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Dora Bruder
 
Dora Bruder 2015-06-18 15:41:57 Anna_Reads
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Anna_Reads Opinione inserita da Anna_Reads    18 Giugno, 2015
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La Madeleine Ritrovata (forse).

SPOILER - LIEVE

Premessa
A me capita con una certa frequenza e penso che sia nell'esperienza di tutti.
Quando si conosce una persona nuova (o anche quando si passa del tempo con qualcuno con cui non ci si vede da un po') scoprire di aver condiviso luoghi e tempi senza saperlo, senza conoscersi ancora o senza "trovarsi". Ora, forse, con facebook e similia è sempre più difficile, ma qualche volta abbiamo la batteria scarica e capita di "scoprire" – non in tempo reale - di essere stati alla Feltrinelli della stazione a pochi minuti uno dall'altro, di aver trascorso vacanze infantili a poche centinaia di metri, di aver passeggiato sul "Le Sillon" di Saint-Malo, di aver preso lo stesso traghetto per l'Elba, o di aver condiviso mareggiate, librerie, nevicate, cinema, musei, strade e città.
Senza conoscersi e senza essersi incontrati.
Avendo parlato entrambi con le stesse persone e camminato per le stesse strade.
È qualcosa di frequente, ma di strano, a dirlo in parole.

Quello che, forse, è meno frequente, è ricordare che, quando ero piccolissima, tornando a casa, la domenica sera, dalla settimanale visita ai nonni, lungo la strada vedevo sempre una casetta isolata e che c'era sempre una luce accesa.
Per buona parte dell'infanzia mi sono interrogata – e ho fantasticato - su chi abitasse lì e sul fatto che ogni settimana le nostre vite fossero incredibilmente vicine e che – probabilmente – non ci saremmo mai conosciuti. Non sto a dire la gioia quando, una sera, scorsi una signora che rientrava nella casetta insieme al suo cane.
Materiale per un altro quinquennio – minimo – di fantasticherie.
(Bambina inquietante ed infanzia noiosa).

Ma il tutto era per dire - umilmente – che Modiano parte da una riflessione simile e cerca di ripercorrere la storia di Dora Bruder.

Dora Bruder è il nome su un annuncio apparso su Paris-Soir il 31 dicembre 1941.
Una ragazzina di quindici anni, scomparsa la sera del 14 dicembre. Una descrizione sommaria, il nome e l'indirizzo della mamma e del papà.

Il recapito dei genitori di Dora, una strada che l'autore percorreva nell'infanzia, forse dà il via all'"indagine", per cercare di capire che fine abbia fatto questa ragazzina.

Wikipedia definisce "Dora Bruder" un'"indagine memorialistica"; non ho potuto fare a meno di pensare a "A Sangue Freddo" di Capote. Anche lui fa un'indagine; ma i due testi sono lontani anni luce. Modiano cerca i non detti e le "smagliature" della storia, dove Capote cercava facce e passioni.

Più che Dora o l'autore/voce narrante, è la memoria la protagonista del romanzo. La memoria dei luoghi, non quella delle persone. Modiano si muove come una sorta di "post-Atropo", una Moira di riserva che entra in scena dopo che i fili delle storie e delle persone sono stati tagliati, e che cerca di recuperarli e riannodarli insieme. La metafora del filo è usata dallo stesso autore:

" Ho la sensazione di essere il solo a reggere il filo che collega la Parigi di quell’epoca a quella di oggi, il solo che si ricordi di tutti questi particolari. A volte, il filo si assottiglia e rischia di rompersi, altre sere la città di ieri mi appare con riflessi furtivi dietro quella di oggi."

Si scorge quasi un che di ossessivo nel pensiero di percorrere i luoghi e le strade di Dora, la sua fermata della metro, nell'incrociare persone che possano averla incontrata o semplicemente vista.

Forse il padre dell'autore potrebbe averla incontrata, o potrebbe essere stato accanto ad una delle ragazze arrestate con lei. Forse il filo è più lungo di quello che sembra… forse Dora è stata ospite del convento dove Valjean si rifugiò con Cosette.

I luoghi serbano la memoria, ma spesso i luoghi vengono distrutti per la volontà di "far sparire" qualche vergognosa macchia del passato o – più spesso – per semplice incuria o per generico "progresso"; quindi spariscono i luoghi e con essi la memoria delle persone

"I brandelli di carta da parati che, ancora trent’anni fa, avevo visto in rue des Jardins-Saint-Paul, erano le tracce di stanze un tempo abitate... stanze dove vivevano coetanei e coetanee di Dora prelevati dai poliziotti un giorno di luglio del 1942. L’elenco dei loro nominativi è sempre accompagnato dagli stessi nomi di strade. E i numeri delle case e i nomi delle vie non corrispondono più a niente."

Paradossalmente, però, è la ricerca frustrata dell'autore, è l'oblio che, con molta amarezza, costituisce quasi un "riscatto" per i personaggi che non lasciano tracce dietro di sé, come Dora e la sua famiglia

"Ignorerò per sempre come passava le giornate, dove si nascondeva, in compagnia di chi si trovava durante l’inverno della sua prima fuga e nelle poche settimane di quella primavera in cui scappò di nuovo. È il suo segreto. Povero e prezioso segreto che i carnefici, le ordinanze, le autorità cosiddette d’occupazione, il Deposito, le caserme, i campi, la Storia, il tempo - tutto ciò che insozza e distrugge - non sono riusciti a rubarle."


Confesso che prima del Nobel non avevo letto nulla di Modiano.
Dopo Dora Bruder me ne rammarico sinceramente e vedrò di rimediare con altre opere.
È un romanzo che consiglio con moderazione, perché mi rendo conto che alcuni lettori che conosco potrebbe non apprezzare ed essere persino "irritati" dalle nuance di Modiano.
Non bisogna aspettarsi contorni netti, certezze e linee tracciate.

Però l'autore, in più di un'occasione, è riuscito a mettere mirabilmente in parole qualcosa che di solito finisce inesorabilmente in fondo alla tazza del tè e non riesce a diventare madeleine.
Per dire, alla casetta sul bordo della strada era qualcosa a cui non pensavo tipo da trent'anni.

Per chi ha caro il tema della memoria e le sue suggestioni è sicuramente da conoscere.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Cent'anni di Solitudine (G.G. Marquez)
A Sangue Freddo (T. Capote)
L'Aleph (J.L. Borges)
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Commenti

5 risultati - visualizzati 1 - 5
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Bel commento, Anna. Anche a me il libro è piaciuto. Penso che i suoi testi, come tanti tasselli, formino un grande mosaico, l'intera opera di Modiano, in cui ricordi, frammenti autobiografici, immaginazione si uniscono mirabilmente.
In risposta ad un precedente commento
Anna_Reads
19 Giugno, 2015
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Grazie Emilio,
il tema della memoria è molto affascinante per me, penso che leggerò ancora molto di Modiano.
Il prossimo anno lo dedico proprio alla letteratura francese (e scandinava), e Modiano è in cima alla mia lista!
La letteratura scandinava è stata per me una piacevole scoperta, come quella nordica in generale non di lingua inglese, per cui è giunta in traduzione da noi con notevole ritardo.
benvenuta Anna, credo che acquisterò questo libro. sono una fan di Marquez, dici che questo autore è paragonabile al grande Gabo?
ciao, a presto!
In risposta ad un precedente commento
Anna_Reads
23 Giugno, 2015
Segnala questo commento ad un moderatore
Ciao Paola,
scusa il ritardo, ho qualche problema a capire le notifiche :( ...
Penso che gli autori siano "paragonabili" perché entrambi hanno caro il tema della memoria e del ricordo.
Certo il "taglio" degli autori Sud Americani (e di Marquez in particolare), è diverso da quello europeo/francese. Però io un'affinità, un piccolo filo che li lega, lo trovo.
Se penso alla malattia di Rebecca (in "Cent'anni di solitudine) non posso fare a meno di pensare che sia la malattia che "smaglia" la perfetta rete di ricordo e memoria che cerca di disegnare Proust nella sua "Recherche". Proust, e per certi aspetti anche Modiano, sembrano più fare una sorta di ricerca filologica, quasi scientifica, sul tema, mentre Marquez, secondo me, ha un approccio più basato sulla suggestione e sulla "magia".
Non so se ti sono stata utile, il tema andrebbe sviluppato con maggiore competenza della mia...
Magari quando lo leggi ci torniamo :)
A presto e buona lettura
A.
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