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I dolori del giovane Werther I dolori del giovane Werther

I dolori del giovane Werther

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I dolori del giovane Werther è un romanzo epistolare che narra la storia di un amore moderno vissuto nello spirito della tragedia antica. Un amore infelice tra Werther e Carlotta, già fidanzata fedele di Alberto. Un intreccio di sentimenti governati dalla fatalità di un destino che fin dall'inizio allude ad una conclusione tragica. La volontà dei due amanti, che esprimono i due volti dell'eros amicizia e passione, non trova campo fertile per realizzare un progetto di felicità piena. Gran parte del romanzo ricostruisce, attraverso le lettere di Werther al suo amico Guglielmo, una vicenda autobiografica.

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I dolori del giovane Werther 2019-10-06 08:46:50 archeomari
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archeomari Opinione inserita da archeomari    06 Ottobre, 2019
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Il tumulto del cuore e l’autentica passione

L’apoteosi del Romanticismo, quale corrente e quale modo di sentire e vivere la vita, è tutta qui, in queste pagine. Disprezzo delle convenzioni, esaltazione del cuore come unico bene dell’uomo più dell’intelletto e delle doti di pragmatismo e di industriosità, più della ricchezza di beni materiali.

“la sola cosa di cui sono orgoglioso, che è sorgente di ogni forza, di ogni gioia, di ogni dolore. Tutti possono sapere quello che io so... ma il mio cuore, lo possiedo io solo”

Anche la pagine bruciano, passioni violente, le vere passioni, quelle autentiche...quelle lasciano attorno un fuoco inestinguibile. Sono passati secoli e “I dolori del giovane Werther” conservano ancora il calore di quel fuoco che si rinnova ogni quando il lettore curioso vi si avvicina.
Amare una donna, una sola donna e desiderare di morire per lei, perché questa vita, fatta di convenzioni e di legami sbagliati, rende l’uomo appassionato e sincero profondamente infelice.

“Invano io le tendo le braccia al mattino, quando mi sveglio da sogni penosi, invano la cerco la notte sul mio letto quando un dolce, puro sogno mi fa credere di sedere vicino a lei sul prato e di tenere la sua mano, e di coprirla di baci. Ah, quando sono ancora quasi immerso nell'ebbrezza del sonno, e la cerco... e poi mi sveglio, un torrente di lacrime irrompe dal mio cuore oppresso, e io piango sconsolatamente nella prospettiva di un cupo avvenire”

Un amore fatto di sguardi, di condivisione di interessi, di modi di sentire la natura e le espressioni più alte e nobili dello spirito. Il comune piacere nella lettura di Ossian. Nell’opera anche il famoso bardo appare nelle citazioni, ad un certo punto Werther confessa di prediligerlo ad Omero...lo sente più vicino al suo cuore, al suo stato d’animo tumultuoso , cupo...nebbie di cimiteri, atmosfere inquietanti, amori infelici...
Apologia ed apoteosi del Romanticismo e la Germania ne fu la patria.
Al confronto le a me care “Ultime lettere di Iacopo Ortis” che pure ho amato e riletto in gioventù, mi appaiono puro scopiazzo senza originalità, ad esclusione del concetto di “illusione”, meno articolato in Goethe: si ripete la forma del romanzo epistolare, dell’amore per una donna promessa ad un altro, della difficoltà del protagonista di accettare le convenzioni, del senso di emarginazione (in Foscolo più legato alla sua condizione di esule politico), dell’esaltazione dei sentimenti e delle emozioni.

“Ah qual vuoto, quale orribile vuoto sento nel mio cuore! Spesso io penso: se tu potessi una, una sola volta stringerla al petto, tutto il vuoto sarebbe colmato”.

Se avesse avuto un animo più leggero e superficiale non sarebbe stato così infelice. Sono le sue considerazioni, quelle che lo porteranno al tragico e commovente epilogo, secondo me più toccante di quello foscoliano...decisamente più toccante.

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Consigliato a chi ha letto...
Sicuramente a tutti, in particolare a chi ha letto “Le ultime lettere di Iacopo Ortis”
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I dolori del giovane Werther 2019-09-22 20:31:33 Tomoko
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Tomoko Opinione inserita da Tomoko    22 Settembre, 2019
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Nell’oblio dello Sturm und Drung

Ci troviamo di fronte ad un romanzo epistolare a una voce, la voce del protagonista Werther, un artista al quale piacciono l’ambiente che lo circonda e la lettura. Nelle sue lettere si è sempre immersi nel vortice dei suoi pensieri.
Forti emozioni ci trascinano come un uragano fino al suo colpo di fulmine con Lotte, la quale però è già promessa in sposa ad Albert.
Il protagonista non può fare a meno di lei e passa intere giornate a pensare a lei e ad incontrarla.
Andarla a trovare diventa persino una piacevole abitudine, ma non poterla avere tra le sue braccia diventa un tormento insopportabile.
Troppe riflessioni e paranoie affliggono quest’uomo tanto da farlo diventare mentalmente instabile. Un vortice emozionale porta Werther a pensieri negativi.
Un germe maligno si installa nella sua mente.
-spoiler-

È deciso Lotte, voglio morire, te lo scrivo senza romantica esaltazione, tranquillo, la mattina del giorno che ti vedrò per l’ultima volta..uno di noi tre deve sparire è quello voglio essere io....o mia adorata! Nel mio cuore dilaniato si è spesso insinuato il feroce pensiero...di uccidere tuo marito..o te..o me! E così sia!”

Ho voluto provare a leggere quest’autore apprezzato da molti, tanto che molte persone affrontarono il suicidio con questo libro in mano.Personalmente però ho trovato questo libro, degno rappresentante dello Sturm und Drang, nel complesso noioso, nonostante la sua improvvisa conclusione drammatica, che fa terminare i dolori del Giovane Werther.

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I dolori del giovane Werther 2017-08-28 07:20:57 cosimociraci
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cosimociraci Opinione inserita da cosimociraci    28 Agosto, 2017
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Innamorato cronico

Comincio col dire che è la prima volta in assoluto che affronto questo genere di lettura, per la quale devo ammettere non ero preparato. Leggendo quasi esclusivamente thriller volevo tentare un avvicinamento ad un classico, che non fosso molto lungo per evitare di interromperlo.

Provo a dare quindi una chance sia al romanzo, sia a me ed affronto le prime difficoltà.
Il linguaggio e il ritmo sono le caratteristiche che mi fanno tentennare. Ricordo a me stesso che I dolori del giovane Werther è stato pubblicato nel 1774.

La storia di per se è interessante. La figura di Werther è ricca di sfaccettature. Werther è soprattutto un innamorato cronico. Ama, nel senso più ampio del termine, anche Albert - il suo rivale in amore - poiché lo considera un buon amico, ma soprattutto ama la bella Charlotte.

Un innamoramento tenero ma introverso al limite dell'autolesionismo "io vado a Wahlheim e, quando mi trovo lì, sono soltanto a una mezz'ora di distanza da lei: respiro la sua atmosfera…".

Secondo me il suo amore non corrisposto si traduce in malumore e autocommiserazione quasi per la necessità di provare un'emozione forte. Non riesco ad amarla quindi mi rodo dalla sofferenza perché questo dolore mi fa provare qualcosa che non sia indifferenza o apatia. Come per dimostrare a se stesso che se "punto, sanguina".

Approfondendo I dolori del giovane Werther è impossibile non imbattersi nello "Sturm und Drang" - Tempesta ed Impeto - del quale Goethe sembra esserne il fautore.

-- ATTENZIONE SPOILER --

La Tempesta di emozioni e di eventi riesco a trovarla ma di Impeto ben poco – nelle azioni - , che ridurrei al secondo libro quando Werther ruba un bacio a Charlotte, suscitando finalmente tutta la mia approvazione, e naturalmente nel finale quando Werther si spara alla tempia con le pistole prestategli da Albert (il marito di Charlotte) regalandomi un gran finale e liberandomi dalla sofferenza Werther che come un contagio stava facendo soffrire anche me. Che lo Sturm und Drang fosse rivolto ai lettori e noi ai personaggi?

Anche se amo la lettura, ho affrontato solo studi tecnici, e sono a digiuno da quelli classici quindi spero di non aver scritto aberrazioni tali da fare impallidire professori e liceali.

Domanda: ma si può parlare di spoiler per un libro di 243 anni?

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I dolori del giovane Werther 2016-11-08 12:09:05 sonia fascendini
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sonia fascendini Opinione inserita da sonia fascendini    08 Novembre, 2016
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recensito da napoleone

Anche Napoleone ha letto questo romanzo. Per la precisione sette volte e poi ne ha discusso con l'autore. Pare l'abbia letto con lo stesso spirito con cui "un giudice criminale studia i suoi atti". Forse è perchè io l'ho letto solo una volta e mi ci sono approcciata con spirito diverso che non condivido le critiche dell'Imperatore. Secondo il blasonato lettore lo scritto avrebbe dovuto essere un elogio alla forza soprannaturale dell'amore, ma è stato sciupato quando Goethe ha deciso di affiancare alla passione amorosa l'amor proprio offeso.
Io ci vedo poca forza prorompente dell'amore, forse forza distruttiva, capacità di ridure all'impotenza. Werther è tutt'altro che attivo e dirompente. Dal primo incontro con una ragazza che a noi tutt'al più sembrerebbe carina, le è assolutamnte succume. Sa da subito che è findanzata, legata ai numerosi fratelli orfani di madre, ma nulla fa per strapparla ai suoi affetti. E' arrendevole, patetico, il suo dolore stenta ad attirare le simpatie perchè è così totale e privo di dignità semmai da attirare fastidio ed astio. Neppure quando un fortuito incontro gli svela che la dolce Lotte ha un che di gattamorta si ravvede.
Non ci trovo neppure l'amor proprio che l'avrebbe portato almeno a dichiararsi in modo chiaro e non solo a sospirare in un angolo come una timida collegiale.
Naturalmente nulla ho da eccepire su stile scelta di ambienti ed abilità narrativa dello scrittore.

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I dolori del giovane Werther 2016-06-17 14:39:40 FrancescoMirone
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FrancescoMirone Opinione inserita da FrancescoMirone    17 Giugno, 2016
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LO STURMER PER ECCELLENZA

Manifesto della cultura letteraria dello Sturm und Drang, quest'opera sembra essere una vera e propria pietra miliare dell'epoca. Pubblicato nel 1774, il romanzo epistolare di Goethe ha un successo mondiale, tanto da dare vita al ''wertherismo''. Chi è Werther? Partiamo subito col precisare che Goethe non si identifica assolutamente in Werther, anzi, chi avrà letto il romanzo con attenzione, noterà il distacco dell'autore dal modo di fare a tratti ''patetico'' del protagonista.

Werther è focalizzato unicamente su sé stesso e sulla sua sofferenza. Proietta il suo io in tutto ciò che lo circonda, vivendo tutto con un'intensità quasi eccessiva. L'amore per Charlotte nasce proprio perché egli sa di non poterla avere. A Werther sta stretto il mondo che lo circonda, una volta presa coscienza dei limiti dell'io umano, ha inizio la sua crisi, egli tenta di eludere i limiti umani attraverso la fantasia, le emozioni, i sentimenti, ma ciò non gli basta; è proprio la conoscenza di questi limiti e la presa di coscienza di non poterli superare a far implodere il suo io , perciò egli si suiciderà.

Tuttavia, Goethe sembra essere molto abile in vari aspetti. In primo luogo, egli rielabora una serie di vicende biografiche che non hanno alcunché di particolare, ma che grazie alla sua strabiliante tecnica diventano pietra miliare della letteratura mondiale. In secondo luogo, come è possibile notare, il romanzo, pur essendo epistolare, contiene solo lettere di Werther indirizzate all'amico Wilhelm, ma non vi è alcuna risposta da parte di quest'ultimo, Questa è la tecnica del monoprospettivismo, volta a focalizzare l'attenzione sui sentimenti di Werther, con l'obbiettivo di suscitare compassione nel lettore.

Essenzialmente manifesto dello Sturm und Drang, il personaggio di Werther può essere visto in vari modi: può essere definito ''patetico'' per la sua intrinseca debolezza, può essere definito, come direbbe Schiller ''ingenuo e sentimentale'' perché sembra percepire la totalità della natura; può essere definito ''saggio'' perché ha compreso i limiti dell' io umano, se non ''folle''.

Ritengo giusto affermare che l'opera è anche un'affermazione della nuova idea di natura, ovvero una natura ''viva'' e intrisa di ''spirito'', entrando in contatto con quest'ultima è possibile percepire direttamente la forza divina del creatore, e Werther ha la capacità di sentire ciò.

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I dolori del giovane Werther 2016-05-18 03:46:32 Bruno Elpis
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Bruno Elpis Opinione inserita da Bruno Elpis    18 Mag, 2016
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Prestami le pistole

Il temperamento artistico e passionale di Werther si staglia sulla normalità di Albert, amico e rivale: a lui è andata in sposa la bella Charlotte, conosciuta nell’occasione di un ballo nel pittoresco villaggio di Wahlheim (“Non mi ero mai sentito così leggero, alato”).

La passione monta, alimentata dalla frequentazione della persona amata (“I bambini mi sono affezionati”) ed è contrappuntata dagli spettacoli di una natura che nei chiari di luna e nelle tempeste enfatizza l’infuriare della passione.
Nelle letture del giovane colto, Omero viene ben presto sostituito da Ossian, più idoneo a corrispondere a “I dolori del giovane Werther” dipinti dall’arte pre-romantica di Johann Wolfgang Goethe.

Dopo un vano tentativo di allontanamento, il ritorno al villaggio è foriero di ulteriori dolori. Gli ammonimenti di Lotte, alla moderazione e al contenimento della passione, sortiscono in Werther l’effetto opposto: del resto l’epilogo è stato abbondantemente tracciato nel primo (“Prestami le pistole… per il viaggio”) dei due libri che compongono l’opera, nel famoso dialogo tra Werther e Alberto sul suicidio.

Gli interrogativi sull’amore infelice sono fitti e densi. E senza una risposta.
“È dunque destino che dove un uomo trova la sua beatitudine lì pure deve trovare la sorgente della sua infelicità?”

Giudizio finale: epistolare, classico, furente.

Bruno Elpis

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I dolori del giovane Werther 2015-08-01 15:35:58 Francj88
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Francj88 Opinione inserita da Francj88    01 Agosto, 2015
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Il romantico per eccellenza!

Avete presente quell'istinto masochista che induce alcune persone che stanno passando un periodo turbolento, triste, difficile insomma, ad ascoltare canzoni, leggere libri o guardare film che le inducono ancor di più a crogiolarsi in quello stato d'animo? Io si! Posso tranquillamente affermare di far parte di quella categoria. Tuttavia "I dolori del giovane Werther" di Goethe ha su di me l'effetto opposto. La trama di questo romanzo epistolare, classico della letteratura romantica tedesca, credo sia ben nota a tutti. In sintesi narra dei tormenti interiori di Werther, personaggio che rappresenta l'uomo "romantico" per eccellenza, ora rapito nell'osservare la bellezza estasiante e sublime di un frammento di natura, ora rinchiuso in se stesso, mentre nel suo cuore sboccia un amore impossibile per la giovane Carlotta, già promessa ad un altro uomo. Noi seguiamo le sue tormentate riflessioni per mezzo del rapporto epistolare che egli intrattiene con l'amico Guglielmo e non si può fare a meno, per chi ha un cuore sensibile, di riconoscere al di là dei secoli di distanza i propri dolori, le proprie insicurezze. Dopotutto il cuore dell'uomo, al di là delle differenze temporali, geografiche, sociali e culturali, è sempre dominato dagli stessi istinti e dalle stesse passioni. Quando vivo un periodo un po' negativo mi capita di riprendere in mano questo romanzo perché per me è una sorta di palliativo per il dolore, mi fa sentire meno sola. In effetti c'è un passaggio di questo breve libro che esprime questo concetto:

Tante volte mi dico: "Il tuo destino è unico: puoi dire che tutti gli altri sono felici e che nessuno è mai stato tormentato tanto come tu lo sei". Poi leggo un poema antico ed è come se vedessi nel mio proprio cuore.

Ecco, sapere che c'è chi ha vissuto o vive situazioni simili alle proprie, che sia tra le pagine di un libro o nella quotidianità, fa sentire meno soli, perché in fondo ogni uomo, che lo dia a vedere o meno, vive i nostri stessi drammi, anche se in modi e per cause diverse. Cio' che i poemi antichi hanno fatto per Werther, per me lo ha fatto il Werther stesso. Dopotutto non posso che concordare con Goethe che già introduceva al libro con queste parole: "(...) E tu, anima buona, che come lui senti l'interno tormento, attingi conforto dal suo dolore, e fai che questo scritto sia il tuo amico, se per colpa tua o della sorte non puoi trovarne di più intimi". Consiglio dunque la lettura a tutte le "anime buone" che sicuramente vi si riconosceranno.

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I dolori del giovane Werther 2015-07-13 12:10:56 LaClo
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LaClo Opinione inserita da LaClo    13 Luglio, 2015
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Il manifesto dello Sturm und Drang

Sicuramente un grande classico della letteratura tedesca, in particolare del cosiddetto Sturm und Drang, il preromanticismo tedesco. Infatti, il libro secondo me è una sorta di manifesto del nuovo movimento culturale in quanto compaiono tutte le classiche tematiche che si possono individuare nel Romanticismo.

In particolare è fondamentale il rapporto dell'uomo con la natura che dapprima assume contorni idillici, sembra rifarsi ad una quiete, ad un luogo ameno di matrice neoclassica. Poi proseguendo narrazione la Natura diventa una specchio dei sentimenti di Werther, l'opera del Creatore e l'uomo fa parte di essa e si rapporta in modo tipicamente romantico con essa. Infatti, in principio la Natura è percepita come una parentesi quasi bucolica, le colline, la fontana, il tiglio creano l'ambiente ideale, classico. Quando si reca quasi in pellegrinaggio verso la sua città natale, poi, Werther comincia a trovare nei luoghi della sua infanzia, il ricordo. Infine, i sentimenti trionfano e anche dal punto di vista letterario, Ossian prevale su Omero, Werther preferirà una natura selvaggia, imperfetta, ma sublime.

Alla tematica della Natura si lega il titanismo, in quanto spesso il sublime che essa scatena in Werther lo porta a slanci di titanismo in cui l'animo del giovane si eleva, quasi fosse egli stesso il Creatore pur sapendo di essere un uomo finito e può solo aspirare ad essere infinito.

Oltre alla tematica della natura, emergono anche i sentimenti e l'Io del giovane. Non a caso si tratta di una romanzo epistolare nel quale le lettere, quasi come un diario ci consentono di avere una visione dell'interiorità di Werther, i suoi sogni e pensieri. Per quanto riguarda i sentimenti, Werther si pone chiaramente in modo romantico nei confronti dell'amore. Il confronto con il rivale Albert ci dimostra quanto Werther si avvicini all'idea del genio romantico, mentre Albert mantiene posizioni conservatrici, razionali, tipicamente borghese. Quindi Werther si trova in una situazione di conflitto perché è di fatto al di fuori da ogni ceto sociale, i nobili lo rifiutano mentre i borghesi sempre in attività non possono accettare la vita apparentemente oziosa che Werther conduce.

Werther, secondo me è il giovane nel quale ci rispecchiamo, nel quale si rispecchiavano i giovani dell'epoca,un'anima tormentata, impulsiva, dotata d' ingegno e rappresenta l'archetipo dell'artista romantico, il rifiuto delle regole accademiche, del lavoro fisso e monotono, senza creatività che mantiene per poco tempo.

Una riflessione a parte merita il personaggio di Lotte attraverso la quale emerge la tematica dell'Amore intesa come forza trascendente, infatti Lotte è spesso circondata da un'aura religiosa, sacra. L'Amore viene analizzato da Goethe e diviene il sentimento principe del movimento romantico, se non si prova questo tipo di Amore sublime non si può vivere al completo. Infatti la vita di Werther seppur breve è intensa ed è comunque vissuta fino in fondo e il suicidio non è un'azione folle ma un rimedio naturale ad una "malattia spirituale", per Werther è come soccombere in seguito ad una febbre per la quale l'uomo non ha nessuna colpa.

Lo stile del romanzo è senza dubbio elevato, ricco di parole ricercate che però arrivano direttamente al cuore del lettore perché sono incredibilmente corrette, giuste, ci fanno comprendere il personaggio e secondo me è quasi impossibile non identificarsi in una sua riflessione. Il romanzo è caratterizzato dalla presenza di punti esclamativi, domande senza risposta e punti di sospensione che, come dice lo stesso Werther non può evitare di inserire.
In conclusione, un libro assolutamente consigliato per la ricchezza e l'importanza delle tematiche, per l'analisi accurata del protagonista e del sentimento.

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I dolori del giovane Werther 2015-07-07 13:42:04 Kaonashi
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Kaonashi Opinione inserita da Kaonashi    07 Luglio, 2015
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Una riflessione sulla vita e sull'amore

"Ho raccolto con cura e qui espongo quanto ho potuto trovare sulla storia del povero Werther, e so che me ne sarete riconoscenti. Voi non potrete negare la vostra ammirazione il vostro amore al suo spirito e al suo cuore, le vostre lacrime al suo destino.
E tu, anima buona che come lui senti l'interno tormento, attingi conforto dal suo dolore, e fai che questo scritto sia il tuo amico, se per colpa tua o della sorte non puoi trovarne di più intimi."

Con queste parole veniamo introdotti a "I dolori del giovane Werther", probabilmente la più celebre tra le opere di Goethe. La storia, narrata secondo una formula prevalentemente epistolare, racconta di Werther, un giovane ragazzo che, trasferitosi in campagna presso il villaggio di Wahlheim, vive delle nuove esperienze e fa conoscenza di colei che riterrà essere la donna della sua vita, e dalla quale sarà immediatamente ammaliato: Carlotta. Ed è attraverso una serie di lettere che Werther scrive al suo amico Guglielmo che noi veniamo a conoscenza di ciò che egli vive in quel villaggio.

Strutturalmente l'opera si presenta come un romanzo epistolare, e la progressione degli eventi ci viene narrata esclusivamente (perlomeno inizialmente) sotto la prospettiva di Werther, si ha cosi la possibilità di osservare la crescita psicologica del personaggio. La natura cosi apparentemente "solo" romantica dello scritto tradisce una profondità concettuale enorme, poiché I dolori del giovane Werther è un libro incredibilmente comunicativo e toccante nelle poche pagine che lo compongono. La scrittura di Goethe è appassionata e sentita, ed il lettore non può che sentirsi coinvolto ed avvertire empatia per tutto ciò che Werther dice e fa, trovandosi a controbattere o concordare con le opinioni del giovane quasi si trattasse di una vecchia conoscenza che ci espone le proprie idee. E proprio Werther, in virtù del fatto d'essere un personaggio parzialmente ispirato dalla vita di Goethe, si configura come uno dei personaggi più profondi e meglio caratterizzati della storia della letteratura intera. Werther è vero, appassionato, la sua visione della vita non può non portare il lettore a coinvolgersi nelle sue vicende rivivendo le proprie, e la crescita psicologica che subisce nel corso della narrazione è semplicemente perfetta. E tutta la sua crescita avviene per via di un comune denominatore: l'amore. Altro elemento di estrema maturità è proprio il modo in cui questa tematica è affrontata. Werther offre più volte le sue prospettive sull'amore, portando il lettore a riflettere inevitabilmente sulla duplice natura dello stesso: l'amore è ciò che rende un uomo quello che è, l'amore è ragione di vita, l'amore può permetterti di raggiungere picchi di felicità mai raggiunti prima. Ma l'amore è anche al servizio della creatura più volubile che esista al mondo: l'uomo. Può distruggerti se non si svolge come vorresti, può farti dimenticare tutti gli stimoli che ti hanno reso la vita soddisfacente fino ad allora, perché non puoi sottrarti a quell'ideale di amore perfetto a cui tutti, in un modo o nell'altro, abbiamo sempre aspirato.

La grandezza del Werther sta proprio in questo: la prevedibile componente didascalica è assente, non cerca di prendere per mano il lettore per condurlo ad una via interpretativa più semplice e ovvia, ma lo stimola a riflettere e trarre le proprie conclusioni. Un libro dalle capacità introspettive immense, in grado di superare le barriere poste dalla natura romantica dello stesso, elevandosi non ad un semplice racconto di una storia d'amore, ma ad una riflessione sull'amore e sulla vita in tutti i loro aspetti più caratterizzanti, narratici attraverso una storia interessante, con enormi capacità di stimolare l'immedesimazione altrui, con delle relazioni umane costruite a puntino, e con un'enorme mano che spinge il lettore a riflettere su ciò che sta leggendo, senza affrontarlo passivamente.

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I dolori del giovane Werther 2014-10-04 09:34:34 FrankMoles
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FrankMoles Opinione inserita da FrankMoles    04 Ottobre, 2014
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Amore, passione, morte

Amore. Passione. Morte.
Queste le tre parole-chiave del romanzo di Goethe, classico della letteratura tedesca ed europea.

Amore. Il sentimento che inizialmente Werther prova verso la giovane Lotte e che caratterizza essenzialmente il primo libro descrive poeticamente la donna, che risulta sacra, espressione di una bellezza pura, totalizzante e inviolabile che infonde dolcezza e non desiderio nell’animo dell’amante, fino a condurlo in una dimensione idealizzata di perfezione dove illusione e realtà non si distinguono più, perché è il cuore a dare forma alla realtà e a generare felicità. “La nostra anima che cosa diverrebbe senza l'amore? Simile ad una lanterna magica senza luce. Appena si mette la piccola lampada, ecco le immagini più varie appaiono sulla parete bianca. E nonostante siano fantasmi fuggenti, essi ci rendono ugualmente felici, quando sostiamo davanti ad esse, simili ad innocenti fanciulli, estasiati dalle meravigliose apparizioni.” Compaiono qui temi prettamente romantici, come l’immaginazione e il suo carattere illusorio che tanto crucciarono Foscolo e Leopardi, combattuti come il Werther sul dilemma “verità o felicità?”, e il rapporto di ammirazione e armonia con la natura, che si ammanta di una funzione sublimatrice.
Passione. Il passaggio dall’amore alla passione avviene nel momento in cui si fa strada la consapevolezza che Lotte, promessa sposa ad Albert, non potrà mai appartenere a Werther. Si rompe così l’illusione e il sentimento puro trapassa nell’eros portatore di disordine, scompiglio, inquietudine e malinconia, che Goethe ritiene il male maggiore della sua epoca. Si tratta infatti di un’epoca in cui non c’è posto per gli animi sensibili portati alla sofferenza. La ragione sovrasta il sentimento e verso quest’ordine Goethe prova un senso di repulsione di cui Werther si fa portavoce: «O persone ragionevoli!», esclamai sorridendo. «Passione! Ebbrezza! Delirio! Voi siete così impassibili, così estranei a tutto questo, voi uomini per bene! Rimproverate il bevitore, condannate l'insensato, passate dinanzi a loro come il sacrificatore e ringraziate Dio, come il fariseo, perché non vi ha fatto simili a loro! Più di una volta io sono stato ebbro, le mie passioni non sono lontane dal delirio, e di queste due cose io non mi pento perché ho imparato a capire che tutti gli uomini straordinari che hanno compiuto qualcosa di grande, qualcosa che prima pareva impossibile, sono stati in ogni tempo ritenuti ebbri o pazzi... Ma anche nella vita d'ogni giorno è intollerabile sentir gridare ogni qualvolta stia per compiersi un'azione libera, nobile e inattesa: "Quest'uomo è ubriaco, è pazzo!". Vergognatevi, uomini sobri! Vergognatevi, uomini saggi!». Scorgendo i primi tratti dell’edonismo e dell’estetismo dei futuri Wilde e D’Annunzio, Werther si manifesta come una sorta di primo dandy letterario, rinnegando il conformismo e la razionalità, elementi per natura lontani dall’uomo in quanto tale. Ecco che dunque Lotte diventa ossessione, la vita diventa inquietudine, il cuore diventa teatro di un’incessante tormento interiore, verso cui nemmeno la natura né gli affetti lontani possono più nulla.
Morte. “Tutto quello che gli era successo di sgradevole nella sua vita attiva, lo scandalo all'ambasciata, tutto quello che non gli era riuscito, che lo aveva fatto soffrire, passava e ripassava nella sua mente. Gli sembrava che tutto questo giustificasse la sua inerzia, che fosse tagliato fuori da ogni prospettiva, incapace di compiere uno qualsiasi dei gesti coi quali si risolvono le faccende della vita quotidiana. E così, completamente abbandonato alla sua singolare sensibilità, al suo modo di pensare e alla sua passione senza fine, nell'eterna monotonia di un rapporto così doloroso con quell'amabile e amata creatura, della quale distruggeva la pace, dando l'assalto alle proprie energie e consumandole senza scopo e ragione, si avvicinava sempre più alla sua triste fine”. Quando la passione svuota di ogni senso l’esistenza, null’altro resta all’uomo che la morte della sua anima e la scelta se porre fine alle sofferenze del cuore o continuare a vivere nel tormento interiore, se annullare la passione o permettere che essa ti annulli. Werther decide di porre fine ai suoi giorni, ma esprimere un giudizio morale su di lui non è possibile.

Il romanzo sorge nel secolo dell’Illuminismo, il secolo del progresso, della fiducia, dell’ottimismo, dell’ordine e della ragione. In radicale antitesi a tutto ciò, Goethe si fa precursore della sensibilità romantica in procinto di nascere sull’onda dello Sturm und Drang, risultando innovativo e polemizzante verso una società e una cultura che sviliscono, o forse fanno finta di non vedere, la parte più eminente della natura umana. “Cos'è mai l'uomo, il tanto esaltato semidio! Non gli mancan forse le forze proprio quando ne avrebbe maggior bisogno? Sia che s'esalti nella gioia, sia che sprofondi nel dolore, non è forse trattenuto e riportato alla cupa e fredda coscienza di sé mentre aspirava a smarrirsi nella pienezza dell'infinito?”. La ragione illude e non coglie la vera essenza della vita, che l’uomo può attingere solo vivendo le passioni e le inevitabili sofferenze che esse portano con sé: la vita è instabilità ed inquietudine; dove vi è ordine non vi è l’uomo.

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