Narrativa straniera Romanzi Il bambino che cadde sulla terra
 

Il bambino che cadde sulla terra Il bambino che cadde sulla terra

Il bambino che cadde sulla terra

Letteratura straniera

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Da quando il padre di Merlin, Jeremy, se n’è andato – subito dopo la diagnosi di autismo – lasciando lei e il figlio, Lucy ha fatto di Merlin il centro del suo mondo. Alle prese con le gioie e le difficoltà di crescere un bambino eccentricamente adorabile, ma impegnativo (se soltanto Merlin fosse arrivato con un manuale di istruzioni!), Lucy non ha tempo per altri uomini nella propria vita, perciò perché darsi la pena di cercarne uno? Quando Merlin compie dieci anni, Lucy comincia seriamente a preoccuparsi che il Papa possa contattarla per chiederle suggerimenti in materia di castità, perciò decide di rimettere piede (per quanto il pedicure lasci a desiderare) nel mondo degli uomini. Ma a causa della bizzarria di Merlin, le cose non vanno come aveva immaginato. Tuttavia, proprio quando Lucy sta per rassegnarsi a una vita da single, ecco che Archie – il più perfetto, per lei e per suo figlio, degli uomini imperfetti – bussa alla sua porta. E lo stesso fa Jeremy, pronto a implorare perdono e una seconda possibilità… Di cosa ha bisogno Lucy? Di un vero padre per Merlin o di un compagno affidabile per se stessa?



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Il bambino che cadde sulla terra 2013-04-29 04:41:05 GLICINE
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GLICINE Opinione inserita da GLICINE    29 Aprile, 2013
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LA FORZA DI UNA MADRE

Alt! fermi tutti! Prima di inziare a scrivere la recensione vera e propria, devo specificare che il libro racconta sì una storia di fantasia, ma con l’autrice che raccoglie a piene mani dal suo vissuto. Il tema trattato è quello della nascita di un bambino affetto da Sindrome di Asperger.
Kathy Lette ha un figlio poco più che ventenne affetto da tale sindrome, ed in una recente intervista dichiara testualmente:
“Le persone con la sindrome di Asperger possono non dare un contributo in termini convenzionali, ma ciò non significa che siano individui di minor valore e spetta a noi aiutarli a «sbocciare», iniziando con lo sradicare il preconcetto che esclude coloro che hanno una disabilità dalle normali attività della vita quotidiana. Non amo i termini «normale» e «anormale» Preferisco «abituale» e «straordinario». E questi bambini straordinari hanno così tanto da offrire, che è un atto criminale dilapidare i loro innumerevoli talenti. Spero che il mio romanzo sia d’aiuto nel de-stigmatizzare la condizione di chi soffre della sindrome di Asperger promuovendo nel contempo tolleranza, comprensione e accettazione. E che offra un po’ di buffa consolazione e un necessario senso di appartenenza a quelle migliaia di genitori che lottano per crescere dei bambini speciali. Perché tentare di farcela da soli produce lo stesso risultato del voler affrontare Lord Voldemort con un coltello da burro.”
Fortunatamente l’autrice è felicemente sposata con un marito presente e amorevole. Ciò non accade alla protagonista Lucy, che viene abbandonata dal marito proprio quando al figlio Merlin di 3 anni, viene diagnosticato l’ autismo, che più avanti verrà definito tramite la Sindrome di Asperger.
La storia si snoda in modo piacevole ed ironico, la protagonista è una grande donna, a mio avviso, non si lascia distruggere dalla scoperta della disabilità del figlio, non si lascia distruggere dall’abbandono del marito, non si lascia distruggere dall’indifferenza ed in alcuni casi crudeltà della società, non si lascia distruggere dall’inadeguatezza dei servizi scolastici, ma cresce Merlin con amore e tenerezza, solo come una vera madre coraggio sa fare.
Provate a pensare a Lucy….. Cosa fareste nei suoi panni? La risposta non è così semplice, non possono esistere giudizi di sorta sull’atteggiamento più corretto, giusto, socialmente accettabile da tenere…..
La mia risposta personale è: “non lo so!”
Lucy va avanti per la sua strada, infila la corazza dell’ironia portata all’estremo pur di non lasciarsi sopraffare dal mare di difficoltà piccole e grandi che caratterizzano le sue giornate. Arriva persino a cercare alacremente un compagno che possa garantire a Merlin la presenza di una figura paterna di riferimento, questo desiderio è tanto più forte, quanto più crudeli diventano gli atti di bullismo a cui va incontro il suo amato figlio, ma tutti i probabili compagni, all’incontro con Merlin, scappano a gambe levate.
Tutti tranne un personaggio al quale, a prima vista, non gli si potrebbero dare 100lire….
Bravissima l’autrice a tratteggiare i personaggi, che appaiono reali, non caricaturali. Bello il personaggio di Lucy sviluppato in modo pieno e concreto, con tutta la forza, le fragilità, i desideri, le frustrazioni, le contraddizioni,che solo un essere umano vero e proprio può avere in sé.
Solo chi ha vissuto realmente alcune particolari situazioni, si assume a tutti gli effetti la responsabilità di scriverne in modo così diretto e vivido. Ho apprezzato questo tipo di scrittura, ho apprezzato l’uscire da schemi preconfezionati che vogliono la madre di un bambino disabile immolata sull’altare del martirio, “socialmente corretto”, ho adorato invece Lucy, che ama incondizionatamente suo figlio, ma non si annienta totalmente per seguirlo.
Che dire di Merlin! La sincerità fatta persona, senza filtri, e la bontà stessa fatta persona, incapace di ferire volontariamente, i bigliettini che lascia a sua mamma sono pieni di amore e sentimento.
La vicenda non è così scontata, scritta in modo scorrevole e mai pesante. Gli anni passano, e ci ritroviamo davanti un Merlin giovane ragazzo, ed una Lucy cha a sua volta ha imparato qualcosa di importante su sé stessa.
Consiglio vivamente la lettura di questo libro, seguendo il consiglio dell’autrice stessa, di aprire il nostro cuore e la nostra mente ad accettare la diversità come possibilità di crescita ed arricchimento personale.

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