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Come amare una figlia Come amare una figlia

Come amare una figlia

Letteratura straniera

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Quanti errori commettiamo per troppo amore? Gli inganni di poco conto, i piccoli sotterfugi quotidiani su cui si reggono le vite di tutti noi. Vincitore del più importante premio letterario israeliano e best seller in patria, Come amare una figlia lancia sulla scena internazionale una grandissima autrice contemporanea. Lontana cinquemila chilometri da casa, sola, in una strada buia, una donna israeliana guarda una finestra illuminata. Dentro, ci sono due ragazzine che giocano: le sue nipoti. Yoela non le ha mai conosciute: da anni sua figlia Leah se n'è andata di casa per costruirsi una vita altrove, senza quasi più dare notizie. Eppure, c'è stato un tempo in cui madre e figlia erano una cosa sola: che cosa si è guastato, perché? È ancora possibile riavvicinarsi, riconoscersi, ritrovarsi? Ripercorrendo il passato di una famiglia tanto solida ieri quanto allo sbando oggi, Hila Blum ci racconta, con partecipazione ma anche con spietata sincerità, quanto sia facile superare il confine minato fra amore e possesso, fra tutela e prevaricazione.



Recensione della Redazione QLibri

 
Come amare una figlia 2022-06-09 16:59:48 ALI77
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ALI77 Opinione inserita da ALI77    09 Giugno, 2022
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LA STORIA DI YOELA E LEAH

L'incipit di questo romanzo è molto forte e toccante, una donna di nome Yoela è fuori in strada, davanti alla casa dove abita la figlia. E' lì ferma, da sola, che la guarda attraverso la finestra, vede anche il genero e le nipoti che non ha mai conosciuto. Ha compiuto un viaggio di oltre cinquemila chilometri per vedere da lontano l'amata figlia Leah che vive a Groningen, in Olanda.
La donna non si azzarda ad avvicinarsi a loro, a bussare alla porta ma osserva quello che accade da lontano, quasi si vergogna di essere riuscita a trovare la figlia, a vedere dove vive, come era andata avanti con la sua vita senza di lei. Non avrebbe nemmeno saputo come giustificare la sua presenza lì in quel momento e ad un certo punto decide di tornare a casa in Israele.
Leah ha abbandonato la sua casa e i suoi genitori molti anni prima, era successo qualcosa di drammatico che l'aveva portata a scappare via e a ricominciare una vita altrove. Cosa aveva spinto la ragazza ad andarsene? Cosa si era spezzato nel rapporto di complicità e reciproca fiducia che avevano sempre avuto le due donne?
Yoela non si aspettava nulla e non pretende di rientrare nella vita di sua figlia ma vuole solo assicurarsi, con i propri occhi, che Leah stia bene e che sia felice.
Inizia così la narrazione che viaggia tra il presente e il passato della vita di Yoela, il suo matrimonio con Meir, il rapporto con l'unica figlia, la paura della gravidanza, il suo essere madre, la voglia di un altro figlio, le preoccupazioni per la crescita e l'educazione di Leah.

"Voglio scrivere tutto di Leah ma è come se le parole dovessero passare attraverso la cruna di un ago.
Vorrei scrivere di lei senza parole ma è impossibile." (cit.)

Yoela ha un amore incondizionato per la figlia, a volte eccessivo e possessivo, ma l'amore di una madre non si può spiegare, questo traspare dalle pagine e attraverso il racconto della vita di questa donna capiamo quanto forte, disperato, potente sia questo sentimento. Un legame unico e speciale che lega una madre al proprio bambino.
Per Yoela, la paura inizia quando capisce di essere incinta, ma tutto il dolore e le preoccupazioni passano quando nasce Leah, non sa se il suo amore sarà mai abbastanza, se la figlia sarà felice, se come genitore fallirà o meno. Ma ci prova lotta contro se stessa, contro l'ansia che la pervade, con la paura che succeda qualcosa a sua figlia, la vorrebbe proteggere e salvare da ogni dolore, cerca di rassicurarla, di consolarla, la rimprovera raramente e cerca di darle una buona educazione e farla diventare una brava persona.

"La maternità cancellò tutto ciò che l’aveva preceduta. Non ricordavo piú cosa avessi programmato, cosa mi aspettassi, cosa temessi. Niente mi faceva piú paura." (cit.)

Nel corso della storia assistiamo al racconto di un dramma famigliare, Yoela non ha una famiglia perfetta, lei e Meir si amano però lei vorrebbe un altro figlio ma il marito no, i loro vent'anni di differenza si sentono molto, la protagonista cerca di tenere insieme la sua famiglia, di fare sempre la cosa giusta.
I legami famigliari sono difficili, a volte la famiglia può rappresentare un ostacolo, può essere un rifugio nel quale tornare nei momenti difficili ma non sempre è così. In una famiglia si commettono degli errori, ci sono litigi e incomprensioni ma di base c'è sempre l'amore, ma quando questo diventa eccessivo può intrappolare. E allora l'unica soluzione è scappare e forse un giorno tornare e ritrovare il calore di un abbraccio tra genitore e figlio.

"Non appena Leah finí di raccontare le cercai il viso, gli occhi, e vidi solo dolore. Una morsa di gelo le stringeva il cuore. Non capivo di che materiale fossa fatta mia figlia. La amavo in maniera insopportabile, forse impossibile, e odiavo quel ragazzo con la stessa intensità." (cit.)

L'autrice riesce a delineare la protagonista in maniera verosimile, trasmettendo al lettore tutte le sensazioni, le emozioni, i sentimenti e le paure che ha provato e le difficoltà del rapporto madre-figlia. E' una storia molto profonda e delicata e molte persone potranno identificarsi in essa, nelle difficoltà dei genitori ma anche in quelle di Leah.
E' un racconto sincero, senza filtri, che racconta una famiglia come tante, ma allo stesso tempo unica, della paura di amare troppo, di questo sentimento così difficile da controllare, di questa protezione eccessiva, che a un certo punto porta a una forte rottura.
Lo stile dell'autrice è lento, a volte un po' prolisso soprattutto nella prima parte, con frasi e capitoli brevi e pochi dialoghi.
E' un romanzo impegnativo a livello emotivo che ti dona una serie di emozioni differenti, ma che ho trovato molto intenso, profondo e che fa riflettere sul rapporto genitori e figli guardando e considerando entrambi i punti di vista.
Un libro che porta anche un messaggio di speranza, che può essere interpretato in maniera differente, un rapporto si può ricostruire e migliorare sempre se lo si vuole, si può perdonare e amare un figlio o un genitore anche lasciando che commetta qualche errore e c'è un momento in cui la separazione è necessaria per far crescere un rapporto, per recuperalo o per ricucirlo.

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Come amare una figlia 2022-06-18 08:54:04 68
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68 Opinione inserita da 68    18 Giugno, 2022
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Cuore materno

Una madre israeliana, Yoela, nascosta nell’ ombra che spia una casa illuminata in una città di un paese lontano, con il rischio di essere scoperta, all’ interno una figlia ( Leah ) e la sua famiglia la cui vita splende pericolosamente sotto i suoi occhi, un solo grande problema, l’ amore, con se’ i resti di una relazione da anni svanita nel nulla.
Flashback, ricordi, vividi, confusi, svaniti, la ricostruzione di giorni che faticosamente si cerca di riacciuffare, elementi che giustifichino la fine di un’ intimità.
Che cosa è realmente successo e quale la causa? Non si tratta di confessare una colpa, forse di inadeguatezza, di certo qualcosa è mancato e una risposta pare nascosta nel proprio passato.
Un’ amnesia prolungata investe gli anni prima della nascita di Leah, una sorta di tabula rasa risorta nel camminano in compagnia della figlia.
Di certo l’amore incondizionato di Yoela è stato il motore di comportamenti oggi vivisezionati, un sentimento che ha ecceduto in ansia, paura, accudimento, che ha sofferto di pause in un’ infanzia che aveva dimenticato e che invece ha rivestito una tale importanza nel suo presente relazionale,
Può un amore all’ eccesso distruggere una figlia, trasformare l’ inclusivita’ in un’assenza assoluta, come capire e spiegare il presente quando ogni momento era stato condiviso?
E allora Yoela guarda delle foto in cui Leah sembrava felice, rimuginando su un’ armonia famigliare dissolta ma, dopo l’ improvvisa scomparsa del proprio compagno, non c’è più nessuno a cui chiedere.
Vero è che …” le storie di madri e figli non hanno mai un vero e proprio inizio, che spesso hanno bisogno di un riconoscimento “…., vero è che quando la vita improvvisamente deraglia la propria figlia, pur enigmatica, ha bisogno …” di tutto il nostro amore e appoggio incondizionato “….
Una lunga riflessione autoimposta, rimuginino e soliloquio di una vita intera, un pezzo della quale improvvisamente ci ha lasciato quasi per caso, imprevedibilmente, ricoprendoci di un’ ombra estesa al dolore della perdita e all’ abbandono a domande che scoperchiano una crisi identitaria.
Il tema relazionale madre-figlia riveste pagine di intimità svelate da una voce addolorata, quella materna, delicata, imperscrutabile, preoccupata, a tratti egocentrica e narcisista, perché riguarda una parte di se’ e, in questo caso, una diretta emanazione di se’.
Giusto sondare l’ imperscrutabile, radiografare il passato, richiamare sentimenti lontani, ammuffiti ed erosi dal tempo, aggrapparsi ai propri, alla buonafede, al cosiddetto amore incondizionato?
La profondità e gratuita’ affettiva di una madre risale alla notte dei tempi, avvolta dal mistero, dalla paura, dalla proiezione dei propri desideri, dal bisogno di amore, dalla legittimazione di un ruolo, ma può sfociare in una personalità deviata e deviante che rivela una certa morbosità trascinando la controparte all’asfissia.
È inevitabile, per una coscienza turbata e ferita, scavare dentro di se’ e nei propri sentimenti, alla ricerca di un’ assoluzione pacificatoria o di una condanna molesta, ma alla fine quanto realmente ne sappiamo dell’altro?

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