Narrativa straniera Romanzi Il tango della Vecchia Guardia
 

Il tango della Vecchia Guardia Il tango della Vecchia Guardia

Il tango della Vecchia Guardia

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1928: su un transatlantico diretto a Buenos Aires la divina Mecha de Izanzu conosce Max Costa, affascinante maestro di tango. E con lui tradisce il marito. 1966: dopo essere stato un gigolò, un ladro gentiluomo e un faccendiere, Max fa l'autista a Sorrento. E a Sorrento, al seguito del figlio impegnato in un torneo di scacchi, arriva anche Mecha, non più giovane ma ancora bellissima. I due amanti non si vedono da quando, tre decenni prima a Nizza, Max si era lasciato coinvolgere in un'oscura storia di spionaggio. Ma basta uno sguardo e tutto ricomincia. In un sottile gioco di seduzione, Max e Mecha faranno i conti con trent'anni di reciproci inganni, tradimenti e rimpianti.

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Il tango della Vecchia Guardia 2014-02-09 09:39:48 GLICINE
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GLICINE Opinione inserita da GLICINE    09 Febbraio, 2014
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TANGO MALANDRINO

E’ una storia intensa ed originale che mi sono ritrovata a leggere, che si articola a cavallo tra le due guerre mondiali. I riferimenti storici sono precisi, come precise risultano le informazioni raccolte sulla vita a bordo del transatlantico “ Cap Polonio” (in quel momento era la più grande, nonché la più lussuosa, nave passeggeri a servire la tratta Germania-Sudamerica). Come nozioni sul ballo del tango e sul gioco degli scacchi.
Ma veniamo alla storia, Max Costa giovane di umili origini, fa il ballerino a bordo del transatlantico “Cap Polonio” ; ragazzo con modi raffinati, affascinante, educato, mai sopra le righe, riesce a muoversi con abilità nel “bel mondo”, riuscendo ad affascinare donne di tutte le età, questa sua attitudine è frutto di anni di esercizio e vero e proprio lavoro, in quanto la certezza di Max è che mai vorrà tornare a vivere nell’indigenza.
A bordo viaggia Armand De Troeye, famoso compositore, con la stessa fama di Ravel, con la giovane e bella moglie Mecha. Il loro rapporto di coppia non è semplice né tantomeno scevro di sottili perversioni. Così Mecha si ritrova a ballare dei tanghi strepitosi con Max, sotto gli occhi del marito che guarda compiaciuto… Durante questi balli Max e Mecha si guardano, si studiano, si mettono alla prova, l’attrazione tra loro è evidente a tutti, ma nessuno dei due osa ammetterlo con sé stesso.
Il compositore inoltre, viene folgorato da un’ispirazione incontrollabile, comporre un tango che superi in bellezza ed intensità quelli composti dal collega Ravel, per questo giunti in Sud-America chiede a Max di guidarlo nel luoghi dove si balla il tango vero, il tango della vecchia guardia (da qui il titolo del libro), ballo con una carica erotica poco consona agli ambienti di classe, eseguito infatti, in locali di dubbia fama tra donne di facili costumi e uomini appartenenti alla malavita….
E così accade, ma Max nasconde abilmente un segreto, oltre che essere una sorta di gigolò è anche un abilissimo ladro gentiluomo.
Max e Mecha si allontaneranno, per anni, per quasi trent’anni, fino al nuovo incontro…. Cosa sarà accaduto nella vita dell’uno e dell’altra? Nessuno dei due ha mai dimenticato il passato, ma le loro vite sono totalmente differenti…..
Il libro alterna passato e presente, non è una storia scontata, ma ricca di avvenimenti, fortemente legati al contesto storico di quegli anni, il fascismo, la rivoluzione spagnola ecc..
I personaggi sono ben tratteggiati e credibili. Personalmente ho amato Max e Mecha, con tutte le contraddizioni, con tutti gli errori che nelle proprie vite hanno commesso.
Nulla è scontato o prevedibile. Ho gradito molto questa connotazione della storia, viste le pessime letture che ultimamente ci vengono propinate…
L’unico neo è un passaggio al termine del libro, non del tutto credibile che mi ha indispettita…. Come una pagina scritta magistralmente sulla quale, all’improvviso, compare una macchia di inchiostro che salta all’occhio in modo evidente e fastidioso.
In ogni caso è una lettura che mi ha pienamente sodisfatta.

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