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Letteratura straniera

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Travis Bickle, tassista di Manhattan: un uomo di carne e sangue, un uomo che si muove, lavora, parla e pure resta, si direbbe, invisibile agli occhi dei suoi simili, quasi non fosse un essere vivente ma facesse parte della macchina, come il volante, il tassametro, il portacenere. Chiuso nella sua solitudine, respinto nella sua ansia di contatto umano, Travis percorre come trasognato le strade della città, attraversa i suoi quartieri più abbietti, mentre gli arrivano all'orecchio confidenze oscure, gli rimbalzano dallo specchietto retrovisore gesti segreti e osceni. Fuori, un orrore anche peggiore di quello che ha conosciuto in Vietnam, l'orrore di una città putrefatta e violenta, che a tratti sembra abitata solo da puttane e mezzani, scippatori e drogati. Dentro di lui la solitudine e la disperazione crescono e si fanno rabbia, per esplodere in una furia di sterminio: ma l'equivoco di un mondo distratto e senza passione lo vedrà questa volta come un eroe della finta pace che si combatte nella giungla cittadina. Alle scene amare e raccapriccianti del film da cui è tratto, questo romanzo di Elman fa corrispondere pagine intense di una narrazione allucinata, resa in un linguaggio capace di ricreare, più che rievocare, le annotazioni felici del regista Scorsese.



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Taxi driver 2019-10-20 18:36:16 cristiano75
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cristiano75 Opinione inserita da cristiano75    20 Ottobre, 2019
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La solitudine in tutta la sua spietatezza

"La solitudine mi ha perseguitato per tutta la vita, dappertutto. Nei bar, in macchina, per la strada, nei negozi, dappertutto. Non c'è scampo: sono nato per essere solo."

Le profetiche amare riflessioni di un enorme, grandissimo, unico Robert De Niro che fanno da sipario a uno dei più grandiosi, affascinanti, ineguagliabili, capolavori della cinematografia mondiale: "Taxi Driver", diretto del visionario Martin Scorsese.

Quando per puro caso, sono venuto a sapere che c'era un libro che appunto si ispirava al film (caso singolare ed inverso, in cui è la pellicola cinematografica ad ispirare un opera letteraria), io che amo visceralmente questo capolavoro, mi sono messo a cercare in internet ed ho tirato fuori una copia del libro (perchè non credo sia possibile da reperire nelle librerie che si trovano sotto casa).
Premetto subito, che purtroppo la traduzione dall'inglese all'italiano, almeno per la prima parte del racconto è fatta veramente male, con errori evidenti di battitura e di grammatica.
Poi però fortunatamente, nella seconda metà del libro, il traduttore mettendoci più impegno ha tirato fuori un testo come si deve e quindi la lettura risulta scorrevole e piacevole.
Il libro, come il film, narra le vicende allucinate di un tassista di New York, reduce dal Vietnam, che si ritrova catapultato in una vita ancora più alienante e folle di quella sperimentata in guerra.
La megalopoli lo stritola e lo ingoia. Vaga tra vie ambigue e tetre.
Fa la conoscenza con la peggiore risma umana. Intorno a lui solo violenza e sporcizia.
Cerca una redenzione in una ragazza conosciuta per caso, ma quando anche in questo fallisce, decide che è arrivata l'ora di vendicarsi di una realtà che ormai lo fa vivere ai margini......è una parabola sublime che racconta in maniera spietata il destino di solitudine cui gli uomini si condannano nelle grandi città.
E' curioso, come appunto in queste nostre enormi realtà cittadine, popolate da milioni di anima, diventa sempre più difficile riuscire a trovare persone e amicizie vere con cui anche solo colloquiare e raccontare un po di se.
L'interpretazione di De Niro può essere annoverata nei vertici delle recitazioni di ogni tempo.
Il libro lucidamente disegna i pensieri disperati del protagonista, fino alla sua resurrezione quando si imbatterà in un angelo di bambina che darà nuova speranza al protagonista.
Se in una cosa gli americani sono dei maestri irraggiungibili è nel riuscire a delineare in maniera perfetta e completa le psicologie dei personaggi che vivono nel loro contesto sociale e cittadino.
La solitudine come arma per difendersi dal male esterno e allo stesso tempo come strumento per capire se stessi e da qui tracciare la propria nuova via esistenziale.
Fatevi un regalo, se ancora non lo avete fatto: andatevi a vedere questo film meraviglioso e se vi aggrada, cercatevi pure una copia del romanzo. Non credo ve ne pentirete.

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Un uomo da marciapiede.
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