Narrativa straniera Classici I tre moschettieri
 

I tre moschettieri I tre moschettieri

I tre moschettieri

Letteratura straniera

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Athos, Porthos, Aramis, d'Artagnan, il Cardinale Richelieu, la perfida Milady, la dolce signora Bonacieux, Luigi XIII, Anna d'Austria, il duca di Buckingham, i moschettieri del re e le guardie del cardinale... Duelli, inseguimenti, amori, beffe, "Tutti per uno, uno per tutti". Con questo romanzo Alexandre Dumas ha creato personaggi che resteranno vivi ancora a lungo.

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I tre moschettieri 2018-12-06 09:50:14 beatrice.scolari
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beatrice.scolari Opinione inserita da beatrice.scolari    06 Dicembre, 2018
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Leggere per scoprire!

“Storia vecchia...” potrebbe dire qualcuno, “universalmente nota!” potrebbe affermare qualcun altro: tutti ne hanno sentito parlare ma, probabilmente, se vi chiedessi di cosa si parla esattamente ne I tre moschettieri pochi saprebbero indicarmi le primissime e originali avventure di d’Artagnan, o come sia nata l’amicizia con Athos, Porthos e Aramis. Eppure, nonostante non molti abbiano letto il libro, la storia ci sembra di conoscerla così bene e da sempre: questo perché i personaggi di Dumas hanno avuto un destino curioso ma fortunato, un destino che ha permesso loro di sopravvivere all’autore per diventare protagonisti di numerose storie ispirate al romanzo, dal quale però al contempo si distaccano. D’Artagnan e i suoi amici, insomma, hanno vissuto mille vite quando Dumas ne aveva date loro al massimo tre: a I tre moschettieri seguirono infatti Vent’anni dopo e Il visconte Bragellone (che contiene il famoso episodio noto come “la maschera di ferro”).

Quello che mi ha però incuriosita (e divertita) nel leggere I tre moschettieri, è stata la discrepanza tra l’idea che avevo dei quattro protagonisti e come questi sono invece resi nella versione originale: abituata a considerarli uomini totalmente coraggiosi, onesti, fedeli e idealisti, leggendo il romanzo ho notato che, in verità, poca di tutta questa moralità e virtù si ritrovano in d’Artagnan e nei suoi amici. I moschettieri del signor Tréville infatti, non sono semplici soldati che si accontentano di fare del bene e vivere in modo semplice: al contrario sono piuttosto pretenziosi e conducono uno stile di vita agiato, pur senza averne i mezzi; per esempio ognuno di loro ha un servitore e Planchet, quello di d’Artagnan, ha imparato a suon di botte padronali a non lamentarsi quando non viene pagato o se è costretto (essendo d’Artagnan a corto di denaro) a digiunare pranzo e cena; vogliono vestirsi bene, avere bei cavalli e bei finimenti, meglio ancora se tutto a spese di una ricca amante che per loro non esiterebbe a dar fondo ai risparmi del marito.
Certo il cameratismo e il senso dell’amicizia, quelli vanno riconosciuti: comiche sono le scene in cui i quattro amici, ormai uniti in sodalizio, contano gli spiccioli per capire cosa possano o meno permettersi; il denaro infatti non è per loro un bene personale, ma viene messo in comune e diviso equamente con gli altri: “tutti per uno e uno per tutti”, anche (e soprattutto) nelle faccende finanziarie!
Se parliamo di coraggio poi, forse più che impavidi li definirei spericolati, e non sempre in nome di una nobile causa: attaccabrighe con le guardie del cardinale (loro eterne nemiche), si buttano a capofitto nelle imprese più pericolose solo per il gusto del gioco, del brivido e, naturalmente, della fama che ne otterrebbero; sono infatti uomini non poco vanitosi. L’amore poi nella maggior parte dei casi manca della connotazione romantica ed esclusiva a cui siamo tanto abituati: eccezion fatta per Aramis che in tema di donne e matrimoni ha già dato e sofferto (motivo per cui se ne tiene ben lontano), gli altri sono impegnati con donne sposate, di cui non esitano ad approfittarsi; Porthos ad esempio è particolarmente furbo nel far leva sui sentimenti (non proprio ricambiati) della moglie del procuratore per ottenere da lei un cavallo e tutto l’equipaggiamento; d’Artagnan invece, il giovane, irruente e ingenuo guascone, non disdegna per ben due volte il letto di Milady, ottenendolo una volta con l’inganno e l’altra con una falsa promessa. Pur essendo Milady uno dei personaggi più spregiudicati, converrete che il comportamente di d’Artagnan non è certo quello di un gentiluomo.
Lettura consigliata dunque? Certamente: il romanzo, seppur a mio parere non il più geniale tra quelli di Dumas, è piacevole e la lettura scorre tranquilla; tra tutti i difetti di questi moschettieri vi sarà spazio anche per momenti seri e commoventi, nonché collegamenti e reinterpretazioni dei fatti storici che però non voglio anticiparvi. Vi invito quindi a scoprire come tutto ebbe inizio...

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I tre moschettieri 2018-03-05 17:57:27 Clem221B
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Clem221B Opinione inserita da Clem221B    05 Marzo, 2018
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L'UNIONE FA LA FORZA

È un classico. Tutti una volta nella loro vita hanno sentito parlare dei famosi tre moschettieri e del loro compagno D’Artagnan, ma quanti possono dire di sapere cosa questi personaggi hanno fatto o quali sono gli elementi che li caratterizzano? Io penso pochissimi in quanto molto spesso queste opere considerate “vecchie” non vengono lette ma ci si ferma a i film o alle serie tv da queste ispirate. A volte queste cose sono positive perché invogliano lo spettatore a voler sapere altro e quindi a cercare di informarsi, altre molto dannose in quanto trasmettono un’idea sbagliata dei personaggi e delle loro avventure. Detto questo, per chi ama l’avventura, l’amore non c’è di meglio dei tre moschettieri, in una Francia del XVII secolo Athos, Porthos e Aramis sono tre dei migliori moschettieri di sua maestà e passano le loro giornate cercando di racimolare un po di soldi e combattendo con le guardie rosse di sua eminenza. In una giornata come tutte le altre arriva a Parigi un giovane guascone che vuole diventare, come sua padre, un moschettiere. Saranno tante le prove che D’Artagnan dovrà affrontare ma alla fine riuscirà ad arrivare al suo scopo crescendo e maturando. Le prime persone che incontra a Parigi sono i cosiddetti 3 moschettieri e dopo alcune incomprensioni saranno proprio loro i migliori alleati del giovane guascone nelle sue avventure. Ognuno dei moschettieri ha un tratto caratteristico che lo accomuna agli altri ma allo stesso tempo lo rende unico. Athos è un misantropo con un passato oscuro, non è più giovanissimo conosce il mondo ed è la persona di cui D’Artagnan si fida di più, nessuno sa cosa lo ha fatto diventare così o come lui sappia un sacco di cose oscure a molti altri, Porthos è un grande uomo, molto vanitoso con pochi soldi cosa che cerca di compensare attraverso le sue conquiste amorose. Aramis è nel vero senso della parola un “prete mancato”, voleva sin da giovane diventare sacerdote ma per vendicarsi di un torto subito diventa uno dei più abili spadaccini del tempo. La storia segue le vicende di D’Artagnan che lo porteranno a diventare un vero moschettiere. Al suo arrivo a Parigi alloggia in una casa che gli viene data in affitto dal signor Bonacieux , un merciaio, uomo vile sposato con un giovane donna intima della regina, di cui il nostro D’Artagnan si innamorerà. Le vicende da affrontare sono molteplici e mettono in luce i tradimenti della regina Anna nei confronti del Re con il Duca di Buckingham, i vari amori di D’Artagnan e le storie personale dei 3 moschettieri. Direi che è un libro ottimo per chi ama l’avventura e non cerca un libro esageratamente serioso. La lettura dei classici è sempre sorprendente perché come ho detto prima attorno a queste storie vengono costruiti dei castelli di finzione che sono difficili da abbattere, tutti conoscono questi personaggi ma non hanno mai letto le loro storie.

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Per chi ama le avventure e i grandi classici del passato.
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I tre moschettieri 2016-11-08 19:24:42 Mane
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Mane Opinione inserita da Mane    08 Novembre, 2016
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Il guascone

Pubblicato nel 1844, I 3 moschettieri, ampiamente riconosciuto come un grande classico della letteratura, conserva una freschezza strabiliante per i giorni nostri e racchiude la dirompenza dell’epica cavalleresca.
Alexandre Dumas canta le donne, i cavalier, l’arme, gli amori, le cortesie e le audaci imprese…
…senza appellarsi però ad una prosa barocca, come si converrebbe ad un autentico poema, ma piuttosto mettendo a proprio agio fin da principio il lettore con una narrazione in terza persona onnisciente che conquista con la sua generosa dose di ironia ed irriverenza.
Sullo sfondo di una Parigi dominata dalle figure del Re di Francia Luigi XIII e dell’infido Cardinale Richelieu, i tre moschettieri (Athos, Porthos, Aramis) e D’Artagnan, sono indimenticabili protagonisti delle molteplici avventure al centro del romanzo, dipinti con maestria nei loro pregi, vizi e difetti.
La trama è magnetica e tiene viva la curiosità del lettore senza mai spegnersi sotto il peso di descrizioni verbose e statiche, anzi il ritmo si fa spesso incalzante come i cavalli al galoppo. Fra duelli, dichiarazioni d’amore, tradimenti, inganni, guasconate e battaglie, l’ardimento dei 4 insieme alla loro insolubile amicizia sono gli unici capisaldi a non subir ribaltamenti.
Orbene, sellate i vostri destrieri e riponete la migliore delle vostre spade nel fodero prima d’affrontar questa lettura…

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I tre moschettieri 2015-08-19 11:05:41 Pelizzari
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Pelizzari Opinione inserita da Pelizzari    19 Agosto, 2015
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GENTILUOMINI D’ALTRI TEMPI

Aria di Francia…e l’ambientazione già mi piace… Epoca cavalleresca e galante…e mi sento ancora più a mio agio. Classico irrinunciabile, che si svolge, si attorciglia e si sbroglia, tutto attorno ad intrighi politici ed amorosi, tipici di quel secolo. Lo stile è particolare, in linea con l’epoca, dialoghi in cui i personaggi si danno reciprocamente del “voi”, autore che dialoga direttamente con il lettore, parlando di sé al plurale. Piccoli particolari che ti avvolgono e ti permettono di tuffarti in un’altra era. La cosa che mi è piaciuta meno, paradossalmente, sono le descrizioni dei combattimenti, che invece nella versione cinematografica sono quelli che ti attirano di più. L’aspetto che ho più apprezzato è stato il conoscere i caratteri dei 3+1 moschettieri: un Porthos, vanitoso e borioso, impetuoso e vulcanico; un Aramis, sornione e distaccato; un Athos, austero e taciturno, malinconico, cupo ed inflessibile… e D’Artagnan, giovane focoso ed animoso, che risulta alla fine il più simpatico. Da impiccare…giusto per stare in tema…il personaggio di Milady. Promossa senz’altro la storia, più noiosa da leggere però di quanto ci si possa aspettare.

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I tre moschettieri 2015-07-08 22:02:07 Zomboide
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Zomboide Opinione inserita da Zomboide    09 Luglio, 2015
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Che bello quando un'autore sa ciò che sta facendo

Un giovane e focoso guascone, Charles d’Artagnan, giunge a Parigi con una lettera di raccomandazione per il signor Tréville, il capo dei moschettieri, l’esercito personale di Luigi XIII. Ma non tutto, o meglio nulla, va come previsto. Perde la lettera, si trova coinvolto in troppi duelli, si mette contro le guardie del potente cardinale Richelieu, e stringe amicizia con Athos, Portos e Aramis, i tre moschettieri del titolo. E da ii, il tutto, si fa ancor più avventuroso.
I tre Moschettieri, primo di una trilogia che prosegue con Vent’anni Dopo e Il Visconte di Bragelonne, è uno dei libri più famosi di sempre, un vero classico, apprezzato da quasi due secoli da, beh, chiunque abbia avuto il buon senso di leggerlo. E a ragione.
La trama è avventurosa e rocambolesca, piena di duelli all’arma bianca e dichiarazioni di coraggio. Qualsiasi cosa cerchiate in un libro di cappa e spada, qui la troverete: combattimenti, intrighi di corte, missioni segrete, avvenenti spie assassine e una donna da amare. Non solo pura azione, ma romanticismo, tragedie e perfino una guerra. C’è coraggio, abnegazione, la grande amicizia dei protagonisti, e una Francia del 1600, divisa tra complotti intestini per il potere, e i rapporti turbolenti con l’Inghilterra.
I personaggi sono indimenticabili, dai principali a quelli di contorno, appaiono reali e ben inseriti in una trama per nulla banale, ognuno fa la sua parte, e la fa pure bene. E tutto è ben diretto dallo stile irriverente di Dumas padre, in una delle sue opere più luminose. La lettura è davvero scorrevole, il testo semplice e immediato, nessuna inutile digressione, e, nonostante la mole, il libro fila via che è una meraviglia. Si ride, si piange, ci si diverte un mondo, e si arriva alla fine senza nemmeno rendersene conto. È un testo tanto moderno, che è quasi incredibile sia un’opera del 1844.
Se cercate qualcosa d’originale, nonostante l’età, e d’innegabile valore, l’avete trovato.
Che bello quando un'autore sa ciò che sta facendo.

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I tre moschettieri 2015-06-06 09:16:17 Valerio91
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Valerio91 Opinione inserita da Valerio91    06 Giugno, 2015
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Onore, Amicizia, Amore.

Ecco un’altra meravigliosa opera di cui tutti conoscono il nome, ma di cui molti ignorano i contenuti originali.
Alexandre Dumas era un narratore straordinario, oserei dire il più grande di tutti, perché con le sue storie sempre avvincenti ha il potere di trasportare il lettore nel mondo che descrive e farglielo praticamente vedere con gli occhi e toccare con mano. Nonostante la mole non sia sempre incoraggiante per i lettori pavidi, i suoi capolavori sono sempre scorrevoli e si leggono facilmente; se leggete un Ken Follett di oltre mille pagine, perché non dare un’occasione a un grande come Dumas? Non ve ne pentirete. L’autore non si perde quasi mai in digressioni, che spesso possono risultare lente anche se danno maggiore spessore a un’opera, ma nonostante questo mantiene la sua immensa grandezza.

Chi non conosce Athos, Porthos, Aramis e d’Artagnàn, i celeberrimi tre moschettieri più uno? Personaggi meravigliosi: prodi, coraggiosi, dal forte senso dell’onore, ma non privi di qualche difettuccio che li rende umani in tutto e per tutto. Non esiste eroe privo di peccati e che non possa inciampare, e in un periodo storico come quello attuale, in cui sono più amati gli antieroi, è piacevole riscoprire gli eroi di una volta. E tra questi come possono mancare i grandi moschettieri del Re?
“I tre moschettieri” è una favolosa storia di amicizia, quella tra questi quattro personaggi, sempre presenti gli uni per gli altri e pronti a dare la propria vita per la salvezza del proprio compagno. Amicizia vera, pura, non contaminata dalla ricerca di una convenienza egoistica.
“I tre moschettieri” è una favolosa storia d’amore: amore sincero, tradito, passionale, amore che viene privato dalla fatalità; perché l’amore non è soltanto quel sentimento ideale e bellissimo che la nostra mente immagina e brama, è tanto altro, e non sempre è qualcosa di bello.
“I tre moschettieri” è una favolosa storia d’onore, di grandi personaggi, di intrighi, di battaglie, di bontà e malvagità.
Entrerete a far parte di questo scenario che Dumas ha pensato e nel quale ha inserito tutte queste cose, che nei romanzi attuali sono così difficili da trovare tutte insieme, e di certo non sono sviscerate così meravigliosamente bene. Non potrete fare a meno di amarne alcuni personaggi, così come io ho adorato Athos e d’Artagnàn.
Insomma, non perdetevelo assolutamente.

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Alexandre Dumas.
Il Conte di Montecristo.
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I tre moschettieri 2015-04-07 10:31:51 C.U.B.
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C.U.B. Opinione inserita da C.U.B.    07 Aprile, 2015
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Trotterellava sul Ranuncolo

Per prima cosa e' lo scoppiettare degli zoccoli di cavalli al galoppo, poi la nuvola di polvere che si alza dalla strada sterrata ed infine ecco ondeggiare le lunghe piume ancorate ai cappelli. 
Lo sguardo nobile e fiero, l'allestimento sontuoso e la lama impietosa: sono Porthos, Athos, Aramis e D'Artagnan , i moschettieri del Re.
Ambientato nel 1600 sullo sfondo della sfarzosa Parigi, gli animi si dividono tra realisti e cardinalisti, a corte Luigi XIII subisce il carisma del potente cardinale Richelieu. 
Duelli proibiti per bando ma praticati per onore e tradizione, gioco d'azzardo e fiumi di vino, la vita che gravita attorno a Versailles non solo e' cosa di uomini, ma anche di donne. Sua Maesta' Anna d'Austria coltiva nel cuore una pericolosa  attrazione per il duca di Buckingham, a corte ogni angolo e' un intrigo, segreti nascosti abilmente o drasticamente svelati. Notti d'amore evanescenti o grandi passioni platoniche, la sensualita' si divide le pagine con la battaglia. E quando la narrazione pare appiattirsi nelle giornate goliardiche  dei nostri paladini, ecco intervenire la serpe che rianima il racconto e ne diviene sovrana : Milady de Winter. Di una bellezza irresistibile , i folti capelli ondulati e la pelle candida , grandi occhi seduttivi e un corpo ammaliatore che celano una mente malvagia e di gran furbizia dal passato oscuro.

Romanzo piuttosto lungo ma accattivante, Dumas da buon affabulatore sa Intrattenere i suoi ospiti con vivacita', rendendo la trama in modo corposo attraverso ambientazioni sontuose e scenografiche; la penna conferisce la giusta scorrevolezza ad una vicenda dove cavalleria e amor cortese, guerriglia e avventura , storia e fantasia miscelano un risultato che asseconda il tempo divertendo. Buona lettura.

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I tre moschettieri 2014-09-14 15:42:01 diogneto
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diogneto Opinione inserita da diogneto    14 Settembre, 2014
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chissà quante volte...

Chissà quante volte avete visto un film con i 3 moschettieri... o un cartone... chissà quante volte, con gli amici, vi siete scambiati il motto uno per tutti e tutti per uno, chissà quante volte vi siete dati i loro nomi... chissà quante volte avete pensato ad un amico che somiglia a Porthos perché grosso, Aramis perchè bello, Athos perchè maledetto e tu, si tu, sempre e solo D'artagnan!

Il libro rimane nel solco dei pilastri dei classici, da leggere a qualsiasi età per sognare ancora e ancora e ancora una volta!

Io lo leggevo sotto il banco alle superiori... così tanto per dire...

Buona lettura!

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I tre moschettieri 2014-05-06 13:09:06 AlexisKami
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AlexisKami Opinione inserita da AlexisKami    06 Mag, 2014
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Bellissimo

Uno dei miei film preferiti di sempre è "i tre moschettieri" con Gene Kelly nel ruolo di D'Artagnan, quindi l'anno scorso ho comprato il libro, curiosa di leggere questo classico.
L'ho letto ad inizio di quest'anno e me ne sono innamorata.
Avevo un po' di timore all'inizio di veder intaccata l'immagine che avevo di quel D'artagnan, ma è stato l'opposto invece.
E' un classico che a tratti mi ha commosso, per esempio la grande amicizia tra loro quattro, e tra D'artagnan e Athos in particolare.
C'è poi il personaggio di Milady, che riesce a sedurre e ammaliare un uomo anche solo con il tono della voce: la sua storia è molto approfondita e se ne rimane affascinati, come se lei fosse davanti a noi e ci parlasse.
Poi la Francia, la Regina e ovviamente Richelieu, indimenticabile.
Un libro che chiunque dovrebbe leggere secondo me, non è pesante ma è travolgente ed avventuroso.
Arriverete alla fine del romanzo e vi sembrerà di essere anche voi un pochino amici dei tre moschettieri, e vorrete sapere come prosegue la loro amicizia e le loro avventure insieme.
Io ho già preso il seguito infatti!

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I tre moschettieri 2014-01-15 12:07:19 Renzo Montagnoli
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Renzo Montagnoli Opinione inserita da Renzo Montagnoli    15 Gennaio, 2014
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Per il re e per la Francia!

Fra i numerosi libri letti da ragazzo ce ne sono alcuni che sono rimasti ben impressi nella mia memoria per l’entusiasmo che mi ingenerarono, tanto che ora, in età assai più avanzata, mi è venuto voglia di riprenderli in mano per verificare se l’ampia e positiva impressione allora avuta potesse trovare conferma anche oggi. Dico subito che per alcuni ho dovuto ravvedermi, mentre per altri ho provato lo stesso grado di soddisfazione e fra questi vi è appunto I tre moschettieri, un romanzo che l’autore scrisse nel 1844 e che ebbe un tale successo da dar vita a una trilogia, comprendente appunto I tre moschettieri, Vent’anni dopo e Il visconte di Bragelonne.
Del resto, a conforto del mio giudizio, vi è anche da dire che siamo in presenza di un classico fra i romanzi d’avventura, da cui peraltro sono state tratte anche diverse pellicole cinematografiche, con alterna fortuna.
Alexandre Dumas, autore piuttosto fecondo di opere di grande successo, fra le quali ricordo Il conte di Montecristo e Robin Hood, è riuscito con I tre moschettieri a congegnare un romanzo di cappa e spada, che presenta un ritmo costante, senza mai cadute, e quindi la condizione ideale per avvincere il lettore; non c’è però solo questo elemento positivo, perché, se pur apprezzabile, non avrebbe potuto decretarne il grande successo. Infatti, alla vicenda, ambientata in Francia nella prima metà del XVII secolo (tanto per intenderci l’epoca in cui regnò Luigi XIII, coadiuvato in qualità di primo ministro dal cardinale Richelieu), l’autore ha fatto partecipare personaggi che per loro caratteristiche, contrastanti e accattivanti, costituiscono un sicuro richiamo. Mi riferisco al giovane e valoroso D’Artagnan, un vulcanico guascone, tanto esuberante quanto assai abile con la spada, e intorno a lui, fidati compagni di avventura, sono il nobile e distinto Athos, l’ecclesiastico – ma con la veste talare temporaneamente abbandonata – Aramis, istruito e raffinato, nonché il sanguigno e valente Porthos. Questi quattro protagonisti, tutti moschettieri del re, una sorta di corpo di elite, devono vedersela pressoché quotidianamente con le guardie del Cardinale Richelieu, sempre nell’ombra a tramare, avvalendosi della collaborazione di personaggi poco raccomandabili, come Milady de Winter, donna di assai piacevole aspetto, ma anche notevolmente abile come spia. Non sto a raccontare l’intricata trama, piena di colpi di scena, sia per non togliere il piacere a chi volesse leggerlo per la prima volta, sia perché i fatti sono talmente tanti che ne sortirebbe un riassunto assai laborioso, e del resto le 644 pagine del libro non sono proprio poche.
Desidero, invece, mettere in evidenza i valori evidenziati nell’opera: la virile amicizia dei compagni d’avventura, che mettono in pratica sempre il loro motto Tutti per uno, uno per tutti, la fedeltà a chi governa la nazione (in questo caso il re) e al proprio paese (la Francia), tale da far passare in secondo piano qualsiasi ambizione personale, la coerenza, frutto di una dignità a tutta prova, il coraggio, quando necessario, e la ricerca della giustizia.
Ce n’è abbastanza per appagare qualsiasi lettore, anche il più esigente, che, pur non trovandosi di fronte a un romanzo altamente impegnato, non potrà esimersi dal considerare che, benché si tratti di letteratura d’evasione, ha una sua valenza, che non si limita a far trascorrere piacevolmente diverse ore, ma che lascia dentro le immagini di quattro protagonisti che per le loro qualità non possono che essere ammirati.
Da leggere, senza alcun dubbio.

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