Paradiso Paradiso

Paradiso

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Paradiso è la storia di Yusuf che, a dodici anni, viene dato in pegno dal padre, un locandiere pieno di debiti, a zio Aziz, un ricco mercante. Nel fermento della città, tra swahili, musulmani d’Africa, colonizzatori tedeschi, camionisti sikh, Yusuf ha il suo rifugio nel giardino paradisiaco al centro della casa. È la storia dell’amicizia con Khalil, poco più grande di Yusuf, anche lui comprato da zio Aziz. È anche la storia dell’amicizia interrotta tra i due ragazzi, quando zio Aziz chiede a Yusuf di accompagnarlo in un viaggio d’affari nell’entroterra. È la storia della scoperta dell’amore di Yusuf, cresciuto, bellissimo, nella casa in cui viene educato. E diventa una lezione su come gli amori, soprattutto quelli proibiti, finiscono all’improvviso. È la storia del sultano Chatu che, nella città di Marungu, fa prigioniero Yusuf e i suoi, e li priva di ogni avere. Ma la prima guerra mondiale è alle porte, gli eserciti europei stanno conquistando il continente, e inizierà tutta un’altra storia per l’Africa, per le sue genti, per Yusuf. Un romanzo d’avventura, di formazione, di scoperta, che racconta un mondo alle soglie della sua definitiva trasformazione, dove si intrecciano favole, leggende, cruda realtà, poesia, amore.



Recensione della Redazione QLibri

 
Paradiso 2022-03-20 12:43:11 Laura V.
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Laura V. Opinione inserita da Laura V.    20 Marzo, 2022
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Eden perduto

Se siete rimasti affascinati dalla splendida scrittura di Abdulrazak Gurnah in “Sulla riva del mare”, difficilmente potrete non amarla ancora di più in “Paradiso”, secondo dei dieci romanzi in corso di ripubblicazione presso la casa editrice La nave di Teseo che, dalla fine dello scorso anno, si è attivata per far meglio conoscere nel nostro Paese le opere del Premio Nobel 2021 per la Letteratura.
Una prosa notevole, intrisa di poesia e della malia degna di antichi cantastorie, quella dello scrittore ultrasettantenne originario di Zanzibar ma residente ormai da una vita in Inghilterra, che anche in questo libro non manca di sorprendere e incantare il lettore, trascinandolo con sé all’interno di una vasta porzione dell’Africa orientale di più di un secolo fa, crocevia cosmopolita dove risuonano arabo e swahili e i confini sono ancora fluidi in attesa degli stravolgimenti imposti dalla successiva storia coloniale.

Pubblicato in lingua originale nel 1994 e finalista al britannico Booker Prize, “Paradiso” vede protagonista delle sue pagine il piccolo Yusuf che, all’età di dodici anni, si ritrova d’improvviso inconsapevole “rehani”, dato cioè in pegno a causa dei debiti del padre. A portarlo via dalla famiglia un giorno in apparenza come tanti è un ricco mercante della costa, zio Aziz, dall’ “odore strano e insolito, un misto di cuoio e profumo, caucciù e spezie, oltre a qualcosa di meno definibile che evocava […] l’idea del pericolo”. Ad attenderlo si profila una vita di lavoro al servizio del “seyyid” (signore) che lo conduce nella città dove ha casa ed emporio, presso cui lavora già un altro ragazzo più grande di lui, un altro “rehani”, che lo istruisce minuziosamente sul da farsi e con il quale la notte condivide la stuoia per terra, sotto la veranda davanti al negozio, mentre cani randagi e affamati insidiano il loro sonno. Ma più che agli affari l’attenzione del fanciullo è ben presto rivolta allo splendido giardino cinto da mura dell’abitazione del mercante, con i suoi aranci e melograni, canali, aiuole, suoni d’acqua, colori e profumi che lo rendono per davvero un giardino dell’anima, un piccolo paradiso sulla terra. All’improvviso, giunge però il tempo di distaccarsi pure da esso e partire alla volta dell’entroterra, al seguito delle colonne dei portatori delle lunghe spedizioni di Aziz, per imparare l’arte del commercio e “la differenza tra selvaggi e uomini civilizzati”.

Un meraviglioso romanzo di formazione in piena regola, ma anche di avventura e molto altro, capace di coinvolgere ed emozionare oltre ogni prevedibile aspettativa attraverso una sublime narrazione densa di scenari, fatti, personaggi. “Paradiso”, prova di altissimo livello di Abdulrazak Gurnah, supera – a mio parere – “Sulla riva del mare”, già di per sé notevole, e permette di comprendere ancora meglio perché la scelta dell’Accademia di Svezia lo scorso autunno sia caduta proprio su questo scrittore africano forse rimasto, a livello internazionale, troppo a lungo e immeritatamente nell’ombra. Anche queste pagine, come quelle dell’altro volume, non mancano di toccare, e non certo in modo superficiale, il tema del colonialismo, uno dei cardini della scrittura di Gurnah: alla vigilia della Grande guerra, i bianchi incombono minacciosi anche su quella parte del continente nero, anzi sono già lì, a partire dai poco amati tedeschi ritenuti senza scrupoli. Sono comunque gli europei nel loro insieme a fare una pessima figura (“Le cose che non si sentono sul loro conto!”); diversi passi del libro si soffermano sulle voci e l’immagine che di loro circola tra mercanti e gente del posto e così la vergogna di ciò che è stato affiora senza remore come giusta condanna da non tacere. “Europei e indiani si prenderanno tutto” fa sentenziare profeticamente a zio Aziz l’autore, sottolineando con amarezza il brulicare avido e famelico che corrode la zona.

Ed eccola lì, dunque, l’Africa, l’altra grande, immancabile protagonista del romanzo. Bellissima e innocente al pari di Yusuf, immenso giardino paradisiaco ricco di meraviglie, come quello della casa del mercante, ormai prossima a divenire per sempre un Eden perduto per le proprie genti e a precipitare in un’interminabile stagione d’inferno da cui sembrano fuggire con orrore persino i jinn (gli spiriti della tradizione islamica) e le antiche favole.
Una pubblicazione di indiscusso pregio, per la quale un plauso riconoscente va all’editore che ha riproposto in Italia tale gioiello. Una storia da leggere e amare. Un romanziere tutto da scoprire!

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Paradiso 2023-01-31 17:24:31 Mian88
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Mian88 Opinione inserita da Mian88    31 Gennaio, 2023
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Yusuf

“Non aveva mai fatto nulla di cui vergognarsi; di vergognoso c’era solo il modo in cui lo avevano costretto a vivere, lui e tutti gli altri. I loro intrighi, i loro odi, la loro avidità rancorosa avevano trasformato i valori più elementari in moneta di scambio, oggetto di baratto.”

Vincitore del Premio Nobel per la letteratura è Abdulrazak Gurnah, autore che viene riproposto da La Nave di Teseo in una nuova e rinnovata veste proprio a seguito di questo riconoscimento di tutto rispetto.
Ad essere tra le prime opere ripubblicate è stato “Paradiso”, scritto classe 1994 che ci parla di Yusuf, giovane dodicenne che subisce le sorti più nefaste essendo venduto dal padre per sanare la posizione debitoria ad un ricco mercante. A far da teatro alle vicende è la Prima guerra mondiale, siamo nell’Africa orientale tra Tanzania, Kenya, Uganda e più precisamente in quella che è stata conosciuta come l’Africa orientale tedesca.
A spiccare maggiormente è lo stile dell’autore. Uno stile che romanza le vicende ma che riporta alla vita anche le ambientazioni e le descrizioni che mostrano agli occhi del lettore quei luoghi e quegli ambienti così lontani e distanti dal mondo occidentale. Ancora, ad essere figura centrale e prevalente è proprio Yusuf che ricercherà il suo “paradiso” non solo in senso fisico ma anche metaforico. Saranno le sue non scelte e poi scelte a condurre il lettore sino a quello che è un epilogo aperto e tutto da interpretare. Cosa deciderà di fare il giovane? Quale sarà la scelta che guiderà la sua vita?
Non mancano, tra le pagine, i riferimenti alla parte più dura e cruda dell’Africa, delle sue tradizioni ma non mancano nemmeno i riferimenti alla tradizione biblica e in particolare alla figura di Giuseppe. Gli eroi che abitano queste pagine lottano in un mondo che sembra respingerli, un mondo che non accetta il riscatto e che non sembra disposto a concederglielo.
O lo si ama, o lo si odia. “Paradiso” è certamente un titolo che offre molto al lettore, molto dipende anche dalla conoscenza dell’Africa e della letteratura africana circa il grado di piacevolezza, ma nel complesso resta e si fa sinceramente apprezzare. Da leggere e assaporare con calma, con i giusti tempi.

“Quando si toccò, Yusuf si accorse di avere i vestiti bagnati, era completamente zuppo, ma era felice di stare lì fermo a lasciarsi avvolgere dagli spruzzi. Se ascoltava con sufficiente attenzione, ne era sicuro, avrebbe sentito un mormorio che cresceva e scemava sotto il ruggito della cascata, il rumore del respiro del Dio del fiume. Restò a lungo là, in silenzio.”

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Paradiso 2023-01-04 14:42:24 Chiara77
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Chiara77 Opinione inserita da Chiara77    04 Gennaio, 2023
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Viaggio in Africa orientale

Dopo l’attribuzione del Nobel per la Letteratura nel 2021 a Abdulrazak Gurnah la casa editrice “la nave di Teseo” ha iniziato la ripubblicazione dei romanzi di questo autore.

“Paradiso”, edito per la prima volta nel 1994, racconta la storia di Yusuf, ragazzo di dodici anni dato dal padre come pegno per il pagamento di un debito ad un ricco mercante. La vicenda si svolge alla vigilia della prima guerra mondiale nell’Africa orientale, fra Tanzania, Kenya e Uganda, in quella zona che all’epoca era definita Africa Orientale Tedesca.

Il romanzo si incentra quindi sulla figura di Yusuf, e racconta della sua vita, da quando, poco più che bambino, viene ceduto dalla sua famiglia al seyyid Aziz per ripagare un debito, fino a quando il ragazzo si affaccia alla soglia della vita adulta. Insieme alla crescita di Yusuf noi lettori possiamo seguire i percorsi delle carovane dei mercanti fra i profumi, i colori e i paesaggi potenti e inquietanti di quella parte dell’Africa; conoscere narrazioni e personaggi di diversa natura e cultura e lasciarci trasportare in questo affascinante viaggio.

Lo stile di scrittura di Gurnah è senza dubbio un grande pregio del romanzo, l’autore sa suscitare coinvolgimento e attrattiva nei confronti di chi legge, la sua prosa è elegante e allo stesso tempo efficace nel descrivere paesaggi esteriori ed interiori.

Il personaggio di Yusuf è chiaramente ispirato al Giuseppe della tradizione biblica, entrambi sono venduti dalla famiglia e dovranno cavarsela e crescere lontano da casa, entrambi si guadagnano il favore del loro signore ed entrambi dovranno subire l’innamoramento della moglie del padrone. Entrambi hanno una particolare sensibilità che si manifesta nei sogni.

Con “Paradiso” Gurnah racconta, insieme alla storia di Yusuf, anche le vicende di un mondo che sta per scomparire, che di lì a poco sarà ingoiato dall’uomo bianco europeo che farà scomparire tutto quello che c’era prima.

In conclusione quindi, siamo davanti ad un romanzo il cui maggior pregio è quello di riuscire a farci viaggiare nel tempo e nello spazio; che sa farci entrare in un mondo diverso dal nostro ma alla fine non così lontano come potrebbe sembrare.

“Quando, durante la notte, aprì gli occhi, la visione del vagone buio e pieno solo a metà gli fece venir voglia di piangere. L’oscurità là fuori era un vuoto sconfinato, e aveva paura che il treno vi si fosse addentrato troppo a fondo per poter essere sicuri di tornare. Cercò di concentrarsi sul rumore delle rotaie, ma il loro ritmo irregolare ebbe come unico effetto quello di tenerlo sveglio. Sognò che sua madre era un cane con un occhio solo che una volta aveva visto schiacciato sotto le rotaie del treno. In seguito sognò di vedere la propria vigliaccheria scintillare alla luce della luna. Era appena nata e ancora avvolta nella placenta. Sapeva che era la sua vigliaccheria perché glielo aveva detto qualcuno che non poteva vedere. Ed era viva, respirava.”

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