Io so chi sei Io so chi sei

Io so chi sei

Letteratura italiana

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Sono passati solo due anni, e di tutto ciò che è stata non è rimasto nulla. Lena era brillante, determinata, brava a detta di tutti, curata, buona. Poi nella sua vita era entrato Saverio, e tutto era stato stravolto. Quel ragazzo più giovane, che viveva per essere contro qualsiasi regola, pregiudizio, conformità, l'aveva trasformata. E non erano solo i vestiti, i capelli, le parole. Era lei, le sue sicurezze, il suo amor proprio. Tutto calpestato in nome di un amore che agli occhi di tutti gli altri era solo nella sua testa. Il giorno in cui lui era finito in Arno, dato per disperso prima e per morto poi, qualcosa in Lena si era spento definitivamente. Sono passati due anni, e di Saverio le resta il cane Argo, che ancora la vive come un'usurpatrice, e un senso di vuoto dolente e indistruttibile. La sera in cui trova nella cassetta della posta un cellulare, Lena pensa che si tratti di uno scherzo, oppure di uno sbaglio. Ma bastano pochi minuti per rendersi conto che quell'oggetto può cambiare la sua vita. Perché i messaggi che arrivano, e a cui lei non può rispondere, parlano di cose che solo Saverio può sapere. E quindi è vivo. È tornato. Così, senza che Lena se ne accorga, quell'oggetto diventa l'unica linfa vitale a cui abbeverarsi, e non importa che i messaggi siano sempre più impositivi e le ordinino di commettere atti di cui mai si sarebbe pensata capace. Perché se lei farà la brava, lui rientrerà nella sua vita. O questo è ciò che pensa. Almeno fino a quando le persone che le stanno intorno cominciano a morire. E il gioco si fa sempre più crudele. E la prossima vittima prescelta potrebbe essere lei.

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Io so chi sei 2019-05-31 05:09:42 Bruno Elpis
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Bruno Elpis Opinione inserita da Bruno Elpis    31 Mag, 2019
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Gli alberi dritti finiscono dentro alle aiuole

Il romanzo è costruito sulla tensione psicologica indotta da un misterioso stalker che – attraverso un cellulare recapitato nella cassetta postale di Lena – induce nella vittima l’illusione che Saverio, l’amante scomparso nell’Arno in preda ai fumi dell’alcol o della droga, sia ancora in vita (“C’è qualcuno che ti provi, che ti abbia mai provato che sia davvero lui?”).

Da quel momento, tutte le azioni di Lena sono dettate dalla sudditanza psicologica (“Ma la regola era una sola: lui comandava e lei ubbidiva”), dalla paura (“Aveva l’odore della paura addosso, nel respiro, nei capelli, sulla pelle, ed era un odore onesto, quasi buono, preferibile a tanti falsi odori…”), dal desiderio di ritrovare in vita la persona amata (“Faccio quello che vuoi se mi dimostri che è vivo”), che - detto tra di noi - ha un profilo odioso e insopportabile nel passato della protagonista.

Lena deperisce (“Aveva perso altro peso…”), si annienta (“Comprò altra vodka”), mentre una frase ricorre nel romanzo: “Gli alberi troppo dritti finiscono dentro alle aiuole”. Intanto in suo aiuto interviene un grezzo agente di polizia (ho trovato fastidioso e a tratti incomprensibile il suo modo rudimentale di esprimersi, che sostituisce la narrazione)…

La costruzione del romanzo è eccessiva e macchinosa, la protagonista miete più rabbia che pena. Il finale è… lì, da giudicare quanto a verosimiglianza e credibilità, anche se a questo mondo tutto sembra possibile.

Giudizio finale: artificioso, ipertrofico, estenuante.

Bruno Elpis

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Io so chi sei 2019-04-17 07:31:58 Pelizzari
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Pelizzari Opinione inserita da Pelizzari    17 Aprile, 2019
#1 recensione  -   Guarda tutte le mie opinioni

In gabbia

Adrenalinico. Morboso. Angosciante. Thriller psicologico bellissimo, che ti afferra fin dalla prima pagina e non ti molla fino all’ultima, lasciandoti addosso molteplici sensazioni ed una grande aspettativa per il seguito, visto che si tratta del primo episodio di una trilogia. Lena è prigioniera della sua vita, per colpa di un amore malato, che pensa di avere perso e che crede di aver poi ritrovato. Con un sottile e costante ed invasivo gioco psicologico viene portata a fare cose che non farebbe mai e si sente la colpa addosso per tutto questo, perché va oltre un limite che non credeva oltrepassabile. Cade in un abisso profondo. In questo abisso cade anche il lettore che la segue e la spia, in ogni sua mossa, con il desiderio di aiutarla a sciogliere i nodi che ha dentro se stessa. Uno stile ed una trama semplicemente perfetti, che non lasciano scampo.

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