L'allenatore L'allenatore

L'allenatore

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Dopo quindici anni Neely Crenshaw torna nella sua cittadina, uguale a migliaia di altre nella profonda America. Come tanti anche lui è stato richiamato dalla notizia che Eddie Rake, il mitico allenatore della squadra di football del liceo, sta per morire. Ma chi era, veramente, Eddie Rake? Per decenni quell'uomo aveva guidato la squadra degli Spartans attraverso una serie di trionfi, riempiendo a ogni partita uno stadio di duemila posti. Ma soltanto al funerale Neely Crenshaw scoprirà le verità che prima non aveva saputo vedere, e la lunga, coercitiva forza che quell'allenatore aveva esercitato su tutti...



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L'allenatore 2019-11-02 21:57:16 Cecilia Ciaschi
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Cecilia Ciaschi Opinione inserita da Cecilia Ciaschi    02 Novembre, 2019
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Non solo Football.....


Un bellissimo spaccato dello stile di vita americano: il tutto si svolge a Messina, una
cittadina come tante nel cuore degli States.
Dopo 15 anni il protagonista narrante Neely Crenshaw vi ritorna, perchè colui che fu
il suo allenatore di Football Eddie Rake, è in fin di vita;
non solo suo "coach" ma di diverse generazioni di liceali.
Il libro si legge tutto d'un fiato, lo stile di Grisham è come di consueto, comprensibile
a tutti, lineare, diretto, moderno, scevro di qualsiasi ampollosità letteraria;
difficilmente Grisham si dilunga con elucubrazioni stravaganti, tanto per riempire le
pagine.....ed è quello che tanto ci piace di Lui.
In 4 giorni si dipana la storia che gira attorno ai ricordi, non solo del protagonista, ma
di tutti i ragazzi che per quasi 50 anni sono stati allenati e forgiati da Rake.
Storie di ragazzi, liceo, football,amori: chi ha avuto "successo" e chi invece è
caduto, chi ha fatto fortuna e chi ha varcato le soglie del carcere.
Una lettura fluida e piacevole, un po' più difficile da capire nel capitolo del mercoledì,
dove viene ricordata e descritta una partita, ovviamente se non si conosce il Football...
...ma questo ci ha incuriosito ancor di più e ci ha fatto venire voglia di guardare
un po' di partite!!!!
E' una delle capacità di Grisham: far incuriosire ed interessare le persone agli argomenti
più disparati: mondo legale, politico, avventuroso poliziesco o più propriamente
ironico e divertente.
E il nostro Neely che doveva diventare una stella del football, perde tutte le sue speranze
e certezze a causa del classico incidente rovina ginocchio....e va via da Casa e da tutto.
Attraverso il suo ritorno e soprattutto durante il funerale di Rake, Neely libererà se
stesso da tutta l'oppressione e dai sensi di colpa accumulati, ritroverà finalmente
il proprio cuore........da quì la morale del racconto:
l'accettazione di quel che può capitare in questa vita, accettare i propri limiti,
le proprie sconfitte, le proprie paure....imparare a perdonare non solo gli altri, ma
soprattutto se stessi: se è andata così farsene una ragione ed andare avanti con altre
mete ed obbiettivi, con la consapevolezza di esser progrediti, di esser diventati adulti
ed aver compreso le semplici ma sempiterne verità dello stare al mondo, porre una
speranza nuova nell'amore e nelle amicizie...non a caso nel finale traspare il desiderio
di Neely di ritornare stabilmente a Messina, dove è nato e cresciuto e dove ha ancora
tutti i suoi affetti; ricominciare da dove siamo stati bene, rivalutando e guardando sotto
una diversa luce.....ed è quello che tutti dovremmo fare.

Ne verrebbe fuori un bellissimo film!

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L'allenatore 2016-06-25 13:49:11 sonia fascendini
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sonia fascendini Opinione inserita da sonia fascendini    25 Giugno, 2016
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Il potere del football

La cittadina di Messina negli Stati Uniti è bardata a lutto. Eddie Rake sta vivendo i suoi ultimi giorni prima della morte. Da tutta la città e da quella vicine a migliaia si radunano ad attendere che emetta l'ultimo respiro. Tanto fermento è dovuto al fatto che questo è "l'uomo che ha fatto iscrivere la nostra città nelle carte geografiche, l'uomo che tanto ha fatto per rafforzare il senso di unione tra tanti di noi.... quello che più di dieci anni fa ha diviso Messina in due".
Grisham con un romanzo che si discosta dai legal per i quali è noto, ci porta nel mondo delle squadre di football giovanili. Ci mostra uno scorcio di mondo che per gli italiani è completamnte sconosciuto. Quello dei campionati giovanili con tutto quanto gira attorno agli atleti. Speranze dei genitori, ragazze innamorate, offerte di denaro da sponsor e college, orgoglio di esserci e basta.
Grazie al lavoro di questo allenatore un'intera città si è aggregata, è diventata un tutt'uno. La squadra degli Spartans è diventata la massima ambizione per i giovani liceali, il venerdì sera per tutta la città è diventato sinonimo di stadio, i giocatori degli eroi, la città ha acquisito un senso di appartenenza. Oltre a questo Rake amato, temuto, odiato, ammirato dai suoi giocatori è riuscito ad imprimere il proprio marchio su ognuno di loro. "Non mollare mai" è il motto che ha ripetuto loro anche quando da adulti si sono tolti la maglia verde e si sono addentrati in matrimonio, profesione e crimine.
Romanzo piuttosto breve, che si legge rapidamente. Scritto in modo chiaro e in modo abbastanza scorrevole. Peccato, ma visto il tema trattato, inevitabili le molte righe dedicate a descrizioni di lanci, punteggi e risultati di partite di football.

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L'allenatore 2011-12-03 14:44:15 VinnieTheKid
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VinnieTheKid Opinione inserita da VinnieTheKid    03 Dicembre, 2011
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Un Grisham che non conoscevo

Un ottima prova del grande John Grisham. Il romanzo in questione è incentrato sugli ultimi giorni di vita di Eddie Rake, ex allenatore della squadra di football del liceo della sconosciuta cittadina statunitense di Messina; tuttavia, nonostante i vari personaggi che il lettore incontra non facciano altro che parlare di lui, delle sue gesta, di ciò che ha rappresentato per ognuno di loro, il vecchio e burbero Rake, ormai nella fase terminale della sua malattia incurabile, non compare mai sulla “scena”: è il protagonista invisibile di questa rapida (la vicenda attuale si consuma in soli quattro giorni) e al tempo stesso pluridecennale storia (il nostro è stato allenatore di intere generazioni di giovani del paese), narrata attraverso la rievocazione dei tanti aneddoti memorabili che hanno visto coinvolti gli ex allievi di Rake (L'Allenatore, per l'appunto), i quali spesso non hanno mai giocato assieme, date le differenze anagrafiche, né si sono mai conosciuti ma sono oggi tutti accomunati dall'averlo avuto come Maestro di vita e di sport; essi ritornano in città per vegliarlo durante i suoi ultimi giorni di vita e, allo scopo, si ritrovano più o meno spontanemente sugli spalti dello stadio, in attesa della ferale notizia, e lì si scambiano ricordi belli o spiacevoli, incrociando le loro esperienze passate con ciò che la vita ha riservato loro in seguito.
A ben vedere, tuttavia, Rake non è altro che la personificazione dell'adolescenza, della gioventù, di ciò che siamo stati, dei momenti in cui lanciavamo e raccoglievamo continuamente sfide con gli altri e con noi stessi, convinti che ci sarebbe stato un futuro in cui essere “altro”, in cui avremmo raccolto i frutti di quanto seminato, in cui saremmo diventati “qualcuno”. Poi, però, un giorno Rake muore, inesorabilmente, e con lui muore la lunga età dell'ingenuità e dei sogni (nostri e) dei suoi ragazzi e, in particolare, di Neely Crenshaw, l'allievo prediletto del Maestro, colui che più di tutti aveva fatto promesse, sostenute da un talento unico, e più di tutti non le aveva mantenute, stroncato da un grave infortunio appena passato al college e finito lontano dal football, a vendere immobili, l'ex Spartan (questo il nome della squadra di Messina) che per rabbia o per vergogna non aveva mai più messo piede in città, che a quei luoghi e a quella gente legava ricordi che ancora non lo lasciavano vivere serenamente. Ma arriva il giorno per tutti, Neely compreso, di fare i conti col tempo, il giorno in cui i propri fantasmi vanno affrontati e chiusi in un baule: i rimpianti d'amore, che egli rischiava di portarsi dietro per una vita intera (la sua ex ragazza, più volte tradita per immaturità), i legami di amicizia, che persistevano a tenerlo vincolato a ciò che avrebbe voluto essere e non era diventato, e il football, splendida ed efficace metafora (persino per chi di questo sport non capisca un'acca) della nostra vita giovanile, delle prospettive da sogno che essa offre e delle improvvise disillusioni che provoca. Finchè un giorno, l'Allenatore se ne va, per tutti...
E allora Neely compie un giro in auto della città, guarda per l'ultima volta i suoi luoghi d'infanzia, sale sulla collina a vedere la partita e, quando lo sente, decide che per lui il match è finito: sale in auto e vola via.

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