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Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve
 
Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve 2012-07-18 19:57:21 Mattia Burattin
Voto medio 
 
4.8
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
5.0
Opinione inserita da Mattia Burattin    18 Luglio, 2012

Quelli che dicono soltanto la verità non son degni

Se non avete letto il libro abbandonate subito questa e le altre recensioni e andate a leggervelo perché ne vale di sicuro la pena. Una pena esile peraltro, perché non vi costerà affatto tempo né fatica farlo: che lo consideriate un pregio o un difetto, si fa leggere in un baleno.
Se invece lo avete già letto, eccoci qua:

consiglierei a chiunque di non valutare una storia in base alle emozioni che prova rispetto ai personaggi: non è alla loro possibile amicizia che dobbiamo dare le stelline.
American Psycho lo considero un libro geniale a prescindere che provi piacere o meno nello sparare chiodi in faccia a delle modelle. E le puntate di Mr.Bean mi piacciono proprio perché trovo antipaticissimo il comportamento del protagonista.
Quindi non abbiatene se Allan Karlsson ha fatto un bel po' di danni nell'economia della storia mondiale del '900. Tanto -vi ricordo- è addirittura un personaggio di fantasia.

Nessun ci sapeva stregare meglio di mio nonno materno quando, seduto sulla panchina di legno e chino sul bastone, raccontava le sue storie masticando tabacco.
"Ma... è vero nonno?" chiedevamo stupiti noi nipoti.
"Quelli che dicono soltanto la verità non son degni di essere ascoltati," rispondeva il nonno.
Questo libro è dedicato a lui.

Questa dedica del romanzo è dedicata anche quanti si scandalizzano per le gesta di Allan.

Questo romanzo è una favola; nei modi e nella struttura. E come tale va presa.
La maggior parte dei conflitti in esso si risolve a tarallucci e vino, convertendo lo scontro in alleanza. Per di più, per merito della sua prosa ironicamente puntualizzante e della foto in quarta di copertina, fa ridere un sacco. Ci racconta come la Storia si ripeta, non andando da nessuna parte, e lo fa ponendoci sopra un personaggio altrettanto sempre uguale, che nonostante abbia girato mezzo mondo non ha cambiato le sue idee di una virgola, un personaggio quasi disumano dallo sguardo curioso ma distaccato, che non ha interessi, amori, passioni, se non un vizio (o un tormentone: l'acquavite, che richiede) che forse lo tiene in vita sottraendolo altrimenti a una possibile depressione esistenziale e un'abilità (fabbricare esplosivi, che offre). Gira come gira il vento Allan Karlsson, percorre la vita e "sceglie" i padroni come lo fanno i cani: senza pensarci su un attimo. Si vedrà poi. Questa assenza di legami col mondo ce lo fa vedere -il mondo- con gli occhi di un satellite, e quindi per forza di cose ogni evento umano, dal più piccolo -ma ce n'è pochi di piccoli- al più colossale, ci appaiono come movimenti di formiche dominate dalla loro natura. Solo verso la fine Allan per un attimo forse si redime affezionandosi a un gatto e compiendo quindi un gesto con cui non ha mai onorato nessuno dei suoi più cari compagni di avventure in 99 anni di vita.
Subito dopo, a 101 anni (sì, ci arriva) riprende la sua normale attività di influenzare in maniera inquietante la storia del nostro globo.

Dovendo cercare dei difetti li individuerei in un epilogo forse troppo in linea con la traiettoria di tutta la trama, ma forse questo perdurare della vita di Allan Karlsson va preso appunto con la stessa ironia con cui si accetta la sfacciata fortuna di tutti i suoi primi cent'anni. Diciamo solo che non ha un finale commovente come può essere quello di Big Fish di Tim Burton.
Meno ignorabile invece l'estrema assomiglianza al film Forrest Gump, ancor di più di quanto si permise Il curioso caso di Benjamin Button, che non fa certo di questo libro un capostipite.

Divertente invece segnalare come le locations dei primissimi capitoli della favola siano invece del tutto veri, metro per metro, a partire dal cimitero che simbolicamente attraversa a inizio libro Allan a Malmköping per raggiungere la fermata del bus, alla fermata di Byringe con tanto di casetta di Julius e ferrovia in disuso, al chiosco di Benny ad Akers da dove poi si perdono le tracce essendo le tappe seguenti meno definite geograficamente.

Malmköping:
https://maps.google.it/maps?hl=it&ll=59.134872,16.725461&spn=0.002108,0.004823&t=w&z=18

Byringe:
https://maps.google.it/maps?hl=it&ll=59.240473,16.939091&spn=0.004203,0.009645&t=w&z=17

Akers:
https://maps.google.it/maps?hl=it&ll=59.253272,17.096366&spn=73.63332,158.027344&t=w&z=3&layer=c
&panoid=aYEzrg2ysVnSRgN2Q31aXg&cbll=59.253272,17.096366&cbp=13,-174.29376127879658,,0,3.6669298888371884

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Beh anche io ho cercato le località sul navigatore, volevo entrare nella storia, capire i luoghi, ma il kiosko in SV non l'avevo visto.
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