Narrativa straniera Gialli, Thriller, Horror La scatola dei bottoni di Gwendy
 

La scatola dei bottoni di Gwendy La scatola dei bottoni di Gwendy

La scatola dei bottoni di Gwendy

Letteratura straniera

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Gwendy Peterson ha dodici anni e vive a Castle Rock, una cittadina piccola e timorata di Dio. È cicciottella e per questo vittima del bullo della scuola, che è riuscito a farla prendere in giro da metà dei compagni. Per sfuggire alla persecuzione, Gwendy corre tutte le mattine sulla Scala del Suicidio (un promontorio sopraelevato che prende il nome da un tragico evento avvenuto anni prima), a costo di arrivare in cima senza fiato. Ha un piano per l'estate: correre tanto da diventare così magra che l'odioso stronzetto non le darà più fastidio. Un giorno, mentre boccheggia per riprendere il respiro, Gwendy è sorpresa da una presenza inaspettata: un singolare uomo in nero. Alto, gli occhi azzurri, un lungo pastrano che fa a pugni con la temperatura canicolare, l'uomo si presenta educatamente: è Mr. Farris, e la osserva da un pezzo. Come tutti i bambini, Gwendy si è sentita mille volte dire di non dare confidenza agli sconosciuti, ma questo sembra davvero speciale, dolce e convincente. E ha un regalo per lei, che è una ragazza tanto coscienziosa e responsabile. Una scatola, la sua scatola. Un bell'oggetto di mogano antico e solido, coperto da una serie di bottoni colorati. Che cosa ottenere premendoli dipende solo da Gwendy. Nel bene e nel male.

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La scatola dei bottoni di Gwendy 2018-08-15 19:42:55 alessio
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alessio Opinione inserita da alessio    15 Agosto, 2018
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UNA SCATOLA MAGICA

UNA SCATOLA MAGICA

Ci troviamo a Castle Rock dove di cose ne sono successe di tutti i colori, e questa volta il Re insieme a Richard Chizmar specialista del genere horror ci vogliono raccontare la storia di Gwendy Peterson e della sua scatola dei bottoni.

Gwendy Peterson è una fanciulla di 12 anni, e vista la sua corporatura non tanto snella, viene presa in giro da tutta la scuola grazie a Frankie Stone, il bullo del paese.
Gwendy esasperata decide durante l'estate di perdere peso, facendo di corsa tutte le mattine la Scala del Suicidio,una gradinata posta vicino ad un promontorio sopraelevato che prende il nome da un tragico evento avvenuto anni prima, e meta turistica per i curiosi che conoscono quella parte di storia.

Una mattina come tante altre, arrivata in cima al promontorio, nota seduto su una panchina un ragazzo con un cappotto e un cappello nero,e due occhi azzurri come il cielo, che sembra che stesse aspettando proprio lei, infatti appena la vide il ragazzo la chiamò a se presentandosi come Mr. Farris, Gwendy subito pensò di correre giù il più lontano possibile da lui, ma vista la cordialità e i modi gentili del ragazzo qualcosa in Gwendy scatta per dare ascolto alle parole che Farris vuole rivolgergli.
Mr Farris sapeva tutto di Gwendy, come se la conoscesse già da tempo, e per Gwendy fu uno shock scoprire che quel ragazzo sapeva cose su di lei che neanche i suoi genitori o la sua migliore amica sapevano, come se leggesse i suoi pensieri.
Dopo le presentazioni di rito e in seguito aver superato lo stupore, e il motivo del loro incontro, Farris dona a Gwendy una bellissima scatola di mogano ricoperta da alcuni bottoni colorati e minuscole leve, da premere o tirare in base alle scelte che lei vorrà fare, da cui il destino e il futuro di qualcuno o di qualcosa dipenderanno dalla scelta fatta.

La trama mi ha subito colpito, e non ho esitato a comprare il libro che ho praticamente letto in qualche ora. Coinvolgente fin dalle prime pagine, ben descritti dialoghi e i luoghi, molto ben delineati i personaggi e ben curate le rappresentazioni delle varie scene, regalandomi una lettura molto scorrevole e piacevole, con la giusta dose di colpi di scena e azione.
Nonostante il finale l'ho trovato corretto ed in linea con il racconto, mi ha lasciato un po' perplesso perché tante cose non vengono spiegate ma lasciate in sospeso, ma probabilmente è nell'intento degli autori.
Il racconto è accompagnato da delle splendide illustrazioni di Ben Baldwin e Keith Minnon, che secondo me danno una nota di valore aggiunta al libro cartaceo.
Consiglio questo libro per chi è alla ricerca di un libro con una storia originale, non impegnativo e non lungo da leggere, ottimo da portare sotto l'ombrellone.

Buona lettura.

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La scatola dei bottoni di Gwendy 2018-07-09 08:48:24 Simona P.
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Simona P. Opinione inserita da Simona P.    09 Luglio, 2018
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Nell'era della globalizzazione torna la Fiaba

Il maestro Stephen King e lo specialista del genere horror Richard Chizmar, coppia molto affiatata e collaboratori di lunga data, si cimentano in un’avventura dove i protagonisti sono principalmente dei ragazzi, dove non manca il fascino del mistero, dove primeggiano la magia e l’occulto ma è presente anche la realtà quotidiana e la società attuale americana; si tratta di un lavoro a due mani per una fiaba moderna che chiaramente fa paura.
Siamo ancora a Castle Rock, cittadina di provincia al centro di molte storie del Re del brivido, ora anche serie TV, in estate, tempo delle avventure e delle esperienze. Gwendy, un’adolescente di dodici anni, grassottella e complessata, tormentata dal bulletto del paese e dai suoi amici perché ‘ciocciottella’, tutte le mattine, da sola, corre su un promontorio chiamato La scala del suicidio, luogo impervio ma anche pericoloso, che nasconde segreti profondi e oscuri. Gwendy è una normalissima ragazza di provincia, responsabile e educata, amata dai genitori, famiglia del ceto medio, ha amichette con cui si confida, risultati buoni ma non eccelsi a scuola, anche se non riesce a fare sport.
La nostra storia inizia con Gwendy che corre, corre per sudare e dimagrire.
Un giorno, a rompere l’equilibrio della situazione iniziale, si presenta alla ragazzina sudata per la corsa, una figura misteriosa, magica e inaspettata, si presenta gentilmente e pacatamente come Mr. Farris; lo sconosciuto dimostra l’età del padre di Gwendy, indossa jeans neri, un pastrano nero e una camicia bianca, un piccolo ed elegante cappello nero, è caldo ma nonostante sia vestito pesantemente, non suda e non si scompone mai. Gwendy è coscienziosa e attenta, sa che non si deve dare confidenza agli sconosciuti, ma il signor Farris sembra conoscerla bene e conosce i suoi punti deboli, le sue intime sofferenze; si trova lì per farle un regalo: una scatola con bottoni colorati. Ecco allora che entra in scena l’oggetto magico; descritta approfonditamente forse il protagonista assoluto della storia, la scatola offrirà alla ragazza poteri magici, ma Gwendy dovrà stare attenta ai bottoni, soprattutto quello nero, analizzato approfonditamente e dall’aspetto inquietante. Gwendy sarà la custode e protettrice della scatola per molti anni, la dovrà nascondere, anche ai suoi genitori, è e sarà il suo segreto. Comincia così l’avventura della protagonista che vedrà litigi, gelosie, la scuola e l’università, conoscerà la passione e il grande amore, la sofferenza e la disgrazia, la crescita e la maturità, per poi incontrare di nuovo il signor Farris.
Una fiaba moderna sia per struttura che per contenuti, presenti anche tutti i risvolti inquietanti del genere, la magia e le peripezie; ci sono anche scene avventurose e incalzanti e chiaramente si sente la presenza di It. La scatola dei bottoni è anche un romanzo di formazione in cui l’adolescente incontra le varie prove da superare per entrare nel mondo degli adulti; ma è anche un romanzo sociale sull’adolescenza perché ci sono la scuola, il bullismo, il ragazzo disturbato, i problemi dei giovani della società del consumismo.
I personaggi sono ben descritti e perfettamente inseriti nel ruolo; Gwendy è la protagonista, adolescente matura ma insicura, il lettore si immerge immediatamente nel suo personaggio e rivive le sue avventure, la famiglia è presenta ma l’esperienza formatrice va fatta fuori dal nucleo familiare e affettivo; Mr Farris è il mago, il Faust tentatore che alla fine mostra anche l’aspetto angelico; la scatola è l’oggetto magico, il potere, l’aiutante dell’eroina; simpatico anche il venditore di monete, esperto di numismatica, bella figura e ben tratteggiata; non mancano il bullo, antagonista crudele, e l’amica gelosa.
Corredata da bellissime illustrazioni di Ben Baldwin e Keith Minnon e da una grafica stupefacente, caratterizzata da stile scorrevole, fresco e accattivante, la storia si segue con interesse e non lascia in pace il lettore fino all’ultima pagina.
Il finale? Inquietante!

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La scatola dei bottoni di Gwendy 2018-07-01 04:06:13 Bruno Elpis
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Bruno Elpis Opinione inserita da Bruno Elpis    01 Luglio, 2018
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Quel concetto meravigliosamente spietato

Quel concetto meravigliosamente spietato

22/8/1974, è il giorno di un incontro inquietante per l’adolescente Gwendy (“Come fanno i pedofili più furbi, presume lei. Entra nella mia tana, disse il ragno alla mosca”) con un misterioso signore dal cappello nero (“Qualcuno si è burlato di te per il tuo peso, il tuo fisico o entrambi…”), che ben conosce il problema principale della ragazza (“Un compagno di scuola, Frankie Stone, ha cominciato a chiamarmi Goodyear. Come il… dirigibile”).

Il regalo è una scatola (“I piccoli bottoni sopra, sei in gruppi di due e uno alle estremità. Otto in totale”), che sembra magica (“Tutto quello che esce da qui è tuo, i cioccolatini e le monete, perché la scatola ti appartiene”) e per questo va custodita in gran segreto (“I segreti rappresentano un problema, forse il maggiore di tutti. Sono un peso per la mente e occupano spazio nel mondo reale”).

La fiaba scorre tra la tentazione horror, la vocazione etica (“E se lei avesse un bottone… magico e schiacciandolo potesse ammazzare qualcuno o farlo scomparire, oppure far saltare in aria un posto… quale persona e quale posto sceglierebbe?”) e la metafora politica (“Nixon ne ha uno, come anche Breznev e alcuni altri”). E con un dilemma sullo sfondo: riuscirà Gwendy a utilizzare in modo corretto lo straordinario potere che le è stato affidato?

Giudizio finale: moralistico, buonista e scaltro.

Bruno Elpis

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La scatola dei bottoni di Gwendy 2018-05-10 18:42:21 martaquick
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martaquick Opinione inserita da martaquick    10 Mag, 2018
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UNA SCATOLA DELLA (S)FORTUNA

Uno scritto di King solitamente è tra il macabro e l'oscuro e questo racconto lo è ma molto velatamente.
Una storia di una scatola di bottoni che aiuta la proprietaria, Gwendy, a diventare adulta in modo splendido, dimagrendo, brillando nello sport e nella vita scolastica ed anche in campo amoroso.
Ma la scatola ha il suo costo e Gwendy ne è ossessionata.
Giunti a fine libro non vengono spiegati i perchè e i come, quindi questo racconto risulta quasi non in stile King, non ci sono particolari destabilizzanti o tocchi di horror, anzi il finale è abbastanza innocuo, definirei quasi noioso.
Il racconto in sè non è male ma quasi potrebbero cambiare il nome dell'autore, ma forse ne perderebbero le vendite.
Lo consiglio come lettura per un fine settimana di vacanza ma lo sconsiglierei per il costo eccessivo.

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La scatola dei bottoni di Gwendy 2018-03-30 14:37:12 Chiara77
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Chiara77 Opinione inserita da Chiara77    30 Marzo, 2018
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Chi sei, Mr. Farris?

L'ultimo libro pubblicato da Stephen King, scritto insieme a Richard Chizmar, mi ha fin da subito incuriosita molto: è da un po' di tempo che voglio approfondire la conoscenza del “Re”, per ora assai scarsa, così, quando ho visto la nuova uscita e ho letto la sinossi non ho resistito.
L'edizione cartacea è molto curata, la consiglio sicuramente a chi ama i libri anche come oggetti e non solo per le storie che vi sono contenute: la grafica è accattivante e ci sono anche delle illustrazioni.
Arrivando alla storia in sé, che dire? Si tratta di un romanzo breve, o di un racconto lungo, del genere fantastico. Una ragazzina di 12 anni, Gwendy Peterson, un po' cicciottella ed anche molto determinata, intelligente e sensibile, una mattina d'estate viene avvicinata da un misterioso signore dagli occhi azzurri, che indossa un pastrano nero ed ha in testa un piccolo ed elegante cappello anch'esso nero. L'uomo vorrà fare del male a Gwendy? Oppure cerca soltanto di aiutarla? Le consegna infatti una strana scatola con leve da tirare e bottoni da premere: usandola Gwendy potrà controllare la realtà a suo piacimento, sia in senso positivo che negativo.
Il racconto procede spedito e lo possiamo leggere tutto d'un fiato sia per l'effettiva brevità sia soprattutto perché gli autori sanno creare un forte senso di attesa e suspense: non vediamo l'ora di sapere come va a finire insomma.
Conclusa la lettura sono rimasta un po' delusa, non perché l'opera sia breve (avete mai letto un racconto fantastico di Buzzati? Sicuramente non è lungo 1000 pagine) ma perché gli interrogativi suscitati non sono né lasciati in sospeso in modo del tutto inquietante, né spiegati come il lettore si sarebbe aspettato. Mi è sembrata quindi una lettura sì piacevole, ma alla fine un po' superficiale.

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