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E l'eco rispose

Letteratura straniera

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In questa storia che ruota attorno non solo a genitori e figli, ma anche a fratelli e sorelle, Hosseini esplora i molti modi in cui i membri delle famiglie alimentano, feriscono, tradiscono, onorano, e si sacrificano l'uno per l'altro. Seguendo i personaggi e le ramificazioni delle loro vite, da Kabul a Parigi a San Francisco per l'isola greca di Tinos, la storia si espande gradualmente verso l'esterno, con un carattere ad ogni pagina sempre più emotivamente complesso e potente.

Recensione della Redazione QLibri

 
E l'eco rispose 2013-07-21 16:46:23 JUNE
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JUNE Opinione inserita da JUNE    21 Luglio, 2013
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Il riverbero tanto atteso

Premetto che il mio approccio con questo scrittore è del tutto verginale,quindi parto da una totale pagina bianca e immemore di “Hosseinica” non conoscenza…Chiedo venia,non me ne vogliate fans!

Probabilmente la prima parola che ha sfiorato le mie sinapsi per dare un sunto mentale una volta girata l’ultima pagina è: puzzle.

Ebbene si,tanti tasselli da ricercare per la ricostruzione e allo stesso tempo cospirazione del tessuto iniziale e finale,tra di loro,come tra i due fratelli un ponte centrale ermafrodita.
Il gomitolo del racconto parte da un lembo di filo incastrato sotto un angolo,interstizio fiabesco e mitologico preambolo che aprirà la vicenza di questi due fratelli,Abdullah e Pari,con un legame molto viscerale che verrà interrotto dallo stesso padre per la sopravvivenza della sua intera famiglia,da questa frattura le loro vite saranno catalizzate da eventi completamente diversi.
La vicenda si dipana attraverso tre generazioni,rimbalzando da luoghi diversi,lontani ed in questa matassa appaiono vari personaggi che s’intersecano tra loro ma che,purtroppo,mi hanno lasciato il retrogusto che non fossero mai completamente armonici,cooperativi e realmente unificanti per la fluidità e la cadenza ritmica del racconto.
Si intercalano giri pindarici con la sensazione di una forzatura nel voler a tutti i costi dare una forma e fare in modo che questo involucro proponga quel sobbalzo al cuore sospirato dai suoi lettori. Ma c’è un’aritmia di fondo che mi ha allontanato e un orchestrare che non mi ha del tutto avvinghiata,come se dovessi costantemente rincorrere la storia che dovrebbe invece avvolgermi e trascinarmi per mano.

Ci piace vedere un baule ricco di buoni sentimenti,di legami famigliari,di ricordi,di rincorse,di tenacia sentimentale per poi romanticamente ritrovarci alla rivincita della forza e all’immortale amore che ci romanza.Ma dal fondo della stanza ci saluta un Afghanistan percepito solo come il paesaggio dipinto per lo sfondo di un teatrino,invece che essere il coprotagonista che cambia nel camerino i suoi attori.
Mi sfuggono i tratti che potevano riverberare questi sentimenti di una luce più acuta,vivida,catalizzando il nostro cuore verso l’amato cantastorie che ha conquistato milioni di occhi pieni di emozioni ma sono sicura che sarà un eco che riuscirà comunque ad instillare il suo vento caldo in quelle grotte che l’hanno atteso con la stessa fiducia e tenacia dei suoi personaggi.

“Ben oltre le idee di giusto e di sbagliato c’è un campo. Ti aspetterò laggiù”.

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E l'eco rispose 2017-07-29 17:18:02 Laura V.
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Laura V. Opinione inserita da Laura V.    29 Luglio, 2017
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Preferivo gli aquiloni

È una storia drammatica, quella della piccola Pari che, seppur con profondo dolore, viene venduta dal padre a una ricca coppia di Kabul senza figli. Una storia di miseria, legami familiari spezzati ed egoismo sullo sfondo di un Afghanistan non ancora martoriato dalle guerre, ma ormai non lontano dal baratro della violenza; una storia attorno alla quale finiscono per ruotare, anche al di fuori del paese asiatico e in epoche successive, tante altre vicende… forse troppe, stavolta.
Il libro si lascia leggere bene e Hosseini si riconferma un grande affabulatore, non c’è dubbio; tuttavia, tra queste pagine non ho ritrovato le atmosfere di quell’altro Afghanistan, con la magia degli aquiloni e dei mille splendidi soli, a cui l’autore ci aveva abituati. La narrazione si disperde poi per altri continenti, lasciando oltretutto il dubbio sulla reale necessità di almeno un paio di storie che, allontanandosi da quella principale, è forse servito soltanto ad allungare inutilmente il romanzo. Peccato, coinvolgimento ridotto al minimo sindacale. Tre stelle al merito di una pur sempre buona scrittura e di un epilogo che sembra ricordare che non è mai troppo tardi per recuperare le proprie radici.

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...altri libri dedicati all'Afghanistan.
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E l'eco rispose 2016-12-04 15:01:05 Manui
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Manui Opinione inserita da Manui    04 Dicembre, 2016
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Hosseini e i luoghi

Di questo libro ho amato i luoghi impregnati di storie passate e vite sovrapposte. Mi sono spostata molto nella mia vita e quindi non ho mai avuto la sensazione di avere un mio posto fisico in cui si é impregnata tutta la mia storia quanto piuttosto una serie di fasi della vita che si sono sovrapposte a quelle di altre nelle mura di tantissime case, camere, biblioteche, pub e ristoranti. Mi ha sempre affascinato pensare a quello che poteva essere successo prima che arrivassi io, ai desideri delusi e realizzati, alle storie di amore che si sono consumate al loro interno, i litigi e i sogni che si sono creati.
L’intreccio di storie e vite che Hosseini dipinge impregna la casa del Signor Wahdati a Kabul in cui persone nate agli angoli della terra per una ragione o per l’altra finiranno per cercare le loro origini e ragioni per vivere. Le storie si susseguono e si intrecciano e fanno arrivare il loro eco nei villaggi dell’Afghanistan, tra le mura di una ricca casa e di un piccolo ristorante afgano a San Francisco, nell’isola di Tinos in Grecia, a Parigi e nelle campagne francesi. Siamo esseri umani che occupano temporaneamente strade, stanze e sedie aldilà di stupidi confini, appartenenze e credenze, partecipi e responsabili di quello che succede e di quello che facciamo succedere in quel preciso luogo.

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E l'eco rispose 2016-03-27 09:43:09 Pelizzari
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Pelizzari Opinione inserita da Pelizzari    27 Marzo, 2016
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Risposte e radici

Sono i legami familiari i protagonisti di questo libro che si presenta al lettore un po’ come un labirinto, fra salti temporali, scenari geografici differenti, cambi di punti di vista, tutti collegati l’uno all’altro e tutti in qualche modo intrecciati. E’ un costrutto narrativo che rende un po’ difficoltosa la lettura, sicuramente non fluida e scorrevole come nei suoi precedenti libri. Però, una volta che comprendi che, ad ogni passaggio di capitolo, devi cercare il legame, quando lo trovi, ti orienti. Prepotente e con varie sfaccettature è la divorante urgenza di cercare risposte e radici da parte dei protagonisti, vuoi di quelli più giovani che sentono presenze, vuoi di quelli più anziani che avvertono mancanze. Il legame che dà lo scheletro all’intero romanzo è quello fra fratello e sorella, due bambini indifesi nei quali ha trovato espressione l’amore nella sua forma più semplice e pura. Ma altri sono i legami e le storie importanti che si innestano nella vita dei due personaggi principali. Fra tutti ne ho apprezzato moltissimo un paio, la storia della bambina con il viso deturpato dal morso di un cane e il lungo lavoro fatto su se stessa per accettare la propria condizione ed i tanti modi con cui viene affrontato il tema della fragilità che la vecchiaia porta, in particolare la vecchiaia dei propri genitori, tema che, in questo periodo, sento dentro in modo molto forte.

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E l'eco rispose 2015-05-07 14:13:26 El Ghibli
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El Ghibli Opinione inserita da El Ghibli    07 Mag, 2015
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Il suo genere

Per quanto mi riguarda, con questo romanzo. Hossein ha confermato il suo talento. All'interno si intrecciano tante storie, tutte belle e tutte che lasciano un insegnamento al lettore. Storie che abbracciano più di una generazione. Il personaggio che in modo particolare mi è rimasto nel cuore è Nabi: la sua dedizione, il suo annullare se stesso, la scelta di vita che fa dopo aver scoperto, con dolore, alcune verità riguardo il suo datore di lavoro. Nel romanzo si ripercorrono le strade di Kabul, ma non solo, anche quelle della Grecia, di Parigi, e di San Francisco. Anche in questo romanzo come nei suoi due precedenti, la famiglia, la guerra, l'amore, la paura ed il sacrificio, fanno da sfondo a tutta la storia. Hossein, ha sempre la tendenza a parlare delle persone più povere, ma parlare non solo della loro miseria e delle situazioni tristi in cui vivono, ma anche e soprattutto del coraggio e della forza di rialzarsi e di ricominciare.

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E l'eco rispose 2015-02-16 18:13:59 Mian88
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Mian88 Opinione inserita da Mian88    16 Febbraio, 2015
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Fratelli.

L'Afghanistan è lo scenario dove nuovamente le vicende sono ambientate, queste hanno ad oggetto il rapporto tra i fratellini Abdullah e Pari, caratterizzati da un legame importante, forte e duraturo nel tempo nonostante inevitabile sia la loro separazione. Precaria è la situazione in cui vertono, la madre è morta dando alla luce Pari ed il padre ha difficoltà a mantenere la famiglia. Seppur il romanzo cominci affrontando le vicissitudini dei giovani, in breve tempo numerose altre vite prendono campo nella narrazione, circostanze che finiscono con l’intersecarsi gradualmente tra loro. Ogni capitolo è inoltre esposto da un personaggio differente, elemento che dovrebbe garantire più prospettive e vari punti di vista allo scritto, quando in realtà contribuisce a creare confusione nel lettore.
Per quanto stilisticamente il libro sia caratterizzato da un linguaggio chiaro, lineare ed esaustivo, contenutivamente non entusiasma particolarmente. I temi cari ad Hosseini ci sono tutti: dalla terra Afghana straziata dai conflitti armati ma pur sempre ricca di ricordi e tradizioni, all’attaccamento ai valori della famiglia, alla sofferenza di quelle persone che – afflitte da disagi fisici, mentali o sofferenze determinate dalla guerra – con grande dignità lottano per la salvezza, alla privazione della libertà. E seppure lo scritto sia permeato dall’amore disinteressato (teoricamente) prevalente nei rapporti tra consanguinei, contraddistinti di norma dalla sussistenza di sentimenti puri e costanti nel tempo a dispetto di tutto, non presenta sostanziali contenuti di novità. Non solo, i troppi personaggi rendono la lettura ridondante e farraginosa.
Non sono mai stata un’appassionata dell’autore ma con altre sue opere ho sempre trovato qualcosa di esaustivo, in questa, distanza di anni della lettura ciò che è rimasto vivido in me è l’atmosfera persistente pagina dopo pagina, esclusa questa, ho avuto non poche difficoltà a sostenerlo.

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E l'eco rispose 2015-01-25 16:24:27 Ylenia
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Opinione inserita da Ylenia    25 Gennaio, 2015

Un libro assolutamente da leggere

Un libro eccezionale, uno dei più belli mai letti. Meno drammatico dei primi due romanzi dello scrittore ma non per questo meno profondo. Un libro da leggere tutto d'un fiato, un libro che porta a pensare, a riflettere sulla vita, sulle dinamiche che percorrono l'esistenza umana. Un intreccio scorrevole di episodi e persone, vite in divenire. Amore fraterno, famiglia, amicizia, amore, uomini e donne imperfetti, sensi di colpa, vite che potevano essere diverse o forse no. Occidente. Paesi arabi. Ricchezza e povertà. Amarsi. Tradirsi. La memoria come meccanismo determinante dell'esistenza umana. L'ho letto in 3 giorni, non riuscivo a smettere, volevo sapere tutto di qui personaggi a cui mi ero affezionata. A proposito di personaggi, sono davvero tanti, tantissimi ma tutto scorre in modo naturale, senza troppe forzature. Ho letto qualche commento negativo su questo aspetto, io non ho avuto la minima difficoltà nel ricordare i tanti nomi perchè, come dicevo, ho divorato il libro in poco tempo. Non è uno di quei romanzi da leggere poco per volta, si rischierebbe di dimenticare il filo che lega tutto, è una sorta di puzzle legato ad una grande famiglia e ai personaggi che hanno sfiorato i membri della stessa famiglia. Cambia continuamente il punto di vista in modo eccellentemente calcolato. Lo scrittore, a mio avviso, si conferma eccezionale in questo suo terzo libro, i suoi romanzi sono quanto di più toccante, struggente ed emozionante possano leggere i nostri occhi e percepire i nostri cuori.

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Il cacciatore di aquiloni
Mille splendidi soli
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E l'eco rispose 2014-10-13 10:52:12 mariac
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mariac Opinione inserita da mariac    13 Ottobre, 2014
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E L'ECO RISPOSE

E’ un complesso intreccio di vite disseminate per il mondo e tutte allo stesso tempo legate spiritualmente al villaggio afgano di Shadbagh. E’ da qui che nasce tutto. La vita, la crescita, e le vicende di tutti i protagonisti passa per questo luogo magico che l’autore dice di avere inventato ma che potrebbe verosimilmente esistere. E cosi mi piace pensare che ci sia davvero un luogo con il potere di forgiare dei caratteri fieri e vigorosi.
Il libro si modella dello stesso potere, sfiora le tragedie ma le inonda di speranze. Accenna alla guerra, al fondamentalismo, alla repressione, agli esodi e agli effetti inevitabilmente impressi ma allo stesso tempo tutti sembrano essere animati da un forse senso di sollecitudine. Vogliono guardarsi dentro e vogliono migliorarsi ma il processo è lungo, ha bisogno di tempo, di accettazione e di introspezione.
Husseini ha il dono di riuscire a mettere in un libro tanti personaggi forti e non peccare nonostante l’elevato numero di vite da raccontare, di cadere nell’eccesso di sintesi. Riesce ad esaurire la descrizione di ognuno in modo esaustivo lasciando che il senso di malinconia completi il resto.
La storia iniziale con cui apre il romanzo ha un finale piuttosto retorico, è intriso di saggezza popolare e sembra davvero una favola della buonanotte da raccontare ai bambini, per cullarli prima che si abbandonino al sonno ma è allo stesso tempo una favola che racchiude un dolore, a cui un genitore non dovrebbe mai attingere e che purtroppo molto spesso affronta, la metratura del romanzo dona il giusto spazio per capire quali sono le ragioni che spingono le persona a compiere delle scelte, a fare dei sacrifici ed equilibrare il dolori.

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E l'eco rispose 2014-08-04 14:57:01 Giuliacampy
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Giuliacampy Opinione inserita da Giuliacampy    04 Agosto, 2014
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Una storia di esseri umani

Sento di poter definire questo libro una storia di esseri umani, un'affermazione che potrebbe sembrare bizzarra ma che mi sembra la più azzeccata. I personaggi del romanzo infatti, non sono né valorosi eroi né vigliacchi, sono persone che amano, che soffrono, che commettono errori ma che, allo stesso tempo, tentano di riscattarsi in qualsiasi modo sacrificandosi per gli altri e dimostrando che l'uomo è capace di semplici ma nobili azioni. Questo è l'ottimismo di Hosseini, sempre celato dietro situazioni spiacevoli, ma comunque presente. Non posso dire che questo sia il miglior romanzo dell'autore perché credo che "Mille splendidi soli" sia insuperabile, tuttavia ho particolarmente apprezzato l'abilità con cui le storie sono legate tra loro, le complicate e spesso nascoste parentele che uniscono le vicende dei personaggi, la loro continua ricerca di una liberazione di qualsiasi genere: da un luogo, dalla famiglia, da una colpa, da un rimpianto. La narrazione con le sue anticipazioni e flashback, con il suo rimo casuale, ha un andamento quasi joyciano e questo mi ha colpito particolarmente. Credo che alcuni siano troppo severi con questo romanzo, non è un capolavoro ma contiene emozioni autentiche e sentimenti sinceri e lo consiglio vivamente, se non altro per comprendere il significato oscuro del titolo: posso garantire che, alla fine, l'eco rispose davvero.

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Mille splendidi soli
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E l'eco rispose 2014-08-04 12:32:36 Gondes
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Gondes Opinione inserita da Gondes    04 Agosto, 2014
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CORRENTE ALTERNATA

Fra tutti i libri di Khaled Hosseini forse è quello che alla fine mi è piaciuto di meno. Questo non vuol dire che è un brutto romanzo, ma forse non è all’altezza dei precedenti. L’impressione avuta è stata quella di un romanzo a corrente alternata. Quando la narrazione iniziava a catturarmi ecco che c’era qualche capitolo che “rovinava” l’intensità del momento. Questa sensazione mi ha purtroppo accompagnato per tutta la durata del libro, disturbandomi non poco. La storia forse è stata riempita di molti personaggi che a loro volta hanno appesantito il romanzo.
Quello che invece non mi ha deluso sono i contenuti, che confermano ancora una volta la profondità di pensiero di questo autore nel descrivere i sentimenti. Anche questa volta è riuscito a toccare corde che difficilmente sanno raggiungere altri interpreti di questo genere di romanzo.

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E l'eco rispose 2014-06-19 16:32:37 FrankMoles
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FrankMoles Opinione inserita da FrankMoles    19 Giugno, 2014
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Speranza nella disperazione

Una storia complessa e che richiede molta attenzione per non perdere il filo. La bravura di Khaled Hosseini, da me già apprezzato in "Il cacciatore di aquiloni", consiste nel riuscire a tenere il lettore attaccato a un libro ambientato in un mondo, l'Afghanistan, che nessuno di noi conosce realmente e di cui l'autore ci dà una rappresentazione spiazzante e che non può lasciare impassibili.
Il libro consiste in una serie di episodi che attraversano tre generazioni e si legano l'uno all'altro come una serie di anelli dalla quale il lettore non riesce ad uscire fino alla fine. Numerosi sono quindi i personaggi che vengono descritti e e con la cui interiorità, spesso lacerata dalla vita in un Paese senza speranza, chi legge è chiamato a confrontarsi e, magari, identificarsi.
Personalmente i personaggi che mi hanno maggiormente colpito sono stati Nila Wahdati, col suo anticonformismo che suona come un atteggiamento di ribellione da parte di una donna schiacciata da norme sociali da cui vuole evadere, e Pari figlia di Abdullah, con una sensibilità così marcata da avvertire su di sè il fantasma di un'altra presenza che sembra completarla idealmente.
Nodo fondamentale di questo libro è l'amore, probabilmente perchè in un Paese come l'Afghanistan non c'è altro che possa salvarti se non l'amore per la famiglia, l'amore per una sorella perduta, per un fratello di cui si hanno ricordi vaghi, l'amore inteso come pietà per qualcuno meno fortunato, l'amore inteso come fedeltà a qualcuno che è stato generoso. Amore in generale inteso come legame tra anime, come fonte di una speranza, perchè "La verità è che, malgrado le difficoltà insormontabili, tutti noi aspettiamo sempre che ci succeda qualcosa di straordinario."

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