Narrativa straniera Romanzi L'ultimo uomo bianco
 

L'ultimo uomo bianco L'ultimo uomo bianco

L'ultimo uomo bianco

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Un mattino, Gregor Samsa, commesso viaggiatore, si sveglia da sogni inquieti e si ritrova trasformato in un immane insetto; anni dopo, Anders, personal trainer in un'anonima palestra di una città indefinita, si sveglia e scopre di essere diventato di un innegabile marrone scuro. L'incredulità presto cede il passo alla furia omicida: Anders si sente vittima di un crimine, «un crimine che gli aveva portato via ogni cosa, che gli aveva portato via se stesso», si scaglia contro la propria immagine allo specchio, si rimette a letto sperando che quell'uomo scuro se ne vada, chiama al lavoro per dire che è malato, molto malato, più di quanto immaginasse, si aggira per la città e scopre che «le persone che lo conoscevano non lo conoscevano più», e infine telefona a Oona. Oona, giovane insegnante di yoga, sta provando a prendersi cura di sua madre - e di se stessa - dopo la morte del fratello gemello; fra lei e Anders si è da poco riaccesa un'attrazione nata fra i banchi di scuola, ma quando Oona passa da lui dopo il lavoro, rimane di stucco di fronte all'uomo che le apre la porta, e sulle prime fatica a riconoscerlo. Ciò che Oona e Anders ancora non sanno è che la trasformazione sta prendendo piede ovunque: tutte le persone bianche stanno diventando scure, e la tensione sociale continuerà a crescere, sfociando in risse, sparatorie, suicidi e sommosse, finché «l'ultimo uomo bianco» verrà sepolto e la bianchezza non sarà che un ricordo. Hamid, in un vortice di frasi che, come i personaggi che le abitano, sembrano sorrette da un disperato bisogno di stabilità identitaria, confeziona un romanzo di commovente lucidità sulla perdita del privilegio, un'opera in cui frustrazione e violenza si trasformano nella promessa di futuro: «a volte sembrava che la città fosse una città in lutto, e il Paese un Paese in lutto, e questo si addiceva a Anders, e si addiceva a Oona, dato che collimava con i loro sentimenti, ma altre volte sembrava il contrario, che stesse nascendo qualcosa di nuovo, e abbastanza stranamente anche questo si addiceva loro».



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L'ultimo uomo bianco 2023-02-09 12:36:00 68
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68 Opinione inserita da 68    09 Febbraio, 2023
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Dimensione capovolta

…”Un mattino Anders, un uomo bianco, si svegliò e scopri’ di essere diventato di un innegabile colore scuro “…

Un risveglio traumatico, inspiegabile, imbarazzante, una solitudine non più sola in compagnia di quell’ altro, un uomo che lo segue come un’ ombra, che vorrebbe ammazzare, auspicando l’ annullamento di quel sortilegio, un crimine che gli ha negato se’ stesso.
Novello Gregor Samsa, sopraffatto da inquietudine e ansia, nessuna via di fuga, Anders si nasconde, si sottrae, aggira gli ostacoli, cerca di mimetizzarsi.
Decide di rivelarsi a Oona, un’ amica insegnante di Yoga in un primo momento colpita dal suo aspetto e che successivamente si inchina alla sua inquietudine e sofferenza, le persone che lo conoscevano non lo riconoscono, la gente di colore lo guarda diversamente, con sospetto, come se per un attimo riuscisse a vederlo.
Un se’ non se’ e una convivenza forzata, l’ impossibilità di essere lo induce a imitare gli altri, ma la sua metamorfosi non è esclusiva, tutti cambiano, le persone dalla pelle bianca andranno progressivamente scomparendo, una nuova condizione nella quale vedersi.
Quando la gente ti osserva diversamente tu stesso ti convinci di essere diverso, Oona la sola a considerare l’ unicità del loro rapporto, un rinnovato modo di avvicinarsi, di vedersi, di leggersi dentro, …”il fatto che Anders fosse Anders indipendentemente dal cambiamento del suo aspetto le consentiva di vedere più chiaramente l’ Anders in lui “…
Così nasce una coppia, in fondo l’ essenza di lui e’ la stessa, denudata della propria presenza, attorno una situazione fuori controllo, uno tsunami destinato a travolgere tutto, quartieri, cittadini, città, ogni giorno sempre meno uomini bianchi e nessuno che possa farci niente, una guerra intestina all’ interno di uno squilibrio evidente.
Non resta che sentirsi stranieri nella propria terra in attesa di eventi, giornate solitarie all’ interno del nuovo se’, testando e sperando nell’ affetto dei propri cari per non soccombere a una solitudine manifesta, un cambiamento che non risparmia nessuno, una cecità onnipresente, una sorta di annientamento, la scoperta di comportamenti che ci riguardano e che sono appartenuti ad altri, alla gente di colore, eppure oltre il colore della pelle si conserva lo stesso aspetto di sempre.
In un contesto ormai definitivo, quando tutto progressivamente ritorna alla normalità, Oona riflette su un fatto nuovo, che ….” lei era cambiata anche prima di essere cambiata, era cambiata ogni decennio, e ogni anno e ogni giorno”… e allora ..” pensò che non c’era motivo per cui dovesse perdere i suoi ricordi, quelli che voleva conservare”….
Una opportunità si presenta, ….” la sua vita sembrava prendere una nuova forma, cambiare pelle, e avrebbe potuto abbandonare la reclusione del passato e, affrancata, riprendere a crescere”….
Temi rilevanti, identità, diversità, cambiamento, il confronto con la dimensione altrui, una umanità intima oltre il colore della pelle, una cecità evidente, una neo dimensione relazionale, l’ opportunità di crescere, la capacità di leggersi dentro.
Un romanzo breve che scompone con una certa dose di sarcasmo un io frantumato e frastornato che fatica a muoversi in un mondo inconsistente, tra perplessità, annientamento, ridefinizione di se’ e di una vita intera.
Quello che la prima parte pare esprimere con forza e profondità va smarrendosi progressivamente in una metamorfosi fisica e strutturale corroborata da una certa levita’ narrativa costruendo una parabola edulcorata sul senso dell’ amore e di un amore, smarrendo atmosfera e dimensione imbevute di indifferenza, inquietudine e non senso di Kafkiana memoria e la cruda durezza della “ Cecità’ ” di Saramago per assolversi in una speranza di vita costruita su una neo dimensione famigliare e figliale che ne banalizza e sottrae i contenuti primari.

…” la immagino’ da vecchia, quando lui e Oona non ci sarebbero stati più, e senti’ che lo colpiva, quell’ immagine della figlia da lì a molti anni, e posò la sua mano marrone su quel viso marrone, rassicurandola, quella figlia scura, sua figlia, e lei miracolosamente lo lasciò fare “…

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