Narrativa straniera Classici La signora delle camelie
 

La signora delle camelie La signora delle camelie

La signora delle camelie

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L'amore profondo e puro di Margherita e Armando, contrastato in nome delle buone regole piccolo-borghesi anche quando la "peccatrice" si redime , l'abnegazione e il sacrificio incompreso di costei, la nobiltà d'animo che pervade le ultime pagine del suo diario, elevandola sopra lo stesso mondo che aveva contro di lei l'indice accusatore, ci fanno dimenticare carrozze e cavalli e vivono in quanto sentimenti umani e perpetuabili.



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La signora delle camelie 2021-05-08 22:20:07 ALI77
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ALI77 Opinione inserita da ALI77    09 Mag, 2021
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UN CLASSICO CHE NON MI HA CONQUISTATA

Questo romanzo è stato scritto da Alexander Dumas figlio nel 1848 e racconta dell'amore tra Marguerite Gautier e Armand Duval. Lei è una cortigiana, la più ambita della città di Parigi e lui è un giovane di buona famiglia, immaturo e viziato.
Marguerite è una donna giovane, elegante e affascinante che vive negli agi e nella dissolutezza, la prima volta che incontra Armand, lo trova ingenuo e inesperto e si prende gioco di lui.
Ma dopo alcuni anni i due si rincontrano e si innamorano e la protagonista cerca di vivere la loro storia, di cambiare per l'amore che sente per l'uomo, però incontrerà moltissimi ostacoli.
A fine lettura ho trovato molti punti interessanti su cui riflettere però questo libro è un romance scritto nell'Ottocento e ho trovato la narrazione fin troppo sdolcinata e melensa.
L'autore sceglie di raccontare la storia attraverso ricordi e lettere da parte di un narratore che ha conosciuto solo di vista Marguerite.
Quello che ho apprezzato di meno di questo libro è la costruzione dei personaggi, quasi tutti risultano antipatici e l'autore racconta questa storia con semplicità, la narrazione risulta molto scorrevole anche se la trama è molto essenziale.
La protagonista Marguerite non mi ha colpito e mi ha lasciato perplessa, ha sicuramente bisogno d'amore ma lo nasconde, dietro una maschera di donna cinica e superficiale. Anche se cerca nel corso della storia di cambiare non ci riesce mai del tutto rimanendo attaccata alla sua frivolezza, al suo bisogno di denaro. In realtà vorrebbe tornare ad essere la fanciulla ingenua, sincera e semplice che era da piccola.
Marguerite, in alcuni punti sembra cambiare, però non lo fa mai davvero rimane sempre una cortigiana dedita ai vizi e alla vita dissoluta; è una donna complessa, sembra forte ma non lo è, mi sono chiesta anche se fosse veramente innamorata dell'uomo.
Armand, è un uomo ipocrita, debole, immaturo che fa parte della borghesia del tempo e lo considero il peggior personaggio dell'opera. E' un uomo infantile, la gelosia lo porta a fare delle stupide ripicche, è insipido e alcune volte il suo comportamento non ha alcun senso.
Il padre di Armand non è da meno, è un finto puritano che accetta e chiude un occhio davanti ai vizi degli uomini dell'epoca, seppur tutto avvenga con discrezione. Giustifica il figlio e condanna la protagonista.
Il tema principale del romanzo è la donna perduta, l'autore non esprime un giudizio morale, descrive la società dell'epoca, ma c'è una sorta di compassione verso quelle donne che comunque sono degli esseri umani.
Marguerite è un personaggio che nonostante io non sia riuscita a capire del tutto, è così potente e interessante che da sola regge l'intera storia.
Non ho mai creduto a questa storia d'amore, per Armand è sicuramente una passione passeggiera, un capriccio, l'uomo è talmente egoista, immaturo e privo di coraggio che non sa amare un'altra persona e pensa solo a se stessa e alla propria immagine. Si sente ferito nel suo ego maschile e non pensa mai a una volta a cosa provi Marguerite.
Questo libro insegna anche come gli uomini non possono cambiare in nessun caso e per nessun motivo.
Una storia che non mi ha colpito particolarmente, durante la lettura non ho apprezzato questo "finto" amore raccontato con fin troppa dolcezza.

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La signora delle camelie 2019-12-30 09:13:52 Innamorata
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Innamorata Opinione inserita da Innamorata    30 Dicembre, 2019
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Un cuore d'eccezione

“Per quali strade si incammina e quali ragioni si dà il cuore per arrivare dove vuole andare!”

Innamorata di questa storia.
Innamorata delle poesia, dell’eleganza e anche della dissolutezza di Marguerite.
Pazza di Parigi, persa negli Champs-Elysées, colpita dalla verità dei sentimenti dei protagonisti.
Come posso descrivere questo libro se non come un capolavoro che non mi capacito di non aver letto prima?
Sarà perché sono un amante di queste storie, di dialoghi intensi, di una scrittura preziosa e suggestiva come quella di Alexandre Dumas.
“- E’ all’incirca in questo periodo dell’anno, e la sera di un giorno come questo, che ho conosciuto Marguerite - disse Armand ascoltando i propri pensieri ”.
Marguerite Gautier splendeva nei teatri di Parigi, nelle sale da ballo e ovunque ella si trovasse. La sua era una luce d’eccezione, come lo è la sua storia. Era famosa per la vita lussuosa che conduceva, grazie a numerosi uomini che la mantenevano. La società moderna è fondata sugli scambi di denaro e Marguerite entra nei suoi meccanismi con il proprio corpo, bello per natura. Il suo corpo è come una merce esposta al quale, per esempio, le camelie rosse una volta al mese negano ogni accesso.
Armand in pochi battiti di ciglia cade sotto il suo incantesimo e non è in grado di resisterle.
Il loro amore è unico. I momenti trascorsi insieme indimenticabili.

Consiglio veramente la lettura di questo romanzo, su cui si basa poi la Traviata di Giuseppe Verdi: “ Un destino musicale paradossale per Marguerite, che nel romanzo prova e riprova al pianoforte un valzer in cui non riesce a superare un diesis che le nega una momentanea armonia assoluta con il mondo.”

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La signora delle camelie 2019-02-25 12:17:40 Tomoko
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Tomoko Opinione inserita da Tomoko    25 Febbraio, 2019
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Amore morboso e sincero

È un classico della letteratura francese scritto da Alexandre Dumas figlio ed è ambientato nella sfarzosa Parigi dell’Ottocento.
L’autore vuole evidenziare che non è un racconto ma un fatto accaduto e l’ha voluto trasporre in libro per raccontare quanto forte possa essere il sentimento chiamato amore.
All’interno del racconto Dumas conosce il signor Armand Duval, il quale, disperato, gli racconta la storia d’amore tra lui e una cortigiana e mantenuta chiamata Marguerite Gautier che purtroppo è ammalata di tisi polmonare.
L’inizio della narrazione ti porta a voler scoprire di più:
Armand, accompagnato da Dumas, vuole riesumare il cadavere della sua amata per darle una degna sepoltura.
Al momento del riconoscimento del cadavere, Duval quasi sviene a causa del macabro spettacolo.
E’ però l’unico capitolo in cui si rimane sconvolti, il racconto poi riprende lento e a parer mio, un po’ troppo.
La storia riparte con un flashback dove Armand racconta come conosce Marguerite e se ne innamora all’Operà.
Sono rimasta stupita dall’intelligenza della signora delle camelie che ha bisogno ed accetta un amore puro e non a pagamento nonostante ne avesse bisogno per sostenere il proprio stile di vita.
Purtroppo Armand, che ama con forza, gelosia e morbosità, non accetta che lei debba pur mantenersi ed intrattenersi con altri uomini.
Questo è un amore impossibile, pieno di difficoltà, è però un amore sincero, i due non riescono a fare a meno l’una dell’altra.
La trama è piena di sentimentalismo, ho apprezzato l’intelligenza e la purezza della protagonista, l’ho ammirata d’avvero. Ma il carattere di Armand mi è diventato quasi insopportabile, chi vorrebbe mai un uomo così innamorato tanto da diventare persino morboso?
Può piacere a chi ama le letture romantiche, questo libro ne è un illustre rappresentante, ma così tanta drammaticità non fa per me.

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Consigliato a chi ha letto...
Il conte di Montecristo
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La signora delle camelie 2018-11-26 19:37:19 Cathy
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Cathy Opinione inserita da Cathy    26 Novembre, 2018
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Un mito moderno

La tragica e lacrimevole vicenda della cortigiana Marguerite Gautier, che vive un’appassionata storia d’amore con il giovane Armand Duval e infine sacrifica se stessa e il loro amore nel nome delle convenzioni sociali e del proprio riscatto morale, è indubbiamente nota a tutti, grazie anche alla consacrazione ricevuta da Giuseppe Verdi, che nel 1853 si ispira al dramma che lo stesso Alexandre Dumas ha tratto dal proprio romanzo per una delle sue opere più celebri e amate, "La Traviata".
Fin dalla sua prima apparizione, però, nel 1848, il romanzo riscuote un successo clamoroso tra il pubblico, conquistato da una storia d’amore ricca di passione, lacrime e contrasti e da una protagonista femminile che vive nel vizio per anni fino a minare la propria salute e poco prima di morire si redime rinunciando all’amore per Armand per il bene del giovane e della sua famiglia, che sarebbero entrambi irrimediabilmente rovinati da una relazione con una cortigiana.
Nei primi decenni dell’Ottocento la rappresentazione seria del quotidiano ha ormai fatto il proprio ingresso nel romanzo, portando all’imposizione di quella forma narrativa che gli inglesi definiscono novel e che racconta la vita quotidiana di persone comuni. Rendere interessante la realtà quotidiana, però, non è semplice e fino alla metà del secolo la rappresentazione del reale avviene per lo più in forma melodrammatica. Si sviluppa infatti una tipologia di romanzo definito “melodrammatico”, poiché subisce appunto l’influenza del melodramma, genere popolare basato su scene madri, contrasti forti, episodi sensazionali. Nel romanzo melodrammatico i protagonisti sono figure particolari e fuori dal comune che spesso incarnano lo contro tra forze universali, mentre le trame sono ricche di contrasti forti, passioni intense, scontri decisivi, coincidenze e agnizioni. Tutto questo si ritrova infatti in "La signora delle camelie", romanzo larmoyant con un tocco di gotico che vede due protagonisti dai sentimenti puri e intensi scontrarsi con un mondo dominato dagli interessi economici, dai pregiudizi, dall’egoismo, e tentare di innalzarsi al di sopra delle sue bassezze, al punto che la cortigiana Marguerite mostra, con il suo comportamento e il suo sacrificio, di possedere una saldezza morale, una generosità d’animo e una maestosità interiore del tutto sconosciute non solo alle sue colleghe, ma anche e soprattutto alle meschine, giudicanti signore borghesi che dopo la morte di Marguerite affollano il suo splendido appartamento con il naso all’aria e ammirano i ricchi ninnoli messi all’asta per soddisfare i creditori, ansiose di gettare uno sguardo su un mondo a loro precluso che le incuriosisce e le ripugna al tempo stesso. Dunque la trasposizione in forma melodrammatica non fa che esaltare pienamente la natura più profonda del romanzo e forse è per questo che esso riceve la consacrazione definitiva proprio con La traviata, diventando quasi un mito moderno, quello dell’amore puro e sincero che nel mondo corrotto e meschino degli uomini è inesorabilmente destinato a perdere.
La storia di Armand e Marguerite, inoltre, è basata su una vicenda autobiografica, l’amore infelice tra il giovane Alexandre Dumas e la cortigiana Marie Duplessis, morta di tisi come Marguerite, e molto spesso emergono dal racconto il dolore e il sentimento autentico provato dall’autore, rendendo la lettura particolarmente intensa e coinvolgente.
Chi ama la letteratura ottocentesca è inevitabilmente catturato dalle atmosfere eleganti in cui si muovono i personaggi, dalla descrizione degli abiti e dei gioielli di Marguerite, della sua casa piena di tesori, di cene, balli e serate a teatro, come un dipinto delicato, ma ricco di dettagli, che porta con sé il lettore nella Parigi scintillante di metà Ottocento e che costituisce uno dei punti di forza del romanzo. Peccato che l’eccesso di lacrime e di sentimentalismo, sebbene richiesto dal genere larmoyant e dalla forma melodrammatica, sia a tratti un po’ pesante e ci si chiede come sia possibile che i protagonisti non muoiano per disidratazione, dal momento che trascorrono più di metà del romanzo a piangere l’uno per l’altra.
Armand e Marguerite, tuttavia, sono ben caratterizzati ed è apprezzabile la complessità con cui l’autore tratteggia la psicologia della protagonista, divisa tra il desiderio di cambiare e redimersi e il richiamo che la vita di lussi e divertimenti continua ad esercitare su di lei, tra l’amore per Armand e la consapevolezza che esso lo distruggerà, ma nel compiere il sacrificio finale, rinunciando a lui, tornando allo stile di vita dissoluto e aggravando così la malattia che la porta alla tomba, assume quasi i tratti di una santa (non a caso quando il padre di Armand scopre che Marguerite intende lasciare libero il giovane, le dice che lui e sua figlia la ricorderanno per sempre nelle loro preghiere) e finisce con il diventare abbastanza insopportabile.
Questi elementi guastano un po’ il piacere della lettura a chi non ama eccessivamente le storie d’amore strappalacrime e i personaggi in odore di santità, ma il contesto della Parigi ottocentesca merita molto e nel complesso si tratta di un romanzo piacevole e appassionante, una tappa obbligata per chi ama i grandi classici del XIX secolo.

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La signora delle camelie 2017-05-11 13:28:10 siti
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siti Opinione inserita da siti    11 Mag, 2017
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NON FA PER ME

Congedo le ultime pagine del romanzo con un senso di profonda delusione . La fortuna letteraria dello scritto amplificata dalla trasposizione teatrale e poi operistica non è , a mio avviso, garanzia di qualità letteraria , anzi l’esito stilistico del romanzo è alquanto banale e sempliciotto, infarcito del disturbante, per me, leit-motiv, dello spessore umano presente anche nella cortigiana. Dumas figlio, vittima fra tanti della nota Marie Duplessis, mantenuta particolarmente abile a dilapidare patrimoni di giovani rampolli altolocati, ha avuto forse il merito di sbirciare nelle ipocrisie dell’epoca da lui vissuta e di rappresentare in modo gradevole lo scenario parigino, di creare una sorta di mito al femminile, di edificare e nobilitare il sentimento da lui provato ma nulla più. Mancano ad un impianto narrativo basato su una lunga analessi gli inserti necessari per arricchire l’animo del lettore oltre l’ovvietà, la stessa tensione narrativa è discontinua e la scrittura è stata scarsamente incisiva a livello emotivo. Buona la capacità espressiva nel descrivere il dato oggettivo: un cadavere ( la pagina più bella del romanzo), un viso, un ambiente, fumosa la rappresentazione degli stati dell’animo, le corde del cuore han vibrato solo negli scambi epistolari finali. Peccato!

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La signora delle camelie 2016-11-26 11:55:19 lapis
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lapis Opinione inserita da lapis    26 Novembre, 2016
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Indimenticabile

Leggiamo tanti libri. Alcuni li dimentichiamo dopo qualche tempo, altri ci lasciano un ricordo più o meno sbiadito. Ma ci sono letture davvero speciali che, quando si incontrano, fanno scattare una scintilla che rimarrà per sempre indelebile nella memoria. Sono libri capaci di parlare la voce del cuore, di emozionare al punto da farti versare lacrime vere, di dare vita alla magia della narrazione.

Perché qui non stiamo semplicemente leggendo la storia di Marguerite Gautier, la stiamo vivendo.
Per qualche ora diventiamo una della più belle cortigiane della Parigi di fine Ottocento.

Nel lusso e nella dissolutezza con cui conduciamo la nostra vita la gente vede ambizione. Nel nostro atteggiamento fiero e dispettoso leggono superbia. Nello stuolo di corteggiatori inebriati dal profumo di voluttà, che ci guardano come fossimo un trofeo da conquistare o un gioiello da esibire, vedono amore. Mentre nella nostra vita c’è in fondo solo una gran solitudine perché siamo circondate da gente che prende sempre più di quanto dà e nelle nostre orecchie rimbomba costante il ticchettio dell’orologio a ricordarci che, quando la bellezza sfiorirà, un amaro destino ci attende. E allora ebbrezza, divertimenti e apparente distacco sono il solo modo per fingere di non capire e illuderci di dimenticare. Invece sappiamo fin troppo bene quali sono le regole del gioco e il prezzo della donna sul mercato.

Eppure un giorno, mentre tossiamo sangue, un uomo ci prende la mano e versa una lacrima per noi. Allora, contro tutti i calcoli e le leggi a cui sappiamo di doverci asservire, per una volta, crediamo di poter vivere anche noi un amore sincero, un sentimento non mercenario. Abbassiamo la guardia, concedendoci addirittura l’illusione di un futuro diverso.

Accanto all’idillio dell’amore però ricompare la materialità: i creditori che bussano alla porta, il pregiudizi della società borghese che si infiltrano nell’esistenza, la rispettabilità della famiglia che viene a chiedere rispetto. E imporre un sacrificio: scegliere di regalare la libertà, di rinunciare definitivamente a ogni speranza, di trovare la dignità per affrontare l’odio di chi si ama e la forza per non tornare indietro.

Le guance si bagnano così delle lacrime di Marguerite. Piangiamo per il suo dolore, la sua solitudine, il suo triste destino.

E’ vero che il fascino di questa lettura è innegabilmente legato alle romanze della “Traviata” di Giuseppe Verdi, che ha saputo regalare ulteriore struggimento a questa storia d’amore. Ma credo che la particolare alchimia che questo romanzo è in grado di creare non dipenda né dalla musica meravigliosa che fa da eco alle parole, né dallo stile elegante e poetico, né dalla morale in esso racchiusa, ma dalla capacità di rendere verità la finzione. Nessuno sa quanta parte di sé e della propria passione per la cortigiana Marie Duplessis Dumas abbia inserito in questa storia, ma di certo Marguerite è un personaggio vero, memorabile e intenso capace di entrare nel cuore e rimanervi per sempre.

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La signora delle camelie 2016-02-16 20:34:57 Valerio91
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Valerio91 Opinione inserita da Valerio91    16 Febbraio, 2016
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Un solenne inno all'amore

Impossibile per me spiegare la bellezza di questo libro nelle limitate parole di una recensione, a meno che questa non risulti oltremodo lunga o prolissa, e questo libro non lo meriterebbe. Proverò comunque a farlo brevemente.
Quello che posso dirvi con certezza è che Dumas deve aver provato un amore simile a quello che descrive, perché le emozioni che si provano leggendolo sono spaventosamente vivide e toccano il cuore per davvero.
L'amore tra Marguerite e Armand è qualcosa di meraviglioso.
In un'epoca in cui l'amore sincero, intenso, passionale, irrefrenabile e puro sta cadendo tristemente nell'oblio per lasciare spazio all'ego in tutte le sue sfumature, questo libro andrebbe letto da tutti. Anche soltanto per discernere cosa sia davvero questo quasi accantonato sentimento chiamato amore, e se davvero vale la pena sacrificarlo il nome del materialismo e dell'affermazione di sé.

Marguerite è la signora delle camelie, una mantenuta. Una prostituta d'altri tempi, per meglio intenderci, non abituata ad amare ma a donare il proprio corpo ad amanti che ne sostengono la vita lussuosa.
Ammalata di un grave male che pare spingerla troppo giovane verso la tomba, ella scopre improvvisamente l'amore in Armand Duval, un giovane per nulla ricco ma di buon cuore che per lei perde la testa. L'amore la travolge come una gigantesca onda alla quale non può sottrarsi. Un amore che diventa l'unica ragione per esistere, che tutto il resto, per quanto possa brillare, non potrà mai farlo quanto quel sentimento così nobile. Tutto il resto è sacrificabile e null'altro è più necessario se non la persona amata, e quanto è dolce perdersi in questo bisogno inarrestabile!
La felicità prende possesso della vita, i colori sembrano più intensi così come i profumi, e ogni suono diventa una splendida melodia.
Ci si rende davvero protagonisti della propria vita, e gli unici momenti che rimarranno indelebili nella memoria saranno quelli passati accanto alla persona che di quell'amore è la fonte. Anche le cose semplici diventano ricche di significato. Un bacio, una parola, le dita delle mani che si sfiorano prima di intrecciarsi immancabilmente.
Si arriva ad amare al punto che si è pronti a sacrificare questo amore che ci rende felici per il bene della persona amata. Ma si può fare davvero del bene con un sacrificio così estremo? O ci si sta solo facendo influenzare da ciò che questo mondo triste e grigio considera erroneamente importante? L'amore basta a sé stesso, e se ci si trova a dover fare una tale scelta è solo perché abbiamo lasciato che cose esterne ad esso lo contaminassero. È così che gli amori più meravigliosi finiscono, o meglio, si corrompono.
Denaro, vantaggi, fama, ego. Ma davvero possono renderci felici a tal punto?
Chiedetelo a Marguerite Gautier, chiedetelo ad Armand Duval. La loro commovente risposta verrà ascoltata dal vostro cuore, ed egli risponderà a voi, o meglio, proverà a farlo capire a quell'inflessibile e sciocco organo pensante che è nel vostro cranio, ma che in certe occasioni starebbe meglio altrove.
Quando finalmente capiremo che siamo stai fatti principalmente per amare, forse riusciremo a vivere in un mondo che sia davvero migliore.

"Quando penso che potrei non morire, che voi potreste tornare, che io potrei rivedere la primavera, che potreste amarmi ancora e che potremmo ricominciare la vita dell'anno scorso: che pazza che sono! È con fatica che riesco a reggere la penna con la quale trascrivo il sogno insensato del mio cuore. Qualunque cosa accada, io vi amavo tanto, Armand, e sarei morta già molto tempo fa se non ci fossero a sostenermi il ricordo di quell'amore e una vaga speranza di rivedervi ancora accanto a me."

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La signora delle camelie 2015-07-06 12:53:54 Bruno Izzo
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Bruno Izzo Opinione inserita da Bruno Izzo    06 Luglio, 2015
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Le quote rosa

In estrema sintesi, “La Signora delle Camelie” è una grande storia d’amore, una delle più belle storie d’amore mai scritte, una commovente intensa storia d’amore vissuta dai giovani Armand e Margherita, ma in particolare è la descrizione magistralmente esatta, accurata, veritiera della sublimazione, della devozione, della coerenza dell’amore di una donna verso il proprio compagno, indica quali vertici può giungere l’amore di una donna, l’amore di tutte le donne verso il proprio compagno, in diretta contrapposizione invece all’uomo e alla sua frequente superficialità, volubilità d’animo e di umori, all’egoismo espresso spesso in una smania di possesso assoluto e totale dell’altra persona, dimenticando che l’amore è condivisione e non assolutismo.
Perché esiste, lo si voglia o meno, una sottile ma profonda distinzione in base al genere: le donne amano, e niente altro, e tutto ruota intorno al bene dell’amato; gli uomini invece si innamorano, e la loro amata deve ruotare esclusivamente intorno a loro.
E questa semplice verità viene sottolineata e ribadita dalla persona stessa di Margherita, è una giovane donna alquanto diversa dalle sue coetanee, ma come lo stesso Dumas ricorda nel rigo finale del romanzo, se la storia narrata, di per sé semplice, non fosse però fuori dall’ordinario, non sarebbe valsa la pena di raccontarla.
“La signora delle Camelie” è Margherita Gautier, è la storia raccontata di una donna che si fa amare da tanti ma ama uno solo, che è ambita, richiesta ed usata nel corpo da tanti ma appartiene davvero, compiutamente, intensamente ad un solo uomo, l’unica che lei ama, il solo ad essere davvero innamorato di lei. Margherita è il prototipo dell’amore, sic et simpliciter: dalla Venere dell’Olimpo greco alla Pretty Woman del cinema di oggi, la dama delle camelie ama come solo una donna può fare. Per sensibilità, per istinto, per cuore, per dna, solo le donne interpretano nella sua vera essenza la parola Amore: tale concetto, semplice in sé, è rafforzato proprio dal fatto che Margherita è diversa dalle altre donne della realtà ordinaria, perché Margherita è una cortigiana, una mantenuta, una ragazza allegra, insomma quella che oggi le recenti vicende simil-politiche italiane ci hanno insegnato a definire una “escort”. Le escort appartengono a tutti, ma anche le escort, quando si innamorano, amano come solo una donna sa fare, e l’uomo amato è realmente l’unico uomo degno della loro totale devozione.
Margherita è una celebrità nel suo campo, famosa e sempre presente nei posti migliori dei più celebri teatri parigini con tre ornamenti: il binocolo per osservare l’opera, raramente usato intenta com’è a rispondere ai saluti ed agli sguardi d’invidia, di omaggio, di adulazione dei membri d’ambo i sessi della buona società parigina; un sacchetto di dolci, in genere uva candita, che i suoi ferventi ammiratori fanno a gara di procurare negli intervalli delle rappresentazioni, ed un mazzo di camelie, i suoi fiori preferiti, che la caratterizzano: perennemente bianchi, solo rossi durante i giorni del ciclo mestruale, a simboleggiare i giorni di disponibilità al meretricio.
Dunque, una delle più conosciute ed apprezzate accompagnatrici della Parigi della metà dell’800, una ragazza sorridente, perennemente sorridente, presa dai vortici di feste, spettacoli, prime teatrali, malgrado la tisi di cui è affetta, protagonista assoluta della vita mondana della capitale francese, corteggiatissima, desiderata ed ambita da tantissimi, invidiata e imitata nell’abbigliamento, nella toeletta, insomma una protagonista trendy della jet-society dell’epoca, mantenuta nell’agio, nello sfarzo e nella ricchezza dal miliardario di turno a cui concede certamente i suoi favori, ma spesso, assai spesso, facendolo disperare, indispettire, rifiutandolo e umiliandolo.
Perché Margherita si vende per vivere, sì, e per vivere bene, sfruttando la propria bellezza, la propria gioventù, l’avvenenza, la sua contagiosa gioia di vivere e di divertirsi; le circostanze della vita l’hanno costretta a vendersi, e tuttavia ella non rinuncia alla propria indipendenza di pensiero e di agire, non vende che il proprio corpo, non già la propria anima e meno che mai il proprio cuore, ella può essere di tutti ma non appartiene a nessuno che non sia lei a scegliere.
Margherita non è una donna viziosa, ma è una donna costretta a vivere, suo malgrado, con il vizio, per il tramite di una vita licenziosa da mantenuta, perché solo questa opportunità la vita le ha concesso; ma ella non piange, non si commisera, non recrimina, prende quanto di bello e buono trova in questa vita perché sa perfettamente, ed in concreto, quanto peggio potrebbe essere l’esistenza.
Margherita è una donna reale perché è una donna pratica, accetta la vita per come è e non come potrebbe essere. Come tutti, vorrebbe tutt’altra vita, vorrebbe una vita normale, essere magari casta e pura e vivere per un solo amore, costruirsi una famiglia, dei figli. Così non è stato, ed ella si prostituisce per vivere: non ne fa una tragedia, semplicemente ne prende atto, però in qualche modo riesce ad evitare di insozzarsi, è una mantenuta molto richiesta, ma lo è più per il suo ridere, il suo saper essere di compagnia, la sua voglia di vivere, il suo amore vero e genuino per la vita che per i suoi favori. Margherita sa perfettamente di essere condannata a vita breve dalla tisi che l’affligge, vita che sarà maggiormente abbreviata dagli stravizi a cui il suo stile di vita la costringe, non ne fa un dramma, non è incosciente, con semplicità vive, prova a vivere al meglio delle sue possibilità.
Margherita non è richiesta tanto per il piacere che procura, ma per la gioia che concede.
Ma ecco che Margherita si innamora: non di un giovane particolarmente bello, certo non è affatto immensamente ricco come gli altri suoi spasimanti, ma ha qualcosa che lei come donna apprezza di più di ogni altra ricchezza o lusso o gioiello, ha sentimento, ha interesse per lei come persona e non come, o solo come corpo, ha un cuore che trepida e soffre per lei, soffre sinceramente perché desidera essere amato da lei…e queste sono cose che Margherita apprezza, si commuove, sono le sole cose che una donna, qualsiasi donna desidera per davvero. Margherita stessa lo dice chiaramente: se gli uomini sapessero quanto più potrebbero ottenere dalle donne con una sola lacrima che con ricchi gioielli!
Per questo lei si decide, abbandona senza indugio agi e ricchezze, e dona quanto di più prezioso è in lei, la sua anima, ad Armand, Margherita ama e amerà fino alla fine solo Armand, sarà solo sua, come sempre lo era stata. Anche a sua insaputa.
Ma l’amore vive nella vita reale, e Margherita conosce bene la vita, vede ciò che Armand non vuole vedere. Margherita ama nella realtà, vede bene anche se innamorata, Armand è innamorato, ma dall’amore si fa accecare. Non vede oltre, non sente ragioni.
Perciò Margherita ci prova a togliergli le bende dagli occhi, gli fa capire che l’amore non cancella la realtà, la rende tollerabile ma non elimina la verità dei fatti, con la vita reale i conti vanno fatti, prova a fargli vedere che lei è Margherita Gautier, e chiunque passi per strada può essere qualcuno che con lei si è accompagnato, e può dirlo, può sorriderne, può vantarsene, ha pagato un prezzo per questo: può Armand ignorarlo?
Può vivere come se nulla fosse, come fosse la loro una normale relazione? Certamente no, non per l’epoca, per i costumi, semplicemente no per la vita reale! La vita non è una favola.
Nessuna donna sceglie volutamente di essere una cortigiana, è costretta a scegliere di esserlo: e da quel momento, sa perfettamente che del mondo, non conoscerà mai l'amore con la A maiuscola, non è possibile, avrà solo amanti, e non amori, amanti che la cercheranno solo per soddisfare la loro vanità. Ma l’amore no. Non è per loro.
Per mantenere il suo stile di vita, di cui Armand è partecipe, per la realtà della sua esistenza, Margherita ricorre ai soli mezzi che conosce: può quindi offrirsi ad Armand solo come amante, un amante privilegiato, un amante gratuito, ma comunque sua solo nell’anima!
Armand non capisce, è roso dal dolore, dalla gelosia, vuole Margherita solo e soltanto per sé, come per tutti gli uomini per lui l’amore è possesso esclusivo da non dividere con niente e con nessuno, e non sa, non vede, non comprende, non capisce o non riesce a capire quanto maggiore è il dolore della ragazza, quanto più grande, più forte, più sublime e disinteressato è l’amore di Margherita!
Non è il solo a volere il possesso dell’altro! Anche lei, certo, lo vorrebbe solo per sé; anche lei lo vorrebbe, se solo fosse possibile rinascere, rivivere in un altro tempo, in un’altra dimensione dove lei fosse ancora la semplice Margherita ragazza di campagna, e non la cortigiana Margherita! Perciò ella vorrebbe essere solo la sua amante, fino al giorno in cui Armand, stanco di lei, può riprendere con tranquillità il suo posto ed il suo ruolo nella società, lasciandola con un pugno di mosche come spesso succede a quelle come lei! Margherita non è pessimista, è realista: non è infelice, è felice solo di vivere una breve parentesi con Armand, e niente altro: non chiede nulla al giovane, e gli offre tutto di sé, desidera e si preoccupa del bene presente e futuro di Armand. E perciò si preoccupa di lui, perciò tenta di spegnere la passione che è tra loro, perciò cerca di allontanare il giovane e di allontanarsi da lui: l’amore è un incanto ma Margherita è disincantata, perché il suo amore è reale, ed è reale perchè vive nella realtà. Sa bene come gli uomini, quando sono amanti, dimenticano presto e presto si procurano altre compagnie, e quando sono innamorati sono ciechi e accusano, e rinfacciano, e tormentano presi dalla loro smania di possesso assoluto. Si sentono traditi, sentono il passato dell’amata come un tradimento volutamente perpetrato nei loro confronti; e lo rinfacceranno, accuseranno alla minima contrarietà, lo tireranno fuori ingiustamente e crudelmente.
“La Signora delle Camelie” non è un romanzo da riassumere o da commentare: esso è semplicemente da leggere. Per commuoversi. Per piangere. Per capire cosa significa davvero amare.
Le pagine finali, in forma epistolare, sono talmente commoventi da non perderle assolutamente. Soprattutto per i lettori maschi. Aiutano a capire l’universo femminile, il migliore.
Lo dice chiaro Dumas:
"...da quel giorno non ho più saputo disprezzare una donna a prima vista".

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...un qualsiasi testo d'amore: questo ne è uno dei migliori in assoluto.
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La signora delle camelie 2014-09-14 05:51:14 giov85
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giov85 Opinione inserita da giov85    14 Settembre, 2014
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La forza dell'amore

Il romanzo La signora delle Camelie, narra la storia di un amore impossibile: quella fra Marguerite e Armand. Marguerite è la più famosa cortigiana di Parigi: la sua bellezza è leggendaria e si sa che è disposta a concedersi a tutti coloro che riusciranno a soddisfare il suo desiderio di lusso. Armand Duval, che vive a Parigi per iniziare la propria carriera di avvocato, è il rampollo di una benestante famiglia di provincia.
L’incontro avviene una sera a teatro e subito scocca la scintilla da parte di Armand che si innamora di Marguerite, nonostante lei lo avesse maltrattato. Il novello amore per la donna è così forte da superare quel primo negativo impatto, tanto che Armand, durante una delle frequenti assenze dalla “Dolce Vita” parigina di Marguerite, malata gravemente di tisi polmonare, si recherà tutti i giorni a casa della donna per chiedere alla servitù, senza presentarsi, notizie sul suo stato di salute.
Dopo molto tempo i due hanno modo di rivedersi ed Armand confessa i propri sentimenti a Marguerite che, avendo scoperto chi fosse l’uomo che tutti i giorni chiedeva di lei, di fronte a tali dedizione ed abnegazione, si innamora del giovane concedendo ciò che non era mai riuscita a provare per nessun altro uomo: l’Amore.
Inizia qui la nuova vita di Marguerite che abbandonerà i suoi vecchi amanti per dedicarsi ad un rapporto stabile con il proprio innamorato Armand. L’idillio tuttavia durerà pochissimo: la giovane cortigiana è oberata di debiti, gli strascichi della sua vecchia vita ancora si affacciano sul presente e, venendo meno le rendite dei suoi amanti, non sa come evitare di soccombere. Di fronte a queste difficoltà e decisa a non chiedere denaro ad Armand, per far sì che il loro puro legame non venga sporcato dal vile denaro, Marguerite riprende segretamente la frequentazione con un vecchio duca, già suo patrono in precedenza.
Armand, scoperta la verità insiste per donare alla donna il denaro di cui necessita: è addirittura disposto a donarle tutte le sue rendite familiari pur di riuscire a risollevarla. A questo punto, tuttavia, interviene i padre di Armand che impone a Marguerite di lasciare il giovane per evitargli un tracollo finanziario. Inaspettatamente Marguerite, eroina del romanzo, con fare stoico accetta le preghiere dell’anziano uomo, in nome dell’amore che lo lega ad Armand e lascia per sempre il suo amante come prova di amore estrema.
Storia straziante, commuovente, dalla quale emerge la figura di Marguerite, donna da facili costumi, complessa, eppure capace, in nome dell’amore, di scelte che vanno oltre il limite della comprensione: lei sa che vivrà poco, sa che nulla cancellerà il suo passato e che non ci sarà redenzione nel mondo dei vivi per una “mantenuta”, se non quella personale che passa attraverso l’amore, quello vero, spirituale, che non si sporca con il vile denaro e che porta a rinunciare a ciò che si ha di più caro.
Perfetta la tessitura del romanzo, che si dipana fra frequenti flash-back ed intermezzi epistolari, commuovente la storia ed encomiabile nel suo senso ultimo che si evince sin dalle prime pagine di cui riporto uno stralcio: “ [...] mi vergogno a raccontarlo, tuttavia non parlo di cose immorali per il gusto di farlo, ma per presentare un fatto vero, che forse farei meglio a tacere, se non fossi convinto che bisogna, ogni tanto, rivelare i patimenti di quegli esseri che condanniamo senza averli ascoltati, che disprezziamo senza averli giudicati”.

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La signora delle camelie 2014-06-06 11:14:19 Queen D
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Queen D Opinione inserita da Queen D    06 Giugno, 2014
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La regina delle lorettes

Sarà perché le camelie sono i miei fiori preferiti, sarà perché ho amato i romanzi di Dumas padre, sarà perché la trama di questo libro ha subito esercitato su di me una strana attrazione, ho sempre avuto la curiosità di leggere questo libro, ma non l’ho mai fatto per timore di restarne delusa, dopo avervi riposto così tante aspettative.
Devo ammettere, adesso che l’ho letto, di essere al tempo stesso pentita e contenta: pentita di non averlo fatto prima, ma contenta per aver aspettato, perché l’ho affrontato con una maturità diversa e adatta a comprendere la profondità della storia.
Inoltre scoprire che la vita di Marguerite Gautier, la nostra protagonista, è ispirata ad una cortigiana realmente esistita (che lo stesso Dumas aveva frequentato) e che quindi ha delle fondamenta radicate nella verità e non solo nella fantasia dell’autore, la rende ancora più speciale.
Solitamente non impazzisco per le storie d’amore sdolcinate e strappalacrime, ma devo dire che quella tra Marguerite e Armand ha un je-ne-sais-quoi di particolare e di trascinante..sarà perché tutte le storie romantiche velate dalla tragedia vengono accolte con uno spirito più solidale e pietoso? Immaginate l’epilogo straziante della love story tra Romeo e Giulietta, e faccio un esempio davvero altisonante per rendere l’idea: avrebbe avuto lo stesso dolceamaro sapore la loro storia se tutto si fosse concluso con la benedizione delle reciproche famiglie e con un “vissero felici e contenti”? Probabilmente no.
Ma la storia di Marguerite non cade nella tragedia classica, nell’accezione stretta del termine: l’autore ci pone immediatamente davanti ad un flashforward spiazzante, per cui sappiamo fin da subito quale sarà il destino dei protagonisti, e dunque abbiamo il tempo di accettare l’idea e di capire, con una certa curiosità (e nel mio caso anche con disappunto) come si è arrivati a quel punto.
L’autore predispone il racconto come l’espressione in forma scritta dell’evocazione dei ricordi di Armand Duval, amante e grande amore di Marguerite, la cortigiana più bella e in vista di Parigi…Marguerite, la regina delle lorettes, dai capelli neri come l’ebano, dalle ciglia lunghe e dalla bocca come un fiore, capace di incantare e di far cadere ai suoi piedi i migliori uomini della capitale.
E’ capace una donna simile di un amore vero e sincero, ma soprattutto disinteressato? Ed è capace, un uomo benestante, colto e beneducato, di amare una cortigiana di un amore sereno, fiducioso e privo di pregiudizi?
L’autore di fornisce le risposte nelle pagine del libro, tramite le parole e le confessioni di Armand e ci descrive, con una bella maestria, la soluzione a diversi luoghi comuni e situazioni assolutamente attuali: un amore inizialmente deriso, che diventa immediatamente attraente non appena l’altra parte perde interesse, un padre che non approva la relazione di un figlio, il pregiudizio della gente ignara dei fatti, il desiderio di vendetta dopo un bruciante rifiuto, l’odio, il dolore, il sadismo e il masochismo, frutti di un sentimento tanto forte da rasentare la pazzia.
“La signora delle camelie” è tutto questo e molto di più, è un romanzo capace di evocare delle scene quasi pittoriche che restano impresse nella mente, come la prima che catturò me: “un binocolo, un sacchetto di dolci e un mazzo di camelie”, una scena che riassume perfettamente con poche, ma potenti parole, la natura capricciosa, irriverente e curiosa della protagonista. Non faccio alcuna fatica ad immaginare questa frivola combinazione di oggetti come centro di un dipinto, il cui titolo potrebbe essere..non so..”Dama a teatro”..no?
Che volete? Questa è la magia del libro, far diventare romantica anche un indole che tanto sdolcinata non è..figurarsi che effetto farebbe su un inguaribile sognatrice!
E allora..camelia bianca o rossa per questo romanzo? Ma ovviamente mille e mille camelie bianche.

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