Narrativa straniera Romanzi Le cose che non so di te
 

Le cose che non so di te Le cose che non so di te

Le cose che non so di te

Letteratura straniera

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Molly, diciassette ann, dopo aver rubato Jane Eyre dalla biblioteca della scuola, per punizione è costretta a recarsi ogni pomeriggio a casa dell’anziana signora Vivian per aiutarla nelle pulizie. L’incontro tra le due non è certo dei più promettenti: Molly ha sempre il broncio, si esprime a monosillabi. Vivian però è una donna speciale a cui la vita ha tolto e regalato tanto. Giorno dopo giorno, le due scoprono di avere qualcosa di molto profondo che le unisce: anche Vivian infatti è rimasta sola da piccola e, come tanti altri bambini della sua epoca, venne messa sul “Treno degli orfani” per trovare una famiglia che si facesse carico di lei. E quando Molly capisce di poterla aiutare a dipanare il mistero che da tanti anni la perseguita, la scintilla dell’affetto più grande e sincero libererà entrambe.



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Le cose che non so di te 2015-07-25 09:47:16 fraghi88
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fraghi88 Opinione inserita da fraghi88    25 Luglio, 2015
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Un libro eccellente

RECENSIONE

Citazione dal libro

“Quanta strada hanno fatto Vivian e la sua collana, pensa Molly: da un villaggio di case di pietra sulle coste dell’Irlanda ad un palazzo di New York,da un treno in corsa verso l’ovest ad una vita in Minnesota. Per arrivare qui, dopo quasi cento anni, sotto il portico di una vecchia casa nel Maine.”


Un romanzo dai toni esemplari e indimenticabili, un libro dalle sfumature di una storia antica, la quale rende altrettanto essenziale il suo intrecciarsi ad una favola moderna sull’amicizia.
E’ difficile trovare trame così avvincenti sul tema dell’amicizia, ma questo romanzo cattura il lettore su tutti i fronti della storia.
Mi sarei aspettata di tutto da questa lettura, ma quel tutto si sarebbe evoluto apparentemente per me solo nella grande umanità di una vicenda narrante la profondità di un legame tra un’adolescente e un’anziana che si ritrovano a diventare amiche trovando tante cose in comune fra loro.
E invece vi è molto di più: c’è l’epopea della vita di una donna quasi centenaria che si dipana nell’emozionalità dei ricordi ancora vividi della sua infanzia e della sua esistenza di ragazza diventata donna.
Uno stile incalzante, dove la scorrevolezza degli eventi inizia dall’esperienza di Molly, una diciassettenne in affido a due genitori un po’ bizzarri,una ragazzina in preda al tema dell’abbandono e della sua abitudine a vedersi sballottata fin da bambina a più famiglie per essere finalmente accettata e amata per la persona che è.
Ed è qui la bravura che l’autrice ha dimostrato nel saper legare due vicende ambientate in due epoche opposte, ma che nel loro significato hanno molte più cose in comune di quanto credono.
Molly deve svolgere le sue cinquanta ore di servizi sociali, semplicemente per essere stata punita a causa del furto di una copia di Jane Eyre (il suo libro preferito) dalla biblioteca della scuola: è così che incontra Vivian, visto che la madre di Jack, il suo attuale ragazzo, lavora alle dipendenze di questa sorprendente signora di novantuno anni.
Qui la diciassettenne dovrà ripulire il solaio dell’anziana signora dalle cose ormai vecchie e inutili.
La ragazzina presto si accorgerà di quanto quella punizione sia invece un modo per riscattare se stessa insieme alla straordinaria storia di Vivian.
Molly si accorgerà di quanto la donna sia legata alla sua storia in modo profondo e indimenticabile. Non ci sarà quasi niente da buttare, perché i racconti della vecchia signora ricostruiranno il saggio diario di una storia, da cui possiamo tutti imparare veramente qualcosa.
Dentro questo diario di vita c’è la storia di tre donne Niahm, Dorothy e Vivian: tre anime che battono in un solo cuore.
Niahm una bambina dodicenne che parte dall’Irlanda per l’America insieme alla sua famiglia, inseguendo il sogno di una vita migliore.
Ma tutto presto finisce, perché i suoi cari le vengono portati via da un incendio.
Lei rimane sola e salendo sul ‘treno degli orfani’ prenderà la nuova identità di Dorothy.
Mi è piaciuta molto l’idea di inserire in questo romanzo un pezzo di storia vera dedicata ai ‘treni degli orfani’, i quali tra il 1854 e il 1929 portano piccoli bambini senza famiglia verso un destino sconosciuto, dove ognuno di loro si augura di poter trovare un po’ d’amore o comprensione.
Dorothy verrà sbalzata da una famiglia all’altra fino a diventare la figlia adottiva dei Nielsen, i quali tentano di sostituirla con la loro defunta figlia.
A questo punto diventerà Vivian, anche se quando incontrerà a sua insaputa l’amore della sua vita si accorgerà di essere sempre rimasta Niahm in un piccolo angolo del suo cuore.
Ecco che questi tre diversi nomi femminili portano sempre e solo ad un’unica donna.
Ogni baule o scatolone del solaio di Vivian nasconde un vagone indimenticabile e doloroso di ricordi, ed è qui che le vicende di Molly e la donna si intrecciano indissolubilmente trovando tante cose in comune l’una nella vita dell’altra.
La Kline ci fa scoprire tante palpabili emozioni,quando l’ho letto mi è sembrato al contempo di dare vita ad un film da premio Oscar, visto il talento dell’autrice.
Credo proprio che sia uno dei rari casi in cui un film e un libro possano essere belli e profondi alla pari, spero tanto che qualche regista possa davvero crearci una pellicola sopra per tramandare questa storia a chi non ha avuto ancora il piacere di leggerla.
Una lettura che valuto con cinque stelle abbondanti,perché la scrittrice ci ha saputo donare l’emozionante valore di un’amicizia, sapendo aggiungere una parte di storia vera e importante che è tuttora realtà agli occhi dei nostri giorni.
Consiglio vivamente questo romanzo a chi ama le storie del passato e quelle dell’amicizia,ma soprattutto a chi pensa sia essenziale a volte saper ascoltare le persone più anziane,perchè sono loro il vero e unico tesoro per noi giovani in cerca di verità e saggezza.


Francesca Ghiribelli.

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Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Consigliato a chi ama storie senza tempo e senza spazio ricche di sentimenti profondi.
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Le cose che non so di te 2014-12-05 16:02:28 Christy Unbuonlibro
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Christy Unbuonlibro Opinione inserita da Christy Unbuonlibro    05 Dicembre, 2014
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Grandi potenzialità, ma risultato discreto

Le cose che non so di te l'ho voluto iniziare subito perché avevo grandi aspettative ed ero molto curiosa, ma ahimè devo ammettere che mi ha lasciata un po' perplessa. Non mi è piaciuto così tanto come mi aspettavo e per buona metà della lettura avevo soltanto una grande confusione in testa.
Ma andiamo con ordine, dalla trama sembra che tutto il libro debba essere incentrato sulla vita di Molly e che Vivian sia solo un personaggio secondario, ma invece è tutto al contrario. Per buona parte del libro, la storia si concentra su Vivian, che grazie all'incontro con Molly ripercorre gli eventi del passato e ricorda la sua infanzia infelice.

I capitoli si alternano tra la storia di Vivian, raccontata in prima persona e la storia di Molly, raccontata in terza persona da un narratore esterno. Le due storie sono molto simili e, a volte, ho rischiato di confonderle l'una con l'altra, meno male che all'inizio di ogni capitolo c'è l'anno in cui si svolge la scena. Non mi è piaciuta neanche la scelta di adottare un narratore esterno per la storia di Molly, non mi ha coinvolta abbastanza, come avrei voluto. Invece ho apprezzato molto, il racconto di Vivian, ripercorrere tutte le tappe della sua giovane vita, conoscere i dolori che ha dovuto sopportare e le sofferenze di una giovane orfana.
L'autrice attraverso la storia di Vivian, ha voluto testimoniare un fenomeno avvenuto tra il 1854 e il 1929: i “treni degli orfani” erano dei veri e propri viaggi di bambini rimasti soli, che venivano affidati gratuitamente alle prime persone che li volevano, ma non si trattava sicuramente di adozioni per amore di avere un figlio, ma piuttosto era un modo per poter avere maggiore manodopera, per esempio per un lavoro nei campi, per i maschi, oppure per cucire e accudire i bambini, per le femmine. Nessuno si interessava dei veri sentimenti e dei veri bisogni di questi bambini, che dovevano subire di tutto in silenzio, perché è questo che ci si aspetta da un bravo bambino.
Nel caso di Vivian, la faccenda è un po' più complicata, lei è originaria dell'Irlanda e ha i capelli rossi, ciò non è ben visto da molti americani, che infatti preferiscono altre bimbe a Vivian, inoltre i grandi non dimenticano di rinfacciargli le sue origini, di tanto in tanto.

La storia di Vivian è la parte più interessante di tutto il libro, secondo me, il lettore sente proprie tutte le emozioni di Vivian, si sente vicino alla protagonista.

Veniamo trasportati nel passato, nel periodo tra le due guerre e seconda guerra mondiale, in un America che cerca di riprendersi dalla crisi post bellica, ma che subisce nuovamente le perdite dovute alla seconda guerra, che rivede i suoi uomini cadere ad uno ad uno, partire per non tornare più.
Ma badate bene, probabilmente senza la presenza di Molly all'interno del libro, non avremmo mai conosciuto la storia di Vivian.
Le due protagoniste sono legate da un passato molto simile, anche Molly è sola, è stata adottata ma nella nuova famiglia, le cose non vanno molto bene. Lei è una ragazza apparentemente forte, non tradisce emozioni e si è creata una corazza per proteggersi dalle delusioni, non si aspetta nulla dalla vita e non crede che le cose possano andare meglio. Dopo aver cercato di rubare una copia di Jane Eyre dalla biblioteca, è obbligata a svolgere 50 ore di servizio civile. Queste ore le dovrà trascorrere aiutando Vivian a riordinare la soffitta.
E' così che le due protagoniste si incontrano, ed è così che inizia il libro, da qui conosceremo le vite delle due.
Come vi dicevo, la lettura è stata abbastanza confusa, per me. Solo verso la fine sono riuscita ad ingranare e mi sono maggiormente affezionata al libro. E' per questo e per la presenza di Vivian, che gli do 3 voti.
Un libro, insomma, pieno di emozioni e con grandi potenzialità, peccato che non mi sia piaciuto.

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Le cose che non so di te 2014-07-13 16:47:09 Flynn
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Flynn Opinione inserita da Flynn    13 Luglio, 2014
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Le cose che non so di te

Sono sempre attratta dai romanzi che seguono sia una vicenda del presente che una del passato, soprattutto se poi in qualche modo le due si intrecciano.
Una cosa molto positiva è che le vicende si equivalgono, sono equilibrate, sono entrambe altrettanto coinvolgenti, una non sovrasta l' altra, quindi non mi sono trovata a desiderare di leggere di una e non dell' altra, è stato tutto interessante e bellissimo.
Il racconto dell' infanzia e della giovinezza di Vivian, con le durissime prove a cui la vita l'ha sottoposta, è un' angoscia continua, è davvero appassionante e vengono descritte immagini e sentimenti molto intensi.
Fondamentale è anche il rapporto che si viene a creare tra Vivian e Molly. Molly è tendenzialmente scontrosa con tutti, è riservata e chiusa in se stessa ed anche lei ha vissuto un' infanzia non facile. Proprio le similitudini tra le storie delle due sarranno ciò che riuscirà ad avvicinarle.
Il loro legame dà vita a scene che ho trovato molto significative, come quando, ancora all' inizio della loro conoscenza, Molly si commuove per un gesto di gentilezza di Vivian. Per me è stata una scena importante, proprio per la reazione di Molly. Anche in questo c'è una sorta di parallelismo con il passato di Vivian, infatti, viste le esperienze vissute, questi piccoli gesti di gentilezza fanno commuovere entrambe e non vengono mai dati per scontati. Anche se è difficile fidarsi, lasciarsi andare, affezionarsi, tra loro si instaura una profonda comprensione.
I vari personaggi sono ben caratterizzati, alcuni riescono benissimo a farsi odiare e detestare, altri non si può far altro che amarli.
Ho pianto più volte durante la lettura, le protagoniste vivono situazioni terribili e di un' inginustizia incredibile. Non sono proprio riuscita a rimanere indifferente. Questo romanzo è stata una scoperta inaspettata, si piange, si soffre, si sorride con Vivian e Molly e si inizia piano piano a tenere a loro. Si vorrebbe un finale felice per entrambe perchè si capisce sempre di più che se lo meriterebbero davvero.
Infatti sapere fin dall' inizio che certe cose sarebbero andate a finire male è stato un po' devastante. In certi punti avevo paura di andare avanti perchè non volevo soffrire e non volevo veder soffrire le protagoniste.
Comunque ne vale la pena, è una meraviglia, mi ha dato moltissimo, è struggente ed emozionante, una storia e dei personaggi che mi rimarranno dentro e a cui so che ripenserò spesso.

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