La biblioteca dei morti La biblioteca dei morti

La biblioteca dei morti

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Nel dicembre 782 in un’abbazia sull’isola di Vectis il piccolo Octavus, accolto dai monaci per pietà, prende una pergamena e inizia a scrivere un’interminabile serie di nomi affiancati da numeri. Il 10 luglio 1947 Harry Truman, il presidente della prima bomba atomica, scopre un segreto che, se divulgato, scatenerebbe il panico nel mondo intero. Il 21 maggio 2009 il giovane banchiere David Swisher riceve una cartolina su cui ci sono una bara e la data di quel giorno. Poco dopo, muore. E la stessa cosa succede ad altre cinque persone. Un destino crudele e imprevedibile, ma non esiste nulla di casuale. Perché la nostra strada è segnata.

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La biblioteca dei morti 2015-06-22 13:23:43 sonia fascendini
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sonia fascendini Opinione inserita da sonia fascendini    22 Giugno, 2015
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Il libro dei nati

Questo è uno di quie libri a metà strada tra il thriller, il fantasy e lo storico. In effetti in alcuni tratti questa mescolanza di generi mette in difficoltà perchè si fa fatica a seguire tutti questi balzi tra presente e passato. L'autore è però abile nel dosarci un pò alla volta le informazioni, in modo da tenere ben all'erta l'attenzione del lettore.
La trama, epurata du tutte le descrizioni è semplice. L'avverarsi di una serie di coincidenza nel medioevo porta alla luce un bambino dotato di capacità di prevedere il futuro che potrebbe influire sulla vita di tutta l'uminità. Queste previsioni verranno nascoste per evitare che qualcuno ne faccia un uso scorretto. Come sempre accade qualcosa filtra, ed ecco entrare in campo un investigatore che riuscirà a mettere insieme tutti gli indizi, per quanto impossibili possano sembrare.
Il libro nel suo complesso, invece non è per nulla samplice. Molti i personaggi, disseminati nell'arco di parecchi secoli. Descritte bene anche le comparse, tanto da farci credere che tutto si fermi lì. Niente di più sbagliato: quando pensiamoi di aver capito dove l'autore vuole andare a parare il contesto cambia totalmente, e capiamo che il nodo del libro sta da un' altra parte.
Mi è piaciuto questo romanzo: piacevole, intrigante e poco prevedibile.

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La biblioteca dei morti 2015-06-16 08:56:23 cosimociraci
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cosimociraci Opinione inserita da cosimociraci    16 Giugno, 2015
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Alcuni reati non dovrebbero mai essere risolti; al

Il segreto più sconvolgente nella storia del genere umano sta per essere rivelato . Un assassino è a piede libero per le strade di New York City: soprannominato il Doomsday Killer, ha a suo carico sei vittime in sole due settimane, e la città è terrorizzata . Ancora peggio, la polizia è in alto mare: le vittime non hanno nulla in comune, sfidando tutti i profiling. Tutto ciò che li unisce è che ciascuno ha ricevuto una cartolina per posta prima della loro morte - una cartolina che ha annunciato la data del decesso. In preda alla disperazione, l'FBI assegna il caso all'agente Will Piper, un tempo il maggiore esperto serial killer, prima della spirale dissoluta verso la pensione. Combattendo i suoi demoni, Will è presto riportato in un mondo che ama e odia, determinato a catturare l'assassino costi quel che costi. Ma la sua ricerca lo porta in una direzione che non avrebbe mai potuto prevedere, scoprendo un segreto scioccante che è stato gelosamente custodito per secoli. Un segreto che una volta giaceva sepolto in una biblioteca sotterranea sotto un monastero dell 8 ° secolo, ma che ora è stato portato alla luce - con conseguenze mortali. Pochi eletti difendono il segreto della biblioteca con la loro vita nei confronti di chi, come Will, cerca la verità.
Una miscela perfetta di un moderno thriller e di mistero storico con un finale che mi ha lasciato senza fiato.
Una rivisitazione dell'antica battaglia tra libero arbitrio e predestinazione.
Un segreto pericoloso che solleva lo spettro inquietante di ciò che immaginiamo come libertà potrebbe essere parte di un terrificante pianificazione onnicomprensiva.
La stanza dei morti è una storia molto complicata, con una trama ancora più complicata. La storia è raccontata con flashback della Seconda Guerra Mondiale e indietro fino al secolo VIII. E' corretto, infatti dire che la storia comincia nell'anno 777, con delle rivelazioni nel 1947 e la risoluzione del 2009. Con questo arco temporale, il libro potrebbe essere un po' difficile da seguire, ma Glenn Cooper fa un ottimo lavoro inserendo le informazioni corrette a tempo debito per mantenere la storia scorrevole. Il lettore dovrà prestare attenzione a ogni dettaglio in questo libro per capire come si integra il tutto, ma sarà un'esperienza gratificante.

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La biblioteca dei morti 2015-05-28 16:30:41 Jack_84@yahoo.it
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Jack_84@yahoo.it Opinione inserita da Jack_84@yahoo.it    28 Mag, 2015
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Nulla di eccezionale.....

Spinto dalle molteplici opinioni entusiaste, ho letto questo romanzo di esordio di Cooper. Ebbene, non mi ha convinto affatto! Seppure l'idea di fondo che lega le sotto trame che formano il romanzo è originale ed encomiabile, il tutto è reso in maniera scialba. Non vi sono descrizioni degni di nota o dialoghi interessanti; lo stile narrativo è alquanto povero e privo di mordente; la trama appare poco studiata e superficialmente concepita, come se l'autore avesse fretta di chiudere il romanzo. Ad onor del vero se all'inizio vi sentirete smarriti nella lettura di episodi apparentemente sconnessi tra loro, alla fine l'autore fornisce le adeguate risposte... Che altro aggiungere: leggetelo solo se non avete di meglio sottomano, magari per riempire le attese alla fermata del tram.

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La biblioteca dei morti 2015-02-02 09:10:48 MATIK
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MATIK Opinione inserita da MATIK    02 Febbraio, 2015
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La biblioteca dei morti.

"OLO....oltre l'orizzonte!"
Un libro che riesce ad appassionare il lettore, perchè la storia si dipana su più spazi temporali, l'anno 700 sull'isola di Wight in pieno medioevo, nel 1947 alla fine della seconda guerra mondiale e nel 2009 a New York dove alcune persone ricevono una cartolina che annuncia la loro morte che immancabilmente avverrà, toccherà a Will Piper un'agente dell'FBI capire cosa sta succedendo, rilevante per la storia sarà anche l'Area 51 vicino a Las Vegas, conosciuta come l'area segreta UFO.
All'inizio il saltar continuo da una storia all'altra, potrà risultare strano e complicato, con lo scorrere delle pagine tutto farà capo ad una vicenda che affascina ed appassiona, la "biblioteca dei morti", l'elemento collante di tutto il libro.
Glenn Cooper ci ha confezionato un racconto particolare, che mi ha ricordato a tratti le storie di un altro scrittore, Dan Brown, durante la lettura ci si trova a voler conoscere il perchè degli eventi, le pagine scorrono per questo lo definirei un buon testo, non ottimo ed indimenticabile, ma buono.
All'interno del libro troviamo due personaggi fondamentali: Will è un uomo affascinante, un casanova incallito, con il problema dell'alcool, ironico e sprezzante, che sa far bene il proprio mestiere, ma che per il modo di agire a rovinato la carriera, Mark/Peter un cervellone in informatica, debole, insicuro, bruttino, che cerca sempre un riscatto alla vita anonima che conduce, loro saranno gli opposti che si incontrano e che faranno la storia.

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Per chi ama letture semplici, che appassionano!
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La biblioteca dei morti 2014-10-01 18:25:46 crimy
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crimy Opinione inserita da crimy    01 Ottobre, 2014
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UN MISTERO AVVOLTO NEL TEMPO

Ho aspettato parecchio prima di iniziare la lettura di questo libro forse un pò delusa dalle recensioni non proprio entusiasmanti, ma nonostante ciò devo dire che sono stata velocemente catturata dalla trama.
Il linguaggio del romanzo è piacevole ed è reso maggiormente interessante dai continui balzi temporali tra presente, Medioevo e secondo Dopoguerra decisamente ben costruiti.
Sono stata affascinata inoltre dai luoghi. Immaginavo un'antica enorme biblioteca con migliaia di scaffali e libri pesanti e polverosi e poi l'antica abbazia con i suoi cunicoli e sotterranei e non meno interessante per finire la famosa Area 51.
L'idea del protagonista Will in età pensionabile donnaiolo e legato esclusivamente alla bottiglia mi è piaciuta ma è indubbia la storia d'amora con la collega. Cooper non dedica abbastanza parole alla descrizione dei personaggi e ad un certo punto ti chiedi: ma quando si sono innamorati????
A parte questo piccolo neo sono stata nel complesso positivamente affascinata dalla lettura

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La biblioteca dei morti 2014-08-03 11:31:53 F.Angeli
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F.Angeli Opinione inserita da F.Angeli    03 Agosto, 2014
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DELUSIONE

Non mi piace mai dare una recensione negativa a un libro. Anche quando la storia non mi è piaciuta, come nel caso dei libri "L'ombra del vento" e in parte anche "Il richiamo del cuculo", cerco di dare una valutazione il più oggettiva possibile, analizzando lo stile utilizzato dallo scrittore, l'originalità della storia,e i messaggi che trasmette, perché, ovviamente, un libro scritto oggettivamente bene può non piacere a me, ma piacere ad altri. Nel caso del romanzo d'esordio di Glenn Cooper non riesco in alcun modo a dare un giudizio positivo. Ci saranno delle anticipazioni nella mia recensione, per cercare di analizzare al meglio il libro.

La trama parla di un serial killer che invia cartoline alle sue vittime prima di ucciderle, e queste muoiono in modo inevitabile: ne morirà persino uno davanti agli occhi del detective Will Piper: la vittima infatti inciamperà e nella colluttazione perderà la vita. Il serial killer verrà soprannominato Doomsday, che tradotto significa Giorno del Giudizio. La storia effettivamente è all'inizio interessante e abbastanza fuori dal comune, e questo è uno dei pochi punti a favore del libro. Quello che non funziona nel libro è la caratterizzazione dei personaggi. Lo stile di Cooper è piatto, troppo superficiale e non riesce a delineare la psicologia dei protagonisti in modo buono, anzi mi è sembrato che i personaggi appartenessero a una commedia mal riuscita. Spiego i motivi facendo alcuni esempi.

1 I dialoghi sono molto spesso banali e ordinari, si trovano senza difficoltà scambi di battute del tipo:
"Ciao, come va?"
"Non c'è male. Che hai fatto ieri sera?"
che troppo frequentemente non si evolvono in discorsi interessanti. Cooper poteva anche evitare di scrivere questi dialoghi vuoti a mio parere, non ho visto alcuna utilità se non quella di allungare il brodo. Poi ovvio che anche dialoghi di questo tipo possono caratterizzare i personaggi se usati nel giusto modo, ma non è il caso di Cooper. (Ad esempio in un romanzo di Murakami, 1Q84, un personaggio di nome Fukaeri usa spesso frasi secche e brevi e inespressive, ma vengono riportate nel giusto modo mettendo in evidenza una personalità laconica e chiusa)

2 Che si tratti di sgomento, rabbia, disperazione, rimpianto, impotenza e via dicendo l'autore fa emergere queste emozioni nei personaggi usando tre tecniche principali.

1 Gli fa dire parolacce o imprecare.
2 Li fa piangere.
3 Mette i punti esclamativi a fine di ogni loro frase.

E non mi sembra nemmeno funzionino queste tre tecniche.
Succede spesso che con tutti quei punti esclamativi frasi che dovrebbero essere d'effetto, che dovrebbero creare tensione, perdono valore, diventano enfatiche e risultano innaturali. Associati poi alle parolacce la cosa peggiora ancora di più.
Certo a volte i personaggi diventano interessanti quando Cooper parla del loro passato e delle loro abitudini, ma niente di più. Purtroppo se i personaggi non sono ben caratterizzati a mio parere il romanzo perde parecchio valore, specie se è un thriller, parola che deriva da to thrill (rabbrividire), e inquietarsi non è una cosa che succede se non si riesce ad entrare in empatia con i personaggi.
Poi ho riscontrato altre imprecisioni, molto meno importanti di quello che ho considerato prima ma che riporto lo stesso. Una è uno strano uso degli avverbi e dei complementi di modo, che molto spesso mi sono sembrati superflui e pesanti. Ad esempio ricordo una frase:

"Sbatté con violenza il corpicino a terra."

Sbattere indica già di suo un'azione violenta, non è necessario usare l'avverbio in questo caso.
Poi non ho nemmeno apprezzato le similitudini che usa Cooper, quando ad esempio paragona un ingorgo stradale a una trombosi.
Ultimo punto: la trama, per come viene presentato l'intreccio, risulta assai prevedibile, e inoltre mi ha in un certo modo ricordato una storia di cui ho già sentito parlare. Non si tratta di un libro però, ma di Death Note, un manga in cui il protagonista scopre di potere uccidere chiunque e scegliere il momento del decesso. Sinceramente l'ho preferito dieci volte di più, e anzi forse è meglio vedere la serie animata (molto più seria e intelligente di quanto ci si possa aspettare, ha sorpreso e appassionato persino me che non guardo mai la televisione, un thriller veramente ben congegnato) che leggere "La biblioteca dei morti". Penso sia meglio rivolgere lo sguardo altrove, ci sono autori molto più competenti di Cooper, anche se riconosco che se lo stile di scrittura cambiasse la qualità del libro aumenterebbe parecchio.

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La biblioteca dei morti 2014-07-13 12:47:28 BeaBonheur
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BeaBonheur Opinione inserita da BeaBonheur    13 Luglio, 2014
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che amarezza

Ho avuto modo di sfogliare diversi commenti positivi circa questo romanzo ma purtroppo non posso condividere tanta esaltazione.

Una corsa contro il tempo, la ricerca di una risposta che sembra non risiedere in nessun luogo né tempo, un segreto tanto grande (e assurdo) che, se scoperto, manderebbe in subbuglio l'intero pianeta.

L'idea di fondo non è affatto male, lo ammetto, ma ho trovato parecchio macchinosa la trama e buona parte delle sue sfumature. A tratti mi è sembrato di essere tra le scene di Mission: Impossible.
Ho trovato La biblioteca dei morti un'americanata. Una storia parecchio forzata, artificiosa, esageratamente costruita.
Mi spiace ma non lo ritengo un libro di qualità: la scrittura non risulta particolarmente brillante e l'intreccio supera i limiti dell'assurdo.
E' lecita l'originalità come la forza della fantasia, ma a mio dire in questo caso tocchiamo il fondo.
Scrivo queste parole con rammarico ma davvero non sono riuscita a trarre nulla di buono da questo testo. Sono ad ogni modo contenta che tanti di voi ne abbiano deliziato, al contrario di me.

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Libro che illude all'inizio ma lascia a bocca aperta verso il suo termine, e non per lo stupore dovuto alla meraviglia, ma per l'esagerazione non ammessa.
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La biblioteca dei morti 2014-06-04 14:12:32 violetta89
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violetta89 Opinione inserita da violetta89    04 Giugno, 2014
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il nostro destino è già scritto

Se ci si aspettava di leggere il classico thriller con il detective che insegue l'assassino, questo libro non è assolutamente quello che vorremmo. O meglio all'inizio lo sembra, ma poi la storia prende un'altra piega allontanandosi dal thriller puro, con la scoperta della Biblioteca e di tutta la storia che l'avvolge.
Sicuramente non sarà uno dei miei libri preferiti, però tutto sommato non è male.
Più che altro quello che ti rimane dopo aver finito il libro è: se fosse tutto vero? se una biblioteca del genere esistesse, allora è vero che il nostro destino è già scritto?

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La biblioteca dei morti 2014-05-10 10:18:54 Francesca2213
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Francesca2213 Opinione inserita da Francesca2213    10 Mag, 2014
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E tutto scritto o siamo nelle mani del destino?

"La biblioteca dei morti" è un romanzo thriller,ecco la prima cosa da specificare,non è assolutamente thriller.Narra storie diverse accomunate dal fatto che si cerca il killer DOOMSDAY ovvero IL GIORNO DEL GIUDIZIO. Questo "Killer" manda delle cartoline alle vittime con scritta una data e una bara,una cartolina che fa capire ai poliziotti che è un avvertimento e che per loro arriverà la morte.Tutto questo nell'anno 2009.Poi con diversi salti temporali ci spostiamo al 7/7/777 quando una donna mette al mondo due gemelli e muore subito dopo il parto.Il padre di queste creature è il settimo figlio e loro sarebbero il settimo e l'ottavo figlio di un settimo figlio.Una famiglia di 7.Appena esce il primo credendo che fosse figlio del demonio prende questa piccola creatura è la uccide,che poi mi chiedo chi è tanto scemo da uccidere il proprio figlio?Ma questo idiota del padre ha fatto un errore infatti non ha ucciso il suo settimo figlio,ma l'ottavo e ha tenuto il settimo,una morte senza significato! Non potendo badare al figlio all'età di 4 anni lo porta in un convento e poi tra varie storie si capisce che è speciale,In che modo? Scopritelo.Poi ci spostiamo negli anni '40 quando l'Inghilterra e gli USA si stanno rimettendo in sesto dopo la grande guerra.A questo punto Churchill viene chiamato per nascondere un grande segreto che verrà mantenuto appunto segreto nell'area 51.Non voglio rivelarvi niente di più quindi leggetelo per scoprirlo.
[CONTIENE SPOILER]
Un libro molto piatto,l'ho letto in 4 giorni perchè è molto scorrevole e facile da leggere,ma la trama e il succo del libro si capisce da subito.Sarebbe stata bella l'idea di una biblioteca segreta dove il governo degli Stati Uniti tiene sotto controllo morti e nascite fino al 2027,ma doveva essere scritto forse in modo un pò diverso.E' troppo scontato,si capisce subito dove l'autore vuole andare a parare.Si capisce che sto killer non esiste,si capisce subito che Mark è in mezzo a questa storia.Poi l'autore ci ha messo anche un impossibile e alquanto strana storia d'amore con la collega un pò forzata.Devo dire ottima idea,ottime le parole,ma poco sviluppo della storia.Non ti mette l'ansia,non ti fa dire "Lo devo leggere per vedere come finisce" ASSOLUTAMENTE NO! L'unica cosa che pensavo io e che devo leggerlo per finirlo e non riprenderlo più!!!

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La biblioteca dei morti 2014-04-26 16:45:54 marika_pasqualini
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marika_pasqualini Opinione inserita da marika_pasqualini    26 Aprile, 2014
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Nuova fine?

Piacevole, un pò complicato in certi punti, che alla fine non sono riuscita a mettere a fuoco. ma la storia è comprensibile comunque e molto bella. diciamo diversa dal solito! fine molto suggestiva e da pelle d'oca! vale la pena leggerlo perchè ti porta in varie fasi temporanee, in luoghi diversi l'uno dall'altro, che io ho fatto un pò fatica a conciliare, ma che poi vale la pena sforzarsi di ricordare un centinaio di pagine prima! é scritto bene, con dei bei colpi di scena e una trama veramente intelligente! spero solo non sia tutto vero!!

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