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Il gioco dell'angelo
 
Il gioco dell'angelo 2016-11-05 07:04:30 Kryssa
Voto medio 
 
3.3
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
3.0
Kryssa Opinione inserita da Kryssa    05 Novembre, 2016
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La maledizione dello scrittore

A me non è piaciuto, l'ho trovato troppo lento e monotono, privo di spicchi che ti dicano "Leggimi". Anche le novità sono aggiunte in un modo così piatto che è come se non ci fossero. Mi sono annoiata tantissimo e l'ho letto a pezzetti, a volte lasciando interi mesi tra un tentativo e l'altro. Le ultime 200 pagine le ho lette di fila per sapere che cavolo di finale avrebbe messo, come avrebbe tirato tutte le fila. Quindi per mera curiosità.
Il finale è stato poco approfondito, ti fa fare tutto un viaggio ma alla fine non si capisce dove si è arrivati. Il finale aperto lascia fin troppo intendere alla possibilità di un seguito, cioè spero che nel seguito spieghi un bel po' di cose perché questa conclusione è veramente triste. Troppi dilemmi che rimangono irrisolti. Questo è un finale che mi aspetto da racconti e non da un romanzo di più di 400 pagine in cui aveva tutta la possibilità di spiegare chi e cosa fossero questi personaggi. Ha messo nel calderone fin troppi elementi che alla fine rimangono lì. Mi sono sentita presa in giro per tutto il libro che ho trovato inconcludente. Peccato per lo stile interessante e l'intreccio che poteva essere sviluppato meglio.
Detto questo, ho continuato la lettura per l'atmosfera un po' noir, per queste anime oscure e tormentate. Ho apprezzato tantissimo Isabella, il sole di questa storia, l'unica portatrice di speranza e voglia di miglioramenti. David e Corelli hanno fatto dei bei discorsi sulla religione, peccato però che portino inizino dalla dannazione del protagonista. Sarebbe interessante cercare interventi dell'autore in tema religioso, per sapere cosa ne pensa, se vede tutto così nero come traspare dal libro. Molto interessante è anche la vicenda di scrittore di Martin, la crescita professionale dai racconti alla serie di romanzi, alla voglia di indipendenza rispetto ad una trama che ormai non sentiva più. Il doversi "vendere" per vendere ed essere letti. L'unico romanzo che porti davvero il suo nome è quello che ha fatto la fine peggiore... Non è una professione per niente facile quella dello scrivere, e no!
Penso che sarebbero gli unici passaggi che salverei e che forse danno un po' di sostanza al libro, il punto focale, almeno per me. Per il resto, Zafon usa più o meno sempre lo stesso schema. Ho letto 4 suoi libri e mi sembrano praticamente identici di trama e svolgimento. Ciò tende ad aumentare la fatica della lettura, non ci sono molte novità.

Complessivamente gli do un 6,5/10.

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