Foresta nera Foresta nera

Foresta nera

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L'offerta è una di quelle che non sì possono rifiutare: un sacco di soldi per un lavoro che non prenderà più di un mese. E a David Miller non importa se le condizioni sono quantomeno singolari: rimanere chiuso in una villa nella Foresta Nera, insieme con Arthur Doffre, il facoltoso committente, per scrivere un libro su un serial killer - tristemente noto col soprannome "i! Torturatore" - responsabile della morte di sette coppie e suicidatosi quasi trent'anni or sono. Raggiunta la casa, David si trova subito immerso in un'atmosfera surreale: la villa, lontanissima dal villaggio, è stata costruita intorno a una quercia secolare e le grandi vetrate che la caratterizzano sono prive di ante e di tapparelle. In più, la neve copre ogni cosa. Ciò che lo aspetta, poi, non è meno inquietante: lo studio in cui dovrà produrre almeno dieci pagine ai giorno si affaccia su una sorta dì mattatoio; la presenza di Doffre è costante e implacabile; i racconti sul Torturatore sono raccapriccianti.



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Foresta nera 2011-08-30 12:25:53 eugenio
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Opinione inserita da eugenio    30 Agosto, 2011

leggibile ma...

partiamo dai lati positivi, anzi dal lato positivo. il romanzo è estremamente claustrofobico. la casa immersa nella foresta appare anche al lettore come inevadibile (esiste questa parola?), e insieme alla sua particolare atmosfera e alla presenza di Doffre ricorda quasi Misery non deve morire (anche per il tema simile).

Lati negativi: i personaggi sono scontati ed è difficile oltremodo appasionarcisi data la mancanza di grandi riferimenti alla loro vita. sono inoltre anche... poco simpatici, alla fine cioè non si fa il tifo per nessuno in maniera particolare.

poi il finale è scontato ad un livello quasi paradossale. il quasi c è ma è poca cosa.
potete sicuramente trovare di meglio

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