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Marina
 
Marina 2014-10-28 11:03:54 Mian88
Voto medio 
 
3.0
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
3.0
Mian88 Opinione inserita da Mian88    28 Ottobre, 2014
#1 recensione  -   Guarda tutte le mie opinioni

Oscar, Marina e Barcellona.

Barcellona. Enigmatica, affascinante, bella, complessa. Questa è e non solo è Marina. Un Oscar Drai ormai adulto apre le danze di questo romanzo narrandoci di quella particolare settimana (in cui il tempo sembra dilatarsi a non finire) in cui scomparve e degli avvenimenti che si susseguirono di cui alcuno aveva conoscenza. Nelle pagine del racconto lo studente instaurerà con la giovane un intenso legame che tenderà sempre più a rafforzarsi man mano che i due cercheranno di risolvere il mistero che ruota intorno alla tomba senza nome sulla quale è raffigurata una farfalla nera.
Il romanzo si caratterizza per alcune peculiarità. Se in un primo momento la lettura scorre rapida ed il lettore è incalzato a pieni ritmi dalla narrazione, questa subisce una battuta d’arresto verso la metà dell’opera a causa, a mio modesto giudizio, della saturazione determinata dall’eccessiva mole di personaggi che per quanto la caratterizzino ne rallentano anche la fluidità rendendo complesso per chi legge seguire tutte le trame che si diramano. Colonna portante del libro è Marina stessa. E’ lei l’origine di tutto, colei che spinge Oscar a rischiare e ad agire, è lei la molla che invita il lettore a “visitare” i sotterranei di Barcellona tra arte, mistero, atmosfere spettrali e creature anormali e non identificabili. L’amore, la vita, la morte, la realtà, la fantasia, il dolore sono alcuni dei tanti sentimenti che Zafon ci dedica con questo suo lavoro. Un romanzo che va capito ed apprezzato per quel che è, che può piacere e non piacere, convincere e non convincere. Personalmente invita alla riflessione ma gli manca quel “qualcosa” che lo renda indimenticabile.
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Commenti

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Tra gli Zafon letti questo e' quello che mi e' piaciuto di meno, anche se ne e' passato di tempo, ricordo poco.
In risposta ad un precedente commento
Mian88
29 Ottobre, 2014
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Personalmente in generale non sono stata convinta granché da Zafon in nessuno dei romanzi che ho letto (e che ammetto non essere molti, due o tre non di più). Non so, gli manca quel qualcosa, ok, ha fantasia per le storie e per questo mi sento di consigliarlo senza contare che tocca emozioni diverse e dunque può essere piacevole, ma poi è come se si perdesse e le ambientazioni mi sembrano sempre le medesime. Sono diversi anni che ho letto "Marina", e ricordo che lo presi solo perché dopo aver letto "L'ombra del vento" (che non mi aveva colpito infatti sono giunta alla sua conclusione a più intervalli di prendere e lasciare) volevo vedere se il mio problema con l'autore era derivato da una incomprensione isolata o se era proprio incompatibilità. Ricordo che mi piacque più rispetto all'altro ma gli mancava quel qualcosa. Ed ora mi ritrovo al bivio perché mi hanno prestato da qualche settimana il "Gioco dell'Angelo", lo leggerò prima o poi, ma a conti fatti per ora resta sul comodino a prendere polvere.
In risposta ad un precedente commento

01 Gennaio, 2015
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Allora zafon per me è un grande. Ho portato la sua biografia alla maturità più il riassunto del l'ombra del vento e gli esami sono andati da dio... Lui ha fatto quattro libri e non tre. E ti assicuro che per leggere i suoi libri devi abbandonare i tuoi pensieri perché lui sa giocare benissimo con le parole, le personoficazione e le metafore... Per non parlare poi dei sentimenti che susciatano i suoi libri... È vero che usa sempre Barcellona come sfondo ma è il suo cavallo di battaglia, come Amedeo Modigliani utilizza sempre il collo allungato. Io non sono mai stata a Barcellona ma con le sue storie mi ha fatto vagare con la fantasia è mi sembra di conoscerla benissimo. Riguardo al "GIOCO DELL'ANGELO" leggilo è davvero magnetico e sublime. Detto questo ciao da Marina.
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