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L'ottava vita
 
L'ottava vita 2020-12-09 12:31:47 Mian88
Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
Mian88 Opinione inserita da Mian88    09 Dicembre, 2020
#1 recensione  -   Guarda tutte le mie opinioni

Tra le maglie dell'infinito

«Adorava danzare, e dopo che le avevano dato anche una parte da solista per il pubblico olandese perché era molto brava, tanto più brava dei ragazzi che all’inizio l’avevano derisa, lasciò la compagnia per andare in cerca delle risposte che neppure la danza poteva darle.»

Nonostante le poderose dimensioni “L’ottava vita” di Nino Haratischwili è un romanzo che sorprende per la tutto sommato rapidità con il quale si fa leggere e per la facilità con il quale trattiene il suo lettore tra le pagine. Non è una lettura semplice perché tanti sono i fili che si susseguono nella narrazione e che arrivano a ricomporre un disegno più articolato di quel che si può pensare, ma in tutto questo, essa scorre veloce e non si fa temere per quelle oltre mille pagine che la caratterizzano. È un titolo che suscita emozioni diverse man mano che prosegue, sa essere dolce ed emotivo ma anche tagliente come una lama, sa essere appagante e soddisfacente ma sa anche essere magico perché il confine tra incanto, finzione e realtà è minimo e sa confondersi e dipanarsi con la estemporaneità di un temporale estivo. È una lettura, ancora, che è un piacere gustare un poco alla volta magari alternandola anche con altri elaborati, simbolicamente suddividendola, appunto, in vite.
Cominciamo la scoperta dei protagonisti dell’opera per mezzo del volto di Niza, il cui nome in lingua georgiana significa “cielo” e che ci introduce nelle danze di questa esistenza che spesso ha lasciato un retrogusto amaro e tanta sfiducia nel divenire. Pian piano, a questo primo personaggio se ne aggiungeranno altri e quello che verrà a ricomporsi è un puzzle che va dal 1903 agli anni 2000, ovvero, sino all’ottava generazione, sinonimo altresì di infinito, con Brilka quale portavoce. Tanto ancora potrebbe dirsi sulla trama ma credo sia più opportuno non andare oltre, per evitare involontari spoiler ma soprattutto per non guastare il gusto della sorpresa proprio di quei libri più succosi.
Attraversiamo storia, finzione narrativa, legami, affetti, perdite e tanto tanto altro ancora sino a giungere a quello che è un epilogo che non delude le aspettative.
L’opera sa conquistare, sa affascinare, sa coinvolgere. Non può definirsi un capolavoro ma resta e fa riflettere. Merita di essere letta e dona un viaggio dai tratti finiti ma dalle aspettative infinite.

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