono conosciuti i due creatori del gioco Anomia e Morehouse? Non lo sapremo mai.
E una cosa che non apprezzo mai sono gli aperti depistaggi: Morehouse che definisce Anomia “come sua sorella” ne è un esempio.
Altra cosa non soddisfacente è che l’esclusione dei sospetti avviene solo verificando l’attività online di Anomia mentre questi sono sotto sorveglianza. Il tema del cyberbullismo è interessante, ma mi sono mancate le indagini appassionanti del volume precedente della serie, che era un “classico” cold case da manuale.

Rispetto ai primi volumi della serie sembra che i ruoli tra i due investigatori siano invertiti: Robin è brillante e in pratica risolve il 90% del caso, Strike da investigatore eccezionale si è trasformato nell’ombra di sé stesso: va in giro bevendo birra, fumando sigarette elettroniche e non, soffrendo per la gamba dolorante ma concludendo poco. Si riscatterà alla fine, con l’intuizione che sbriglierà la matassa seppur molto in ritardo.

Le chat tra moderatori tanto bistrattate e ritenute da alcuni noiose sono state per me molto interessanti, ed è lì che hanno origine i due dettagli più geniali del piano di Anomia (e della trama). Alla fine una rivelazione in particolare ti fa pensare "come ho fatto a non accorgermi per tutte le quasi 1200 pagine che questa particolare interazione non c'è mai stata?". Eppure è così, non te ne accorgi.

Nel complesso è un romanzo avvincente, particolare, che ti cattura, ma c'è la percezione che non sia "perfetto" come i precedenti ma anzi abbia parecchie stonature. Troppo prolisso in certi punti e troppo frettoloso in altri. Se si sono apprezzati gli altri volumi va assolutamente letto (dovrebbe essere il penultimo, quindi manca solo il gran finale) ma pur essendo comprensibile anche a sé stante non lo consiglierei per iniziare ad approcciarsi alla serie.

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I volumi precedenti della serie su Cormoran Strike.
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