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Niente di nuovo sul fronte occidentale
 
Niente di nuovo sul fronte occidentale 2015-03-02 13:43:28 siti
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siti Opinione inserita da siti    02 Marzo, 2015
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Al confine della vita

Pubblicato undici anni dalla fine del conflitto, raggiunse un successo di pubblico per il messaggio pacifista ma fu osteggiato da chi faceva leva sul diffuso malumore su cui si alimentarono il nazionalsocialismo in Germania e il fascismo in Italia.Dire che nel 1933 finì al rogo pare quasi superfluo.
E oggi? Che effetto fa , leggere oggi, quest’opera?
Il 24 maggio ricorrerà il centenario dell’entrata in guerra dell’Italia e spesso ho pensato alla dialettica tra interventisti e neutralisti che animò il nostro contesto storico. Sapere quali ragioni ci portarono al conflitto non è di gran conforto. Visitare i luoghi che oggi sono sormontati da sacrari, campane della pace, lapidi siglate da cronologie troppo brevi, montagne dilaniate dalla presenza bellica, permette di toccare con mano.
Leggere l’esperienza dei nostri dalla penna di Lussu significa scoprire le drammatiche condizioni dei soldati-bambini, dei soldati-contadini, dei ragazzi del ’99 e dell’inefficienza siglata Italia.
Leggere Erich Maria Remarque significa elevarsi a una visione trans- frontaliera.
Siamo sul fronte occidentale non in quello italiano dell’altopiano di Asiago narrato da Lussu.
Se Lussu non si abbandona mai alla denuncia, Remarque invece scrive con l’ottica del reduce, di chi è consapevole che la guerra è stata solo un grande bluff.
Lui partito invasato dalle parole di un suo professore, lui volontario perde e perde tutto. Perde la sua gioventù, perde le sue certezze, perde la “concezione del mondo” che gli avevano insegnato; si mostra fortemente critico rispetto alla sua patria da subito e a maggior ragione dopo dieci anni. Il reduce fa sentire la sua voce e con essa quella di una generazione privata di sogni, bellezza, amore, futuro perché già schiacciata dai conflitti che la grande guerra non ha affatto risolto. Il reduce non ha futuro: chi torna sa già che tutto gli apparirà vuoto e desolante e l ’unica certezza sarà quella della guerra. “Crediamo alla guerra”, il resto è falsità. Gli uomini? “Povere scintille di vita”.
Racconta, descrive, non tralascia i particolari, non concordo con chi vi vede una prosa scarna, da stile giornalistico. Ho apprezzato una scrittura sincera, intrinsecamente commovente, a tratti poetica quando elevata a considerazioni sulla condizione umana. Il realismo è necessario per capire e ringrazio di aver potuto sapere ciò che non si racconta mai.
Mi ha aiutato a capire la drammatica universalità della condizione del soldato, mi ha ricordato quanto sia importante la pace, mi ha ricordato pure quanto siamo indifferenti alla sofferenza che accompagna i nostri giorni. Mi ha commosso e mi ha fatto arrabbiare. Conservo il ricordo di pagine indelebili .
Ne consiglio vivamente la lettura.

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Commenti

11 risultati - visualizzati 1 - 10 1 2
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Complimenti Laura : il tuo commento ha la completezza che include la Storia, le informazioni e ciò che va oltre, le riflessioni e la condizione degli uomini ''scintille di vita'' nella loro precarietà e nella possibile grandezza.
Un libro che mi manca e che non vedo l'ora di leggere...molto bella la tua presentazione!
è un autore che mi manca.
la tua recensione mi è molto utile, Laura
Bel commento.
Mi sembra chiaro quel che non dici espressamente eppure dici - o riporti di Remarque, a seconda di come vogliamo vederla - quando parli del reduce: la guerra è affermazione della cultura della morte, da cui non vi è possibilità di ritorno (non senza un prezzo, almeno).
Anche a me manca questa lettura. Il tuo commento mi convince! Lo metto senz'altro in lista.
Grazie a tutti per aver letto le mie impressioni.
A Rollo: il bellissimo finale che ho volutamente taciuto è proprio l'emblema di quel prezzo. Scusa se accenno e non dico, commento e utilizzo ovviamente la prospettiva dell'autore, dico ma non sempre in modo chiaro: l'intenzione è quella di rendere il libro senza snaturarlo (ma non so se ci riesco) e senza raccontarlo per invogliarne al massimo la lettura, quando mi è piaciuto...Me ne scuso ancora...è più forte di me.
Un saluto a tutti e buona giornata.
Sostengo il contrario: il tuo non detto è un "pieno" e non un "vuoto"... E poi condivido pienamente il tuo modo di recensire un libro: è, almeno nelle intenzioni, anche il mio. Dunque la mia osservazione era proprio la conferma di quanto tu, a mio parere, sia brava a commentare i libri: a me è parso di capire tutto ciò che hai voluto parafrasare o solo sfiorare. Non vedo mancanze nelle tue righe: sono piuttosto io che a volte, quando faccio i complimenti a una persona, sono un pò strano :)
In risposta ad un precedente commento
siti
04 Marzo, 2015
Ultimo aggiornamento:
04 Marzo, 2015
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Ciao Rollo,
grazie per le parole...allora continuo così :-)
Chi ha scritto che la prosa è scarna evidentemente non ha letto bene... Ci sono pagine quasi poetiche nella loro drammaticità. Bella recensione.
In risposta ad un precedente commento
siti
04 Marzo, 2015
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Sai Cristina che mi ha spinto alla lettura proprio la tua recensione, sono in debito e spero di ripagare presto con altri spunti. Un saluto e un grazie a te.
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