La comparsa La comparsa

La comparsa

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Noga suona l’arpa, uno strumento discreto, quasi defilato, che pure, con la sua musica dolce, sostiene tutta l’orchestra. Adesso è tornata a Gerusalemme per prendersi cura della casa in cui è nata. Ma molte cose sono cambiate negli anni in cui è stata via: ci sono nuovi abitanti nel quartiere, il padre è morto, il marito l’ha lasciata dopo che lei ha deciso di non avere figli. Ma una donna è tale solo se è madre? Noga è una creatura forte e fragile, come forte e fragile è l’umano di fronte alla vita. Noga è soprattutto uno dei personaggi piú complessi, umani, semplicemente indimenticabili della letteratura di Abraham B. Yehoshua. «La comparsa non è una sinfonia, ma un delicato concerto in tre movimenti. Il primo, allegro grazioso, è una vitale e sottile presentazione della protagonista, Noga. Il secondo, il confronto con la madre e l’ex marito, un tormentato andante. La conclusione è vivace ma anche dolce e sognante».

Recensione della Redazione QLibri

 
La comparsa 2015-10-24 06:06:46 Mario Inisi
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Mario Inisi Opinione inserita da Mario Inisi    24 Ottobre, 2015
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Arte e vita

La comparsa è un bel libro; l'idea di fondo di una donna rapita alla vita dalla musica è bella ma avendo letto altri romanzi dell'autore in passato direi che questo è meno intenso, forse più tenero ma tutto sommato la sensazione è che manchi qualcosa. L'inizio è piuttosto fiacco anche se con lampi di dolcezza: Noga, la protagonista, arpista di professione, viene chiamata a Gerusalemme dal fratello per tenere occupata la casa della madre che deve fare un periodo di prova in una casa di riposo di un'altra città . Noga deve quindi lasciare gli impegni di lavoro per fare la comparsa nella vita della sua famiglia. Farà anche provvisoriamente la comparsa per mantenersi anche se non ne avrebbe una vera necessità per cui l'occupazione sembra più che altro simbolica. Nella casa della madre fanno incursioni due bambini, due piccoli teppisti fanatici con i boccoli e una gran voglia di guardare documentari alla TV (per loro proibita). L'idea dei bambini è tenera e tesse un filo con il rifiuto di Noga di dare un figlio all'ex marito. Con la comparsa sulla scena dell'ex marito la storia si fa un po' più interessante anche se la spiegazione dello strano rapporto tra i due non raggiunge l'intensità e la profondità che mi aspettavo dall'autore. Invece è molto bella la terza parte, quella in cui Noga torna all'arte. La descrizione del rapporto di Noga con l'arpa e con la musica rappresenta l'apice del romanzo. Soprattutto la descrizione del duetto tra arpe nella mer è bellissimo.
Sembra in questo romanzo di Yehoshua che l'arte abbia la meglio sulla vita nella mente dell'autore ma nel momento in cui si allontana dalla vita fa un passo indietro anche dai suoi lettori. La comparsa, questa donna bella e sfuggente, lontana dalla vita e forse anche dalla musica (l'arpa ha un piccolo ruolo nella maggior parte dei brani) che poteva essere una figura evocativa e profonda resta abbastanza lontana come "la stella" ( si fa per dire) Venere di cui porta il nome.

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Consiglio di leggere l'amante e il divorzio tardivo
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La comparsa 2016-05-29 17:56:11 Pelizzari
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Pelizzari Opinione inserita da Pelizzari    29 Mag, 2016
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Un ricatto familiare

Il nocciolo di questo libro è una storia con un po’ poco senso, un ricatto familiare, con cui un fratello ed una madre mettono Noga, la protagonista, nelle condizioni di ritornare a vivere nell’appartamento in cui è cresciuta. E questa storia è un pretesto per entrare nelle dinamiche familiari di una famiglia un po’ soffocante, ma non per cattiveria, penso più per troppo amore, e soprattutto per entrare nelle dinamiche di una giovane donna che, un po’ delusa dalla propria vita, trova nella musica e nell’arpa, lo strumento che suona, il solo proprio rifugio. Durante questo soggiorno forzato, Noga si ritrova a fare la comparsa negli spettacoli e questo ruolo, che dà anche il titolo al libro, è il maggiore spunto di riflessione, perché Noga è, nell’intimo, tormentata, vive un conflitto con se stessa, di cui forse non è nemmeno troppo consapevole. Questo suo stato d’animo ed il ritratto di donna che ne emerge, soprattutto nell’ultima parte del libro, tocca diverse corde emotive del lettore, perché è facile ritrovarsi in una donna che non è come vorrebbe essere ma non è nemmeno come gli altri vorrebbero che fossero. Ed è forte la sensazione di voler utilizzare la chiave di lettura del libro per leggere un po’ più sinceramente anche se stessi.

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La comparsa 2016-05-14 21:52:00 68
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68 Opinione inserita da 68    14 Mag, 2016
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Delicatezza ed armonia femminile


" Delicatezza " e' una visione d' insieme, il termine più' adatto per definire il romanzo e la sua peculiarità' narrativa.
La " delicatezza " descrive Noga, la protagonista, musicista israeliana emigrata in Olanda per lavoro, in fuga da una vita travagliata e sofferta e che ritorna in patria per affrontare e risolvere problematiche famigliari .
La " delicatezza " riguarda tutti i personaggi di contorno, dalla madre al fratello, al padre defunto, all' ex marito, agli amici, fino ai semplici conoscenti, attori che entrano ed escono dalla narrazione rappresentando lo spettacolo della quotidianità'.
La " delicatezza " affresca i dialoghi, tocchi narrativi armonici, lenti, dosati, in simbiosi con la musica e l' arpa che accompagna la vita della protagonista.
La " delicatezza " sta nei temi trattati, pur cosi' personali, profondi, sofferti, si parla di relazioni famigliari irrisolte, di abbandoni, di una vita da ricostruire, di scelte tormentate, di rapporti interrotti o nebulosi.
Noga e' una donna complessa, appassionata, profondamente legata ad un passato in parte felice, nella propria infanzia e nelle relazioni con la madre, a lei affine, ma anche tormentata da un matrimonio fallito per una sua scelta precisa, la rinuncia alla maternità', che ne ha condizionato pesantemente il presente.
Ritorna nella sua terra d' origine per riannodare i fili di un passato enigmatico.
Scoprirà' legami impensabili, riallaccerà' rapporti famigliari interrotti ed affrontera' il tormentato sommerso. In questa fase abbandonerà' il proprio amore primario, la musica, per ricercare e ritrovare la melodia del proprio destino interrotto e risposte apparentemente imperscrutabili.
In attesa che la madre, per un breve periodo ospite di una casa di riposo dopo la morte del marito e padre di Noga, decida del proprio destino, si inventerà' un nuovo lavoro, la comparsa cinematografica, miscelando in tal modo realtà' e finzione, vero e presunto, in una perfetta commistione di sogni e desideri, proprio come la vita.
Nel mezzo della narrazione si parla di cultura ebraica che negli anni della sua assenza ha cambiato il proprio mostrarsi, accentuando i contrasti tra tradizione ed ortodossia, tra mediazione e fanatismo, proprio come sono cambiati i luoghi della sua infanzia, immutati solo nella sua memoria.
È' un lungo viaggio temporale, nei ricordi, negli affetti, nell' interiorita', per ritornare a quella musica tanto amata che è' la sua vita, lo e' stata e lo sarà', lasciando però' aperta una porta ai legami famigliari, ad una umanità' ritrovata e ad un futuro possibile e diverso ( la maternità'? ).
È' un romanzo che si muove sempre in armonia con la protagonista, perfetto nel tratteggiarne delicatamente i tratti salienti, nello sviscerare una memorabile figura femminile, ricca di contrapposizioni apparentemente antitetiche, forte e debole, passionale e fredda, razionale ed impulsiva, ma sentitamente vera e viva, e per questo apprezzabile e coinvolgente.
Un libro consigliato, da assaporare lentamente, ascoltandone e cogliendone la profonda musicalità' che ne tratteggia l' insieme, miscelando storia personale e cultura ebraica, pubblico e privato, sempre con la delicatezza poetica di una grande narrazione.

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