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L'ipnotista

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L'ispettore Joona Linna è un personaggio scomodo per la sua testardaggine. Il caso che si trova tra le mani la notte dell'8 dicembre, però, rischia di rivelarsi troppo, perfino per lui. E' la stessa notte che cambierà la vita dell'ipnotista Erik Maria Bark. Da dieci anni ormai rifiuta di praticare l'ipnosi. Il motivo c'è ed è ben preciso, sebbene nascosto nel suo passato. Tutto tornerà alla luce quando viene rapito suo figlio Benjamin, emofiliaco. Essere rapito da un serial killer è davvero l'ultima cosa che dovrebbe capitargli. Ma c'è di più. Un uomo viene ritrovato accoltellato a morte in una scuola. A casa sua la polizia trova moglie e figlia minore anch'esse barbaramente uccise. L'unico sopravvissuto è il figlio Josef Ek, ora in grave stato di shock, incapace di rispondere alle domande della polizia.

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L'ipnotista 2017-11-23 14:14:15 aeglos
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aeglos Opinione inserita da aeglos    23 Novembre, 2017
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Mozzafiato

Un thriller davvero mozzafiato,senza un attimo di respiro,dove tutti i personaggi possono essere o meno coinvolti nel rapimento di Benjamin,il figlio dell'ipnotista. ERIK aveva promesso di non ipnotizzare più nessuno dopo uno strano avvenimento accaduto in passato (che chiaramente si scoprirà continuando a leggere),ma dopo il ritrovamento di Josef si trova costretto a ricredersi e a dover usare l'ipnosi per scoprire cosa è effettivamente successo.Da qui purtroppo cominciano ad accadere cose strane ad Erik e alla sua famiglia;chi sarà mai il colpevole? Erik ritroverà suo figlio sano e salvo? Appuntamento con pagine e pagine di pura avventura,senza mai risultare noioso o scontato.Consigliatissimo!

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L'ipnotista 2016-08-03 16:49:00 Jake
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Opinione inserita da Jake    03 Agosto, 2016

FREQUENTI DESCRIZIONI DI AMBIENTI INUTILI

Libro ben scritto, con una sintassi curata e termini ricercati. Unica pecca, le inutili descrizioni di ambienti e personaggi di contorno totalmente inutili ai fini della trama... esempio, per dire che il dottor Bark sta andando in ospedale, vengono descritte minuziosamente le persone ferme alla fermata del bus, le vetrine dei negozi, i fiocchi di neve che cadono al suolo, la neve grigia che schizza sulle auto parcheggiate nei pressi del fast food da cui si intravede un cliente che sta consumando un hamburger....
Queste fastidiose e inutili descrizioni allungano la trama di almeno 200 pagine (non sto scherzando, il libro è infarcito di descrizioni simili a quelle che ho riportato sopra).
Posso capire se hanno a che fare con la trama, ma dire che la neve grigia schizzava sulle auto parcheggiate bla bla bla, oppure che la commessa nella gioielleria stava incartando una scatoletta per un cliente mentre Bark stava entrando in negozio, serve solo per aumentare le pagine del libro.

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L'ipnotista 2015-04-03 14:17:33 fede.book21
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fede.book21 Opinione inserita da fede.book21    03 Aprile, 2015
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Sicuramente da leggere...

Non sarà il migliore thriller poliziesco che abbia mai letto , anzi diciamo che non è che una pagina tira l'altra, però è sicuramente un libro molto ben scritto, è bellissimo il fatto che sia stato scritto a quattro mani da marito e moglie, e infatti i punti di vista maschili e femminili devo dire sono ben rispettati e vicini alla realtà.
E' una narrazione molto scorrevole e cinematografica, non si perde tanto in descrizioni ma nonostante tante storie e personaggi si intreccino la storia non ne risente mai.
Forse merito di due menti al posto di una , ma lo consiglio davvero a chi ama il genere.
Sicuramente leggerò anche gli altri dagli stessi autori.

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Libri di Sophie Hannah, Giorgio faletti e Stieg Larsson e altri autori svedesi.
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L'ipnotista 2014-12-27 15:11:28 Vita93
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Vita93 Opinione inserita da Vita93    27 Dicembre, 2014
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" Come fuoco, esattamente come fuoco "

Raramente mi è capitato di aprire un thriller nordico qualsiasi e di non trovare, tra i commenti e le recensioni brevi di scrittori o giornalisti, un riferimento a Stieg Larsson.
Questo per sottolineare l' importanza e lo slancio che il compianto autore della meravigliosa trilogia " Millennium " ha dato al sempre più crescente sviluppo di thriller ambientati nella Penisola Scandinava.
Sia ben chiaro, in molti casi si tratta di autori interessanti e meritevoli della fama acquisita.
Io stesso ho tutti i libri non solo di Larsson, ma anche di Jo Nesbo e Camilla Lackberg.
I miei due ultimi acquisti in materia sono stati i primi due romanzi di Lars Kepler, pseudonimo di Alexander Ahndoril e Alexandra Coelho, marito e moglie che nel 2009 hanno deciso di cavalcare l' onda del successo di molti compatrioti e di sospendere le loro carriere per scrivere romanzi a quattro mani.
" L' Ipnotista ", il primo romanzo della serie, è diventato prima un best seller e poi, nel 2013, un film.

Un uomo viene ritrovato morto in uno spogliatoio di un campo di calcio. A casa sua, la stessa sorte è toccata alla moglie e alla figlia minore.
L' unico sopravvissuto della famiglia sembra essere Josef, sedicenne ricoverato in ospedale in evidente stato di shock e incapace di comunicare con il mondo esterno.
Joona Linna, investigatore finlandese della polizia criminale, indaga sul caso e decide di interpellare Erik Maria Bark, uno psicoterapeuta abile nella tecnica dell' ipnosi, che però non pratica da anni per motivi personali.
Joona deve assolutamente sapere cosa è successo, l' assassino infatti potrebbe completare la sua opera uccidendo la sorella maggiore di Josef, Evelyn, che abita da sola.
Erik ipnotizza il giovane Josef, ma le conseguenze saranno terribili. Conseguenze che non si ripercuoteranno solo sul caso, ma anche sulla vita privata di Erik, coinvolgendo nella vicenda anche la moglie Simone e il figlio Benjamin, emofiliaco.

Il romanzo è caratterizzato da una narrazione di stampo fortemente cinematografico.
Come ogni thriller scandinavo che si rispetti, anche in questo caso uno dei punti forti è rappresentato dal contrasto tra l' atmosfera ovattata e apparentemente tranquilla del paesaggio e la spirale di paura e violenza che crescono con l' aumentare delle pagine.
Dato il grande successo del libro e i numerosi commenti tra loro opposti che avevo sentito in merito, pensavo di trovarmi di fronte ad una lettura che non mi avrebbe lasciato indifferente in nessun caso.
Il mio giudizio personale, in realtà, è a metà tra i due opposti.
In generale mi sento di promuovere il libro, che non è comunque esente da difetti.
Se da una parte ambientazione e trama riescono nell' intento di creare curiosità nel lettore, dall' altra ho ravvisato una caratterizzazione dei personaggi che poteva essere più approfondita, qualche colpo di scena leggermente forzato e una lunghezza forse eccessiva.
Da sottolineare il fatto che il vero protagonista della serie dei romanzi di Lars Kepler, Joona Linna, non occupa il ruolo del protagonista principale che spetta invece a Erik Maria Bark, seguito dalla moglie Simone.
Sicuramente il bravo e caparbio investigatore finlandese troverà più spazio nei successivi romanzi.

Ho notato che anche il secondo thriller di Lars Kepler, " L' Esecutore ", ha ricevuto pareri discordanti.
Sempre in base alle numerose recensioni che ho letto, la serie sembra aver trovato la sua definitiva consacrazione a partire dal terzo romanzo.
" Nella mente dell ' ipnotista ", il quinto capitolo della collana, uscirà a gennaio 2015.
Io intanto provvederò a leggere " L' Esecutore ", per vedere se anche io darò la mia personale consacrazione a Lars Kepler.

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L'ipnotista 2014-02-09 20:21:16 crimy
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crimy Opinione inserita da crimy    09 Febbraio, 2014
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THRILLER ACCETTABILE

Ho comprato questo libro perchè amante del genere e attratta dalla copertina.
Avevo già letto le varie recensioni, molte delle quali non positive, ma poi ho pensato che se ci hanno girato un film probabilmente valeva la pena comprarlo.
La trama non mi ha conquistata da subito. Ho dovuto addentrarmi profondamente nella storia prima di sentirmi assolutamente coinvolta e questo comunque è avvenuto, quindi non mi sento di bocciarlo. Anche la parte centrale che si dilunga per un centinanio di pagine sul suo passato è affascinante, però c'è qualcosa che non convince, c'è qualcosa che ti fa rimanere con l'amaro in bocca e non ti soddisfa.
Mi aspettavo un finale spettacolare, un finale che mi facesse rimanere a bocca aperta ma così non è stato.
Nonostante ciò lo ritengo un libro che vale la pena leggere ma dal quale non aspettarsi un grande best seller.

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L'ipnotista 2013-11-02 16:38:33 cuspide84
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cuspide84 Opinione inserita da cuspide84    02 Novembre, 2013
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HYPNOS VS THANATOS

Un ragazzino, gravemente ferito, che giace in un letto d’ospedale.

Un medico, ex ipnotista, svegliato nel cuore della notte.

Un poliziotto, di origini finlandesi, ligio al dovere.

Un bambino emofiliaco che vorrebbe vivere una vita normale, lontana dall’iniezione settimanale che lo aiuta a restare in vita.

Erik Maria Bark, svegliato da una telefonata del commissario Joona Linna, deve correre subito in ospedale per aiutare la polizia nelle indagini relative a un delitto avvenuto di recente: una famiglia brutalmente assassinata; unico superstite il figlio adolescente, presente al massacro, e la sorella più grande, per la cui incolumità si teme. Motivo del crimine? Un regolamento di conti per soldi prestati e non restituiti.

Quello che il medico non sa è che il suo ritorno come ipnotista causerà una serie di eventi che coinvolgerà il suo unico figlio e metterà in serio pericolo il precario equilibrio che la sua famiglia è riuscita a raggiungere nell’ultimo decennio.

Ma è davvero così banale la risoluzione di questo caso? Cosa scoprirà la polizia dalle parole pronunciate dal giovane Josef in stato di ipnosi? Per quale motivo il dottor Bark aveva promesso di non ipnotizzare mai più nessuno?

Un thriller avvincente, ricco di colpi di scena e di immagini forti; se l’inizio mi aveva fatto storcere il naso per lo stile usato dagli autori, per la scelta di mischiare la narrazione degli eventi in modo tale da confondere il lettore, messo di fronte a più eventi contemporaneamente, dopo pochi capitoli ho cambiato idea: basta entrare nella trama per farsi coinvolgere appieno, per capire come gli scrittori ci stiano raccontando la vicenda e trovarsi sulla loro stessa lunghezza d’onda e all’interno del romanzo dal ritmo davvero serrato, non c’è un attimo di respiro, tutto cambia nell’arco di pochissimo tempo, qualsiasi certezza viene spazzata via al primo batter di ciglia!

Questo è solo il primo libro con protagonista il commisario Joona, di cui iniziamo a fare la sua conoscenza solo marginalmente (dalla storia viene si intuisce il suo carattere deciso e parte della sua vita passata, ma niente più); tante le recensioni già scritte, alcune molto positive, altre del tutto negative… io personalmente mi pongo al centro, giusto perchè l’inizio confonde molto il lettore, ma il resto del libro lo promuovo in pieno!

Buona lettura!


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L'ipnotista 2013-10-29 19:54:42 Monika
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Monika Opinione inserita da Monika    29 Ottobre, 2013
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Non mi ha convinto (CONTIENE SPOILER)

Appena finito e sto cercando di elaborarlo a caldo.
L' episodio con cui si apre il libro, quello che sembra l'episodio su cui dovrebbe 'girare' tutta la storia non è quello che sembra. Tirando le somme credo che è un' episodio non indispensabile che si potrebbe anche eliminare. Ci troviamo di fronte a questo ipnotista, o meglio dire EX ipnotista, farmaco dipendente che prende un farmaco diverso una riga si e l' altra pure. Uomo senza carattere con una moglie paranoica. Gli adolescenti e i bambini del luogo sono tutti sbandati e cattivi. Ti fanno pensare che questo mondo è solo squallido, grigio e violento... Mah...
Inizio in pompa magna poi il vuoto assoluto...A parte il rapimento di suo figlio che non si capisce chi abbia interesse a rapirlo... e che viene rapito tanto facilmente.Vuoto Fino a oltre metà libro dove il 'grande', unico e pentito ipnotista racconta le vicende dei tempi che furono in cui seguiva un gruppo di pazienti che avevano subito gravi traumi, e che lui cercava di curare con sedute di ipnosi di gruppo. Ed è li che emergono i veri sospetti, i probabili colpevoli. Ma io mi domando, medico, esperto, che stai analizzando dei soggetti che hanno subito gravi traumi psicologici, traumi che stanno influendo negativamente sul corso delle loro vite, intraprendi una terapia di gruppo con questi soggetti senza aver prima studiato ogni singolo caso, e senza avere la minima idea su cosa possa aver scatenato i traumi? Senza sapere niente del loro passato? Infatti solo alla fine, grazie a un medico di una clinica psichiatrica, si viene a conoscenza del passato della paziente che si rivela essere la colpevole del rapimento. Una parola sola: ridicolo. Nella mia ignoranza, la logica mi suggerisce che nessun buon medico intraprenderebbe una terapia del genere senza essere a conoscenza della storia clinica di un paziente. Concludo dicendo che se si fosse adeguatamente informato, come i veri medici fanno, non ci sarebbe stato niente su cui scrivere un libro.

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L'ipnotista 2013-09-18 18:41:56 bongobingo16
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bongobingo16 Opinione inserita da bongobingo16    18 Settembre, 2013
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BELL'IDEA..... MA ALLA FINE MI SONO PERSO QUALCOSA

Non appena ho letto la descrizione di questo romanzo ho subito pensato che potesse essere un capolavoro... affascinante l'immagine di un ipnotista inserito all'interno di un thriller... affascinanti i luoghi dove è ambientato (La gelida Svezia già conosciuta con Stieg Larrson)... Infatti all'inizio questo romanzo parte bene, affascina ed ti incolla alle sue pagine.. Ma capitolo dopo capitolo, mentre la storia prosegue a pieno ritmo, sembra che qualcosa non vada... Più di una volta mi sono chiesto se per caso avessi saltato accidentalmente qualche pagina. Spesso ci si ingarbuglia in meccanismi difficili da seguire, personaggi che irrompono nel romanzo per sparire poche pagine dopo, vicende a tratti assurde che non arricchiscono la storia ma anzi la deviano...
Nonostante ciò la trama di base pian piano diventa avvincente ed in fin dei conti si vuole capire come andrà a finire.
Al termine del libro si resta comunque con un senso di incertezza...

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L'ipnotista 2013-07-10 16:29:13 marlon
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marlon Opinione inserita da marlon    10 Luglio, 2013
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SOTTO L'OMBRELLONE .....

Stoccolma
La notizia è agghiacciante. Un’intera famiglia( la famiglia Ek) sterminata da un assassino armato di coltello. Il padre ucciso sul posto di lavoro, madre e figlia massacrate in casa. Unico superstite il figlio maggiore, Josef Ek, ricoverato in gravi condizioni per ferite multiple e in stato di shock. Uno stato che lo isolerà completamente dal mondo esterno. Segue le indagini l’ispettore Joona Linna ,giovane e caparbio. Per metà finlandese, è quasi un intruso in Svezia con i suoi metodi … l’unico a non arrendersi davanti ad un vicolo cieco. Infatti, dopo estenuanti insistenze, riuscirà a convincere il dottor Erik Bark a sottoporre l’unico potenziale testimone ad un’ipnosi regressiva. L’ultima chance per dare un volto al killer. Purtroppo il dottor Bark ha un passato professionale difficile e un presente problematico: un matrimonio in crisi, un figlio malato e la promessa di non sottoporre più nessun paziente ad ipnosi. Promessa durata 10 anni a causa di un caso giudiziario. Tutto ciò lo opprime a tal punto da abusare di farmaci …
Infranta la promessa il dottor Bark vedrà peggiorare le cose. L’assassino non sta certo a guardare e rapisce suo figlio. L’ipnosi NON VA FATTA !! Altrimenti …
Nel frattempo l’ispettore Linna scopre che nella famiglia Ek c’è un altro membro. Si tratta della sorella maggiore di Josef, datasi alla macchia da tempo …
Il titolo, la trama, la copertina e il tema dell’ipnosi. Tutti gli ingredienti per correre in libreria a comprarlo. Purtroppo l’argomento ipnosi e ipnotista vengono solo accarezzati. Nel romanzo ci sono alcune incongruenze e situazioni inverosimili. Non le segnalo, non preoccupatevi. Lars Kepler è lo pseudonimo dei coniugi Ahndoril. L’idea era interessante ma non deve trasparire il lavoro a quattro mani. Si rischia di dividere la storia in 2 parti, e perde in omogeneità …
Non aspettatevi il capolavoro promesso. Rimarrete delusi come me …. Aspettatevi la normalità …
Comunque un buon thriller, abbastanza scorrevole. Consiglio la lettura in spiaggia, tra una granita e un gavettone …

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L'ipnotista 2013-05-17 03:17:32 Bruno Elpis
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Bruno Elpis Opinione inserita da Bruno Elpis    17 Mag, 2013
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Elpi-logo n. 16

Ricordando Belfagor e Juliette Greco

Volendomi autopsicanalizzare, probabilmente il mio interesse dilettantistico per l’ipnosi risale a uno sceneggiato TV in bianco e nero che ho visto da bambino: “Belfagor, il fantasma del Louvre”. Lì, il fantasma mascherato e nero era un personaggio che agiva sotto ipnosi. Essendo ormai cresciuto d’età (!) ed essendomi impossessato di qualche ulteriore strumento conoscitivo – dopo aver letto Freud, per il quale l’ipnosi è una tecnica terapeutica – attribuisco il mio interesse infantile a una combinazione di elementi: l’ambientazione al Louvre, il richiamo di civiltà antiche, il mistero di esoterismi, il fascino tutto francese dell’attrice principale, Juliette Greco.
Con la fedina imbrattata da Belfagor, quando mi sono imbattuto nel titolo “L’ipnotista”, mi ci sono buttato a capofitto.
La storia narra di Erik Maria Bark, l’ipnotista più famoso della Scandinavia. Precipitato nel baratro personale, ha smesso da dieci anni di praticare l’ipnosi. Poi Joona Linna, commissario della polizia criminale, si rivolge a lui, lo trova imbottito di psicofarmaci e gli chiede di occuparsi di un caso limite: un ragazzo, Josef Ek, ha assistito al massacro della sua famiglia. La mamma e la sorellina sono state trucidate davanti ai suoi occhi; lui stesso è stato trovato ferito e, completamente scioccato, non comunica più con il mondo esterno. Ma è il solo che potrebbe testimoniare su quanto è accaduto. Ovvio che l’ipnosi sia il metodo più appropriato per carpire una verità sommersa e scongiurare il rischio che la sorella maggiore di Josef, scomparsa misteriosamente, sia raggiunta dal killer che ha deciso di sterminare la famiglia. Erik Maria Bark accetta un incarico che gli cambierà la vita, anche perché suo figlio, emofiliaco, viene rapito…
Il thriller è avvincente, ma non convincente. Ho trovato le sedute di ipnoterapia – mio principale motivo di richiamo – piuttosto epidermiche. La trama, non particolarmente originale, a mio parere presenta alcune smagliature che mi hanno dato l’impressione di leggere più romanzi (almeno due) non perfettamente integrati tra di loro.
Per me, è meglio tornare a Belfagor. E ai miei ricordi.

Bruno Elpis

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... Freud
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