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Libertà di Jonathan Franzen
 
Libertà di Jonathan Franzen 2015-01-04 17:36:05 Liponi
Voto medio 
 
3.3
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
3.0
Liponi Opinione inserita da Liponi    04 Gennaio, 2015
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Il quadro desolante della società americana

Contiene spoiler.
Non mi è stato facile entrare nel libro: mi sembrava di essere in un serial del tipo di “Desperate Housevives” (ne ho visto qualche puntata): un piccolo quartiere periferico della provincia americana in cui tutti sanno tutto di tutti, in cui regna il pettegolezzo sommesso e la voce narrante sembra riferire le diverse opinioni sui personaggi che ci presenta, ovvero i due protagonisti, Walter e Patty Berglund e i loro figli, Joey e Jessica, a confronto con i vicini di casa.
Joey, il figlio ribelle, ancora minorenne lascia la casa dei genitori per andare a vivere con la sua ragazza, mentre Jessica, la figlia modello, si impegna seriamente negli studi. Ma la madre da sempre presta attenzione solo al figlio maschio e sembra cadere in una grave crisi nervosa in seguito all’abbandono del figlio. Il romanzo diventa più interessante, quando trova un punto di vista soggettivo: Patty, su consiglio del suo terapeuta, scrive la sua autobiografia (in terza persona) e rivela così i retroscena della sua scelta di sposare Walter: in realtà era innamorata dell’amico e compagno di stanza di suo marito, un musicista rock sciupafemmine, Richard. Solo l’indifferenza di Richard la convince a sposare Walther. Però, alcuni anni dopo, quando si ripresenta l’occasione, Richard e Patty diventano amanti, anche se solo per poco: sembra che ci sia tra di loro un’attrazione fatale, che porterà Walther a cacciare di casa la moglie, quando finalmente se ne rende conto, e a cercare consolazione tra le braccia della sua giovane collaboratrice, Lalitha. Il progetto cui Walther – acceso ambientalista - sta lavorando è molto ambizioso: approfittando dei milioni messi a disposizione da un miliardario, vorrebbe proporsi di salvare una specie di uccello che rischia l’estinzione. Quando si rende conto di essere caduto in una specie di trappola tesagli dalla speculazione (e Lalitha è morta in un incidente), Walther si ritira a vivere in una casetta isolata tra i boschi, ereditata dalla madre, in cui fa l’eremita lontano da tutti e da tutto, con l’unico obiettivo maniacale di eliminare dal suo bosco i peggiori nemici dei suoi amati uccelli, ovvero i gatti. Infine, la moglie ritorna da lui, che la caccia fuori casa; visto che non se ne va e rischia di morire di freddo, dopo averla salvata, decide di riprenderla con sé.
Il quadro che Franzen (visto il giudizio di “The Telegraph”: “Il Grande Romanzo Americano” di oggi) fa della società americana è piuttosto desolante: i personaggi sembrano vivere senza comunicare autenticamente tra loro e tutti sembrano perseguire obiettivi propri, egoistici, senza alcun rispetto e amore autentico per gli altri. Lo stesso idealista Walther non si rende conto dell’assurdità dei suoi obiettivi e del fatto che essi lo distaccano dalla realtà e, soprattutto, dagli altri esseri umani. Solo alla fine, la ritrovata armonia della strana coppia Walther-Patty sembra dare una prospettiva di serenità alla vicenda.

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