Narrativa straniera Gialli, Thriller, Horror La ragazza che giocava con il fuoco
 

La ragazza che giocava con il fuoco La ragazza che giocava con il fuoco

La ragazza che giocava con il fuoco

Letteratura straniera

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Mikael Blomkvist è tornato vittorioso alla guida di Millennium, pronto a lanciare un numero speciale su un vasto traffico di prostituzione dai paesi dell’Est. L’inchiesta si preannuncia esplosiva: la denuncia riguarda un intero sistema di violenze e soprusi, e non risparmia poliziotti, giudici e politici, perfino esponenti dei servizi segreti. Ma poco prima di andare in stampa, un triplice omicidio fa sospendere la pubblicazione, mentre si scatena una vera e propria caccia all’uomo: l’attenzione di polizia e media nazionali si concentra su Lisbeth Salander, la giovane hacker, «così impeccabilmente competente e al tempo stesso così socialmente irrecuperabile», ora principale sospettata. Blomkvist, incurante di quanto tutti sembrano credere, dà il via a un’indagine per accertare le responsabilità di Lisbeth, «la donna che odia gli uomini che odiano le donne».

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La ragazza che giocava con il fuoco 2018-08-23 18:19:58 Rollo Tommasi
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Rollo Tommasi Opinione inserita da Rollo Tommasi    23 Agosto, 2018
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Bande che odiano le donne

“Uomini che odiano le donne”, il primo volume della trilogia di Millennium, ha ottenuto un enorme successo di pubblico (e vendite). A queste condizioni, ai nostri tempi, il sequel s’impone.
A Stieg Larsson non manca l’intelligenza di puntare con decisione sul personaggio più originale e controverso del primo volume: il ruolo di protagonista passa dunque da Mikael Blomkvist (il giornalista responsabile della rivista Millennium, che ha risolto il mistero della famiglia Vanger) a Lisbeth Salander.
Ogni sfaccettatura di Lisbeth è particolare: l’aspetto è quello di una donna minuta che sembra un’adolescente, praticante del piercing, tatuata, che nel vestire e nel truccarsi tende al dark; la personalità è una miscela di forza e debolezza, di doti superiori e deficienze (dove le prime comunque prevalgono, a partire dal suo essere una hacker insuperabile); i comportamenti sono quelli di un “cane sciolto”, allenata a non rivelare le proprie debolezze, determinata e pronta ad usare la violenza (se occorre, o perché accecata dalla rabbia).
Ciò che manca nel primo volume della saga è il motivo: perché Lisbeth Salander è Lisbeth Salander?… Ciò che manca è la sua storia. E questo è, per l’appunto, “La ragazza che giocava con il fuoco”: la storia (o la gran parte della storia) di Lisbeth Salander, ciò che le è accaduto sin dall’infanzia e che, agli occhi del mondo, l’ha fatta diventare pericolosa, sociopatica, da confinare in uno spazio chiuso e controllato sin dall’età di dodici anni. Un evento drammatico per una ragazzina, che tuttavia, nel progredire del libro, si spiega sempre meglio quando ci si accorge che quella di Lisbeth Salander non è solo una drammatica storia personale, ma il crocevia di un intreccio che coinvolge piani diversi (non ultimo quello che comunemente definiremmo “ragion di Stato”).

Il secondo capitolo della trilogia non sembra avere la stessa efficacia del primo. Larsson aggancia il filo più “redditizio” nell’economia della storia di partenza – quello relativo alla figura di Lisbeth, come detto – collegandolo al fenomeno del traffico della prostituzione (dando così continuità al tema portante del volume precedente, quello della violenza sulle donne, stavolta praticato da bande organizzate). L’effetto è ancora una volta di vibrante e motivata denuncia, accompagnato dallo stile scorrevole già sperimentato in “Uomini che odiano le donne”.
Ma le imprese di Lisbeth, ancor di più che nel primo libro, la fanno sembrare una supereroina, rompendo l’equilibrio della sua personalità così ben costruita in precedenza e rischiando di renderla inverosimile. Nel convulso finale, la ragazza sembra avere riserve infinite…
Anche se è un finale solo sulla carta: mentre “Uomini che odiano le donne” è un libro a sé, “La ragazza che giocava con il fuoco” rimanda già, dalle ultime pagine, a un terzo capitolo che arriverà di lì a poco (“La regina dei castelli di carta”). La cosa può piacere a chi ha la tendenza ad “affezionarsi” a determinati personaggi, ma suona di sicuro poco genuina a quei lettori che nella concatenazione di libri “studiata a tavolino” traggono l’impressione di un’operazione regolata da intenti commerciali prima ancora che letterari.

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"Uomini che odiano le donne" e smania di sapere come prosegue la storia.
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La ragazza che giocava con il fuoco 2015-11-25 16:36:45 evakant
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evakant Opinione inserita da evakant    25 Novembre, 2015
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Lisbeth&Blomkvist la vendetta

In questo secondo capitolo troviamo ancora i personaggi che abbiamo lasciato nella prima parte.
Mickael Blomkvist, Lisbeth Salander ecc...ma diciamo che i protagonisti sono sempre loro.
Molte cose sono cambiate nell'anno trascorso dopo la bufera dell'affare Wennerstrom e la scomparsa ed il ritrovamento di Harriet Vanger...Blomkvist è diventato una sorta di celebrità nel jet set scandinavo per il suo libro-denuncia, è tornato alla direzione di Millenium e la sua carriera è ancora in forte ascesa.
Lisbeth Salander è sparita nel nulla...da quando è diventata improvvisamente più che benestante grazie alla sua abilità di hacker ha girato il mondo, si è rifatta il seno, ha comprato una casa nuova e un'auto.
Ma i guai per lei non sono lontani.
Millenium nelle sue inchieste scomode si sta occupando del "traffcking" e dello sfruttamento della prostituzione in Svezia...commercio fiorente che investe non solo criminali spietati, ma anche poliziotti, politici e giornalisti.
È proprio nel momento in cui Lisbeth viene a sapere di queste indagini che iniziano i guai (e la parte avvincente del romanzo)...Una criminologa e un giornalista free lance che collaboravano con Milleniun vengono uccisi... e si sospetta che la colpevole sia proprio la bizzarra Lisbeth...
Chiaramente la vera parte interessante del libro inizia qui.

Prima, se devo essere sincera, l'autore si perde un po' in chiacchiere...dalle vacanze di Lisbeth ai Caraibi sino alle varie digressioni su chi mette le corna a chi all'interno di Millenium...oltre a spiegare molto brevemente di cosa tratta la nuova indagine di Millenium...
Diciamo che le prime 250 pagine del libro sono un susseguirsi di fatti più o meno interessanti, ma senza che succeda nulla degno di nota...anche se si intuisce subito a naso che il misterioso "Zala" che spunta qua e là nelle indagini di Blomkvist e soci sulla prostituzione sarà in qualche modo chiaramente legato a Lisbeth Salander.
Sicuramente un testo che, pur contando quasi 800 pagine, si lascia leggere, avvince grazie alle capacità narrative dello scrittore e presenta lo spunto della nuova indagine di Millenium come una trovata abbastanza originale.

Quello che non è più originale, a mio avviso, sono i personaggi che diventano o grotteschi nelle loro caratteristiche, oppure molto simili l'uno all'altro. E quindi poco credibili.
Lisbeth Salander diventa una specie di cyborg in grado di entrare nel computer di chicchessia e carpirne i segreti praticamente solo col pensiero, di sgominare due energumeni enormi e armati a mani nude...lei che è un metro e cinquanta per 40 kg, di entrare in qualsiasi proprietà privata senza difficoltà alcuna, di neutralizzare qualsiasi sistema di allarme.
La sua personalità qui appare ancora più deviata, disturbata e dark, cosa che non succedeva nel primo capitolo, in cui si evinceva che fosse una ragazza molto particolare e introversa, ma non così disadattata e compiaciuta dell'esserlo, insomma un ritratto psicologico del personaggio che è diventato un po' troppo uguale a se stesso e che cerca nel sensazionale di portare qualcosa di nuovo.
Mickael Blomkvist in questo volume passa un po' in secondo piano ma come sempre è invischiato in diverse relazioni amorose, gliene capitano di tutti i colori, tutte a lui, dal trovare i cadaveri dei collaboratori fino a ad imbattersi in aggressioni ed inseguimenti ai danni di Lisbeth Salander...insomma sta sempre al posto sbagliato al momento sbagliato (o narrativamente parlando al posto giusto al momento giusto).
Insomma troppe coincidenze, troppo forzate.

Per il resto una serie di altri personaggi che si somigliano un po' tutti, i buoni sono buoni, i cattivi sono cattivi ma 90 su 100 veramente ingenui e disorganizzati, un po' degli idioti, diciamocelo... solo Lisbeth sembra cattivissima ma in realtà non lo è...o meglio, non del tutto.
A mio avviso poi per leggere questo secondo capitolo non è nemmeno necessario aver letto "Uomini che odiano le donne" visto che il succo viene riportato in diverse parti del romanzo, diversi sono i richiami, ma non criptici.
Forse solo il personaggio di Mickael Blomkvist è tratteggiato meno bene che nel primo capitolo e quindi potrebbe sembrare una mancanza dell'autore.

In definitiva... è comunque una lettura piacevole, ben strutturata e avvincente (soprattutto da pagine 350 in poi) ma che scade un po' nel trash e ricama un po' troppo sulle "doti" dei personaggi che in questo modo perdono di credibilità, cosa che non succede nel primo capitolo della trilogia.

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La ragazza che giocava con il fuoco 2015-01-19 16:08:17 Vita93
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Vita93 Opinione inserita da Vita93    19 Gennaio, 2015
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Non esistono innocenti

Contento e dispiaciuto.
Mi sono sentito così dopo aver letto questo romanzo di Stieg Larsson.
Il primo sentimento, facile intuirlo, deriva dalla consapevolezza di aver letto un capolavoro, un altro dopo il già eccezionale " Uomini che odiano le donne ".
Il secondo stato d' animo invece è per il compianto autore, non oso immaginarmi quali altri best seller sarebbe stato in grado di scrivere se solo fosse ancora vivo.

Anche in questo secondo romanzo Stieg Larsson riesce a catturare il lettore per più di 700 pagine e ad accompagnarlo fino all' ultima riga senza il minimo calo di tensione.
Un' impresa, se considerato che ci era già riuscito nel primo libro della serie.
" La ragazza che giocava con il fuoco " è un romanzo completo, non manca niente.
Innanzitutto è ricco di personaggi unici e maniacalmente caratterizzati, due soprattutto rubano la scena a tutti gli altri comprimari, e sto parlando ovviamente di Mikael Blomqvist e di Lisbeth Salander.
Rispetto al romanzo precedente, stavolta si assiste ad un' inversione di tendenza nell' importanza che hanno i due protagonisti nella trama.
Se in " Uomini che odiano le donne " il giornalista aveva fin dall' inizio più spazio rispetto a Lisbeth, stavolta il romanzo inizia, prosegue e finisce con la netta sensazione che sia la geniale hacker a decidere l' esito della vicenda.
E' un romanzo completo, dicevo, perchè oltre ai personaggi e all' ambientazione nordica sempre ricca di suggestione, non mancano mai il mistero, la suspance, le perversioni umane e sessuali, l' amore, l' odio e il desiderio di vendetta, i molteplici risvolti sociali e politici.
Stavolta si parla di " trafficking ", di prostituzione nei paesi dell' Est dell' Europa, di tratta delle ragazze.
Le donne e i gli abusi e i soprusi che molte subiscono in questo tipo di vicende sono una delle tante parti principali del romanzo.
Capirete perchè, se si parla di donne maltrattate e umiliate, la vera protagonista non poteva non essere Lisbeth.
Personaggio fragile fisicamente ed interiormente, ma che sa rispondere con aggressività e violenza se viene attaccata.
Hacker geniale, piena di tatuaggi e piercing, dichiarata erroneamente mentalmente minorata e instabile, con un passato difficile alle spalle tra cliniche psichiatriche e tutori affidatari, Lisbeth è tutto questo e molto di più, uno dei personaggi più riusciti ed affascinanti degli ultimi venti anni della letteratura mondiale.

Stieg Larsson gioca con il lettore, lo stuzzica, lo incuriosisce ma soprattutto lo fa riflettere.
Scrive di un' ambientazione lontana, di una realtà vera ma difficilmente immaginabile, di personaggi talmente unici, particolari e autentici che è difficile pensare possa esistere davvero una Lisbeth Salander da qualche parte nel mondo.
Eppure leggendo il romanzo sembra di conoscerli, questi personaggi, e anche piuttosto bene.
Sappiamo cosa mangiano, quando e quanto dormono, cosa amano fare e cosa detestano, le loro abitudini, la loro cultura e le motivazioni che li hanno spinti ad essere quello che sono.
E allora non ci sembrano più tanto romanzati questi personaggi, sembrano quasi vivi, possibili, accessibili.
Per fortuna.
Ma sono possibili così come lo sono le loro storie e indagini volte a scovare il male che si annida in ogni angolo.
E sembra tutto così reale, così vicino.
Per fortuna, dicevo. O forse no ?

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La ragazza che giocava con il fuoco 2013-12-05 10:33:57 saurafumi
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saurafumi Opinione inserita da saurafumi    05 Dicembre, 2013
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Secondo atto pienamente riuscito

Degna continuazione di Uomini che odiano le Donne.
Lo stile ricco eppure scorrevole di Stieg Larsson rende piacevolissima la lettura di questo secondo volume, e le (dis)avventure di Lisbeth la rendono ancora più appassionante. La completezza di particolari non lo rende per niente pesante, Larsson è stato capace di scrivere tante cose in tante pagine ma senza lasciar cadere il ritmo e la suspance fino all'ultima pagine.
Uno dei miei autori preferiti in assoluto.

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La ragazza che giocava con il fuoco 2013-08-05 18:49:02 GiammarcoCamedda
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GiammarcoCamedda Opinione inserita da GiammarcoCamedda    05 Agosto, 2013
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"La ragazza che giocava con il fuoco" di Stieg Lar

Ritorno qui, a parlare del secondo giallo della trilogia "Millennium". Quello che scriverò è lo stesso dell'ultima volta, sarebbe a dire che nonostante lo scrittore fosse un giornalista, il suo metodo di scrittura non è per niente schematico e superficiale, ma al contrario puntiglioso sui dettagli, tanto da dire in maniera schematica ogni cosa riguardante il personaggio preso in considerazione. Ho apprezzato il fatto che in questo romanzo non siano stati presi in considerazione pochi personaggi, ma al contrario molti. Vale a dire che ogni comparsa nel libro ha un fine premeditato e portato a compimento. Non si parla solo di Mikael e Lisbeth oppure Vanger, ma si entra all'interno di ogni personaggio, sia esso un antagonista o un protagonista, o anche un personaggio secondario. Tutto quello che viene fatto è scritto bianco su nero ed è fondamentale per lo svolgimento della trama, che nonostante questa quantità spropositata di dettagli non è per niente pesante o noioso. Ovviamente, come nel primo libro, a risolvere il caso è il giornalista Mikael Blomkvist; tuttavia, senza le cripticità e gli aiuti di Lisbeth o anche degli altri gruppi investigativi non avrebbe combinato un bel niente. In altre parole, quello che prima era l'ingranaggio senza il quale tutto non funzionava, ora senza l'aiuto di altri ingranaggi non sarebbe funzionato.
Il romanzo è scritto in maniera impeccabile, come quello precendente, e oso dire che il metodo di scrittura di Larsson si è evoluto, durante la stesura, passando da quello che era nel precedente libro, fino a diventare più completo e meno scontato. (Dico questo, ma non fraintendete, non sto assolutamente dicendo che il libro precedente fosse scontato)
Nuovamente, la caratterizzazione dei personaggi è perfetta, in ogni dettaglio e in ogni azione, e questo fa di "La ragazza che giocava con il fuoco" un romanzo magnifico e piacevole alla lettura.
Argomento a favore di questo, rispetto al precedente, è il fatto che finalmente si arriva a scoprire il passato di Lisbeth, e l'espressione che lei utilizza spesso: Tutto il Male. Non vorrei osare troppo, dicendo che tutti ci siamo mangiati le labbra dalla voglia di conoscere ciò che quell'espressione significava. Possiamo ritenerci soddisfatti da questa prova di Larsson, che mi ha stupido per la sua complessità celata dietro i dettagli e il passaparola.
Speriamo ovviamente che il terzo e ultimo sia ancora più movimentato di questo. Buona lettura a tutti.

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Uomini che odiano le donne
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La ragazza che giocava con il fuoco 2013-07-04 16:01:37 marlon
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marlon Opinione inserita da marlon    04 Luglio, 2013
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Giù la maschera !!

L’ascensore non funzionava e Stieg Larsson dovette fare a piedi le scale del suo ufficio. Risultato? Morì di infarto nel 2004. La data ? 9/11 naturalmente …
Mikael (Kalle)Blomqvist , dopo aver risolto il caso Vanger, vince la sua battaglia legale contro il “faccendiere” Wennerstrom. Come l’araba fenice rinasce e riconquista le luci della ribalta. La sua carriera torna a brillare e, dopo essere tornato al timone della rivista Millennium, diventerà giornalista conteso dai media e osannato nella Stoccolma by night … Grazie ad una coppia di giovani amici, Mia e Dug (entrambi giornalisti in erba), Mikael viene in possesso di documenti scottanti. Dossier dettagliati che svelano un traffico di prostitute dall’est Europa. Una bomba che vede coinvolti i servizi segreti, polizia, avvocati, politici, medici e VIP. Lisbeth Salander ( la problematica protagonista) intanto viaggia per il globo, con un’identità falsa e tanti soldi … cercando una serenità che durerà poco. Fino al suo rientro in Svezia. Infatti vengono uccise 3 persone e sull’arma del delitto troveranno le sue impronte !! Le vittime sono: Mia, Dug, e Bjurmann, il tutore di Lisbeth (maniaco e criminale). L’unico a credere nell’innocenza di Lisbeth sarà Mikael, colui che darà il via alle indagini. Indagini che li porteranno in un mondo di tenebre, popolato da ESSERI senza scrupoli. Coloro che trafficano in armi, droga, donne, informazioni. Coloro che considerano le persone come oggetti o animali. Coloro che non guardano in faccia a nessuno pur di raggiungere i propri scopi. I servizi segreti di alcuni paesi e le loro marionette; tutti troveranno la giusta collocazione in questo infernale calderone.. Verrà finalmente svelato il passato oscuro di Lisbeth e i personaggi malvagi avranno un nome e un viso.
Il secondo volume delle trilogia è un poliziesco ad alta tensione. Scritto in modo semplice e diretto, lo trovo molto più interessante del primo (Uomini che odiano le donne), perché tratta argomenti molto scomodi. Argomenti che, purtroppo, non possiamo trovare sui giornali o vedere al TG …
Infatti Stieg Larsson disse: “ Più che fare propaganda o tentare di fare letteratura classica, un poliziesco deve in primo luogo intrattenere il lettore. La narrativa in genere è tra le forme più popolari d’intrattenimento. E solo catturando completamente l’attenzione e la fiducia del lettore posso usarla per trasmettere un messaggio, ed è quello che voglio fare, naturalmente”.
Stieg Larsson collaborava con Scotland Yard e con il ministero di giustizia Svedese. Grazie alle sue conoscenze nel fitto sottobosco dei servizi segreti e degli ambienti neo nazisti veniva consultato spesso ( anche per l’omicidio di Olof Palme). Nei volumi 2 e 3 di questa trilogia approfondirà l’argomento spinoso riguardante un mondo oscuro fatto di trame incomprensibili. Il quarto volume è al centro di un contenzioso tra eredi. Purtroppo l’autore è deceduto prima di pubblicarlo. Chissà se vedrà mai la luce, magari in versione INTEGRALE …
p.s.
Per alcuni amanti del cospirazionismo Larsson non è morto di infarto...Sempre secondo alcuni, il giornalista/scrittore dava fastidio. Non tanto per quello che ha scritto, ma per quello che avrebbe potuto scrivere. La foto più famosa lo ritrae con una rosa rossa, simbolo di una loggia potente e sospettata di omicidi e suicidi eccellenti. Kalle Blomqvist è anche un personaggio tratto da un romanzo di Astrid Lindgren . Questo personaggio è un ragazzino che capeggia la banda della rosa bianca, in lotta contro la banda della rosa rossa …. Mah !

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La ragazza che giocava con il fuoco 2013-05-20 20:27:20 verdat
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verdat Opinione inserita da verdat    20 Mag, 2013
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Se si ha pazienza...

Ebbene sì, si deve aver pazienza, perchè il libro per un po' stenta a decollare... è come se fossero due parti....
Ma una volta in volo l'aereo fila e ci regala questa dedica a Lisbeth ( il libro è praticamente incentrato tutto su di lei), con nuovi personaggi a dir la verità alcuni davvero poco piacevoli....
"Tutto il male" provato da una Lisbeth poco più che ragazzina inizia a prendere forma, ma Larsson è talmente geniale che da' piccoli indizi ma nulla di più, fascicoli spariti ed altri creati ad arte...
Ripeto un genio....

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La trilogia
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La ragazza che giocava con il fuoco 2013-05-19 20:58:08 Matte92
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Matte92 Opinione inserita da Matte92    19 Mag, 2013
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Un continuo ancora più avvincente del primo volume

E' veramente difficile scrivere il continuo di un libro senza risultare ripetitivi rispetto al precedente, ma con questo volume l'autore c'è riuscito perfettamente, riesce a combinare azione, mistero, politica e sentimenti in un mix pazzesco che ti rapisce per tutta la lettura. Approfondisce ancora di più i personaggi introdotti nel primo volume e ne introduce di nuovi ben descritti e accattivanti.
Il volume inizia subito nel pieno dell'azione e dopo un colpo di scena completamente inaspettato evolve in contorni ancora più inaspettati per poi terminare con un finale che ti lascia col fiato sospeso finché non inizi il terzo volume. Straordinario, avvincente e unico, una delle migliori, se non la migliore trilogia di giallo/thriller.

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Giallo, il primo libro di Millennium
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La ragazza che giocava con il fuoco 2012-04-10 16:49:49 mariaangela
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mariaangela Opinione inserita da mariaangela    10 Aprile, 2012
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peccato che ho letto anche il II della trilogia

E anche il secondo atto di questa trilogia è assolutamente superiore alle aspettative. Ma che bello, che piacere leggere romanzi così ben scritti e raccontati. Ciò che più mi colpisce è l'aver trovato questo completamente diverso e ciò nonostante l'inevitabile prosieguo di "uomini che odiano le donne"; non è da tutti riuscire a continuare l'opera iniziata senza essere ripetitivo e dare la sensazione di aver già detto tutto. Il terzo è ormai una necessità, una dipendenza che non puoi non soddisfare.

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La ragazza che giocava con il fuoco 2012-02-05 21:56:02 Pupottina
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Pupottina Opinione inserita da Pupottina    05 Febbraio, 2012
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il secondo romanzo della trilogia perfetta

Questo è il secondo libro della Trilogia Millennium. Del primo romanzo ne ho parlato qui.
Parto subito dagli effetti che questo libro a provocato su di me. Ebbene sì, Kevin notava in sua moglie una nuova persona, una donna posseduta dal personaggio letterario di Lisbeth Salander: ero intenzionata a tagliare i capelli; a tatuarmi un drago verde, rosso e blu che dalla spalla scendesse fino alla coscia; a fare vari pearcing (di cui uno dove non batte mai il sole); ad andare in giro con la borsa piena di bombolette di gas lacrimogeno, pistola che emette scariche elettriche e martello (utile in ogni occasione). Soprattutto ero pronta a farmi giustizia da sola, vendicando le donne maltrattate ed odiando anche io gli Uomini che odiano le donne.
Molti sono gli effetti provocati da questo libro che trasforma le donne in super-donne pronte a lottare contro la società ed in particolare gli uomini che odiano le donne. Ma l'effetto principale è che fa perdere di vista la realtà. Non ci sarà nient'altro che avrà interesse come sapere l'evolversi delle vicende che sono piene di dinamismo ed azione, ricche di personaggi tracciati in maniera esemplare e facili da schierare a favore o contro questa donna che calamiterà le vostre attenzioni.
Pupottina ha capito cosa rende entusismante questo thriller che a già venduto 400 mila copie nel mondo. Solitamente Pupottina preferisce non acquistare i libri a prezzo pieno, ma per questi 3 volumi ha fatto una differenza. Sono stati utili anche per mantenersi in forma. Tenere in mano libri da 600, 700 e 800 pagine non possono che risparmiarvi qualche ora di palestra. Oltre al fatto che inizierete ad improvvisarvi boxer in combattimenti assurdi, pur di sopravvivere. E poi è sempre aperta quella storia in sospeso fra Lisbeth e Mikael Blomkvist.
Non lo so se vi ho convinto a leggerlo, ma ora vediamo cosa posso apporfondire con chi sa di cosa parlo...
Della miriade di personaggi che vivono in queste pagine posso iniziare a citare quelli che ho odiato ed ho sperato, fino alla fine che finissero male: Hans Faste e Niclas Eriksson. Per loro, una certa forma di giustizia, c'è stata. Anche che avrei gradito di più, affinché la lezione fosse ben recepita ed il loro essere contro le donne placato. Pure i fratelli Ranta avrebbero dovuto subirne di tutti i colori e non salvarsi, fuggendo all'estero a momento giusto. Bjurman ha avuto quello che si meritava, anche se la storia del tatuaggio l'avrei fatta trapelare ai giornali, poiché se uno è un mostro non mi va che mantenga una reputazione rispettabile nemmeno dopo la morte.
Già da subito ho percepito i cambiamenti positivi di Lisbeth che si rifà il seno per diventare un personaggio più attraente, non solo all'interno del romanzo, ma anche più appetibile ai lettori uomini. Il fatto che frequenti un minorenne per dimenticare Mikael era ovvio che non sarebbe stato di nessuna utilità. L'avevamo capito che lo ama già dal primo romanzo, senza bisogno che lo ammettesse a se stessa nelle ultime 200 pagine circa. Lui, invece, non smette mai di essere un uomo che passa da un letto all'altro e la promiscuità nei rapporti di coppia e non solo, non appartiene solo a questo personaggio, ma anche ad altri, soprattutto la collega ed amante Erika Berger. Quest'ultima fino alla fine si rivela essere meschina ed arrivista, ma lo sanno solo i lettori, poiché la notizia che ha intenzione di cambiare giornale, è stata taciuta agli altri personaggi, adducendo la solita scusa del "non era il momento giusto". Dopo anni di relazione, il rapporto fra Erika e Mikael credo sia agli sgoccioli e forse potrebbe esserci un futuro per Lisbeth e Mikael. Fatemi leggere l'ultimo volume e non svelatemi niente.
Il fatto che Lisbeth abbia una sorella gemella, fin dalle prime pagine, e scopra di avere altri fratelli e sorelle sparsi per il mondo, non so se verrà ripreso nel prossimo libro, ma sicuramente l'aver accertato e scavato nella sua drammatica sitazione familiare ne hanno fatto l'eroina compresa ed ammirata per la sua forza ed il suo coraggio. Il fatto, che l'altro personaggio dotato di forza e non potere sovrannaturale (anomalia genetica) fosse un suo fratellastro non è da poco come coincidenza per una donna che, nonostante la sua statura minuta, era agilissima nel combattimento e con una mente superiore a tal punto da far impallidire qualsiasi matematico. E' un'eroina a 360°, completa di tutto, che non può non suscitare sentimenti positivi, soprattutto poiché geneticamente è la figlia di uno psicopatico che odia le donne e lei è l'unica a poterlo annientare in una storia che coinvolge intrighi internazionali, traffiking, Kgb, Gru, oltre alle normali forme di polizia svedesi.
Si intuisce che anche se il rapporto lesbico con Miriam Wu sia molto forte, in realtà è soltanto un modo per tenere sotto controllo i sentimenti per Mikael. Come volevasi dimostrare, l'eroina si innamora del donnaiolo di turno ... accade sempre così o quasi... ma chissà se, come in un romanzo rosa, alla fine riuscirà ad averlo per sé? In fondo, i presupposti già ci sono.
Altri personaggi buoni ci sono, così come compare la donna scomparsa del primo libro, che tanto per cambiare, ha anche lei una relazione con Mikael. Eheheheh! Alcuni non cambiano mai, perché non vogliono cambiare!!! Ma daltronde se Lisbeth è volontariamente scomparsa, qualcosa dovrà fare per passare il tempo.

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