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Senza toccare

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“Rimasi colpita quando mi dissero che stavo per morire”. Adalet ha solo 29 anni, è una donna ferita e difficile che cerca di vivere senza toccare nessuno, sospettosa del mondo esterno. Quando si rende conto che non sarà in grado di sbarazzarsi della malattia implacabile che l’ha colpita, inizia a fare il resoconto della suavita. Adalet, che si incolpa per quello che le è successo, cerca di trovare il suo primo peccato, frugando nella sua vita e nei suoi ricordi. Nel tentativo di rimediare alla sua colpa conoscerà di nuovo se stessa e il paese in cui vive. Senza toccare, invita il lettore in un viaggio immersivo in cui la protagonista mette in discussione la sua vita e ciò che la circonda. Ci ritroviamo a viaggiare attraverso una Turchia di toponimi mascherati che celando i luoghi, ci riportano alle realtà del mondo moderno. La storia assume toni cupi mentre i segreti si svelano man mano che il viaggio procede. Una delle ragioni è il passato di Adalet, l'altra sono le questioni politiche e sociali mostrate attraverso gli occhi e la memoria della giovane donna. Un romanzo sul vedere, ricordare e dimenticare, in cui non mancano i colpi di scena.



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Senza toccare 2022-06-08 20:25:35 ALI77
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ALI77 Opinione inserita da ALI77    08 Giugno, 2022
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UN ROMANZO MOLTO TOCCANTE E PROFONDO

"La sensazione di vuoto che si prova nel momento in cui lo si capisce, non assomiglia a niente di ciò che avete provato fino a quell'istante."
Adalet è una giovane ragazza di ventinove anni e un giorno la sua vita prende una direzione inaspettata quando il medico le comunica che sta per morire.
Si incolpa per quello che le è successo, pensa al suo passato a quello che ha fatto di male per meritarsi questa punizione, infatti Adalet pensa che questa malattia sia la pena che deve scontare per i suoi peccati.
Inizia così un percorso molto personale, dove si legge dentro e ripensa agli anni della sua infanzia e adolescenza, al primo vero peccato che ha commesso nella sua vita: prendere l'unico giocattolo che aveva un bambino con un handicap, che viveva nel suo vicinato e non restituirglielo più.
Ora la sua missione è trovare quel ragazzo e chiedergli scusa per quello che ha fatto.
Adalet ha un mondo interiore molto complesso, lei non ha mai vissuto veramente, non ha mai amato ne se stessa ne qualcun altro, forse perché non sa come fare.
Affronta un viaggio per scusarsi per quello che ha fatto nella sua vita e si lascia andare come non aveva mai fatto prima, lei non ha mai vissuto veramente rimaneva in disparte, sempre un passo indietro, isolata dal resto del mondo; "senza toccare", come ci suggerisce il titolo, senza afferrare la sua vita vita e capisce di aver sbagliato.
"D'altra parte, mentre vivo non sapevo di amare la vita. Quando ho saputo di avere un piede nella fossa, l'ho capito, infatti pare proprio che la ami."
Adalet scrive una sorta di diario, dove oltre a parlare di se stessa e della sua famiglia, commenta anche quello che succede nella società, le notizie di cronaca, le molestie nei confronti delle donne e il silenzio delle vittime. Come quando succede un lutto in una famiglia, il dolore è solo "dentro le mura di quella casa" ma gli altri continuano la loro vita come se nulla fosse; in questo ho trovato sicuramente una critica dell'autrice verso la società e le persone che sono concentrate solo su se stesse.
"Il valore di una persona non consiste certo in ciò che ha causato l'errore, sapevo che sarebbe stata la vittima a giudicare."
La parte iniziale è stata molto interessante, la riflessione sulla vita e sulla morte, nessuno di noi sfugge al proprio destino, così ci dice l'autrice, nonostante tutto quello che possiamo fare lui ci trova sempre e non possiamo cambiare le cose.
Quando una persona sta perdendo qualcosa è in quel momento che capisce che è importante per lei e che l'ama. Il problema sorge quando non sai come amare perché non sei mai stato amato e Adalet non sa cosa sia l'amore.
"Se l'intenzione non è quella di farsi seppellire vivi nella propria oscurità che si è impadronita della vostra anima, non perderete nemmeno troppo tempo a pensare alla morte e, a patto che non sia lei a bussare alla vostra porta, non andrete di persona a indagare. Si accetta l'esistenza di alcune cose nella vita, solo se non ci pensa troppo a lungo."
Ho trovato questo romanzo molto vero e sincero, toccante in alcuni punti e avendo più o meno l'età della protagonista alcune paure che ha e che ha vissuto le ho provate anch'io e quindi questo libro è stato, per me, anche emotivamente forte.
I personaggi sono pochi ma ben delineati, il ritmo del libro è stato incalzante soprattutto nella prima parte, poi verso la fine è un po' calato.
L'autrice sa scrivere e molto bene, ha un vero e proprio talento, ha uno stile fluido e la narrazione è convincente e appassionante.
E' un libro che sa di realtà, di dolore, di sofferenza, di amore ma anche di una ricerca interiore per trovare se stessi, è un inno alla vita a "toccare" le cose, a non avere paura di fare delle esperienze, ad amare una persona anche se poi questa tradisce la tua fiducia, ti delude ma aver provato quel sentimento, anche una volta sola, ne varrà comunque la pena.
"Il modo più semplice per sopportare il tempo e il dolore, è non dimenticare che alla fine tutto inevitabilmente, passerà. Sì ogni cosa passa. Persino l'amore, persino la sofferenza, persino l'angoscia, persino la vita, persino il mondo finisce, senza aspettare che si riduca. Il dolore si attenua."

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Consigliato a chi ha letto...
a chi ama la letteratura turca e le storie non scontate
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